Ma buongiorno!
Se non fosse per le rarissime giornate di sole che ci ha dato finora questa pazza estate ci metterei la firma a ripeterla, ma solo per le temperature. Ieri a Milano ho avuto un assaggio delle normali, afose, calde estati. Mi sono bastate poche ore per finire ko. Però sono arcistufa della pioggia, anzi dei diluvi!
Sapeste quanto di malavoglia sto al pc, per fortuna questo tempaccio mi dà una mano e lo occupo portandomi avanti con la programmazione delle ricette, avendone una certa mole da espletare.
E' infatti passato oltre un mese da quando ho servito questa pasta in una serata di degustazione di soli Sauvignon bianchi.
Sul numero di Sale e Pepe di giugno (se ben ricordo) pubblicarono la ricetta dei polpi confit.
Immediatamente catturata dalla curiosità del procedimento, decisi di utilizzare il pregiato cefalopode, cotto in siffatta maniera, come condimento alle abissine. Un tipo di pasta corta che ben si prestava a essere preparata per 12 persone.
Ottima tenuta in cottura senza spappolarsi che un adeguato condimento, che si andava a incastrare nei suoi anfratti, ha reso perfetta! Vi ho descritto la ricetta lo scorso venerdì, ricordate?
La scelta del polpo confit, ovvero cotto a bassa temperatura affogato nell'olio, mi ha fatto scegliere di procedere alla cottura confit anche dei pomodorini.
Un barattolo di olive celline appassite e denocciolate per dare una nota amarognola e il sugo era fatto.
Siccome, come spesso mi succede, ho ecceduto col peso dei polpi e ne ho avanzati di già cotti, vi consiglio questo procedimento per la realizzazione di una meravigliosa insalata con le patate.
Ve la racconterò a breve... veloce (una volta che il polpo è già cotto) ma spettacolare.
I polpi cotti in questo modo rimangono soffici, teneri e pieni di sapore. Credo che diventerà, per quanto riguarda la loro specie, uno dei miei metodi di cottura preferiti.
Troverete anche questa inserita tra Le ricette a base di pasta di Gustissimo.it
Che dite? Potrebbe essere un'ottima idea per il pic nic di Ferragosto. Se non ci dovessimo leggere prima, vi auguro di passarlo serenamente e in piacevole compagnia!
Dosi per 6/8
-ricetta-
2 polpi da 600/800 g cad.
500 g abissine rigate
500 g pomodorini
200 g olive celline appassite e denocciolate
origano, zucchero
1 l olio evo
2 spicchi d'aglio
peproncino in pasta o polvere
sale
pepe
Preparo i polpi lavati e privati di becco e occhi.
Li metto in una casseruola che li contenga di misura e li ricopro d'olio. Metto la pentola sul fuoco e aspetto che arrivi quasi al bollore, quando l'olio è caldo e forma bolle piccolissime abbasso la fiamma al minimo possibile e lascio che cuociano lentamente senza che l'olio prenda mai il bollore, per circa 2 ore e mezza.
I polpi devono rimanere affogati nell'olio caldo cuocendo il più lentamente possibile.
Spengo e lascio intiepidire nell'olio prima di scolarli e tagliarli a pezzetti, mantenendo la loro pelle violacea.
Nel tempo che i polpi cuociono mi preparo anche i pomodorini confit, li apro a metà e li stendo su una placca rivestita di cartaforno, appena oliata, accostandoli stretti uno all'altro.
Li spolvero di origano, di sale grosso e di poco zucchero di canna. Li irroro con un filino d'olio e li inforno a 150° per circa 90'.
Devono risultare appassiti e asciutti.
Metto a cuocere la pasta, e intanto in una padella capiente scaldo un velo d'olio con l'aglio sbucciato che tolgo prima che si colori, quindi verso i polpi tritati, i pomodorini e le olive. A piacere aggiungo una punta di piccante dosando il peperoncino secondo il gusto.
Lascio sul fuoco il tempo sufficiente a che il sugo si scaldi.
Scolo la pasta e la condisco col sugo preparato e un mestolino d'acqua di cottura, qualora asciugasse troppo.
Porziono e servo subito.
Non consiglio un solo vino, allego direttamente la foto di tutti i vini degustati in quella serata.
Anche se quelli egregiamente abbinati alla pasta sono il 4° e 5° da sinistra, ossia due diverse interpretazioni italiane del nord-est, Alto atesina e Friulana.
''invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passerà sotto il vostro tetto'' J.A. Brillat-Savarin- Fisiologia del gusto- 1825
mercoledì 13 agosto 2014
Abissine rigate con polpo confit e pomodorini
Etichette:
condimenti,
molluschi,
pasta,
pesce,
piatti vegetariani,
pomodoro,
primi piatti,
primi piatti-pasta,
sughi e condimenti,
vini
lunedì 11 agosto 2014
Riso basmati, carne salada olive e lime
E' indubbiamente un'estate non bollente ma l'estrema umidità che aleggia nell'aria, a causa delle piogge frequenti, invoglia a consumare piatti leggeri e unici.
Si cucina una cosa sola e si è a posto per il pranzo.
Il condimento per questo riso si prepara a freddo, il basmati può anche essere cotto in anticipo, conosco amiche che ne cuociono una certa quantità in una volta sola e poi lo riciclano condendolo in vari modi. Ovviamente sono persone che lavorano e possono dedicare molto poco tempo ai fornelli.
Insomma, vi ho almeno un po' incuriosito con questa insalata di riso alternativa e super veloce?
La carne salada è una specialità del Trentino, si tratta di parti di polpa di manzo che vengono conciate con spezie e sale e quindi fatte marinare e asciugare, ma non troppo. La sua consistenza è soffice e morbida, non come la bresaola, è carne magrissima e molto saporita.
Dosi per 4
-ricetta-
320 g riso basmati lessato
180 g carne salada
100 g olive taggiasche/nere denocciolate
1 lime, succo e buccia
olio evo
In una boule verso il riso sgranandolo bene, lo condisco con la carne salada che ho ridotto a striscioline fini e con le olive. Completo col succo del lime e un buon giro di olio. Mescolo bene e lascio insaporire una decina di minuti.
Servo nei piatti e grattugio appena un po' di buccia di lime, deve solo profumare.
Si cucina una cosa sola e si è a posto per il pranzo.
Il condimento per questo riso si prepara a freddo, il basmati può anche essere cotto in anticipo, conosco amiche che ne cuociono una certa quantità in una volta sola e poi lo riciclano condendolo in vari modi. Ovviamente sono persone che lavorano e possono dedicare molto poco tempo ai fornelli.
Insomma, vi ho almeno un po' incuriosito con questa insalata di riso alternativa e super veloce?
La carne salada è una specialità del Trentino, si tratta di parti di polpa di manzo che vengono conciate con spezie e sale e quindi fatte marinare e asciugare, ma non troppo. La sua consistenza è soffice e morbida, non come la bresaola, è carne magrissima e molto saporita.
Dosi per 4
-ricetta-
320 g riso basmati lessato
180 g carne salada
100 g olive taggiasche/nere denocciolate
1 lime, succo e buccia
olio evo
In una boule verso il riso sgranandolo bene, lo condisco con la carne salada che ho ridotto a striscioline fini e con le olive. Completo col succo del lime e un buon giro di olio. Mescolo bene e lascio insaporire una decina di minuti.
Servo nei piatti e grattugio appena un po' di buccia di lime, deve solo profumare.
Etichette:
piatti per l'estate,
piatti unici,
riso,
senza glutine,
senza lattosio
domenica 10 agosto 2014
Short Mojito
Un'altra domenica nuvolosa. Da altre parti so che c'è bel tempo e grande caldo, qui facciamo la danza dello "speriamo che non piova"!
Consoliamoci con qualcosa che ci dia una sferzatina alcolica.
E' arrivato, da un paio di giorni, il nostro amico Guido, per trascorrere le annuali vacanze nella casetta accanto alla nostra.
Lui è un estimatore delle doti di barman di mio marito e quindi ieri abbiamo inaugurato i tradizionali aperitivi prima di pranzo.
Per l'occasione il consorte si è inventato un mojito short, inteso come più alcolico di quelli che siamo abituati a consumare nei bar, in dosi concentrate rispetto a quelli che vanno tanto di moda, che sono dolciastri e annacquati e serviti in bicchieroni annegati in cubetti di ghiaccio.
Per usare un'abile scorciatoia e non pestare lime, foglie di menta e zucchero c'è in commercio un prodotto a base di rum che già li contiene, mescolati al rum. Basta avere l'accortezza di correggere la dose di rum, e completarlo con un'idea di Cointreau e qualche goccia di angostura.
Le dosi sono sempre per un singolo cocktail. Le parti sono intese calcolate dal dosatore classico, ossia 2 ml per parte.
Accompagnatelo con stuzzichini vari, ieri ho servito cubetti di formaggio saporito, grana padano, spianata calabra e qualche dadino di focaccia.
-ricetta-
3 parti di rum bianco (6 ml)
1, 5 parti di Mojito Pampero (3 ml)
0,5 parti Cointreau (1 ml)
2 gocce di angostura
fettine di lime e foglie di menta fresca
shaker aperto o bicchiere grande
Nel bicchiere dello shaker tipo Boston (aperto) mettere gli ingredienti e il ghiaccio (4/5 cubetti), mescolare con energia e servire nei bicchieri da cocktail (raffreddati mettendoci dentro qualche cubetto di ghiaccio che poi si elimina) assieme a una fettina di lime e una foglia di menta.
Accompagnare con stuzzichini a piacere.
Consoliamoci con qualcosa che ci dia una sferzatina alcolica.
E' arrivato, da un paio di giorni, il nostro amico Guido, per trascorrere le annuali vacanze nella casetta accanto alla nostra.
Lui è un estimatore delle doti di barman di mio marito e quindi ieri abbiamo inaugurato i tradizionali aperitivi prima di pranzo.
Per l'occasione il consorte si è inventato un mojito short, inteso come più alcolico di quelli che siamo abituati a consumare nei bar, in dosi concentrate rispetto a quelli che vanno tanto di moda, che sono dolciastri e annacquati e serviti in bicchieroni annegati in cubetti di ghiaccio.
Per usare un'abile scorciatoia e non pestare lime, foglie di menta e zucchero c'è in commercio un prodotto a base di rum che già li contiene, mescolati al rum. Basta avere l'accortezza di correggere la dose di rum, e completarlo con un'idea di Cointreau e qualche goccia di angostura.
Le dosi sono sempre per un singolo cocktail. Le parti sono intese calcolate dal dosatore classico, ossia 2 ml per parte.
Accompagnatelo con stuzzichini vari, ieri ho servito cubetti di formaggio saporito, grana padano, spianata calabra e qualche dadino di focaccia.
-ricetta-
3 parti di rum bianco (6 ml)
1, 5 parti di Mojito Pampero (3 ml)
0,5 parti Cointreau (1 ml)
2 gocce di angostura
fettine di lime e foglie di menta fresca
shaker aperto o bicchiere grande
Nel bicchiere dello shaker tipo Boston (aperto) mettere gli ingredienti e il ghiaccio (4/5 cubetti), mescolare con energia e servire nei bicchieri da cocktail (raffreddati mettendoci dentro qualche cubetto di ghiaccio che poi si elimina) assieme a una fettina di lime e una foglia di menta.
Accompagnare con stuzzichini a piacere.
sabato 9 agosto 2014
Polpo confit con patate in insalata
Adesso che ho scoperto questo nuovo sistema di cottura del polpo lo ripeterò per un po'.
Almeno finché non ne trovo un altro valido.
Ve ne ho parlato, descrivendo a dovere la ricetta, due giorni fa.
Qualcuno potrebbe obiettare che non è un metodo troppo economico, in effetti una bottiglia di buon olio extravergine costa un pochino, ma ne vale assolutamente la pena per un buon antipasto.
Andate a sbirciare quante altre ricette interessanti di Antipasti a base di pesce potete trovare su www.gustissimo.it
Con le patate così croccanti è un piatto che potete portarvi al pic nic di Ferragosto, ammesso che il tempo decida di fare giudizio!
Quanto all'olio esausto mi comporto come con un qualsiasi olio di frittura, che regolarmente elimino dopo ogni cottura. Mi raccomando, gli oli esausti raccoglieteli in bottiglie e contenitori vari e portateli in discarica dove esistono appositi bidoni di raccolta.
Non vi venga in mente di buttarli nello scarico delle acque chiare né tantomeno in quelle scure. I depuratori non sono fatti per smaltire gli oli.
Vi ho già accennato che cotto in tal modo il polpo diventa burroso e tenerissimo oltre che molto saporito.
Gli lascio tutta la pelle scura, che peraltro non si scolla come invece succede quando lo si fa bollito.
In più stavolta ho aggiunto olive, prezzemolo tritato e da ultima una cipolla rossa di Tropea preventivamente messa a bagno nell'aceto, così si cuoce un pochino e diventa digeribilissima.
Un chilogrammo di polpi e 600 g di patate, se lo considerate un antipasto, bastano per almeno 8 persone.
-ricetta-
1 kg polpi freschi
600 g patate
100 g olive taggiasche denocciolate
1 mazzetto di prezzemolo
1 cipolla di Tropea
succo di limone/lime
1 l olio evo
sale, pepe
Pulisco i polpi e li metto a cuocere su fiamma bassissima completamente affogati nell'olio extravergine di oliva. Appena l'olio è caldo e sta per bollire metto la pentola sul fuoco più piccolo e abbasso la fiamma in modo che non arrivi a bollire mai.
Lascio sul fuoco per due ore e mezza poi spengo e lascio intiepidire nell'olio.
Quindi scolo i polpi e li taglio a pezzetti.
Affetto la cipolla e la metto a bagno nell'aceto per mezz'ora.
Nel frattempo ho lessato le patate pelate e tagliate a tocchetti in abbondante acqua salata e acidulata con 2 cucchiai di aceto, le scolo quando sono croccanti e le faccio raffreddare.
Trito le foglie del prezzemolo e le metto in una boule con le olive, il polpo, un po' di succo di lime o limone, un buon giro d'olio, un pizzico di sale, pepe nero macinato fresco, le cipolle scolate e strizzate e le patate.
Mescolo tutto, copro e lascio insaporire al fresco per almeno due ore.
Tolgo la portata dal frigorifero mezz'ora prima di servirla, la mescolo nuovamente e la porto in tavola.
Almeno finché non ne trovo un altro valido.
Ve ne ho parlato, descrivendo a dovere la ricetta, due giorni fa.
Qualcuno potrebbe obiettare che non è un metodo troppo economico, in effetti una bottiglia di buon olio extravergine costa un pochino, ma ne vale assolutamente la pena per un buon antipasto.
Andate a sbirciare quante altre ricette interessanti di Antipasti a base di pesce potete trovare su www.gustissimo.it
Con le patate così croccanti è un piatto che potete portarvi al pic nic di Ferragosto, ammesso che il tempo decida di fare giudizio!
Quanto all'olio esausto mi comporto come con un qualsiasi olio di frittura, che regolarmente elimino dopo ogni cottura. Mi raccomando, gli oli esausti raccoglieteli in bottiglie e contenitori vari e portateli in discarica dove esistono appositi bidoni di raccolta.
Non vi venga in mente di buttarli nello scarico delle acque chiare né tantomeno in quelle scure. I depuratori non sono fatti per smaltire gli oli.
Vi ho già accennato che cotto in tal modo il polpo diventa burroso e tenerissimo oltre che molto saporito.
Gli lascio tutta la pelle scura, che peraltro non si scolla come invece succede quando lo si fa bollito.
In più stavolta ho aggiunto olive, prezzemolo tritato e da ultima una cipolla rossa di Tropea preventivamente messa a bagno nell'aceto, così si cuoce un pochino e diventa digeribilissima.
Un chilogrammo di polpi e 600 g di patate, se lo considerate un antipasto, bastano per almeno 8 persone.
-ricetta-
1 kg polpi freschi
600 g patate
100 g olive taggiasche denocciolate
1 mazzetto di prezzemolo
1 cipolla di Tropea
succo di limone/lime
1 l olio evo
sale, pepe
Pulisco i polpi e li metto a cuocere su fiamma bassissima completamente affogati nell'olio extravergine di oliva. Appena l'olio è caldo e sta per bollire metto la pentola sul fuoco più piccolo e abbasso la fiamma in modo che non arrivi a bollire mai.
Lascio sul fuoco per due ore e mezza poi spengo e lascio intiepidire nell'olio.
Quindi scolo i polpi e li taglio a pezzetti.
Affetto la cipolla e la metto a bagno nell'aceto per mezz'ora.
Nel frattempo ho lessato le patate pelate e tagliate a tocchetti in abbondante acqua salata e acidulata con 2 cucchiai di aceto, le scolo quando sono croccanti e le faccio raffreddare.
Trito le foglie del prezzemolo e le metto in una boule con le olive, il polpo, un po' di succo di lime o limone, un buon giro d'olio, un pizzico di sale, pepe nero macinato fresco, le cipolle scolate e strizzate e le patate.
Mescolo tutto, copro e lascio insaporire al fresco per almeno due ore.
Tolgo la portata dal frigorifero mezz'ora prima di servirla, la mescolo nuovamente e la porto in tavola.
Etichette:
antipasti di pesce,
insalate,
patate,
pesce,
piatti vegetariani,
polpo
venerdì 8 agosto 2014
Risoni al verde
Se sono sola, il che è un'abitudine dal lunedì al venerdì, cucino per me stessa solo a mezzogiorno.
In genere punto su piatti unici e semplici, costruiti con quel che ho, di avanzato, in frigorifero. La base sono spesso legumi, cereali e carboidrati.
Ritrovandomi una porzione di spinaci cotti e un pezzetto di Bleu d'Auvergne, formaggio erborinato francese simile al gorgonzola, ho risottato il solito orzo-pasta (o risoni) e ho alla fine mantecato con i due avanzi.
Ho tritato finemente gli spinaci e pure lo spicchio di formaggio. Lasciando volutamente cremosa e non troppo asciutta la pasta.
Questo formato, risottato, rende moltissimo. 40 g corrispondono a una ricca porzione. Quindi anche sul piano calorico è un buon vantaggio.
Dosi per 4
-ricetta-
120 g risoni
200 g spinaci lessati e strizzati
100 g zola o altro formaggio erborinato
1 scalogno
olio evo
sale
Trito finemente lo scalogno, lo metto a soffriggere lentamente in un velo d'olio, quindi aggiungo i risoni.
Una volta tostati nel condimento inizio a bagnare con mestolini di acqua bollente.
Porto a cottura e salo, aggiungendo 3' prima del termine gli spinaci tritati.
Spengo, completo con la nota salina ed erborinata dello zola, mescolo bene e lascio riposare 5'.
Ho inserito questa ricetta nel motore di ricerca www.gustissimo.it alla voce 'Primi piatti con spinaci'.
In genere punto su piatti unici e semplici, costruiti con quel che ho, di avanzato, in frigorifero. La base sono spesso legumi, cereali e carboidrati.
Ritrovandomi una porzione di spinaci cotti e un pezzetto di Bleu d'Auvergne, formaggio erborinato francese simile al gorgonzola, ho risottato il solito orzo-pasta (o risoni) e ho alla fine mantecato con i due avanzi.
Ho tritato finemente gli spinaci e pure lo spicchio di formaggio. Lasciando volutamente cremosa e non troppo asciutta la pasta.
Questo formato, risottato, rende moltissimo. 40 g corrispondono a una ricca porzione. Quindi anche sul piano calorico è un buon vantaggio.
Dosi per 4
-ricetta-
120 g risoni
200 g spinaci lessati e strizzati
100 g zola o altro formaggio erborinato
1 scalogno
olio evo
sale
Trito finemente lo scalogno, lo metto a soffriggere lentamente in un velo d'olio, quindi aggiungo i risoni.
Una volta tostati nel condimento inizio a bagnare con mestolini di acqua bollente.
Porto a cottura e salo, aggiungendo 3' prima del termine gli spinaci tritati.
Spengo, completo con la nota salina ed erborinata dello zola, mescolo bene e lascio riposare 5'.
Ho inserito questa ricetta nel motore di ricerca www.gustissimo.it alla voce 'Primi piatti con spinaci'.
Etichette:
al recupero,
formaggi,
pasta,
piatti unici,
piatti vegetariani,
primi piatti,
primi piatti-pasta,
verdure
mercoledì 6 agosto 2014
Polpo confit in oliocottura (cotto a bassa temperatura)
Ultimamente va di moda cuocere a temperature molto basse per tempi prolungati.
Esistono forni che fanno meraviglie, in grado di cuocere per 7/8 ore a circa 70°, tecnica che rende le pietanze spaziali.
La mia amica Raffaella, che col marito Beppe conduce un'azienda leader nel settore delle attrezzature alberghiere, spesso mi esorta ad acquistarne uno. Mi spiace tanto Raffa, sarà per la prossima vita, in questa mi dovrei riorganizzare tutta la cucina e francamente, adesso, non ha più senso.
Pertanto vado alla ricerca di sistemi per ovviare in modo più casalingo e ce ne sono. Cuocere in sacchetti sottovuoto, usare il forno di casa come uno professionale, oppure immergere il cibo in olio e lentissimamente portarlo a cottura.
Ho letto commenti vari nel web, sfottò di alcuni che sostengono che un polpo, dopo 2/3 ore di immersione in olio rassomigli a un pneumatico. Fidatevi, non è così.
La sua carne concentra all'interno tutto il sapore e la consistenza è morbidissima.
Io utilizzo sempre e solo polpi freschi. Non vi so dire se la ricetta viene ugualmente bene con quelli congelati.
Armatevi solo di pazienza, se poi avete un fuoco che veramente riesce a mantenere la fiammella al minimo indispensabile, potete anche andarvene a spasso per un paio d'ore mentre il polpo cuoce.
Una volta preparato in questo modo potrete utilizzarlo per insalate con patate o legumi, in sughi e condimenti per pasta o riso o altri cereali oppure gustarlo con altri tipi di verdura.
L'olio di cottura dev'essere un extravergine, usatene uno discreto ma che sia vero, soprattutto alla luce delle ultime frodi scoperte dai Nas (presunti oli biologici che invece erano miscugli di olio esausto di frittura e quant'altro). Con tutti i produttori onesti che abbiamo in Italia, e la produzione di olio in attivo, che bisogno c'è di commettere frodi alimentari?
Dosi per 6
-ricetta-
1,3 kg polpi (due medi)
1 l olio evo
Pulisco i polpi eviscerandoli, elimino la sacca interna, il becco e gli occhi. Li lavo bene, per eliminare ogni possibile residuo dai tentacoli, li tampono con carta da cucina e li metto in una pentola che li contenga di misura.
Li ricopro con tutto l'olio e pongo la pentola sul fuoco. Porto l'olio in temperatura, deve scaldarsi lentamente e, quando inizia appena a fremere, trasferisco la pentola sul bruciatore più piccolo mantenendo la fiamma al minimo possibile.
Lascio che cuocia, senza che l'olio arrivi mai a bollire, per 2 ore e mezza.
Quindi spengo e lascio i polpi, che si saranno ridotti di volume e saranno diventati lucidi e bruniti, a raffreddare nell'olio prima di sgocciolarli e trattarli come desidero.
Esistono forni che fanno meraviglie, in grado di cuocere per 7/8 ore a circa 70°, tecnica che rende le pietanze spaziali.
La mia amica Raffaella, che col marito Beppe conduce un'azienda leader nel settore delle attrezzature alberghiere, spesso mi esorta ad acquistarne uno. Mi spiace tanto Raffa, sarà per la prossima vita, in questa mi dovrei riorganizzare tutta la cucina e francamente, adesso, non ha più senso.
Pertanto vado alla ricerca di sistemi per ovviare in modo più casalingo e ce ne sono. Cuocere in sacchetti sottovuoto, usare il forno di casa come uno professionale, oppure immergere il cibo in olio e lentissimamente portarlo a cottura.
Ho letto commenti vari nel web, sfottò di alcuni che sostengono che un polpo, dopo 2/3 ore di immersione in olio rassomigli a un pneumatico. Fidatevi, non è così.
La sua carne concentra all'interno tutto il sapore e la consistenza è morbidissima.
Io utilizzo sempre e solo polpi freschi. Non vi so dire se la ricetta viene ugualmente bene con quelli congelati.
Armatevi solo di pazienza, se poi avete un fuoco che veramente riesce a mantenere la fiammella al minimo indispensabile, potete anche andarvene a spasso per un paio d'ore mentre il polpo cuoce.
Una volta preparato in questo modo potrete utilizzarlo per insalate con patate o legumi, in sughi e condimenti per pasta o riso o altri cereali oppure gustarlo con altri tipi di verdura.
L'olio di cottura dev'essere un extravergine, usatene uno discreto ma che sia vero, soprattutto alla luce delle ultime frodi scoperte dai Nas (presunti oli biologici che invece erano miscugli di olio esausto di frittura e quant'altro). Con tutti i produttori onesti che abbiamo in Italia, e la produzione di olio in attivo, che bisogno c'è di commettere frodi alimentari?
Dosi per 6
-ricetta-
1,3 kg polpi (due medi)
1 l olio evo
Pulisco i polpi eviscerandoli, elimino la sacca interna, il becco e gli occhi. Li lavo bene, per eliminare ogni possibile residuo dai tentacoli, li tampono con carta da cucina e li metto in una pentola che li contenga di misura.
Li ricopro con tutto l'olio e pongo la pentola sul fuoco. Porto l'olio in temperatura, deve scaldarsi lentamente e, quando inizia appena a fremere, trasferisco la pentola sul bruciatore più piccolo mantenendo la fiamma al minimo possibile.
Lascio che cuocia, senza che l'olio arrivi mai a bollire, per 2 ore e mezza.
Quindi spengo e lascio i polpi, che si saranno ridotti di volume e saranno diventati lucidi e bruniti, a raffreddare nell'olio prima di sgocciolarli e trattarli come desidero.
lunedì 4 agosto 2014
Formaggini di capra ai lamponi
Posso suggerirvi un modo insolito di gustare formaggini di capra?
Invece che con le solite marmellate, confetture, salse o mieli, osate con una composta di lamponi!
Poi si compongono piccole ciotoline a strati, con frutta, formaggio e ancora frutta.
Qualche fettina di pane, altrimenti come si fa?... e il gioco è fatto.
Perfetto dessert, in Francia spesso i formaggi sostituiscono il dolce, oppure stravagante merenda con gli amici, spuntino o dopo cena. Dipende dalle vostre esigenze.
L'importante è che siano ottimi formaggi di capra. I miei erano crottins originali di Chavignol (la foto l'abbiamo scattata nella ferme di un produttore locale), famosi formaggi prodotti in un paesino vicino a Sancerre, nella Loira, dipartimento dello Cher.
Ne avevo riportati a casa alcuni, di più o meno stagionati. Gli ultimi rimasti li ho conciati con questa composta di lamponi per servirli a fine pasto.
Provate! Qui in zona si trovano quelli di Montevecchia, che però sono di latte vaccino ma piuttosto saporiti, oppure intorno a Lecco ci sono vari produttori di caprini artigianali; persino qui nel mio paesello c'è n'è uno che lavora benissimo.
-ricetta-
250 g lamponi
formaggini di capra mediamente stagionati
zucchero
burro
olio evo
Pulisco i lamponi e li metto in un padellino assieme a una noce di burro. Li faccio rosolare velocemente, nel giro di pochi minuti si spappolano. Li spolvero con due cucchiai di zucchero, deve sciogliere in modo che la frutta si caramellizzi un pochino e spengo la fiamma. Lascio raffreddare.
Maneggio i caprini in una ciotola con un goccio d'olio evo per ammorbidirli.
Prendo alcune ciotoline, metto un cucchiaio di composta sul fondo, quindi formo uno strato di caprino e ricopro con della composta.
Sigillo le ciotoline e le ripongo in frigorifero, avendo cura di lasciarle a temperatura ambiente per 20' prima di servirle.
Etichette:
dessert,
formaggi,
frutta,
senza glutine,
vegetariano
domenica 3 agosto 2014
Crêpes in agrodolce
Il dolce di questa prima domenica d'agosto è... agrodolce! Un po' come mi sento io dato che da stanotte piove a dirotto... che tempo orrendo!
Sembra un gioco di parole ma in effetti i lamponi sono piuttosto asprigni, anche se ripassati in padella con burro e zucchero di canna.
Se non vi piacesse l'idea dell'accostamento frutta con formaggio bianco fresco potete sostituirlo con crema pasticcera o inglese.
Le crêpes potete, anzi dovete, prepararle con anticipo, così non vi resta che assemblare, scaldare e servire.
Già che ci siete portatevi avanti anche con la composta di lamponi, che si conserva un paio di giorni in frigorifero.
Una volta pronti i due ingredienti principali non resta altro da fare che preparare i fagottini farciti, arrotolati oppure ripiegati a triangolo, scaldarli in forno o in padella e servirli molto caldi.
Ricordate che la pastella per le crêpes ha bisogno di riposare da mezz'ora a un'ora, se dovessero formarsi dei grumi utilizzate una frusta a immersione per eliminarli tutti.
Le mie dosi sono sempre abbondanti, tanto se avanzano le riciclo in molti modi ma, se vi sembrano troppe, potete comunque dimezzarle, dovrebbero bastare per 9 crespelle.
Dosi per 6 persone
-ricetta-
500 ml latte
250 g farina 00
4 uova
30 g burro
sale
300 g lamponi
50 g zucchero di canna
40 g burro
300 g formaggio fresco
Mescolo in una boule capiente il latte con la farina, quindi aggiungo un pizzico di sale, le uova leggermente sbattute e da ultimo il burro.
Sbatto bene con la frusta sino ad ottenere una pastella fluida e liscia. Sigillo con pellicola e lascio riposare al fresco per un'ora circa.
Scaldo una padella bassa e ne ungo il fondo con del burro, deve solo essere sporcata la prima volta, dopo non lo faccio più, ci verso la pastella a mestolini, lavoro di polso per distribuire il liquido in modo uniforme sul fondo e lascio dorare prima di girare e far dorare anche l'altro lato.
Impilo una crespella sopra l'altra e quando sono fredde le sigillo con pellicola mettendole in frigorifero.
Lavo e tampono delicatamente i lamponi, sciolgo il burro in una padella, ci verso lo zucchero e quando inizia a sfrigolare verso i frutti.
Scuoto ogni tanto, i lamponi si intrideranno di burro e zucchero spappolandosi.
Lascio sul fuoco 5', quindi spengo e li travaso in una ciotolina a raffreddare.
Preparo le crêpes, ne stendo una e la farcisco con una cucchiaiata di lamponi, spalmandola con una spatola, aggiungo due cucchiaini di formaggio, quindi la arrotolo.
Farcisco le altre alla stessa maniera, preparandone nove, le allineo su una placca con cartaforno, le metto a scaldare sotto il grill per circa 10'. Oppure le scaldo sulla fiamma, adagiandole su una larga padella.
Le servo subito divise a metà, mettendone tre pezzi per piatto, spolverate di zucchero a velo.
Quelle che avanzano le potrò riutilizzare per una merenda o come spuntino, farcendole a piacere con crema di nocciole, formaggi, salumi, verdure ecc.
Sembra un gioco di parole ma in effetti i lamponi sono piuttosto asprigni, anche se ripassati in padella con burro e zucchero di canna.
Se non vi piacesse l'idea dell'accostamento frutta con formaggio bianco fresco potete sostituirlo con crema pasticcera o inglese.
Le crêpes potete, anzi dovete, prepararle con anticipo, così non vi resta che assemblare, scaldare e servire.
Già che ci siete portatevi avanti anche con la composta di lamponi, che si conserva un paio di giorni in frigorifero.
Una volta pronti i due ingredienti principali non resta altro da fare che preparare i fagottini farciti, arrotolati oppure ripiegati a triangolo, scaldarli in forno o in padella e servirli molto caldi.
Ricordate che la pastella per le crêpes ha bisogno di riposare da mezz'ora a un'ora, se dovessero formarsi dei grumi utilizzate una frusta a immersione per eliminarli tutti.
Le mie dosi sono sempre abbondanti, tanto se avanzano le riciclo in molti modi ma, se vi sembrano troppe, potete comunque dimezzarle, dovrebbero bastare per 9 crespelle.
Dosi per 6 persone
-ricetta-
500 ml latte
250 g farina 00
4 uova
30 g burro
sale
300 g lamponi
50 g zucchero di canna
40 g burro
300 g formaggio fresco
Mescolo in una boule capiente il latte con la farina, quindi aggiungo un pizzico di sale, le uova leggermente sbattute e da ultimo il burro.
Sbatto bene con la frusta sino ad ottenere una pastella fluida e liscia. Sigillo con pellicola e lascio riposare al fresco per un'ora circa.
Scaldo una padella bassa e ne ungo il fondo con del burro, deve solo essere sporcata la prima volta, dopo non lo faccio più, ci verso la pastella a mestolini, lavoro di polso per distribuire il liquido in modo uniforme sul fondo e lascio dorare prima di girare e far dorare anche l'altro lato.
Impilo una crespella sopra l'altra e quando sono fredde le sigillo con pellicola mettendole in frigorifero.
Lavo e tampono delicatamente i lamponi, sciolgo il burro in una padella, ci verso lo zucchero e quando inizia a sfrigolare verso i frutti.
Scuoto ogni tanto, i lamponi si intrideranno di burro e zucchero spappolandosi.
Lascio sul fuoco 5', quindi spengo e li travaso in una ciotolina a raffreddare.
Preparo le crêpes, ne stendo una e la farcisco con una cucchiaiata di lamponi, spalmandola con una spatola, aggiungo due cucchiaini di formaggio, quindi la arrotolo.
Farcisco le altre alla stessa maniera, preparandone nove, le allineo su una placca con cartaforno, le metto a scaldare sotto il grill per circa 10'. Oppure le scaldo sulla fiamma, adagiandole su una larga padella.
Le servo subito divise a metà, mettendone tre pezzi per piatto, spolverate di zucchero a velo.
Quelle che avanzano le potrò riutilizzare per una merenda o come spuntino, farcendole a piacere con crema di nocciole, formaggi, salumi, verdure ecc.
Etichette:
al forno,
crêpes,
dessert,
dolci,
formaggi,
frutta,
piatti vegetariani,
uova,
vegetariano
sabato 2 agosto 2014
Crostoni integrali con salsiccia e crescenza
Questa pazza estate prosegue con le sue giornate autunnali. L'ultimo giorno di luglio è stato anche l'unica giornata completamente soleggiata del mese, ieri è ritornato il cielo nuvoloso e piangente di sempre e stanotte c'erano molti lampi. Ovviamente oggi è iniziato con piogge a sprazzi. Che noia! Sperando che non dappertutto ci sia questo tempaccio vi auguro un buon sabato e, per consolarci, addentiamo un bel crostone di pane scuro, caldo e croccante.
Preparare bruschette e crostoni di pane, da servire caldissimi e croccanti, è facile e, a seconda di quello che ci si mette sopra, può essere economicissimo oppure un valido espediente per far fuori qualcosa che è avanzato nel frigorifero.
Avevo provato a fare queste bruscehtte con speck e formaggio tipo Stelvio, naturalmente ho dimenticato alla grande di fotografare il vassoio pronto da portare in tavola.
Ho quindi deciso di replicare, ma niente più speck né Stelvio, quindi ho assemblato quel che avevo, ovvero morbida crescenza e salsicce miste di pollo e tacchino che ho sgranato e fatto rosolare velocemente prima di mescolarle al formaggio.
Sono venuti buonissimi lo stesso.
Mi raccomando che la grappa sia molto aromatica, perché è importante che rimanga un buon aroma dopo averla fiammeggiata; sceglietela di vinacce di moscato, dindarello ecc. oppure un distillato alla pere/mele/albicocche.
Dosi per 6
-ricetta-
fette di pane integrale/nero di segale
200 g salsiccia
150 g crescenza
40 ml panna liquida
1 cipolla rossa
2 cucchiai di grappa molto aromatica
paprika
olio evo
sale
Pulisco e trito la cipolla, spello la salsiccia e la schiaccio in un piatto con la forchetta.
Metto a scaldare un velo d'olio in una padella, ci rosolo la cipolla aiutandomi con un po' di acqua bollente per non farla bruciare, poi aggiungo la salsiccia e la mescolo con cura.
Quand'è ben rosolata e asciutta sfumo con la grappa, che infiammo, quindi spengo.
Trasferisco il soffritto in una boule, lo lascio raffreddare e lo mescolo con la crescenza e la panna.
Regolo di sale poi stendo uno strato di composto sulle fette di pane, spolvero con la paprika e faccio scaldare in forno, sotto il grill a 200° per circa 5'.
Porto in tavola i crostoni caldissimi e croccanti.
Preparare bruschette e crostoni di pane, da servire caldissimi e croccanti, è facile e, a seconda di quello che ci si mette sopra, può essere economicissimo oppure un valido espediente per far fuori qualcosa che è avanzato nel frigorifero.
Avevo provato a fare queste bruscehtte con speck e formaggio tipo Stelvio, naturalmente ho dimenticato alla grande di fotografare il vassoio pronto da portare in tavola.
Ho quindi deciso di replicare, ma niente più speck né Stelvio, quindi ho assemblato quel che avevo, ovvero morbida crescenza e salsicce miste di pollo e tacchino che ho sgranato e fatto rosolare velocemente prima di mescolarle al formaggio.
Sono venuti buonissimi lo stesso.
Mi raccomando che la grappa sia molto aromatica, perché è importante che rimanga un buon aroma dopo averla fiammeggiata; sceglietela di vinacce di moscato, dindarello ecc. oppure un distillato alla pere/mele/albicocche.
Dosi per 6
-ricetta-
fette di pane integrale/nero di segale
200 g salsiccia
150 g crescenza
40 ml panna liquida
1 cipolla rossa
2 cucchiai di grappa molto aromatica
paprika
olio evo
sale
Pulisco e trito la cipolla, spello la salsiccia e la schiaccio in un piatto con la forchetta.
Metto a scaldare un velo d'olio in una padella, ci rosolo la cipolla aiutandomi con un po' di acqua bollente per non farla bruciare, poi aggiungo la salsiccia e la mescolo con cura.
Quand'è ben rosolata e asciutta sfumo con la grappa, che infiammo, quindi spengo.
Trasferisco il soffritto in una boule, lo lascio raffreddare e lo mescolo con la crescenza e la panna.
Regolo di sale poi stendo uno strato di composto sulle fette di pane, spolvero con la paprika e faccio scaldare in forno, sotto il grill a 200° per circa 5'.
Porto in tavola i crostoni caldissimi e croccanti.
venerdì 1 agosto 2014
La bobba carlofortina o suprema di fave secche
Buon primo d'agosto!
Chissà perché penso al mare... Voi che dite? Chiacchiero sempre di ricette, e parla di qui e di là, scambio idee e mi confronto con chi è già tornato dalle vacanze, raccontandomi di quello che ha gustato sul posto.
Le mie vacanze isolane sono ancora lontane. Comunque anche l'attesa, per poi andarsene quando quasi tutti riprendono a lavorare, ha il suo fascino.
Oggi vado a fare un giretto virtuale nelle splendide isole del versante sud-occidentale della Sardegna.
Bobba non solo è una rinomata e bellissima spiaggia dell'isola di San Pietro vicino a Carloforte.
E' altresì una zuppa della cucina locale a base di fave secche o fresche, se di stagione, e verdure.
Si gusta tiepida o fredda. Poverissima ricetta che richiede il lungo ammollo di una notte per le fave e una successiva lenta cottura a fuoco moderatissimo.
Facile ed economica, si serve completata da basilico, da crostini di pane e un filo di olio extravergine.
Mangiare legumi fa bene alla salute, recentemente i nutrizionisti continuano a proclamare i loro effetti benefici per diabetici e ipercolesterolemici.
Sono proteici, sazianti, ricchi di fibre e hanno un basso indice glicemico. Basta non eccedere col condimento. Abituatevi ad avere una ciotola di essi in ammollo e cuoceteli per poi utilizzarli come contorni, in sughi e condimenti.
Le fave secche sono prive della buccia, quindi gli effetti poco piacevoli a livello intestinale sono ridotti.
Ma dovete sapere che, se si consumano abitualmente legumi, l'intestino poco alla volta si abitua e gli effetti indesiderati si attenuano man mano.
Non fate caso come al solito alla foto che ho allegato, l'ho servita in monoporzioni come entrée.
Dosi per 6
500 g fave secche
300 g zucchine
150 g cipolla
2 spicchi aglio
erbe aromatiche a piacere
olio evo
sale, pepe
Lascio in ammollo le fave per tutta la notte, poi le scolo, le sciacquo bene e le metto a insaporire in una pentola, meglio se di coccio, con un filo d'olio e l'aglio tritato.
Quindi le ricopro con 2 litri di acqua, porto a bollore, abbasso la fiamma e copro.
Lascio cuocere molto lentamente, dopo una mezz'ora aggiungo le zucchine a tocchetti e la cipolla affettata, proseguo nella cottura per circa 3 ore.
Profumo con alcune foglie di basilico spezzettate, ma anche maggiorana fresca, se ne ho nell'erbario.
Devo ottenere una zuppa piuttosto densa, con le fave naturalmente spappolate. Regolo di sale e spengo.
Lascio intiepidire prima di servire la zuppa con pepe macinato al momento e un filo di olio evo, accompagnando con pane abbrustolito, oppure croccanti cornetti di coppiette ferraresi.
Noi gli abbiamo abbinato un Sauvignon francese prodotto da Domaine Vacheron a Sancerre, vino da agricoltura biologica, sapido, fruttato ed elegante.
Ma l'ovvio abbinamento sarebbe con un bianco regionale, Vermentino di Gallura o Nuragus di Cagliari.
Chissà perché penso al mare... Voi che dite? Chiacchiero sempre di ricette, e parla di qui e di là, scambio idee e mi confronto con chi è già tornato dalle vacanze, raccontandomi di quello che ha gustato sul posto.
Le mie vacanze isolane sono ancora lontane. Comunque anche l'attesa, per poi andarsene quando quasi tutti riprendono a lavorare, ha il suo fascino.
Oggi vado a fare un giretto virtuale nelle splendide isole del versante sud-occidentale della Sardegna.
Bobba non solo è una rinomata e bellissima spiaggia dell'isola di San Pietro vicino a Carloforte.
E' altresì una zuppa della cucina locale a base di fave secche o fresche, se di stagione, e verdure.
Si gusta tiepida o fredda. Poverissima ricetta che richiede il lungo ammollo di una notte per le fave e una successiva lenta cottura a fuoco moderatissimo.
Facile ed economica, si serve completata da basilico, da crostini di pane e un filo di olio extravergine.
Mangiare legumi fa bene alla salute, recentemente i nutrizionisti continuano a proclamare i loro effetti benefici per diabetici e ipercolesterolemici.
Sono proteici, sazianti, ricchi di fibre e hanno un basso indice glicemico. Basta non eccedere col condimento. Abituatevi ad avere una ciotola di essi in ammollo e cuoceteli per poi utilizzarli come contorni, in sughi e condimenti.
Le fave secche sono prive della buccia, quindi gli effetti poco piacevoli a livello intestinale sono ridotti.
Ma dovete sapere che, se si consumano abitualmente legumi, l'intestino poco alla volta si abitua e gli effetti indesiderati si attenuano man mano.
Non fate caso come al solito alla foto che ho allegato, l'ho servita in monoporzioni come entrée.
Dosi per 6
500 g fave secche
300 g zucchine
150 g cipolla
2 spicchi aglio
erbe aromatiche a piacere
olio evo
sale, pepe
Lascio in ammollo le fave per tutta la notte, poi le scolo, le sciacquo bene e le metto a insaporire in una pentola, meglio se di coccio, con un filo d'olio e l'aglio tritato.
Quindi le ricopro con 2 litri di acqua, porto a bollore, abbasso la fiamma e copro.
Lascio cuocere molto lentamente, dopo una mezz'ora aggiungo le zucchine a tocchetti e la cipolla affettata, proseguo nella cottura per circa 3 ore.
Profumo con alcune foglie di basilico spezzettate, ma anche maggiorana fresca, se ne ho nell'erbario.
Devo ottenere una zuppa piuttosto densa, con le fave naturalmente spappolate. Regolo di sale e spengo.
Lascio intiepidire prima di servire la zuppa con pepe macinato al momento e un filo di olio evo, accompagnando con pane abbrustolito, oppure croccanti cornetti di coppiette ferraresi.
Noi gli abbiamo abbinato un Sauvignon francese prodotto da Domaine Vacheron a Sancerre, vino da agricoltura biologica, sapido, fruttato ed elegante.
Ma l'ovvio abbinamento sarebbe con un bianco regionale, Vermentino di Gallura o Nuragus di Cagliari.
Etichette:
cucina regionale,
fave,
legumi,
minestre,
piatti vegetariani,
primi piatti,
vegetariano,
vini,
zuppe e minestre
Iscriviti a:
Post (Atom)