Alla ricetta tradizionale ungherese che è in fondo una zuppa piuttosto liquida con pezzetti di carne ho apportato una mia variante super economica, la carne di tacchino infatti è meno cara di quella di manzo e, se si scelgono i tagli posteriori di coscia e sovracoscia, si è certi che i bocconcini rimarranno morbidi.
Tanta paprika e patate a pezzetti, come per un classico spezzatino, da servire con una saporita polenta di farina semi integrale.
Con pochissima spesa si porta in tavola un piatto unico di gulasch e verdure very comfort food.
Dosi per 4
-ricetta-
1 coscia e 1 sovracoscia di tacchino, circa 1 kg
500 g patate
200 g cipolle
200 g passata di pomodoro/pomodoro fresco
1 carota
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 cucchiaio di paprika dolce
1 cucchiaino di paprika forte
1 cucchiaino di curcuma
1 spicchio di aglio
semi di cumino
50 ml vino rosso
olio evo
strutto
farina
sale
Con un coltello ben affilato spolpo la carne del tacchino liberandola di pelle, ossa e tendini e la taglio a bocconcini regolari.
Taglio a cubetti la carota, trito le cipolle e lo spicchio di aglio.
Se uso pomodori freschi maturi taglio anch'essi a cubetti.
In una pentola scaldo un cucchiaio di strutto con un filo d'olio, ci metto a rosolare le verdure quindi le tolgo tenendole da parte. Nella stessa pentola faccio rosolare bene la carne, che ho lasciato a insaporire in una ciotola con un velo di farina, curcuma e paprika.
Quando sui bocconcini si forma una bella crosticina li sfumo col vino rosso, lascio che evapori e poi rimetto nella pentola le verdure, i pomodori, il concentrato e spolvero con le due paprike.
Aggiungo anche un cucchiaino di semi di cumino e un po' di sale, bagno con due mestoli di brodo leggero (o anche solo acqua bollente) e faccio cuocere lentamente per quasi un'ora e mezza.
Dopo un'ora metto a cuocere assieme alla carne anche le patate pelate e tagliate a cubetti.
Se il goulash dovesse asciugare troppo aggiungo altro brodo caldo in modo che alla fine rimanga un bel sughetto cremoso.
Terminata la cottura verifico se va bene di sale.
Intanto che lo spezzatino cuoce ho il tempo di preparare la polenta, in modo che siano pronti nello stesso momento, per servire il piatto completo.
''invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passerà sotto il vostro tetto'' J.A. Brillat-Savarin- Fisiologia del gusto- 1825
lunedì 5 gennaio 2015
sabato 3 gennaio 2015
Lasagne al pesto di pistacchi
Buongiorno al nuovo anno! Vi rinnovo gli auguri per questo 'duemilaquindici' che dovrebbe essere l'anno della svolta, da ogni parte arrivano rassicurazioni che ci sarà il tanto atteso risveglio economico, speriamo che sia vero!
Milano se la dovrà vedere con una cosa impegnativa come l'Expo. Mi auguro che tutti i tasselli possano andare al loro posto in tempo. La città, che in queste ultime settimane ho avuto modo di girare spesso e agevolmente, dato lo scarso traffico, è tutta un cantiere. Finiranno nei tempi stabiliti?
Adesso me ne torno in cucina, sino all'Epifania mica è cambiato qualcosa... ci aspettano ancora incontri e gozzovigliamenti vari.
E se l'ultimo dell'anno ho usato la scorciatoia dei link a vecchie ricette, oggi invece si cucina per davvero.
Il piatto del giorno sarà questa Pasta al forno bianca, niente sugo o ragù nella farcitura degli strati ma un saporito e prezioso pesto di pistacchi, queste lasagne sono una vera bomba di bontà, nonché ricchissime.
Servitele in un'occasione speciale, farete un figurone e delizierete i vostri commensali.
Sono un piatto sontuoso che potrete prendere in considerazione per celebrare l'Epifania, terminando in modo esaltante il prolungato periodo di festività.
Come per tutte le lasagne i passaggi sono molti ma, se vi preparate tutti gli ingredienti con un po' di anticipo, assemblarle sarà un gioco.
Innanzitutto il pesto di pistacchi. Se, come me, avete avuto la fortuna di riceverne in dono qualche vasetto, utulizzate quello. Altrimenti macinate finemente dei pistacchi assieme a qualche mandorla/pinolo e del buon extravergine. Otterrete una profumata e verde salsina da stemperare nella besciamella.
Quest'ultima la dovrete preparare un po' lenta, non troppo densa.
Tritate gli spinacini, che si usano a crudo. Tritate il prosciutto cotto e preparate un mix di mozzarella a dadini e parmigiano grattugiato.
A questo punto non vi resta che assemblare gli strati di lasagna, usando pasta fresca sottile che non necessita di precottura.
Dosi per 6
-ricetta-
250 g pasta fresca per lasagne
180 g pesto pistacchi
150 g mozzarella
150 g spinacini freschi
130 g prosciutto cotto
50 g formaggio grattugiato + un po'
30 g pinoli
30 g granella di pistacchi
besciamella (600 ml latte, 25 g burro, 25 g farina, sale, noce moscata)
burro
Preparo la besciamella con gli ingredienti dosati. La lascio intiepidire 5' prima di mescolarla al pesto di pistacchi.
Preparo la mozzarella a dadini, dev'essere ben asciutta, e vi aggiungo il mezzo etto di formaggio grattugiato.
Trito il cotto e gli spinacini, lavati e tamponati.
Ungo una pirofila di burro, ne sporco il fondo con un po' di besciamella e faccio un primo strato di pasta.
Sopra spalmo della besciamella al pesto, spargo un po' di spinacini, di cotto e di mozzarella e grana.
Ripeto allo stesso modo gli altri strati di pasta, farcendone almeno 6, e termino condendo l'ultimo strato di pasta con besciamella e formaggio grattugiato. Condisco con qualche fiocchetto di burro.
Inforno a 190° per circa 20'.
Lascio riposare un quarto d'ora prima di tagliare la lasagna a quadrotti e servirla, decorando il piatto con alcuni pinoli e un po' di granella di pistacchi.
Abbinamento esaltante con un Hermitage, Le Chevalier de Sterimberg di Paul Jaboulet Ainé, prodotto in Costa del Rodano da uve Roussanne e Marsanne, vendemmia del 2003. Ricco e profumato quanto la saporita lasagna.
Milano se la dovrà vedere con una cosa impegnativa come l'Expo. Mi auguro che tutti i tasselli possano andare al loro posto in tempo. La città, che in queste ultime settimane ho avuto modo di girare spesso e agevolmente, dato lo scarso traffico, è tutta un cantiere. Finiranno nei tempi stabiliti?
Adesso me ne torno in cucina, sino all'Epifania mica è cambiato qualcosa... ci aspettano ancora incontri e gozzovigliamenti vari.
E se l'ultimo dell'anno ho usato la scorciatoia dei link a vecchie ricette, oggi invece si cucina per davvero.
Il piatto del giorno sarà questa Pasta al forno bianca, niente sugo o ragù nella farcitura degli strati ma un saporito e prezioso pesto di pistacchi, queste lasagne sono una vera bomba di bontà, nonché ricchissime.
Servitele in un'occasione speciale, farete un figurone e delizierete i vostri commensali.
Sono un piatto sontuoso che potrete prendere in considerazione per celebrare l'Epifania, terminando in modo esaltante il prolungato periodo di festività.
Come per tutte le lasagne i passaggi sono molti ma, se vi preparate tutti gli ingredienti con un po' di anticipo, assemblarle sarà un gioco.
Innanzitutto il pesto di pistacchi. Se, come me, avete avuto la fortuna di riceverne in dono qualche vasetto, utulizzate quello. Altrimenti macinate finemente dei pistacchi assieme a qualche mandorla/pinolo e del buon extravergine. Otterrete una profumata e verde salsina da stemperare nella besciamella.
Quest'ultima la dovrete preparare un po' lenta, non troppo densa.
Tritate gli spinacini, che si usano a crudo. Tritate il prosciutto cotto e preparate un mix di mozzarella a dadini e parmigiano grattugiato.
A questo punto non vi resta che assemblare gli strati di lasagna, usando pasta fresca sottile che non necessita di precottura.
Dosi per 6
-ricetta-
250 g pasta fresca per lasagne
180 g pesto pistacchi
150 g mozzarella
150 g spinacini freschi
130 g prosciutto cotto
50 g formaggio grattugiato + un po'
30 g pinoli
30 g granella di pistacchi
besciamella (600 ml latte, 25 g burro, 25 g farina, sale, noce moscata)
burro
Preparo la besciamella con gli ingredienti dosati. La lascio intiepidire 5' prima di mescolarla al pesto di pistacchi.
Preparo la mozzarella a dadini, dev'essere ben asciutta, e vi aggiungo il mezzo etto di formaggio grattugiato.
Trito il cotto e gli spinacini, lavati e tamponati.
Ungo una pirofila di burro, ne sporco il fondo con un po' di besciamella e faccio un primo strato di pasta.
Sopra spalmo della besciamella al pesto, spargo un po' di spinacini, di cotto e di mozzarella e grana.
Ripeto allo stesso modo gli altri strati di pasta, farcendone almeno 6, e termino condendo l'ultimo strato di pasta con besciamella e formaggio grattugiato. Condisco con qualche fiocchetto di burro.
Inforno a 190° per circa 20'.
Lascio riposare un quarto d'ora prima di tagliare la lasagna a quadrotti e servirla, decorando il piatto con alcuni pinoli e un po' di granella di pistacchi.
Abbinamento esaltante con un Hermitage, Le Chevalier de Sterimberg di Paul Jaboulet Ainé, prodotto in Costa del Rodano da uve Roussanne e Marsanne, vendemmia del 2003. Ricco e profumato quanto la saporita lasagna.
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mercoledì 31 dicembre 2014
Buon Anno 2015 e piccolo promemoria...
Buon ultimo giorno dell'anno a tutti gli amici golosi.
Scommetto che in molti, proprio come la sottoscritta, sarete occupati nella preparazione del cenone.
Ebbene, per non impegnarmi anche nella stesura di ricette ad hoc, ho escogitato questa scappatoia, sono andata a spulciare nell'ormai vastissimo ricettario già pubblicato e ho deciso che vi farò gli auguri mettendovi il link ad una carrellata di dolci, alcuni tipici per festeggiare il nuovo anno, altri di recupero per riutilizzare avanzi di panettone e pandoro.
Contenti?
Festeggiate e brindate in allegria.
BUON 2015!!
Tortini di panettone e ciocclato bianco
Tortini di panettone e cioccolato bianco
L'ALTRO panettone
L'ALTRO panettone
Torta light con panettone
Torta light con panettone
Torta paesana con panettone
Torta paesana con panettone
La Vasilopita
Vasilopita, dolce di San Basilio
Charlotte di mele e pandoro
Charlotte di pandoro e mele
Sono sicura che troverete come passare il tempo nei prossimi giorni!
Ancora auguri per il Nuovo Anno!
JO
Scommetto che in molti, proprio come la sottoscritta, sarete occupati nella preparazione del cenone.
Ebbene, per non impegnarmi anche nella stesura di ricette ad hoc, ho escogitato questa scappatoia, sono andata a spulciare nell'ormai vastissimo ricettario già pubblicato e ho deciso che vi farò gli auguri mettendovi il link ad una carrellata di dolci, alcuni tipici per festeggiare il nuovo anno, altri di recupero per riutilizzare avanzi di panettone e pandoro.
Contenti?
Festeggiate e brindate in allegria.
BUON 2015!!
Tortini di panettone e ciocclato bianco
Tortini di panettone e cioccolato bianco
L'ALTRO panettone
L'ALTRO panettone
Torta light con panettone
Torta light con panettone
Torta paesana con panettone
Torta paesana con panettone
La Vasilopita
Vasilopita, dolce di San Basilio
Charlotte di mele e pandoro
Charlotte di pandoro e mele
Sono sicura che troverete come passare il tempo nei prossimi giorni!
Ancora auguri per il Nuovo Anno!
JO
lunedì 29 dicembre 2014
Muffins salati con pancetta e grana
In questo periodo di feste si sono susseguiti tutta una serie di impegni con amici, conoscenti e gaudenti vari, per scambiarsi auguri e auspici.
Mi devo sempre inventare qualcosa, che l'aperitivo sia più o meno alcolico un piccolo snack da sgranocchiare fa sempre piacere.
Già che mi sono impegnata tanto vale che prendiate nota, magari potreste prepararli per il cenone del veglione di Capodanno. L'idea originale potrebbe essere di sostituire dadini di cotechino alla pancetta e, magari, aggiungere anche un pugnetto di lenticchie lessate.
I muffins salati si prestano ottimanente come soluzione tampone. E, su un impianto base che si ripete sempre uguale, si possono variare gli ingredienti che insaporiscono l'impasto per renderli sempre diversi.
Si preparano in meno di 10 minuti, poi si passa alla fase di cottura, che di solito non richiede più di mezz'ora/quaranta minuti, dipende sempre dal forno.
Questa ricetta, super collaudata, usa la birra come agente lievitante e non contiene burro bensì olio di semi.
Quanto alla farcitura, questa volta sono a base di formaggio grattugiato e pancetta, ma potrebbe essere prosciutto cotto e emmental, zola e noci, chorizo e feta. Aspettatevi altri esperimenti.
Dosi per 12 pezzi
-ricetta-
250 g farina 00
200 ml birra chiara
100 g grana/parmigiano grattugiato
100 g pancetta dolce a cubetti
2 uova
60 ml olio semi di arachide/mais
1/2 cucchiaino di bicarbonato
pepe
In una boule mescolo le uova con la birra e l'olio di semi. A questo composto aggiungo la farina mescolata col bicarbonato, il formaggio e la pancetta. Giro gli ingredienti con una spatola per evitare e diluire i grumi. Condisco con una macinata di pepe e divido il composto tra 12 pirottini che rivestono l'apposito stampo.
Cuocio in forno caldo a 180° per circa 30'.
Sforno, lascio intiepidire e poi trasferisco i muffins su un vassoio. Si conservano perfettamente sino a due/tre giorni, chiusi in un sacchetto di polietilene.
Mi devo sempre inventare qualcosa, che l'aperitivo sia più o meno alcolico un piccolo snack da sgranocchiare fa sempre piacere.
Già che mi sono impegnata tanto vale che prendiate nota, magari potreste prepararli per il cenone del veglione di Capodanno. L'idea originale potrebbe essere di sostituire dadini di cotechino alla pancetta e, magari, aggiungere anche un pugnetto di lenticchie lessate.
I muffins salati si prestano ottimanente come soluzione tampone. E, su un impianto base che si ripete sempre uguale, si possono variare gli ingredienti che insaporiscono l'impasto per renderli sempre diversi.
Si preparano in meno di 10 minuti, poi si passa alla fase di cottura, che di solito non richiede più di mezz'ora/quaranta minuti, dipende sempre dal forno.
Questa ricetta, super collaudata, usa la birra come agente lievitante e non contiene burro bensì olio di semi.
Quanto alla farcitura, questa volta sono a base di formaggio grattugiato e pancetta, ma potrebbe essere prosciutto cotto e emmental, zola e noci, chorizo e feta. Aspettatevi altri esperimenti.
Dosi per 12 pezzi
-ricetta-
250 g farina 00
200 ml birra chiara
100 g grana/parmigiano grattugiato
100 g pancetta dolce a cubetti
2 uova
60 ml olio semi di arachide/mais
1/2 cucchiaino di bicarbonato
pepe
In una boule mescolo le uova con la birra e l'olio di semi. A questo composto aggiungo la farina mescolata col bicarbonato, il formaggio e la pancetta. Giro gli ingredienti con una spatola per evitare e diluire i grumi. Condisco con una macinata di pepe e divido il composto tra 12 pirottini che rivestono l'apposito stampo.
Cuocio in forno caldo a 180° per circa 30'.
Sforno, lascio intiepidire e poi trasferisco i muffins su un vassoio. Si conservano perfettamente sino a due/tre giorni, chiusi in un sacchetto di polietilene.
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domenica 28 dicembre 2014
Laurino, liquore di bacche di alloro
Bene, siamo quasi alla fine di questo 2014 che ricorderemo come il più piovoso del secolo, per ora, con maltempo diffuso e persistente che ha messo in ginocchio parecchie regioni. Si sta chiudendo con deboli nevicate, tanto attese, stavolta, visto che le località sciistiche ne sono prive.
Per quest'ultima domenica ho previsto di raccontarvi del laurino. Molto spesso, anche se non voglio, anche se non ne avrei voglia, incappo in qualcosa che mi 'costringe' a fare nuovi esperimenti.
Giuro che non era mia intenzione preparare il laurino con le bacche di alloro ma, per evitare di fare tante cose, dovrei girare bendata e non guardarmi attorno.
Invece, durante la vendemmia a settembre della vigna di Regina, nell'attraversare una parte del giardino che cura amorevolmente ho scovato una pianta di alloro enorme, carica di lucidissime bacche nere.
Una volta appurato, dopo una breve ricerca su internet, che fossero della specie giusta, ossia che fosse una pianta di laurus nobilis, quello che normalmente si usa in cucina, le ho raccolte e poi, arrivata a casa, le ho messe in infusione con alcol e zucchero.
Dopo un mese l'ho filtrato e adesso dovrà riposare al buio della cantina per almeno tre mesi.
Verrà pronto giusto in tempo per testare una delle sue proprietà. Sembra infatti che sia un ottimo rimedio alle forme da raffreddamento.
Alla prima occasione, che dato il mestiere del consorte non è inusuale, effettuerò un test su di lui.
Vi avverto che di solito i miei liquori digestivi sono piuttosto alcolici. Detesto i miscugli dolci e sciropposi.
-ricetta-
1 litro di alcol etilico a 95°
600 g bacche alloro
700 g zucchero
800 ml acqua
Preparo lo sciroppo mescolando acqua e zucchero in una pentola. Porto a ebollizione e lascio bollire per 5'. Spengo e faccio raffreddare.
Mescolo lo sciroppo con l'alcol.
Intanto lavo e tampono le bacche.
Preparo vasi capienti ben lavati e asciugati.
Verso una parte delle bacche e una parte del miscuglio liquido. Tappo e conservo al buio, agitando i vasi a giorni alterni per circa un mese.
A questo punto mi sono preparata le bottiglie dove lo andrò a travasare, mi armo di filtri (e di tanta pazienza) e filtro il liquore.
Tappo e ripongo al fresco della cantina per minimo tre mesi prima di poterlo consumare.
Ottimo digestivo e, come dicevo sopra, pare abbia poteri miracolosi in caso di raffreddore.
sabato 27 dicembre 2014
Tortellini al sugo di brasato
Ecco un'ideona per una cenetta/pranzo tra amici, di quelle che si fanno dopo i pranzi di Vigilia, Natale e Santo Stefano con coloro che, a causa degli impegni di famiglia, non abbiamo potuto incontrare.
Che molto spesso sono gli amici più cari, quelli con cui ci si scambiano gli auguri a feste chiuse, ma gli amici sanno e possono capire cosa sono gli obblighi di sangue ai quali non ci si può sottrarre.
Condizione fondamentale per la buona riuscita di questo piatto è la qualità dei tortellini.
Meglio se fatti in casa ma, se acquistati già pronti, che siamo di livello medio-alto.
Una bella tazza di sugo di brasato, avanzato dalle trascorse libagioni, e il gioco è fatto.
Facilissimo, semplicissimo. C'è poi chi li preferisce in brodo, anche di quello ve ne sarà avanzato, ci scommetterei. Io lo verso in bottiglie di plastica, quelle vuote dell'acqua minerale, e lo conservo in freezer pronto all'uso.
Dosi ...? scegliete voi.
-ricetta-
tortellini di carne
sugo di brasato avanzato
Frullo sino a renderlo cremoso il sugo di brasato, di solito ci sono pezzi di carote e sedano ancora masticabili.
Lesso i tortellini in abbondante acqua bollente salata e li scolo al dente.
Trasferisco i tortellini nella pentola dove ho fatto scaldare il sugo, lasciandoli un po' umidi e li salto nel condimento. Se poi avete anche qualche fettina di carne avanzata, tanto meglio!
Porto in tavola con abbondante formaggio grattugiato.
Che molto spesso sono gli amici più cari, quelli con cui ci si scambiano gli auguri a feste chiuse, ma gli amici sanno e possono capire cosa sono gli obblighi di sangue ai quali non ci si può sottrarre.
Condizione fondamentale per la buona riuscita di questo piatto è la qualità dei tortellini.
Meglio se fatti in casa ma, se acquistati già pronti, che siamo di livello medio-alto.
Una bella tazza di sugo di brasato, avanzato dalle trascorse libagioni, e il gioco è fatto.
Facilissimo, semplicissimo. C'è poi chi li preferisce in brodo, anche di quello ve ne sarà avanzato, ci scommetterei. Io lo verso in bottiglie di plastica, quelle vuote dell'acqua minerale, e lo conservo in freezer pronto all'uso.
Dosi ...? scegliete voi.
-ricetta-
tortellini di carne
sugo di brasato avanzato
Frullo sino a renderlo cremoso il sugo di brasato, di solito ci sono pezzi di carote e sedano ancora masticabili.
Lesso i tortellini in abbondante acqua bollente salata e li scolo al dente.
Trasferisco i tortellini nella pentola dove ho fatto scaldare il sugo, lasciandoli un po' umidi e li salto nel condimento. Se poi avete anche qualche fettina di carne avanzata, tanto meglio!
Porto in tavola con abbondante formaggio grattugiato.
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giovedì 25 dicembre 2014
Auguri!!
Eccomi qui cari amici del blog e tutti i bloggers che seguo/mi seguono.
Entro stamattina solo per augurarvi ogni bene.
Trascorrete delle piacevoli giornate in compagnia e armonia.
Onorate la tavola e riscaldate il vostro cuore assieme a parenti, amici o con chiunque vogliate.
Ci vediamo dopo santo Stefano.
Un abbraccio virtuale a tutti!
Ciaoooo!
martedì 23 dicembre 2014
Muffins di grano saraceno con zola e noci
Adesso sì che siamo entrati nella stagione invernale, abbiamo passato anche la boa del solstizio d'inverno col giorno più corto, da domani impercettibilmente le giornate ricominceranno ad allungarsi.
E siamo arrivati all'antivigilia. Tutti indaffarati e di corsa. Ci sarà ancora chi non ha deciso cosa fare per antipasto al pranzo della Vigilia o di Natale. O per un salutino tra amici, l'aperitivo degli auguri che non è una cena.
La volete la ricetta di un ottimo appetizer che si impasta nel mentre che si scalda il forno?
Questi muffins sono ideali come antipasto, con l'aperitivo, e faranno un figurone in un buffet.
La farina di grano saraceno mescolata a quella 00 regala loro un tocco di rusticità che si sposa molto bene con le noci e il gorgonzola piccante.
Tempo occorrente 45'.
Dosi per 12 pezzi
-ricetta-
200 g farina 00
50 g farina di grano saraceno
100 g zola piccante
50 g gherigli di noci
30 g formaggio grattugiato
2 uova
200 ml birra chiara
60 ml olio arachidi
1 cucchiaino da caffè di bicarbonato
sale

Accendo il forno impostando il termostato a 180°.
In una boule mescolo olio, birra e uova.
Aggiungo le farine pesate col bicarbonato e mescolo senza fare grumi, quindi incorporo il formaggio grattugiato, lo zola e le noci spezzettate, di cui ne tengo da parte 12 mezzi gherigli per decorare.
Salo appena.
Giro delicatamente e riempio col composto ottenuto i pirottini di carta sistemati su uno stampo multiplo da muffin. In cima a ognuno metto mezzo gheriglio di noce.
Metto la teglia in forno a cuocere per circa 25'.
Sforno e lascio raffreddare.
E siamo arrivati all'antivigilia. Tutti indaffarati e di corsa. Ci sarà ancora chi non ha deciso cosa fare per antipasto al pranzo della Vigilia o di Natale. O per un salutino tra amici, l'aperitivo degli auguri che non è una cena.
La volete la ricetta di un ottimo appetizer che si impasta nel mentre che si scalda il forno?
Questi muffins sono ideali come antipasto, con l'aperitivo, e faranno un figurone in un buffet.
La farina di grano saraceno mescolata a quella 00 regala loro un tocco di rusticità che si sposa molto bene con le noci e il gorgonzola piccante.
Tempo occorrente 45'.
Dosi per 12 pezzi
-ricetta-
200 g farina 00
50 g farina di grano saraceno
100 g zola piccante
50 g gherigli di noci
30 g formaggio grattugiato
2 uova
200 ml birra chiara
60 ml olio arachidi
1 cucchiaino da caffè di bicarbonato
sale
Accendo il forno impostando il termostato a 180°.
In una boule mescolo olio, birra e uova.
Aggiungo le farine pesate col bicarbonato e mescolo senza fare grumi, quindi incorporo il formaggio grattugiato, lo zola e le noci spezzettate, di cui ne tengo da parte 12 mezzi gherigli per decorare.
Salo appena.
Giro delicatamente e riempio col composto ottenuto i pirottini di carta sistemati su uno stampo multiplo da muffin. In cima a ognuno metto mezzo gheriglio di noce.
Metto la teglia in forno a cuocere per circa 25'.
Sforno e lascio raffreddare.
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domenica 21 dicembre 2014
Charlotte di pandoro e mele
L'avvento sta per terminare. La prossima domenica saremo già in pista per il conto alla rovescia della fine dell'anno. E da domani saremo ufficialmente in inverno, anche se la neve ancora scarseggia in montagna e solo adesso cominciamo a sfiorare 0°.
Durante le festività natalizie chissà quante volte vi potrà capitare di avanzare pezzi di pandoro ma pure di panettone.
Questa charlotte è una valida soluzione per recuperarli preparando un dolce casalingo che sa di antico, quando le nostre nonne preparavano le charlotte con fette di pane vecchio riempiendole di mele e uvetta e legando il tutto con uova, latte e zucchero.
Lo stesso principio l'ho applicato col pandoro.
La preparazione è un filo laboriosa, più che altro perché ci sono molti passaggi, ma non abbiate paura, non c'è nulla di difficoltoso.
Le dosi sono per uno stampo da plum per 8/10 persone.
-ricetta-
400 g mele fuji
300 g pandoro a fette spesse
100 g uvetta
100 g zucchero di canna
80 g burro
200 ml latte
80 ml Grand Marnier
6 uova
1 arancia non trattata
1 limone non trattato
Per prima cosa metto a macerare l'uvetta col Grand Marnier e il succo spremuto dell'arancia.
Scaldo il latte con 40 g zucchero e quando bolle spengo e lo profumo con la scorza dell'arancia grattugiata. Lo lascio raffreddare.
Sbuccio le mele, le taglio a dadini piccoli e le rosolo in una padella con 40 g di burro per circa 5/6'.
Le tengo da parte.
Taglio il pandoro a fette il più regolari possibile, in modo che quando poi si andranno a tagliare le fette della charlotte ci siano meno frustoli possibile. Rosolo queste fette in una padella con un cucchiaino di burro per fetta, le giro facendole dorare leggermente.
Ne preparo una alla volta e le appoggio su un piatto.
Sbatto le uova in una ciotola con gli altri 40 g di zucchero poi diluisco col latte freddo.
Sgocciolo l'uvetta e intanto accendo il forno, impostato su 180°.
Ungo molto bene con burro uno stampo da plum.
Ne rivesto il fondo con una fetta rettangolare di pandoro, sopra distribuisco metà delle mele e dell'uvetta.
Bagno con un terzo del composto di uova e latte, distribuendolo con un mestolino.
Faccio un nuovo strato di pandoro e aggiungo ancora mele, uvetta e composto liquido.
Termino con un ultimo strato di pandoro e bagno col restante latte e uova. Premo un pochino per compattare il tutto.
Metto lo stampo in forno e faccio cuocere per circa 35/40'.
Lascio raffreddare la charlotte nel forno con lo sportello aperto, poi la trasferisco al fresco sigillandola con pellicola e la lascio riposare un paio di ore.
Quando è il momento di servirla la capovolgo su un piatto rettangolare, vedrete che si sformerà perfettamente rimanendo molto compatta, e la taglio a fette spesse.
Durante le festività natalizie chissà quante volte vi potrà capitare di avanzare pezzi di pandoro ma pure di panettone.
Questa charlotte è una valida soluzione per recuperarli preparando un dolce casalingo che sa di antico, quando le nostre nonne preparavano le charlotte con fette di pane vecchio riempiendole di mele e uvetta e legando il tutto con uova, latte e zucchero.
Lo stesso principio l'ho applicato col pandoro.
La preparazione è un filo laboriosa, più che altro perché ci sono molti passaggi, ma non abbiate paura, non c'è nulla di difficoltoso.
Le dosi sono per uno stampo da plum per 8/10 persone.
-ricetta-
400 g mele fuji
300 g pandoro a fette spesse
100 g uvetta
100 g zucchero di canna
80 g burro
200 ml latte
80 ml Grand Marnier
6 uova
1 arancia non trattata
1 limone non trattato
Per prima cosa metto a macerare l'uvetta col Grand Marnier e il succo spremuto dell'arancia.
Scaldo il latte con 40 g zucchero e quando bolle spengo e lo profumo con la scorza dell'arancia grattugiata. Lo lascio raffreddare.
Sbuccio le mele, le taglio a dadini piccoli e le rosolo in una padella con 40 g di burro per circa 5/6'.
Le tengo da parte.
Taglio il pandoro a fette il più regolari possibile, in modo che quando poi si andranno a tagliare le fette della charlotte ci siano meno frustoli possibile. Rosolo queste fette in una padella con un cucchiaino di burro per fetta, le giro facendole dorare leggermente.
Ne preparo una alla volta e le appoggio su un piatto.
Sbatto le uova in una ciotola con gli altri 40 g di zucchero poi diluisco col latte freddo.
Sgocciolo l'uvetta e intanto accendo il forno, impostato su 180°.
Ungo molto bene con burro uno stampo da plum.
Ne rivesto il fondo con una fetta rettangolare di pandoro, sopra distribuisco metà delle mele e dell'uvetta.
Bagno con un terzo del composto di uova e latte, distribuendolo con un mestolino.
Faccio un nuovo strato di pandoro e aggiungo ancora mele, uvetta e composto liquido.
Termino con un ultimo strato di pandoro e bagno col restante latte e uova. Premo un pochino per compattare il tutto.
Metto lo stampo in forno e faccio cuocere per circa 35/40'.
Lascio raffreddare la charlotte nel forno con lo sportello aperto, poi la trasferisco al fresco sigillandola con pellicola e la lascio riposare un paio di ore.
Quando è il momento di servirla la capovolgo su un piatto rettangolare, vedrete che si sformerà perfettamente rimanendo molto compatta, e la taglio a fette spesse.
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venerdì 19 dicembre 2014
Crocchette di patate e olive taggiasche
Contorno goloso o snack? Scegliete pure quello che preferite.
Queste crocchette sono deliziose, saporite e leggere perché le ho cotte in forno piuttosto che friggerle in padella come suggeriva la ricetta su Cucina Moderna. Il tempo di cottura si allunga un pochino ma guadagnano in leggerezza.
Basterà condire un purè grossolano con capperi e olive taggiasche tritate, aggiungendo un po' di pecorino romano grattugiato e un uovo per legare.
Ottime servite come spuntino/aperitivo, io le ho portate in tavola accompagnandole a un brasato di guance di manzo. Possono essere una grande idea di contorno ai piatti natalizi.
Questo mix secondo me è una bomba se gli mescola del tonno in scatola. Proverò e vi dirò.
Dosi per 6
-ricetta-
600 g patate (pari a 6 medie)
80 g olive taggiasche denocciolate
40 g capperi al sale
1 cipolla
1 uovo
prezzemolo tritato
olio evo
Dopo aver lavato e pelato le patate le lesso a tocchi in acqua bollente salata. Le scolo quando sono tenere e le schiaccio sommariamente con la forchetta.
Mentre le patate cuociono soffriggo la cipolla tritata fine con un filo d'olio, deve diventare tenera e trasparente, allo scopo aggiungo eventualmente qualche cucchiaio di acqua.
In una boule mescolo alle cipolle i capperi, prima dissalati e poi tritati a coltello, le taggiasche, anch'esse tritate non fini, un cucchiaio di prezzemolo tritato, l'uovo e il pecorino. Non aggiungo sale dato che olive, capperi e pecorino le insaporiscono a sufficienza.
Mescolo a questo composto le patate schiacciate, poi con le mani umide formo polpette che schiaccio.
Le allineo su una placca rivestita di cartaforno unta e le inforno a 180° per circa 20/30', girandole delicatamente un paio di volte, usando una spatola per non romperle. Spengo quando in superficie si è formata una crosticina dorata.
Le sforno e le servo tiepide accompagnate a un secondo di carne, formaggi o uova.
Queste crocchette sono deliziose, saporite e leggere perché le ho cotte in forno piuttosto che friggerle in padella come suggeriva la ricetta su Cucina Moderna. Il tempo di cottura si allunga un pochino ma guadagnano in leggerezza.
Basterà condire un purè grossolano con capperi e olive taggiasche tritate, aggiungendo un po' di pecorino romano grattugiato e un uovo per legare.
Ottime servite come spuntino/aperitivo, io le ho portate in tavola accompagnandole a un brasato di guance di manzo. Possono essere una grande idea di contorno ai piatti natalizi.
Questo mix secondo me è una bomba se gli mescola del tonno in scatola. Proverò e vi dirò.
Dosi per 6
-ricetta-
600 g patate (pari a 6 medie)
80 g olive taggiasche denocciolate
40 g capperi al sale
1 cipolla
1 uovo
prezzemolo tritato
olio evo
Dopo aver lavato e pelato le patate le lesso a tocchi in acqua bollente salata. Le scolo quando sono tenere e le schiaccio sommariamente con la forchetta.
Mentre le patate cuociono soffriggo la cipolla tritata fine con un filo d'olio, deve diventare tenera e trasparente, allo scopo aggiungo eventualmente qualche cucchiaio di acqua.
In una boule mescolo alle cipolle i capperi, prima dissalati e poi tritati a coltello, le taggiasche, anch'esse tritate non fini, un cucchiaio di prezzemolo tritato, l'uovo e il pecorino. Non aggiungo sale dato che olive, capperi e pecorino le insaporiscono a sufficienza.
Mescolo a questo composto le patate schiacciate, poi con le mani umide formo polpette che schiaccio.
Le allineo su una placca rivestita di cartaforno unta e le inforno a 180° per circa 20/30', girandole delicatamente un paio di volte, usando una spatola per non romperle. Spengo quando in superficie si è formata una crosticina dorata.
Le sforno e le servo tiepide accompagnate a un secondo di carne, formaggi o uova.
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