mercoledì 4 aprile 2012

Frittata con fave e pinoli



E' primavera, tutto rinasce e rifiorisce e sui banchi del mercato domina il verde di fave, piselli, taccole e fresche insalatine.
Ancora fave e piselli? sì! sono di stagione, sono buoni, nutrienti, versatili.
Ho giusto qualche uovo fresco di pollaio, sono diventati sempre più rari ma con vicini che ancora allevano qualche ovaiola è possibile procurarsene.
Ne viene fuori una gran bella frittata grazie all'impasto di uova, farina, latte e panna, non eccessivamente carica perchè con poche uova.
Fave e piselli tritati cuoceranno appena durante il tempo di cottura della frittata, ma sono freschi quindi se rimangono croccanti e masticabili è perfetto.
Servite questa frittata tagliata a cubotti con un'insalata di stagione, può essere un validissimo aperitivo assieme a dadini di formaggio e salumi, con fettine di pane abbrustolito.
Un'idea per il pic-nic di Pasquetta? forse! la frittata, fredda ma non gelata, è buonissima!

-ricetta-
per 6 persone
1 uovo
2 tuorli
300 g fave e piselli sgusciati
125 ml latte
125 g farina
80 g panna fresca
3 cucchiai di form. grattugiato
1 cucchiaio di pinoli
sale, pepe olio evo

Trito grossolanamente le fave (sbollentate e private della pellicina) e i piselli, con un coltello pesante o con un mixer a intermittenza.
Mescolo in una boule uova, farina, latte e panna.
Condisco con un pizzicone di sale, il formaggio e una grattatina di pepe.
Tosto leggermente in un padellino i pinoli, prima di metterli nel composto.
Aggiungo il trito verde e mescolo bene, poi verso il tutto nella padella per frittate appena appena unta con un filino d'olio e cuocio da entrambe le parti sino a che nno ha fatto una bella crosticina.
La appoggio su un piatto a intiepidire qualche minuto, così si compatta un po', poi la taglio a cubotti.

Per due ho usato la doppia padellina da 15...mi piacciono queste frittate 'delle bambole', in formato mignon ma tanto ricche di sapore!
L'insalata sceglietela a piacere, oggi mischio tardivo e pomodorini conditi con capperi (questi ultimi sono uno dei miei amori culinari).

martedì 3 aprile 2012

Coppa a tutta C


E per pranzo solo frutta!
Meteo imprevedibile! davano la tanto attesa pioggia, invece splende un pallido sole che non durerà, ma intanto c'è.
Perciò mi gusterò sulla terrazza un mangia e bevi, vitaminico, fresco e colorato.
Un po' di buona musica in sottofondo a far da contraltare al canto 'sguaiato' degli uccellini o al pigolio incessante delle folaghe innamorate.
La sbornia da ritorno, con la voglia di recuperare i piatti classici italiani sembra finita, uno spuntino con crostini-bruschetta o con frutta è più nelle mie abitudini solitarie.
Kiwi, fragole, un biscotto e giusto un ciuffo di panna montata, ma ammetto che l'ho messa più per la foto che per desiderio, infatti ho usato quella spray, se avessi dovuto realmente confezionare questa coppa per più persone avrei montato la panna fresca, ma è praticamente impossibile montare solo 2 cucchiai di panna e che ne avrei fatto, tutta sola, di almeno 100 ml di panna montata?
Il biscotto è un torcetto, quelle delizie valdostane/piemontesi tutto burro, ne basta uno per saziarsi.
Con le fragole ho preparato un coulis, frullandole con succo di limone e zucchero.
Al posto dei kiwi, il fondo può essere di ananas o banane, o mela e pera, il coulis si può fare con lamponi, mirtilli, banane, pesche o albicocche. Liberate la fantasia!
Di sicuro questa è un'iniezione di vitamina C, il che non guasta in questo cambio di stagione, guai ad abbassare la guardia credendo di essere ormai al riparo da raffreddamenti e laringiti, non c'è nulla di peggio di questi sbalzi di temperatura, per non dire degli altissimi livelli di inquinamento, Pm10 e particolato che superano da settimane i massimi consentiti e che siamo costretti a respirare, non piove da mesi... poi, quando inizierà, ci affogherà (quasi alluvioni sempre nella stagione più bella per godere le belle giornate).
Mai, in 27 anni, ho visto il fiume così basso.

-ricetta-
(per 1 coppa)
2 kiwi
10 fragole
1 cucchiaio di succo di limone
2 cucchiaini di zucchero finissimo
panna montata
1/2 biscotti

Frullo le fragole ben lavate e private del picciolo col succo di limone e lo zucchero.
Prendo una coppa, sul fondo taglio i 2 kiwi a cubotti e copro col coulis di fragole.
Spruzzo un ciuffo di panna montata e completo con uno o due biscotti.
Un dessert velocissimo da preparare per un pasto domenicale o per una cena informale con amici.
O una salutare merenda per bambini e ragazzi.

lunedì 2 aprile 2012

Crostoni con capocollo calabrese

Tornano i miei spuntini in solitaria.
La mia preferenza va comunque a tutto ciò che è simil pizza, fette di pane di grano duro, piadine, pancarrè, purchè conditi con pomodori, fiordilatte e, a seconda delle scorte, salumi e formaggi.
Sempre lì cado, alla fin fine... che vi devo dire? pane, pomodoro e mozzarella non mi stancano mai.
Stavolta ci sarà l'aggiunta di capocollo piccante, amici calabresi me ne hanno appena regalato un trancio.
Qualche pomodorino datterino da sgranocchiare insieme e il pranzo è fatto.
Non scaldate il capocollo sotto il grill, non c'è nulla di più cattivo (e nocivo) di prosciutto crudo & co. cotti al forno, a nudo, sopra la pizza.

-ricetta-
per 2 persone
5/6 fette di pane casereccio
pomodorini
1 fiordilatte
fette di provolone dolce
capocollo calabrese
timo
sale, pepe, olio evo

Trito nel mixer una manciata di pomodorini maturi, li condisco con un pizzico di fleur de sel, pepe e un filo d'olio evo.
Affetto da un filone di pane di grano duro 2/3 fette a testa di pane.
Affetto e poi taglio astriscioline 7/8 fettine di capocollo.
Tolgo dall'acqua di conservazione il fiordilatte, lo asciugo e lo taglio a fettine.
Tosto le fette di pane in una padella antiaderente, la crosticina impedirà loro di bagnarsi troppo.
Prendo una placca, ci adagio le fette di pane, su di ognuna metto un cucchiaio di salsetta di pomodoro appena fatta, copro con una fettina di provola e metto a scaldare sotto il grill, appena vedo che la provola inizia a fondere metto il fiordilatte e rimetto sotto il grill.
Giusto il tempo perchè si ammorbidisca e inizi a sciogliersi e sforno i crostoni, li completo col capocollo e con foglioline di timo.
Buono spuntino.


domenica 1 aprile 2012

Sardine in tortiera



Piatto a gentile richiesta.
Che primo d'aprile sarebbe, senza 'pesce'?
L'altro giorno scambiavo qualche opinione con Lu, via fb, sul menu per la sua festa di compleanno.
Mi piaceva l'idea di rendermi utile e di non farle passare un'intera mattina in cucina, sennò che festa è?
Appena mi ha parlato di sarde, non fritte, ho immaginato che intendesse quelle conciate in tortino.
Che si può fare con strati di patate alternate al pesce ma anche solo di sarde, condite con abbondante trito aromatico e un generoso giro di ottimo olio evo, sovrapponendole in una teglia e mettendole a cuocere in forno, per max 20'.
Deciso che questo sarebbe stato il secondo, mi sono subito accordata con il mio amico pescivendolo perchè mi procurasse delle sardine di dimensioni abbondanti.
Appena le ho portate a casa le ho private della testa, delle interiora e quindi sciacquate.
Poi dopo averle tamponate mi sono dedicata al lavoretto più noioso, aprirle a libro e privarle della lisca centrale. Ci vuole una pazienza! per un chilo e mezzo poi! Ma per Lu questo e altro, 50 anni si compiono una volta sola nella vita! :)
Poi mi sono dedicata al trito, ho pulito un bel mazzo di prezzemolo, 4 spicchi d'aglio, ho tritato in un piccolo mixer 6 pomodori secchi, 4 cetriolini sott'aceto e l'aglio.
Nel mixer più grande ho invece ridotto in piccole briciole il pancarré (sceglietelo normale non al latte, che è conservato con alcol) insieme alle foglie del prezzemolo.
Ho mischiato le due cose, regolato di sale e pepe e ho proceduto come segue.

-ricetta-
1 kg di sarde pulite
40 g prezzemolo
100 g pancarré
4 spicchi aglio
6 pomodori secchi
4 cetriolini sott'aceto
sale, pepe
olio evo

Prendo una teglia e bagno il fondo con un velo di olio, che spando con un pennello.
Faccio uno strato di sarde appoggiandole dalla parte della pelle, ricopro con abbondante trito aromatico e poi chiudo ogni sarda con un'altra.
Distribuisco sopra ancora del trito e quindi faccio un nuovo strato di sarde che condirò con altro trito e alla fine ricopro con le ultime sarde rimaste.
Per la teglia che vedete in foto, per una decina di persone, ne ho utilizzate 30, belle grandi.
Irroro con olio evo a filo e metto a cuocere in forno, già a 200°, per 20' circa.

Se vi avanza il trito, magari uno/due giorni dopo utilizzatelo per condire delle scaloppine da arrotolare a braciolina, se ci mettete anche una scaglietta di formaggio e poi chiudete, ne verranno fuori saporiti involtini da rosolare in padella sfumandoli con vino bianco e portarli a cottura con un goccio di brodo.

Abbiamo scelto un Verdicchio di Jesi superiore, il Cuprese di Colonnara del 2004, un vino che regge bene molti anni di invecchiamento, dal colore giallo carico con riflessi dorati e il tipico finale di mandorla e miele.

AUGURI dolce Lu!

venerdì 30 marzo 2012

Sugo di gallinella con fave fresche e piselli




Si festeggia! oggi rientra da Milano il consorte, cosa c'è di più bello che accoglierlo con un fumante piatto di pasta condita con un sugo saporitissimo, con un giusto tocco di verde che richiama la primavera in piena esplosione?
Utilizzerò la gallinella, grande pesce da zuppa, tanto saporito ma che rende poco, quanto basta però per un sugo al sapore di mare e di orto.
Le fave sono di stagione, i piselli sono freschi, congelati da me.
Qualche filettino di pomodorino fresco e via!
E per il formato della pasta? linguine oppure pasta corta? anche le farfalle mi ispirano....mo' ci penso.
Intanto vado col sugo.

-ricetta-
1 gallinella da 400 g
500 g fave da sgusciare
100 g pisellini puliti
1 scalogno
100 g pomodorini
capuliato o peperoncino in pasta
1 spicchio di aglio
olio evo
sedano, carota e cipolla, aglio e alloro, per il fumetto

Parto dal fumetto, fatelo prima di tutto, anche con 2/3 ore d'anticipo, filtratelo e tenetelo da parte.
Eviscero e sfiletto la gallinella, tolgo anche la pelle perchè è piuttosto spessa, in una pentola metto la grossa testa, la pelle e la lisca insieme alle verdure e a un pizzico di sale, copro di acqua e faccio lessare per circa un'oretta a fuoco basso.
Filtro il brodetto schiacciando per benino i resti del pesce.
Sgrano le fave, se sono troppo grandi le sbollento per togliere la pellicina, stavolta sono così piccole che gliela lascio.
Sbollento anche i piselli in poca acqua salata (vanno bene anche 2' nel microonde).
Prendo una padella capiente, la stessa dove farò saltare la pasta, ci metto un giro di olio evo, il capuliato (un cucchiaio, o un cucchiaino di pasta di peperoncino) e lo scalogno tritato, faccio soffriggere poi aggiungo le fave e i piselli e un mestolo del fumetto di pesce facendo cuocere per circa 6/7' in modo che rimangano croccanti, poi unisco la gallinella tagliata a pezzetti, lascio che si insaporisca bene e completo coi pomodorini tagliati a filetti, pochi perchè mi basta che aggiungano appena una nota di acidità.
Il tempo che questi appassiscano a fuoco vivace e il sugo è fatto.
Se asciugasse troppo bagno ancora con un po' di fumetto (quello che vi avanza utilizzatelo per un risotto! anche allungato con acqua calda va bene, per cui trasferitelo in una bottiglia e tenetelo in frigo, max. due/tre giorni, o congelatelo).
A questo punto non mi resta che scegliere la pasta, lessarla al dente e versarla nel sugo, rigirare a fiamma vivace per 2' e servire con un filo d'olio a crudo e erbe aromatiche fresche tritate finissime.

Il vino? sono in pausa l'ho detto, ma con un sughetto così saporito credo ci starebbe a meraviglia un Vermentino di Gallura DOCG, di quelli buoni però, come il Karagnanj di Tondini, rotondo, profumato, potente e avvolgente eppure vivace, una delizia per il palato.
La sua struttura reggerà benissimo l'aromaticità del sugo.
Qualcuno può pensare che sia un po' caro... ma quando si tratta di bere bene ne vale la pena!

Uova di quaglia "Pigio", sott'aceto con aromi



Perchè mai Pigio?
E' il nomignolo con cui abbiamo chiamato mio nipote sin da piccolo, non so se ora lo usi ancora, per noi zii rimarrà sempre così.
Queste ovette sott'aceto e aromi le ho cucinate la prima volta più di una decina di anni fa, e lui le ha apprezzate sin da allora.
Perciò le ho rinominate col suo diminutivo.
Ogni anno per Pasqua gliene preparo un vaso, e gliele regaliamo con piacere al posto dell'uovo di cioccolata, francamente mi fa un po' ridere regalarlo a un ragazzone ventenne di un metro e ottantacinque! e la sorpresa? una busta allegata con una mancetta fa sempre comodo, no??
Preparatele, se vi stuzzica l'idea, con una decina di giorni di anticipo, in modo che le ovette rassodate abbiano il tempo di insaporirsi con gli aromi senza diventare troppo forti.
Sono anche un'ottima idea regalo per qualche amico goloso, oppure utilizzate come antipastino sulla tavola di Pasquetta, o come aperitivo.

-ricetta-
per un barattolo di circa 500 ml
30 uova di quaglia
aromi assortiti (origano, menta, timo, salvia, rosmarino, chiodi di garofano, pepe in grani, mirto, aglio, peperoncino e origano secco)

...questi... 

aceto di mele e di pomodoro

Metto le uova, tenute per almeno un'ora a temperatura ambiente, a rassodare partendo da acqua fredda e calcolando 5' dal bollore. Mi raccomando, usate un timer, le uova sode stracotte, col tuorlo colorato di verde per via dello zolfo degradato, non si possono vedere e acquistano un sapore diverso!
Trasferitele sotto un filo di acqua fredda e lasciatele sino a completo raffreddamento.
Intanto preparatevi le erbe aromatiche, un chiodo di garofano, 3 grani di pepe, più tutto quello che vedete sul vassoietto.
Sgusciate le uova senza romperle e sciacquatele velocemente sotto acqua fresca corrente per eliminare tutti i residui microscopici di guscio.
Asciugatele, tamponandole, su un telo o carta da cucina puliti.
Prendete un grosso bicchiere, e versateci circa 200 ml di aceto di mele (o bianco) e 200 ml di aceto di pomodoro (o di vino rosso) e fate scaldare nel microonde o sul fornello in un piccolo pentolino.
Prendete un bel vasetto, metteteci un po' delle erbe e uno spicchio d'aglio schiacciato sul fondo, fate uno strato di uova e poi di erbe, terminate con le altre uova e le erbe rimaste.
Coprite il tutto con l'aceto bollente, chiudete ermeticamente il barattolo e aspettate che si raffreddi completamente prima di riporlo in frigorifero, dove si conserverà alla perfezione sino al momento di consumarle.

giovedì 29 marzo 2012

Piadina di farro a tranci


Dalla Francia non abbiamo riportato solo ottimi vini, pochi perchè la zona è tra le più care che ci siano, ho anche fatto la solita scorta di birre.
Trappiste, di abbazia, blanche, triple, di microbirrifici e chi più ne ha più ne metta.
Non ho ancora ben capito perchè le birre internazionali, ossia quelle non francesi, che loro importano quanto noi, sugli scaffali dei rivenditori costino meno della metà che da noi! eppure la TVA sugli alcolici c'è pure lì!
Misteri del commercio europeo... da noi si specula e basta? (lo stesso avviene per alcune molecole farmacologiche, stesso farmaco qui conf. 20 compresse 'famose' >7 €, l'equivalente 4€, lì conf. 30 compresse 1,40 € l'equivalente, non so se rendo l'idea!)
Parentesi comunitaria a parte, oggi è una bellissima e soleggiata giornata perciò mi concederò uno spuntino sulla terrazza dove starò comodamente seduta al sole ad ammirare i cigni che fanno toeletta al loro candido piumaggio, pranzando con una piadina farcita e un bel bicchiere di birra.
Queste piadine di farro sono biologiche e friabilissime, una sovrapposizione di strati che si sfogliano lievemente.
Nel ripieno: erbette sbollentate, tomino primosale e prosciutto cotto, il tutto ravvivato da una spolverata di paprika forte.
La arrotolo e la avvolgo in stagnola e la metto a scaldare in una padella antiaderente, girandola spesso.
Se è uno spuntino unico calcolo una piadina a persona, se invece uso i tranci come antipasto/finger food, 3 piadine bastano per 5/6 persone.

-ricetta-
per ogni piadina:
1 pugno di erbette scottate e strizzate
qualche fettina di tomino
1 fetta intera di prosciutto cotto
paprika, sale

Stendo la piadina sul tagliere, trito grossolanamente le erbette e le distribuisco sulla sfoglia, spolvero con pochissimo sale, metto alcune fettine sottili di primosale e sopra spargo un pizzico di paprika, quindi ricopro con la fetta di prosciutto cotto e arrotolo.
Avvolgo il rotolo nella stagnola e lo faccio scaldare.
Affetto a rotolini spessi e servo.... prosit!


La birra è un'ambrata di Borgogna, dedicata a Thomas Becket, Arcivescovo di Canterbury esiliato a Sens, in Francia, nel XII secolo, diventato poi santo patrono dei Mastri Birrai Inglesi.
Ha un aroma fruttato, la sua schiuma chiara è dovuta all'aggiunta di miele dell'Yonne, sviluppa 6.5°.
Più le birre sono strutturate o profumate più richiedono grandi bicchieri dove possano sviluppare i loro profumi, proprio come succede per il vino.


Maaax Pa, passa a farti un bicchiere, ti aspetto! sennò immagino quante maledizioni mi mandi! ;)

mercoledì 28 marzo 2012

Riso pilaf con tardivo e fegatini



E va bene, mi arrendo.
La dieta idrica che mi ero ripromessa di fare sino a sabato naufraga così, miseramente.
Ieri sera mi sono goduta la mia mega spremuta, stamattina solo caffè lungo e un paio di fette biscottate, a mezzogiorno un'altra mega spremuta.
Ma cucinare mi manca, ho voglia di qualcosa di solido, perciò stasera mi cucinerò un riso pilaf, utilizzando riso parboiled, ho in dispensa il tipo patna a chicco allungato, proveniente dal Siam, per la cottura pilaf è consigliabile scegliere risi parboiled che tengono meglio la cottura e sono privi di amido.
Una pietanza proteica ma non troppo pesante, abbastanza bilanciata e digeribile.
Il tardivo è ancora in commercio anche se la stagione sta terminando... ottimo motivo per approfittarne.
Questa ricetta è una di quelle che avevo ritagliato e conservato nel mio quadernone, secondo l'angolo in basso del trafiletto era di IOcucino, una rivista vecchiotta, in formato mezzo A4.
Cuocere secondo il metodo pilaf, tipico orientale, vuol dire rosolare il riso in una casseruola che possa andare in forno e poi coprirlo col doppio del suo volume di brodo, metterlo in forno caldo e portarlo a cottura senza più toccarlo.
Quindi lo si estrae e si mescola con la forchetta sgranandolo.
Intanto che il riso si cuoce nel forno c'è il tempo per preparare il condimento, cui andrà aggiunto.
In mezz'ora è tutto pronto. Me lo cucinerò per me sola, ma vi metto comunque le dosi per 4 persone.

-ricetta-
300 g riso parboiled
4 fegatini di pollo
2 cespi di tardivo
2 scalogni
1 cipolla piccolina, 3 chiodi di garofano
alloro, burro, olio evo
sale, pepe
600 ml brodo vegetale (zucchina, carota, sedano , cipolla, sale)

Inizio dal brodo, ci vorrà poco più di mezz'ora, già che ci sono ne preparo una pentola e quello che avanza lo conserverò in frigorifero per i prossimi giorni.
Scaldo il forno a 200°.
Infilzo i chiodi nella cipolla e la metto a rosolare con un filo di olio e una foglia di alloro nella casseruola.
Verso il riso e lo lascio tostare per qualche minuto mescolandolo con un cucchiaio di legno, quindi lo bagno col brodo bollente, lo rimescolo e copro il tegame, anche con stagnola, ma ermeticamente.
Inforno per 15', poi lo trasferisco in una boule sgranandolo con la forchetta.
Intanto che il riso è in forno lavo e taglio a pezzetti i fegatini e li faccio rosolare con una noce di burro e gli scalogni tritati in una padella grande (perfetta una tipo wok), trascorsi circa 2' aggiungo il radicchio tagliato a striscioline, un pizzico di sale e pepe e faccio cuocere altri 5'.
E' il momento di aggiungere il riso, mescolo bene e faccio saltare 2'.
Se lo avete, completate il piatto con qualche pistillo di zafferano.
Buon risotto!

Solo acqua per me, questo proposito non faccio alcuna fatica a mantenerlo sino a domenica, ma se volete potete abbinarci un vino rosso morbido, ripensando agli ultimi assaggi potreste provare un Nero d'Avola non troppo vecchio, 2010 per intenderci, come il DonnaTà di Alessandro di Camporeale... IGT Sicilia, macerato 12 giorni sulle bucce e affinato in acciaio, con un corpo presente senza essere invadente o pesante e con un rapporto qualità/prezzo imbattibile.

domenica 25 marzo 2012

Poulet fermier alla cacciatora

Siamo di passaggio a casa per un veloce cambio bagagli prima del Vinitaly dei prossimi giorni ma soprattutto per fare un po' coccole a Nina, ci manca moltissimo la nostra gattina quando siamo in viaggio, sebbene resti in ottime mani.
Ne ho approfittato per cucinare al volo un bel pollo Label Rouge, di quelli veramente allevati a terra liberi e belli... questo ha il piumaggio nero, viene allevato per circa 90 giorni nella Drôme.
Di dimensioni medie, sul chilo e trecento grammi già pulito, necessita di una cottura abbastanza prolungata perchè le sue carni sono ferme.
Come resistere a comprarlo? Io non ne sono davvero capace!
Per cambiare un po' ho rispolverato la ricetta alla cacciatora che mi aveva dato anni fa un anziano riverain dell'Adda, che aveva lavorato per anni in molti ristoranti della zona, chissà come questa ricetta non ha mai fatto parte del ricettario di famiglia!
Ma di ricette alla cacciatora chissà quante ce n'è.
Di mio ho aggiunto i carciofi, il sabato mattina nella centralissima piazza di Beaune dove c'è l'Hospice allestiscono un mercato di contadini che arrivano da molti paesi limitrofi coi frutti dei loro potagers.
Ieri c'erano carciofi ovunque e, al volo, ne ho presi 4.
Una scusa come un'altra per cogliere sia l'opportunità di gustare dei vini di Borgogna, non certo quelli appena riportati a casa, troppo giovani e che necessitano di un adeguato riposo dopo il viaggio, sia per invitare alcuni amici a condividere cibo e vino, Max adora il pollo ma alla cacciatora non gliel'ho mai cucinato.
Per farci del male completeremo l'opera con alcuni formaggi locali...
Dunque, secondo il signor Luigi si fa così...

-ricetta-
1 pollo da 1.3/1.5 kg
2 spicchi di aglio
4 pomodori maturi
aceto, vino bianco
alloro
4 carciofi e altri 2 spicchi di aglio
strutto e olio evo
sale e pepe

Lavo e taglio a pezzi piccoli il pollo, in un tegame metto a scaldare un cucchiaio di strutto (o burro) e un filo di olio con l'aglio in camicia e la foglia di alloro, appena soffrigge metto i pezzi di pollo e li faccio colorire uniformemente da ogni lato prima di sfumare con 2 cucchiai di aceto e 100 ml di vino.
Faccio sfumare a fiamma vivace, poi lascio cuocere a calore più moderato per 10' quindi aggiungo i pomodori spellati e ridotti a filetti e continuo la cottura per altri 40'.
Nel frattempo pulisco e taglio a fettine i carciofi, li faccio rosolare in olio evo e aglio schiacciato con la buccia, li spolvero con un po' di sale e bagno con un mestolino di acqua bollente.
Quando sono teneri ma ancora croccanti spengo e tengo da parte.
Dopo mezz'ora che il pollo sta cuocendo coi pomodori completo coi carciofi, aggiusto di sale e alla fine macino un po' di pepe.
Servo con patate saltate in burro salato e una fragrante baguette, quanto mi piacciono le flûte (come le chiamano loro) a colazione, croccanti e saporite, buone anche da sole, ma con un velo di burro ancora di più.
Un Pinot Nero di Borgogna in abbinamento... bien sûr, il Givry Premier Cru, Clos du Cellier aux Moines, 2006. Il giusto riposo in cantina gli ha regalato tannini di velluto su un corpo di tutto rispetto.

Girelle di pasta di pizza alla trota affumicata

Ho scoperto che le girelle sono un'ottima soluzione per antipasti, aperitivi e spuntini.
Queste sono vergognosamente veloci da preparare.
Tengo sempre a disposizione alcuni rotoli di pasta per pizza per quando mi manca il tempo di impastare e far lievitare la pasta in modo classico, fortuna che ci sono questi aiuti, che vanno benissimo.
Il ripieno è a vostra discrezione e fantasia, guarda caso avevo un filetto sottovuoto di trota affumicata trentina (molto simile al salmone, col quale può essere sostituita) e degli spinaci cotti.
Detto fatto.
Preparateli pure con un paio d'ore di anticipo, al momento di andare in tavola basterà intiepidirli in forno caldo.

-ricetta-
1 rotolo di pasta per pizza
1 filetto di trota salmonata affumicata
una tazza di spinaci cotti e strizzati
100 g crescenza
parmigiano grattugiato

Stendo la pasta e la allargo leggermente con le mani infarinate.
La spolvero di formaggio grattugiato, poi metto gli spinaci, la trota spezzettata e fettine di crescenza.
Arrotolo per il lato lungo poi taglio a rondelle e appoggio le girelle su una placca rivestita di cartaforno.


Bagno con un filino di olio e faccio cuocere in forno, già portato a 200° per circa 25', o fino a quando non le vedo dorate e colorite.

Bollicine rustiche per questa volta, una variante rosé di Lambrusco dell'Emilia di Rinaldini, fruttato e vinoso, dai profumi di frutti di bosco con un finale molto morbido a compensare la sapidità della trota affumicata.


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