Visualizzazione post con etichetta olio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta olio. Mostra tutti i post

giovedì 1 ottobre 2020

Sgombri con olio al basilico

Benvenuto ottobre. Tutto bene da voi? 

Oggi vi racconto una ricetta facile a base di pesce azzurro, ottimo perché ricco di omega3 e poco costoso. Per me a km quasi zero se uso quello pescato dal consorte. La prima colta l'ho fatta l'estate appena trascorsa e la ripeto spesso per la sua semplicità.

L'olio al basilico non è quello che vi ho spiegato all'inizio dell'estate, qui il basilico è più presente ma risulta più liquido di un pesto, perché ho emulsionato un bel po' di foglie, prima sbollentate, con olio evo.

La cottura degli sgombri l'ho fatta dolcemente in una padella antiaderente, lasciando la pelle che è priva di squame, morbida. Tanto da poterla consumare senza problemi. Prima di portarli in tavola li ho rivestiti di salsina e li ho accompagnati con un tortino di riso condito con la stessa salsa e, poiché avevo voglia di lavorare... una tatin di pomodorini gialli. Un piatto completo come suggerito da uno chef provenzale che mi è stato d'ispirazione. La cosa più difficoltosa per chi non è tanto pratico sarà sfilettare gli sgombri a crudo ma, con un po' di fortuna, potete trovarli già preparati. Calcolatene uno medio, sui 300 g, a testa

Il vino, in onore allo chef, era anch'esso francese. Un Pinot Gris alsaziano di Albert Boxler, vendemmia 2013. Complesso e aromatico, perfetto per l'abbinamento con la salsa al basilico.


-ricetta-

2 sgombri medi

un mazzo di basilico

50 ml olio evo

sale, limone

Preparo l'emulsione al basilico sbollentando un mazzetto di foglie, una ventina o più se non sono grandi, in acqua bollente salata per 2'. Le scolo lasciandole umide e le verso nel bicchiere del frullatore a immersione con l'olio e un pizzico di sale. Frullo, ottenendo una salsa liquida e verde, se è troppo densa metto uno-due cucchiai dell'acqua dove ho sbollentato il basilico.

Sfiletto gli sgombri, sto attenta a non rovinare i filetti ed elimino le lische più grandi e le pinne ventrali e dorsale. Scaldo un velo d'olio in una padella che li possa contenere tutti e quattro. Appoggio gli sgombri dal lato della pelle e li faccio cuocere per pochi minuti, vedrete che la polpa inizia a diventare di un colore più latteo. A questo punto li giro con delicatezza e li lascio soffriggere meno di 1'.

Li trasferisco nel piatto e li condisco con una generosa cucchiaiata di olio al basilico. Se vi piace potete aggiungere della buccia di limone grattugiata.

mercoledì 31 luglio 2019

Macedonia di ortaggi estivi

Cosa c'è di più invitante di una bella insalata estiva a base di verdure di stagione?
Si accompagna a tanti piatti, dal formaggio alla carne, al pesce.
Se si ha l'accortezza di marinare la cipolla vedrete che il tutto risulterà più digeribile.
Preparando tutto tagliato a cubetti anche l'occhio ne rimarrà appagato.
Chiaro che chi non ami cipolla o peperone può sostituirli con altro.
A me è venuta così, mi piace sempre molto usare la nota erbacea del peperone verde a crudo.
Meglio scegliere pomodori carnosi, con pochi semi e acqua, ovviamente ben maturi ma sodi.
Tanto basilico e altre erbe aromatiche fresche aggiungono ancora più gusto.
E, ovviamente, non dimenticate aceti aromatici per la marinata e un ottimo olio extravergine. Per salare ho messo un pizzico del nuovo sale al pomodoro.
Ed è finito anche luglio... come vola il tempo!

-ricetta-
2 grandi pomodori da insalata (cuore di bue o costoluto)
mezzo peperone verde
1 cipolla rossa di Tropea
10 foglie di basilico
aceto di frutti rossi
olio evo
sale al pomodoro

Taglio la cipolla a cubetti e la metto a marinare in una ciotolina con aceti aromatici. Io uso aceto di frutti rossi altoatesini e aceto di Banyuls più uno spruzzo di pomegranate sour.
La lascio in infusione da 30' a un'ora.
Preparo a cubetti anche i pomodori e il peperone.
In una ciotola mescolo le verdure con la cipolla scolata (tengo l'aceto che posso tranquillamente riutilizzare), aggiungo il basilico spezzettato con le mani e cospargo con sale.
Condisco con un po' di olio a filo e porto in tavola.
Questa volta ho avuto modo di testare un ottimo olio di Provenza, riportato a casa dal nostro viaggio di giugno. Ho trovato oli di colore dorato e con caratteristiche note di carciofo e macchia mediterranea.



mercoledì 24 luglio 2019

Formaggio sott'olio, come recuperare

Chissà a quanti di voi sarà capitato di ritrovare nel frigorifero spicchi di formaggio ormai un po' in crisi. Nel senso che sarebbero impresentabili a tavola per la troppa crosta, oppure perché un filo troppo secchi.
Se è d'inverno, sono ottimi se recuperati in una salsa ai formaggi: dove, una volta sciolti, non importa tanto del loro stato di conservazione quanto del sapore.
Ma d'estate? Tome o pezzi di pecorini/capra acquistati a non poco prezzo e non terminati?
Eccovi qui una soluzione semplicissima.
Riciclo al 100%.
Tagliateli, dopo averli ripuliti della crosta, in fettine lunghe o losanghe e affogateli in un ottimo olio extravergine di oliva.
Non vi basta? aromatizzateli con erbe e spezie. Dal timo fresco, origano o altro, a bacche di cardamomo o coriandolo, peperoncino o pepe. Tutto quello che più vi piace o che avete a disposizione. Assieme all'olio, rilasceranno il loro meglio.
E, alla fine, potrete godere di bocconcini di formaggio assolutamente unici.
Primo: perché prodotti da voi soli. DIY is ever the best.
Secondo: perché non si è sprecato nulla e coi tempi che corrono... volete mettere?
Buoni da soli, in insalate composte con frutta.
Su bruschette roventi... fate voi!

-ricetta-
uno spicchio di pecorino
olio evo
aromi a piacere

Elimino la crosta al formaggio e lo taglio a listarelle, losanghe o quadrotti. Dipende dal tipo.
Prendo un vasetto ben pulito e ci verso un goccio d'olio, giusto per inumidire il fondo.
Accomodo a strati il formaggio e gli aromi e ricopro di olio.
Tappo e conservo al fresco della cantina o in dispensa. O nel frigorifero.
Si mantiene per settimane, sino al completo consumo. Ma non dura... fidatevi!

venerdì 11 agosto 2017

Riso rosso alla greca

Cambiamo veste e sapore alla solita insalata di riso.
Tanto lo sapete che io sono sempre disposta a variare e sperimentare, al contrario di quello che faceva mia suocera, per esempio.
Le sue insalate di riso si ripetevano sempre uguali, dosate al millimetro persino nelle rondelle di olive nere, anno dopo anno. Stesso sapore, stesso stile, #maiunagioia.
Quel sant'uomo di mio suocero ci provava e la invitava a provare una delle mie ricette... ma nulla. Inutile sperare di poter cambiare. La ricetta era quella e non si discuteva.
Invece con un riso rosso di Camargue, che un amico gentilmente mi ha regalato, ho realizzato una bella insalata, quasi greca, nel bicchiere.
Fresca, goduriosa e pure salutare, perché il riso rosso è un riso intero.
Un'ottima idea per una cena in piedi. Ognuno avrà il suo bicchiere e vi consiglio un
Volutamente ho omesso le olive -e il cetriolo, perché uno dei commensali non lo gradiva-... mi sono limitata a peperone verde, pomodorini, cipolla marinata (affettata sottile e lasciata in ammollo in aceto aromatico minimo un'ora) e feta sbriciolata; il tutto condito con dell'eccellente olio extravergine di oliva, lo Sbezi (sta per spezie, in siciliano) di Viragì e basilico fresco.
Dosi per 6

-ricetta-
250 g riso rosso
300 g peperone verde
250 g pomodorini
200 g feta
1 piccola cipolla rossa (marinata in aceto rosso aromatico)
foglie di basilico
olio evo
sale
Lesso il riso in abbondante acqua salata. Lo scolo e lo faccio raffreddare stendendolo su un vassoio e condendolo con poche gocce d'olio.
Riduco a spicchietti i pomodorini, li condisco con sale e due foglie di basilico spezzettato, olio evo e lascio riposare 30' (intanto che il riso raffredda).
Taglio a cubetti il peperone e sbriciolo la feta.
Assemblo i pomodori con il peperone.
Prendo 6 bicchieri capienti e ci metto del riso, poi sopra un po' di pomodori e peperoni, un po' di feta sbriciolata e qualche rondella di cipolla marinata.
Completo con un altro po' di riso e verdure e altro basilico.
Condisco con un filo d'olio e lascio che il tutto prenda sapore per 30', al fresco, prima di servire.


sabato 13 agosto 2016

La Spanakopita

Ovvero quella che per i greci è una torta salata con spinaci e formaggio, da spanako = spinaci e pita = torta.
Quanta ne ho mangiata, assieme alle tiropite, le sfogliatine al formaggio, quando sono andata in vacanza laggiù. A Capo Sunion o nel vicino porto di Rafina la notte c'erano baracchini sempre aperti che le servivano calde. Com'ero giovane, nemmeno maggiorenne!
È assolutamente escluso che vi dia la spiegazione di come realizzare la pasta fillo... mica sono matta. È così comoda quella pronta che non vale assolutamente la pena farla in casa, ma comunque tra quelle pronte c'è parecchia differenza in qualità. Per lo più qui si trovano prodotti surgelati, in Francia invece si trova fresca accanto a pasta sfoglia e brisée.
Comunque una buona spanakopita ha bisogno di 6 + 6 strati di pasta e di una farcitura ricca e consistente.
Non pensiate che sia pesante, tutt'altro. Il ripieno è di soli spinaci, che potrebbero essere anche tarassaco, erbette, ortiche, barba di frate, feta e ricotta. Niente uova. Almeno non nella versione che mi aveva dato un'amica dei miei genitori quando andammo a farle visita ad Atene.
Quando la faccio molto spesso la uso al posto del primo. Chissà perché dà l'idea di essere più leggera di un piatto di pasta o riso. Di sicuro è meglio di crespelle o lasagne. Ogni foglio di pasta fillo va spennellato leggermente di olio, in modo che rimangano separati e croccanti.
Soluzione ideale per il picnic di Ferragosto.
Dosi per 12 da una pirofila di 24x34 cm.

12 fogli di pasta fillo
1 kg di spinaci freschi
1 porro
1 cipolla piccola
200 g feta
200 g ricotta pecora
menta fresca
olio evo
sale, pepe
Pulisco gli spinaci e li sbollento con la sola acqua dell'ultimo risciacquo, li scolo e li lascio nel colapasta a perdere il più acqua possibile. Nel frattempo intiepidiscono, poi li schiaccio con un mestolo di legno per eliminarne il più possibile e li trito grossolanamente.
Scaldo un velo d'olio in una padella e ci rosolo lentamente la cipolla e il porro, solo la parte bianca, tritati. Quando stanno prendendo un po' di colore è il momento di mettere gli spinaci. Mescolo per farli insaporire, aggiungo qualche foglia di menta e condisco con sale e pepe. Modero la quantità perché la feta è salata.
In una boule sbriciolo feta e ricotta, poi verso le verdure insaporite.
Ungo il fondo di una pirofila e ci stendo un foglio di pasta fillo che deve sbordare un po'. Ungo la fillo con un pennello e dell'olio evo, quindi faccio allo stesso modo altri 5 strati, sempre oliandoli.
Spalmo sul sesto il ripieno di formaggi e spinaci e ricomincio a fare strati di fillo, altri 6 sempre spennellando ognuno con un pochino di olio evo.
Sigillo i bordi ripiegandoli all'interno della pirofila, formo un cordoncino.
Olio anche la superficie e metto la spanakopita in forno a 190° per circa 40'.
Quando la superficie inizia a dorarsi e vedo gli strati del bordo sfogliarsi è pronta.
Faccio riposare 10' poi la servo tagliata a quadrotti.



martedì 7 luglio 2015

Pesto di zucchine, porri e frutta secca mista

È sempre lui, il mio caro vicino di casa che ogni fine settimana mi sommerge di prodotti del suo orto, freschi per carità, ma così esageratamente grandi che non so come spiegargli che mia nonna, certe zucchine lasciate crescere come mammut e tutte piene di semi, le dava ai porcei (ossia le metteva nel calderone dove lo zio preparava il pastone per i maiali).
Che ci posso fare con questi mostri della natura? Perché non le raccoglie più giovani?
Le uso per i minestroni, per le frittelle, ma tante volte non so proprio cosa farne di quella massa di polpa seminolenta.
E se usassi solo la parte verde e ne ricavassi un pesto? Assieme a un bel porro, naturalmente, e a pinoli, mandorle e noci di macadamia. E formaggio, avevo ancora un poco di caciocavallo e ho grattugiato quello.
Ottima idea! Ho sbollentato le verdure al microonde, in pochi minuti diventano croccanti e si possono frullare.
Sapeste com'è venuto saporito e leggero il mio pesto alternativo. Perfetto per condire un piatto di pasta in queste giornate da girone infernale. Accidenti al caldo che non molla neanche di notte, stamattina alle 4 c'erano 28°, e non si riesce a trovare beneficio alcuno. Dovrei stare perennemente sotto un getto di acqua gelata.
Comunque, visto che è consigliato nutrirsi il più possibile di cibi leggeri, ci ho condito una pasta, molto apprezzata, e ne ho avanzato ancora per altre due volte.

-ricetta-
2 zucchine grandi
1 porro
60 g tra mandorle, pinoli, noci di macadamia
basilico e menta
60 g formaggio grattugiato
olio evo
sale, pepe
Trito in un piccolo mixer la frutta secca con un mazzetto di basilico e qualche foglia di menta.
Tengo solo la parte verde delle zucchine e taglio a pezzi il porro. Li metto su un piatto che possa andare nel microonde, li salo e aggiungo un goccio di olio e acqua. Sigillo con pellicola, o copro con l'apposita campana e faccio cuocere per 6' alla massima potenza.
Una volta sbollentati li trasferisco in un bicchiere alto e li frullo con la frusta a immersione, poi mescolo anche un po' d'olio, il formaggio e il trito di frutta secca ed erbe aromatiche.
Fatto. Correggo di sale e pepe e conservo in frigorifero o nel congelatore.
Al momento di usarlo ne diluisco una parte con un mestolino di acqua di cottura della pasta, un goccio d'olio a crudo e condisco.

domenica 7 settembre 2014

Muffins all'olio evo con pistacchi e limone

Ho scovato questa ricetta sul numero di questo settembre de La Cucina Italiana e siccome mi hanno appena regalato una busta di pistacchi di Bronte sottovuoto... la voglia di farli non è rimasta a lungo in cantiere, soprattutto perché i muffins sono rapidi da impastare e cuocere.
Avevo qualche perplessità sull'uso dell'olio extravergine perché non amo in modo particolare il suo aroma nei dolci e, dato che ne ho già di tre diversi tipi aperti, nessuno dei quali delicato come un ligure o del Garda, ho usato un olio siciliano dei Monti Iblei, il mio amato Polifemo di Viragì, raccolto e prodotto non troppo distante dai luoghi di coltivazione dei pistacchi di Bronte.
Devo ammettere che il mix di sapori tra pistacchi, limone e olio è niente male. Non ho idea di come sarebbe stato l'aggiungere il liquore di anice richiesto nella ricetta originale, non avendone in casa ho messo due cucchiai di un liquore, leggero ma profumato, alla birra.
Buona domenica!
Dosi per 12 pezzi

-ricetta-
200 g farina
100 g pistacchi
100 g zucchero
60 g olio evo
50 g fecola
2 uova
8 g lievito per dolci
1/2 limone
liquore di anice
sale
Accendo il forno portandolo a 180°.
In un piccolo mixer trito i pistacchi, io non ho eliminato la pellicina.
In una boule mescolo le uova con lo zucchero, l'olio e 4 cucchiai di acqua.
Setaccio la farina con la fecola e il lievito, metto un pizzichino di sale e grattugio la buccia di mezzo limone non trattato.
Spremo il succo del limone calcolandone 50 ml.
Unisco alle uova sbattute il mix di farine, mescolo bene poi diluisco con il succo di limone e 2 cucchiai di liquore.
Per ultimo aggiungo i pistacchi, quindi divido il composto tra i 12 stampini da muffin rivestiti dai pirottini di carta.
Inforno la teglia e cuocio i muffin per circa 20', o sino a che la superficie non è scurita.
Li servo dopo averli fatti intiepidire, leggermente spolverati di zucchero a velo.

mercoledì 6 agosto 2014

Polpo confit in oliocottura (cotto a bassa temperatura)

Ultimamente va di moda cuocere a temperature molto basse per tempi prolungati.
Esistono forni che fanno meraviglie, in grado di cuocere per 7/8 ore a circa 70°, tecnica che rende le pietanze spaziali.
La mia amica Raffaella, che col marito Beppe conduce un'azienda leader nel settore delle attrezzature alberghiere, spesso mi esorta ad acquistarne uno. Mi spiace tanto Raffa, sarà per la prossima vita, in questa mi dovrei riorganizzare tutta la cucina e francamente, adesso, non ha più senso.
Pertanto vado alla ricerca di sistemi per ovviare in modo più casalingo e ce ne sono. Cuocere in sacchetti sottovuoto, usare il forno di casa come uno professionale, oppure immergere il cibo in olio e lentissimamente portarlo a cottura.
Ho letto commenti vari nel web, sfottò di alcuni che sostengono che un polpo, dopo 2/3 ore di immersione in olio rassomigli a un pneumatico. Fidatevi, non è così.
La sua carne concentra all'interno tutto il sapore e la consistenza è morbidissima.
Io utilizzo sempre e solo polpi freschi. Non vi so dire se la ricetta viene ugualmente bene con quelli congelati.
Armatevi solo di pazienza, se poi avete un fuoco che veramente riesce a mantenere la fiammella al minimo indispensabile, potete anche andarvene a spasso per un paio d'ore mentre il polpo cuoce.
Una volta preparato in questo modo potrete utilizzarlo per insalate con patate o legumi, in sughi e condimenti per pasta o riso o altri cereali oppure gustarlo con altri tipi di verdura.
L'olio di cottura dev'essere un extravergine, usatene uno discreto ma che sia vero, soprattutto alla luce delle ultime frodi scoperte dai Nas (presunti oli biologici che invece erano miscugli di olio esausto di frittura e quant'altro). Con tutti i produttori onesti che abbiamo in Italia, e la produzione di olio in attivo, che bisogno c'è di commettere frodi alimentari?
Dosi per 6

-ricetta-
1,3 kg polpi (due medi)
1 l olio evo
Pulisco i polpi eviscerandoli, elimino la sacca interna, il becco e gli occhi. Li lavo bene, per eliminare ogni possibile residuo dai tentacoli, li tampono con carta da cucina e li metto in una pentola che li contenga di misura.
Li ricopro con tutto l'olio e pongo la pentola sul fuoco. Porto l'olio in temperatura, deve scaldarsi lentamente e, quando inizia appena a fremere, trasferisco la pentola sul bruciatore più piccolo mantenendo la fiamma al minimo possibile.
Lascio che cuocia, senza che l'olio arrivi mai a bollire, per 2 ore e mezza.
Quindi spengo e lascio i polpi, che si saranno ridotti di volume e saranno diventati lucidi e bruniti, a raffreddare nell'olio prima di sgocciolarli e trattarli come desidero.

mercoledì 28 maggio 2014

Caprese con burrata

Piatto unico? Antipasto (un po' calorico)? Secondo piatto vegetariano?
Comunque si decida, servire una bella burrata di mezzo chilo con pomodori costoluti ben maturi, è un gran piacere per il palato. Qualche fogliolina di basilico, buon olio extravergine (ho scelto il Carusìa bio di Viragì), pane a scelta o un morbido panfocaccia per fare scarpetta col sugo rilasciato dai pomodori.
Mmmh! buonissima.
Non aggiungo altro se non che la burrata l'ho acquistata da Eataly, dove hanno ricreato un micro caseificio, protetto da grandi vetrate che consentono di assistere alla lavorazione della pasta filata, chiamandolo "Miracolo a Milano"; in effetti hanno trasposto un angolo di Puglia o di Campania e i prodotti non sono affatto male.
Il nostro amico Max.fast, gran goloso di tutto ciò che riguarda mozzarelle & co. era al settimo cielo.
Dosi per 4

-ricetta-
1 burrata da circa 500 g
4 pomodori costoluti o cuore di bue
foglie di basilico
olio evo
sale in scaglie

Affetto i pomodori e li dispongo in una capace terrina, sovrapponendo le fette come a formare una corona.
Al centro metto la burrata e qualche fogliolina di basilico.
Porto in tavola sale e olio, ognuno si condirà la sua porzione secondo il gusto.
Un vino fresco e leggero in abbinamento, ricco di profumi di frutta e croccante come la Schiava del lago di Caldaro Römigberg, Kalterersee Classico del 2011 di Alois Lageder. Trovo che sia un vino rosso entusiasmante d'estate, perché ha gusto e sapore e non impegna eccessivamente, il suo bel colore scarico ricorda una spremuta di ciliegie.

venerdì 14 marzo 2014

Merluzzo al forno con limoni confit

Una sera ho invitato alcuni amici briviesi a cena, la scusa era di brindare ad anniversari vari, molto vicini tra loro.
So che Angelo e Simona non gradiscono molto la carne, perciò come secondo, in alternativa, ho scelto filetti di merluzzo nordico freschi, esaltandone il sapore con limoni confit, scalogni, cetriolini in agrodolce e insalata di puntarelle.
Una portata fresca e leggera, da gustare anche di sera.
Il merluzzo, diviso a bocconcini, l'ho prima infarinato e dorato in un velo d'olio in padella, in modo che si compattasse per non sfaldarsi in cottura.
I limoni confit, tipica conserva marocchina, me li preparo da sola ogni anno. Se non avete voglia di sfogliare il blog alla ricerca della ricetta, cliccate QUI , procuratevi limoni carnosi e biologici, sale marino integrale e fatevi il vostro barattolo che userete, dopo un adeguato tempo di riposo, per arricchire, con un sapore esotico e unico, piatti di carne o pesce o insalate vegetali.
Un bel mazzetto di scalogni a filetti, saltati nella stessa padella nella quale ho rosolato e sigillato il merluzzo, e una bella e fresca insalata di puntarelle, croccante e verde, condita con uno dei miei oli preferiti, il biologico Carusìa di Viragì, estratto da olive prodotte sui monti Iblei, saporito ma delicato (trovate il link diretto all'azienda nella striscia a lato: alla voce 'vi potrebbe interessare anche...') .
Calcolate circa 150 g di merluzzo per persona, ossia un filetto medio pulito.
Dosi per 6

-ricetta-
800/900 g merluzzo fresco in filetti puliti
4 scalogni lunghi
4 cetrioli in agrodolce
1 limone confit
olio evo
farina
sale, pepe
Riduco a striscioline il merluzzo eliminando con cura le spine residue, se ci sono, sono grandi e si vedono o si percepiscono al tatto accarezzando il filetto. Quindi le passo nella farina eliminando l'eccesso.
Scaldo un velo d'olio in una padella rovente, ci metto il pesce, lo faccio dorare da ogni lato girandolo con una pinza, molto delicatamente per non romperlo.
Lo metto da parte in un piatto e nella stessa padella, rinnovando un goccio d'olio, metto gli scalogni pelati e ridotti a spicchi assieme ai cetrolini, piuttosto grandi, divisi in 4 parti.
Li faccio appena appassire, poi spengo.
Ungo una pirofila in ceramica, ci metto il pesce, gli scalogni e i cetriolini, il limone che ho privato della polpa e ridotto a striscioline, un pizzico di sale e una macinata di pepe e inforno, nel forno già portato a 170°, per circa 25'.
Mentre il tutto si cuoce, pulisco le puntarelle, le divido a filettini e le condisco con una vinaigrette di olio, sale e aceto aromatizzato a piacere.
Servo nei piatti una porzione di pesce col suo profumato contorno di cottura e le puntarelle.

Il vino abbinato? dunque, era un Etna Bianco, il Salisire di Vivera, vendemmia 2010, vino prodotto a Linguaglossa, sul versante nord-est del vulcano a 600 s.l.m. da uve Carricante 100%.
Giustamente minerale, fresco e sapido, affinato sui lieviti senza uso di legno.

sabato 1 giugno 2013

Malfatti di ortiche al cucchiaio

Siamo arrivati a giugno, ci avviciniamo all'estate senza aver goduto della primavera e quei cattivoni dei meteorologi già preannunciano che sarà una stagione anomala. Uff!
Consoliamoci cucinando. I veri malfatti sono gnocchi irregolari a base di ricotta e spinaci, chiamati anche gnudi. Questi sono malfatti perchè più irregolari di così non potevo farli.
E' diverso anche l'impasto perchè a base di patate e ortiche, un uovo e farina. E' rimasto piuttosto molliccio e non volevo aggiungere altra farina che avrebbe cambiato il loro sapore.
Avevo inizialmente pensato di fare gli spätzle, ma la consistenza dell'impasto era troppo solida e non passava dalla grattugia, per cui non ho trovato altra alternativa che formarli al cucchiaio, cuocerli pochi alla volta e raccoglierli man mano in una pirofila.
Per esaltare il sapore dell'impasto li ho semplicemente conditi con olio extravergine e formaggio grattugiato. Un ottimo extravergine è il Carusìa di Viragì, ottenuto da olive di varietà Tonda Iblea coltivate con agricoltura biologica, è profumato e fruttato, si sposa bene con le ortiche e si esalta col parmigiano. Penso che condire gnocchi verdi con l'olio al posto del burro sia più indovinato.
Continuo a raccogliere ortiche, sino a che piove a intermittenza la loro crescita è veloce. Le cimo e dopo pochi giorni posso raccogliere nuovi germogli, sempre pulitissimi, teneri e verdi.
Quest'anno mi è presa così, è il momento delle ortiche.
Con le dosi delle patate sono sempre in crisi, gli gnocchi li faccio a occhio tenuto conto che se son troppi li offro a qualche amica.
Dosi per 4

-ricetta-
700 g patate
100 g ortiche cotte
150 g (circa) farina
1 uovo
sale, pepe
olio e parmigiano
pinoli
Lesso le patate e nel frattempo sbollento le ortiche che poi frullo aggiungendo un filo della loro acqua di cottura.
Scolo le patate, le sbuccio e le schiaccio. Le raccolgo in una boule e le mescolo con le ortiche e con l'uovo, metto un pizzico di sale e impasto aggiungendo farina sino a ottenere un composto legato ma morbido, non lavorabile a secco sul tagliere.
Lascio riposare un po' l'impasto e poi metto a scaldare una pentola di acqua salata.
Mi preparo una pirofila accanto e col cucchiaio lascio cadere pezzetti di impasto nell'acqua che bolle.
Formo pochi pezzi alla volta per non abbassare la temperatura dell'acqua e li scolo appena risalgono in superficie.
Li adagio nella pirofila unta d'olio e quando uno strato è completo li spolvero con formaggio grattugiato e un filino d'olio, poi ripeto un nuovo strato e condisco nuovamente. Macino un po' di pepe (facoltativo) e cospargo con una manciata di pinoli.
Quando ho finito l'impasto posso anche coprire la pirofila e tenerla pronta da scaldare dopo qualche ora, oppure la inforno subito per pochi minuti a 200°.

lunedì 22 aprile 2013

Mousse di barbabietole rosse

Buon lunedì.
Habemus presidentem, "ancora tu, ma non dovevamo vederci più"? Povero Napolitano destinato a non andare in pensione, chissà come ci sarà rimasta male la first lady! Sarko per dire, che non è più un giovincello, ha 30 anni di meno!
Chissà se per mantenersi giovane e sveglio di mente consuma abitualmente barbabietole, ortaggio assai discusso, o piacciono o non piacciono!
Hanno talmente tante proprietà, sono antiossidanti, ipotensive grazie ai nitrati contenuti, ricche di zuccheri e sali minerali, assorbono le tossine depurando le cellule, favoriscono la digestione, aiutano la mucosa gastrica a rafforzarsi, stimolano la produzione di globuli rossi quindi sono utili nelle anemie, sono largamente consigliate dai dietologi nelle diete dimagranti.
Per mettere tutti d'accordo vi consiglio questa mousse da servire con foglie di indivia belga come cucchiaio o con crostini. Piacerà a tutti. Tutti coloro ai quali l'ho servita l'hanno apprezzata.
Scegliete quelle cotte a vapore, si trovano in confezioni sottovuoto da circa 400/500 g.
Per condirla mi serviva un olio di carattere con un sapore deciso, ho usato olio Polifemo di Viragì, anche quest'anno premiato al SOL di Verona, riconosciuto tra i migliori prodotti in Italia.

-ricetta-
1 confezione di barbabietole cotte al vapore
2 cucchiai di maionese
40 g nocciole sgusciate e tostate leggermente
1 cipollotto
3 cucchiai di aceto di mele
3 cucchiai di olio
sale, pepe
Pulisco il cipollotto e lo taglio a pezzi, pelo le barbabietole togliendo la buccia che è un po' più coriacea.
Metto tutti gli ingredienti nel frullatore o in un cutter e aziono l'apparecchio sino a ottenere una crema dal colore stupendo.
La porto in tavola con cespi di belga sfogliati e crostini di pane o lingue di grissino.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...