sabato 15 novembre 2014

Noodles al tè verde con verdure saltate

Durante la trasmissione televisiva Pechino Express è esplosa la moda dei noodles, i consigli per gli acquisti erano un bombardamento di spot di nudelini, detto all'italiana.
Ora mi dico, per cuocere i noodles normalmente occorrono massimo 5'. Poi bisogna vedere come li si condisce. Dico la verità, per curiosità ne ho provate un paio di confezioni, la versione italiana e una orientale. Verdetto? preferisco prepararli da sola e avere autonomia sulla scelta del condimento e del tipo di noodles. Ci vuole davvero pochissimo tempo.
Ricordate che giorni fa ho pubblicato una ricetta di verdure all'orientale? Era il 28 ottobre, cliccate QUI per un ripasso veloce.
Ebbene, con quelle verdure ci ho condito i noodles al tè verde, altra diavoleria scovata nei negozi di cibi orientali dove di tipi di noodles, ovvero una specie di spaghetti o tagliatelline a base di vari tipi di cereali, ce ne sono a dozzine.
Ovviamente questi verdi hanno attirato la mia attenzione più di altri, e infatti sono curiosi ma buoni.
Leggendo l'etichetta ho scoperto che il colore verde viene aiutato dall'utilizzo di spinaci, perché il tè verde penso colorerebbe molto poco.
Le confezioni giapponesi hanno strani pesi, nell'incarto di solito ci sono 3 mazzetti da 90/100 g l'uno.
Un piatto vegetariano, colorato, che può essere unico, salutare e leggero.

Buon sabato e in bocca al lupo a tutta la popolazione che vive una nuova giornata con allerta di livello 2. A tutti coloro che abitano lungo le sponde di laghi e fiumi, non si sa più dove mettere l'acqua che impietosa insiste a piovere dal cielo, oggi qui c'è pure un vento piuttosto intenso.
Dosi per 4

-ricetta-
200 g green tea noodles
2 carote medie
2 zucchine, solo la parte verde
1 cipolla grande
1 pomodoro
sambal
olio evo
salsa soya
sweet chili
aceto di riso
Prima di lessare i noodles per 5' in acqua bollente salata, seguendo le indicazioni sulla confezione, cuocio le verdure. Le pulisco e le taglio a bastoncini tutti della stessa larghezza e lunghezza.
Nel wok scaldo qualche cucchiaio di olio e ci rosolo, saltandole, le verdure, condendo con salsa di soya e sweet chili, sorveglio la cottura perché devono rimanere croccanti.
Dopo che ho spento le spruzzo con qualche goccia di aceto di riso.
Con le verdure saltate condisco i noodles scolati e porto in tavola.

giovedì 13 novembre 2014

Pane naan con carne salada e...

Vi svelo un segreto.
Spesso anch'io risolvo il mio pranzo con uno snack veloce, crederete mica che passi le mie giornate a cucinare.
Soprattutto quando devo, come l'altro ieri, star dietro all'elettricista che, privo dell'apprendista (influenzato) ha avuto bisogno di altre due mani in più di un'occasione.
Per sostituire un portalampada in cucina, fuso per il calore e ossidato, ci abbiamo messo la bellezza di un'ora e mezza.
È belloccio, sì, ma non malignate. Si dà il caso che abbia quasi la metà dei miei anni, quindi... secondo voi? Non sono una cougar come va tanto di moda, ultimamente, chiamare certe signore della mia età. E comunque avevamo ben altro da fare. Al momento del conto mi ha scontato la mia manodopera. Gentile!
Dopo quasi sei ore, terminato il suo lavoro, era abbondantemente passata l'ora di pranzo per lo meno secondo i canoni nordici.
Ma, poiché non amo cenare alla sera, mi sono sforzata e ho fatto un pranzo-merenda.
Di uso immediato avevo una confezione di carne salada trentina e una busta con due pani indiani, i naan. Pane in uso in tutta l'Asia Centrale e Meridionale a base di farina, acqua, lievito e yogurt.
Soffice, saporito, a metà tra una piadina e una crescia.
L'ho arricchito con un po' di senape, cipolle marinate, che oramai conservo sempre pronte all'uso, fettine di formaggio e poi passato sulla piastra, annaffiando il tutto con un buon bicchiere di birra.
Cosa volere di più?
Oggi si festeggia la giornata mondiale della gentilezza, per ricordarci di praticarla il più possibile, non solo per un giorno. Guardate che bel motto ho scovato in rete (su favaraweb.it).

Sul fronte meteorologico, invece, è un vero bollettino di guerra. Persino il Lambro a Monza e il Seveso nella zona nord di Milano sono esondati. Il lago Maggiore è più alto del livello raggiunto nel 2002 (e allora aveva piovuto per quasi un mese). E il resto dell'Italia non è messo meglio. Oggi è previsto un giorno di tregua. Ci serve.

-ricetta-
pane naan
carne salada
senape
formaggio, fettine
cipolle marinate nell'aceto di vino rosso aromatico
Scaldo i naan sulla piastra, quando sono ammorbiditi sono più facili da aprire a metà.
Stendo sul pane un velo di senape, ricopro con fettine di carne salada, formaggio e cipolle. Velo anche l'altra metà del pane con senape e richiudo.
Rimetto sulla piastra sino a che non si è ben scaldato.
Porto in tavola con una buona birra.

martedì 11 novembre 2014

Pasticcio di polenta e uova di quaglia

Nel corso della passata anomala estate molte volte mi sono ritrovata a cucinare polenta, le giornate grigie e freddine hanno drasticamente cambiato le esigenze dei menu. C'erano le stesse temperature di questo autunno ma, mentre allora faceva freddo adesso sono troppo alte.
Si aveva spesso voglia di qualcosa di caldo e confortante come un fumante piatto di polenta. Ora è la stagione giusta per riproporla.
Con tutto quello che piove e pioverà... a rotazione il maltempo, associato ai temibili (in questo periodo) venti di scirocco, sta flagellando varie zone, ieri sera è toccato al Tigullio a un mese esatto dall'alluvione di Genova, nel pomeriggio alla Versilia, Carrara, Parma. Che disastro!
Un giorno d'agosto, dicevo, per riciclare un po' di polenta avanzata mi inventai questo pasticcio, recuperando pezzetti vari di formaggio e una dozzina di uova di quaglia.
Ovette che vanno aggiunte alla fine della gratinatura in modo che si scaldino, l'albume si deve appena coagulare e il tuorlo invece deve rimanere cremoso e fluido.
La sua collocazione spazia dal primo, al secondo, al piatto unico, tutti vegetariani.
Per ora l'autunno non ha granché risollevato le sorti climatiche, ci ha regalato temperature miti ma poche giornate soleggiate e ancora tanta pioggia. Uno ci spera sempre ma mi sa che quest'anno lo dovremo ricordare tra i più piovosi degli ultimi 50 anni e la conta dei danni è infinita.
Dosi per 4/6

-ricetta-
polenta avanzata
150 g formaggi vari grattugiati
10/12 uova di quaglia
 40 g burro
Riduco a piccoli bocconcini la polenta avanzata, come fossero gnocchetti, ne stendo uno strato in una pirofila imburrata e poi lo ricopro con del formaggio ridotto a filetti, quindi ripeto un nuovo strato di polenta, termino con il formaggio e con qualche fiocchetto di burro e faccio gratinare in forno a 200° per circa 20'.
Tolgo la teglia dal forno e spolvero la superficie con del grana grattugiato sopra il quale rompo le uova di quaglia, condisco con qualche altro fiocchetto di burro e rimetto la pirofila in forno per ancora 5'.
Servo ben caldo.

domenica 9 novembre 2014

Torta quattro quarti al mais, senza glutine né burro

Il venerdì successivo al nostro rientro dalle ormai lontane vacanze c'è stata subito una serata di degustazione, di quelle programmate mensilmente con un gruppo di assaggio più che collaudato.
Ho abituato gli amici a ricette sempre diverse e il dolce non fa eccezione.
Perciò ho vagliato varie ipotesi, torta in padella, quattro quarti light senza burro, ecc. ecc.
Il tempo quel giorno fu particolarmente tiranno, oberata da un sacco di impegni sono riuscita a elaborare nella mente una quattro quarti con fioretto di mais e mascarpone al posto del burro, farcita di mirtilli e cotta in forno. Ovviamente potete usare anche lamponi, o more o ribes, se vi piace il loro gusto asprigno.
Una torta morbida, leggermente croccante per via della consistenza del fioretto di mais, facilissima da fare e che soddisfa 12 persone. Totalmente priva di glutine.
Come mai ne parlo solo ora, a un mese di distanza? semplice, avevo già parecchie ricette programmate, per fortuna, e non ho trovato il tempo necessario per scriverne di nuove.
Curiosi? Golosi? Provatela subito!
Anyway... buona domenica a tutti!
Un pensiero va, doverosamente, anche ai meno fortunati che in questa settimana hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni minacciate o invase dall'acqua esondata da vari fiumiciattoli, improvvisamente ingrossatisi. Frane, smottamenti, allagamenti un po' ovunque. Povera Italia trascurata da oltre mezzo secolo di incuria. E da domani sono annunciate nuove forti perturbazioni.
Non che oggi sia una bella giornata, perlomeno qui è nuvoloso, nebbioso e tutto grigio.

-ricetta-
250 g fioretto di mais
250 g zucchero grezzo
250 g mascarpone
250 uova (4 grandi)
125 g mirtilli
1/2 bustina di lievito
buccia di limone
sale
In una boule sbatto con le fruste le uova con lo zucchero, quando sono ben gonfie aggiungo il mascarpone che stempero a bassa velocità.
Quindi mescolo con una spatola il fioretto, il lievito, un pizzico di sale e un po' di buccia di limone.
A questo composto piuttosto morbido aggiungo per ultimi i mirtilli.
Verso in uno stampo da 26 cm rivestito di cartaforno inumidita e strizzata e inforno a 170° per circa 50' o fino a che, pungendola con uno stecchino, questo non ne esce asciutto.
La sformo su una gratella e quand'è fredda elimino la carta. Prima di servirla posso spolverarla di zucchero a velo, ma proprio appena prima altrimenti l'umido della torta lo assorbe subito.

sabato 8 novembre 2014

Parmigiana di melanzane light e in padella


Quando non si hanno a disposizione tutte le attrezzature necessarie ci si ingegna. Almeno io sono abituata a farlo perché non so dire di no alla richiesta, gentile, di qualche amico.
Trattandosi di parmigiana è risaputo che va cotta in forno, in modo che i sapori si fondano regalando emozioni uniche al palato.
Ma all'Elba come potevo fare? L'unica soluzione praticabile era cuocerla in padella.
Ma non certo tutta intera, perciò ho scelto di preparare la parmigiana di melanzane light in forma di torrette monoporzione. Per alleggerire il piatto basta grigliare le melanzane e usare pochissimo olio, a gocce.
Che dire? condite con una buona salsa di pomodoro e inframezzate da fettine di bocconcini di bufala, lasciati asciugare molto bene, sono venute davvero speciali.
Ed erano anche molto belle da vedere, una volta servite nel piatto.
Le melanzane, grazie alla coltivazione in serra, si trovano ancora. Perché non fare un tuffo indietro all'estate con tutto il brutto tempo patito in quest'ultima settimana?
Chi non ha molto tempo o voglia può acquistate le buste di melanzane grigliate surgelate, dove però mi sembra che le fette siano oblunghe, mentre le ho ricavate tutte di ugual misura affettandole orizzontalmente. Con gli scarti ho preparato un caviale alla greca.
Dosi per 4

-ricetta-
2 melanzane ovali o tonde
250 g salsa pomodoro
60 g parmigiano grattugiato
2/3 bocconcini di mozzarella
basilico
olio evo
sale
Taglio le melanzane a fette spesse, contandone 16 tutte dello stesso diametro.
Scaldo una piastra per grigliare e la spolvero di sale. Quando è rovente ci appoggio le fette di melanzana facendole grigliare da ambo i lati.
Quando sono tutte pronte inizio a preparare la parmigiana.
Allineo 4 fette sul tagliere, le spalmo con un po' di salsa che ricopro con due fettine di mozzarella e una foglia di basilico. Spolvero con abbondante grana, due o tre gocce d'olio (appena un'idea, mi raccomando) e copro con una seconda fetta di melanzana.
Ripeto lo strato di condimento e proseguo nello stesso modo fino a terminare gli ingredienti, condisco l'ultima fetta con un po' di sugo e formaggio, senza mettere il basilico che brucerebbe.
Aiutandomi con una paletta trasferisco le torrette in una grande padella che le contenga tutte, appena unta d'olio e scaldata. Copro con un coperchio e lascio scaldare a fiamma molto bassa per circa 15/20', scuotendola ogni tanto.
Quando la parmigiana è ben calda e fondente spengo la fiamma e la lascio riposare per un altro quarto d'ora prima di servirla.
Vi posso assicurare che cotta così non ha niente a che invidiare a quella cotta al forno.

venerdì 7 novembre 2014

Trota al vapore con grattini alla curcuma

Quest'anno il fiume è come un elastico, si allarga e si restringe. Nel giro di poche ore è salito moltissimo, espandendo il suo letto così che le piante spuntano direttamente dall'acqua.
Dopo 16 anni che abito lungo l'argine ci ho fatto l'abitudine e non mi spavento più, se guardo fuori mi sembra di avere l'acqua alle finestre, come nei canali veneziani.
E ancora di più, dopo piogge torrenziali come ce ne sono state nei giorni scorsi e che ancora flagellano la nostra povera penisola sempre più in crisi, cerco di evadere con la mente e ripenso alle vacanze, anche quelle molto lontane, in luoghi pieni di sole e mare.
Al ricordo di alcune stranezze mi viene da ridere, e moltissimo.
Da bambina, in campeggio, la promiscuità era piuttosto normale, nel senso che sapevi benissimo cosa cucinava il tuo vicino, le verande aperte diffondevano odori, profumi e fuochi a vista.
Chi aveva la fortuna di picchettare la propria tenda o roulotte accanto a noi poteva assistere alla preparazione di succulenti ragù, minestroni in dosi epocali per soddisfare il maggior numero di amici, grigliate di carne o pesce che facevano venire l'acquolina in bocca solo coi loro profumi.
Dai vicini tedeschi o inglesi, per contro, non avevamo nulla da imparare.
Inconfondibile l'odore di cipolla bruciata nel grasso e di affumicato, di bacon e salsicce.
Loro arrivavano con uova portate da casa e conservate in secchi di zinco ricolmi di crusca o sabbia, strano sistema, a quanto pare funzionava sia per proteggerne l'integrità che per la farle durare durante la vacanza.
Ma, mi chiedevo, seppur bambina, le uova avevano un costo bassissimo anche in Italia! Magari potevano portarsi carne secca, oppure scatolame vario.
Fatto sta che i loro piatti di invitante avevano pochissimo, soprattutto quando vedevamo la nostra pasta maltrattata, ovvero usata come contorno a salsicce o uova o verdure, lessata e scotta sino a che un sedanino assumeva le dimensioni di un pacchero o gli spaghetti raggiungevano il diametro del paletto di un ombrellone. Il tutto completato da cucchiaiate di marmellata!
Santi numi! Fortuna che, con la globalizzazione e la diffusione della buona cucina nel mondo, anche loro hanno imparato a gustare la pasta, e il riso, nella giusta maniera.
È passato più di mezzo secolo, quindi... torno alla mia ricetta, che prevede l'uso della pastina a mo' di contorno al pesce.
Pastina cotta in acqua aromatizzata e quindi servita con petali di trota cotti al vapore, o nel microonde, se preferite. Un po' di cipollotto aromatizzato all'aceto ed eccovi un signor piatto unico, a costi decisamente abbordabili.
Le trote le trovate anche già sfilettate, niente paura. Sceglietele non troppo grandi, altrimenti ne bastano due.
I miei grattini, ahimé, erano un po' troppo industriali. In commercio se ne trovano di più rustici, ma a volte ci si deve accontentare di quel che si trova.
Dosi per 4

-ricetta-
300 g grattini all'uovo
4 piccole trote iridee intere sfilettate
1 cipolla rossa di Tropea
1 cucchiaio di curcuma
aceti rossi aromatici
olio evo
erbe aromatiche
sale, pepe
Lesso i grattini in acqua salata e aromatizzata dalla curcuma. Li scolo al dente, li allargo su un vassoietto e li condisco con 4 cucchiai di olio evo e un pizzico di sale.
Pulisco, affetto e metto a macerare la cipolla in una ciotolina, con gli aceti aromatici, per almeno un'ora.
Intanto cuocio i filetti di trota al vapore, su una griglia appoggiata su di una pentola di acqua salata in leggera ebollizione e chiusi da un coperchio, per circa 8/10', oppure nel microonde alla massima potenza per 4', con l'aggiunta di erbe aromatiche a piacere (timo, salvia, prezzemolo).
Distribuisco i grattini nei piatti, divido la cipolla scolata e strizzata sui grattini e completo con le trote sfogliate, liberate di pelle e lische residue e divise in scaglie.
Se voglio completo con qualche filo di aneto e poco pepe nero.

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I più attenti alle mie ciarle avranno notato che stamani ho sostituito 'il libro che sto leggendo'.
È infatti finalmente disponibile in libreria il fantasy scritto dalla mia amica Donatella Perullo.
Prima parte di una trilogia intitolata Il Fato degli Dei, Lacrime d'Ametista piacerà anche a chi, proprio come me, non è un amante del genere.
Grazie al fatto che è un'amica affezionata, ho seguito Donatella sin dall'inizio di questa sua follia letteraria, trepidando con lei ogni volta che inviava il manoscritto ad una casa editrice. E ho, naturalmente, avuto l'onore di leggere in anteprima i primi due volumi della trilogia. Attualmente Donatella è impegnata nella stesura della terza e ultima parte.
Non solo perché è un'autrice italiana esordiente e come tale mi piace sostenerla, anche se ha pubblicato molti racconti brevi in varie antologie, ma vi consiglio vivamente di tuffarvi nella lettura di Lacrime d'Ametista, per scoprire la storia di Roswita e di tutto quello che la circonda. La fervida fantasia di Donatella vi condurrà per mano e rimarrete piacevolmente stupiti dall'accuratezza della sua prosa e catturati dalle vicende dei suoi protagonisti.
Ecco la sinossi del romanzo, edito da Butterfly Edizioni, che potrete prenotare in libreria oppure acquistare negli stores on line, Amazon e Ibs:


Ognuno nasce con un fato, quello di Roswita è essere l’unica in grado di fermare la malefica Dea Irmin. Roswita è un’adolescente volitiva, cresciuta in un bosco, nascosta al mondo da Iosò, una misteriosa anziana che chiama nonna. Trascorre le sue giornate a studiare e a giocare nella natura insieme all’inseparabile Lupa; e non sospetta il perché del suo isolamento. Fin quando un giorno un incontro inaspettato la stravolge... ma lui è il principe Fredric dei Noctiluca, figlio della perfida Irmin. In un susseguirsi di eventi, intrighi e misteri, Roswita dovrà combattere per il proprio amore e per la salvezza del mondo rinunciando per sempre alla propria innocenza.
Un romanzo dalla prosa delicata ma incisiva, scritto con maestria, che conduce in luoghi incantati e al contempo infernali. Lacrime d’Ametista è un fantasy fiabesco, destinato a lasciare un segno indelebile nel cuore dei lettori.
E non dimenticate che:

«L’amore può trascinare tutto con sé, anche l’odio più feroce».

mercoledì 5 novembre 2014

Risoni con verde di zucchina e formaggio affumicato

Buondì! E ha ricominciato a diluviare, appena due settimane di tregua e rieccoci sommersi da piogge monsoniche con venti molto forti. Uffa, sono già stanca. Alla pioggia proprio non mi abituo. Mi urta, mi dà fastidio fisicamente e il vento mi agita.
Sono svogliata e perdo concentrazione.
Non avete idea di quante volte cucino e fotografo gli ingredienti delle mie ricette scordandomi alla fine di immortalare il piatto finito.
Così, se davvero mi interessa pubblicarla, mi tocca replicare tutto.
Per questa ho aspettato novembre... colorando una giornata piovosa e grigia.
Povera me, perdo colpi. Del resto gli anni aumentano, magari diminuissero arretrando come i gamberi.
Ho servito questo semplice primo piatto vegetariano a Naty e al suo boyfriend, in una delle poche serate in cui abbiamo potuto cenare in terrazza, la scorsa estate.
In fondo si tratta di pasta con le zucchine ma la differenza la fa il formaggio, trattandosi di un quartino
di una formaggella affumicata prodotta dal caseificio Pennar dell'altopiano di Asiago.
Leggera affumicatura e pasta compatta ma morbida, sostituibile con una buona scamorza affumicata che filerà un pochino di più.
La pastina come al solito rende tanto, calcolatene 50 g a testa, non di più, risottandola aumenta di volume assorbendo il brodo vegetale.
Il brodo di cottura lo si prepara in mezz'ora facendo bollire gli scarti di verdura (in questo caso il verde del cipollotto e la parte centrale delle zucchine) oppure i tradizionali sedano, cipolla, carota, porro, foglie di biete ecc., insomma quel che c'è a disposizione.
Dosi per 4

-ricetta-
200 g pastina risoni
100 g formaggio affumicato
2 zucchine
1 cipollotto
1 pomodoro
brodo vegetale
olio evo
sale
Dopo che ho preparato il brodo, se non volete farlo utilizzate dadi vegetali in polvere, pulisco il cipollotto e lo affetto e taglio a minuscoli dadini il verde delle zucchine, il cuore lo recupero mettendolo nel brodo come la parte verde del cipollotto.
Scaldo un goccio d'olio nella pentola e ci rosolo adagio il cipollotto poi unisco le zucchine e le faccio rosolare 3' prima di mettere la pasta e portarla a cottura aggiungendo il brodo a mestoli man mano che lo assorbe.
Due minuti prima del termine metto anche il pomodoro, che ho tritato finemente e fatto sgocciolare in un colino. Correggo il sale, se occorre.
Quando i risoni sono cotti spengo e manteco col formaggio a dadini.
Lascio riposare qualche minuto prima di portare in tavola.

lunedì 3 novembre 2014

Patate in tortino al salto, profumato al limone

Questo tortino sembra proprio un rösti, ma invece si avvicina di più a un risotto al salto.
Nel rösti ci sono solo patate ed eventualmente cipolla, qui le patate crude sono amalgamate con farina, uova, latte e formaggio. Il tutto profumato dalla buccia di limone e partendo da patate crude grattugiate.
Io l'ho cotto con le mie due padelle gemelle per le frittate, che assicurano giravolte perfette.
Ma, volendo, si può cuocere anche nel forno.
Se preferite potete usare 50 g di fioretto di mais al posto della farina 00, in questo caso il tortino sarebbe totalmente privo di glutine.
E' comunque un contorno che piacerà a tutti e che si sposa a qualsiasi secondo piatto.
Ogni tanto anch'io collaboro coi motori di ricerca del settore, sono sempre in affanno ma a volte riesco a stare dietro alle loro richieste. Perciò ho inserito questa idea tra Le ricette con le patate di Gustissimo.
Dosi per 8/10

-ricetta-
1 kg patate da gnocchi
90 g formaggio grattugiato
50 g farina
2 uova
40 ml latte
1 limone bio
prezzemolo
olio evo
sale, pepe
Lavo le foglie di un ciuffo di prezzemolo, le asciugo e le trito finemente sul tagliere, aiutandomi con un grosso coltello da cucina.
In una boule sbatto le uova col latte, la farina, il prezzemolo tritato e la buccia del limone grattugiata (mi regolo secondo il gusto), per ultimi aggiungo il formaggio, sale e pepe.
Sbuccio le patate e col robot le grattugio, col disco a fori grossi. Quando sono tutte pronte le mescolo al composto preparato nella boule.
Scaldo una delle due padelle appena unta di olio, verso le patate e le distribuisco con una spatola e inizio a cuocerle su fuoco medio sino a che non si forma una prima crosticina. Agito la padella ogni tanto per verificare che il composto non si attacchi poi abbasso la fiamma, copro con la seconda padella e continuo a cuocerlo per circa 15'.
Dopodiché afferro saldamente entrambe le padelle e le capovolgo, per fare in modo che anche il lato non cotto si trasformi in un bel tortino, ovvero lascio cuocere anche questo lato per circa 15'.
Verifico che il tortino sia ben dorato da entrambi i lati quindi spengo e lo porto in tavola un po' intiepidito, tagliato in 6 spicchi.
Se volessi cuocerlo in forno verso le patate preparate in una teglia bassa del diametro di 24 cm rivestita di cartaforno oliata e cuocio a 190° per circa 25' o sino a che non si è solidificato formando una crosticina.

domenica 2 novembre 2014

Muffins ai mirtilli

In questi giorni di frenesia, dove si vedono in giro solo ricette con finte dita mozzate e sanguinolente, muffins arancioni, piccole zucchette finte ecc. ecc. per via di Halloween, io vado controcorrente, proponendovi questi muffins ai mirtilli che sono un classicissimo.
Forse molti di voi non sanno che si impastano nel tempo che il forno impiega ad andare in temperatura e che poi cuociono in circa 20'. E che durante la cottura ho persino avuto il tempo per scrivere, in tempo reale, la ricetta. Senza prendere appunti sui mille foglietti di cui mi circondo col rischio di perderli o buttarli.
Insomma, in mezz'ora sono pronti 12 dolcetti da far gola anche a chi i dolci non li ama.
Pochi ingredienti, per lo più i muffins hanno sempre lo stesso impasto, poi si sceglie la frutta da metterci dentro. I mirtilli vengono dall'Alto Adige, dove li coltivano in serre apposite.
Fanno bene e hanno quella giusta nota di acidità che compensa la dolcezza dell'impasto di uova, burro, zucchero, latte e farine.
Allora dai, tutti a fare muffin e auguri per una buona e dolce domenica!
Dosi per 12 pezzi

-ricetta-
200 g farina
125 g mirtilli
100 g zucchero
80 g burro
50 g fecola
8 g lievito (mezza bustina)
2 uova
100 ml latte
vaniglia
sale
Accendo il forno impostandolo su 180°.
In una ciotola setaccio farina, fecola, lievito, una punta di vaniglia concentrata e un pizzico di sale.
In una boule mescolo con la frusta a mano lo zucchero con le uova, quindi aggiungo il burro morbidissimo, il latte e per ultimo amalgamo con delicatezza le farine.
Completo versando i mirtilli trattenendone alcuni che metterò sopra, rimescolo e divido il composto tra i 12 pirottini dello stampo, poi metto un paio di mirtilli sopra ognuno e inforno per circa 20/25'.
Dipende dai forni, comunque quando li vedete dorare in superficie e in cucina si sprigionerà aroma di dolce sono pronti.
Li lascio parzialmente raffreddare poi li trasferisco su un vassoio, pronti per un fine pasto o una golosa colazione.

sabato 1 novembre 2014

Zucca lessata, un contorno veloce e saporito

Ad Halloween per tradizione, nei paesi che festeggiano la notte di Ognissanti seguendo la cultura celtica, si mangia la zucca. Chi è bravo può anche intagliarla preparando una bella Jack o'-lantern.
Io artisticamente sono una vera schiappa. Per cui mi limito a cucinare questo stupefacente frutto degli orti autunnali. E voi, ieri notte, dolcetto o scherzetto?
All'Elba, l'amica Regina mi ha regalato la prima zucca prodotta nel suo orto, aveva seminato una varietà napoletana, cioè di quelle a buccia liscia, giallo arancio e con forma allungata a pera. Ha sapore delicato e piuttosto dolce senza essere troppo zuccherina.
A dire il vero non era mia intenzione lessarla. L'avevo preparata tagliata a rondelle spesse 3 mm pensando di friggerla, ma siccome eravamo in molti ho suddiviso le fettine tra due padelle e le ho cotte, in pochi minuti, con la sola aggiunta di un goccio di acqua e olio che evaporano giusto in tempo per la fine cottura.
Appena è diventata tenera l'ho trasferita su un piatto da portata e poi condita con qualche scaglietta di sale e ancora un goccino di olio.
La buccia della varietà napoletana è sottile e si può anche non eliminare.
Tempo totale: massimo 15 minuti per un contorno salutare, saporito, che piace a tutti.
Lascio a voi la scelta di quanta prepararne, secondo la mia esperienza vi suggerirei di non lesinare con le dosi, è un contorno che va a ruba, è leggero e si mangia molto volentieri. Ed è talmente veloce che potete impegnare una mezz'ora e più padelle.
Altre idee su Come cucinare la zucca le troverete cliccando sul link di Gustissimo.it.

-ricetta-
fettine di zucca
olio evo
sale in fiocchi

Lavo molto bene la zucca e la divido in due in senso verticale, buona parte della polpa è piena.
Appoggio la parte tagliata su un tagliere e con un coltello grosso ricavo mezzelune spesse 3 /4 mm.
Verso un filo d'acqua e qualche goccia d'olio in una grande padella e porto a bollore, quindi dispongo le fettine di zucca e le faccio lessare da ambo i lati, girandole con una paletta, sino a che sono tenere ma non disfatte.
Le allineo su un vassoio e le condisco con un pizzico di sale, quindi porto in tavola con pepe nero e olio evo.
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