giovedì 10 maggio 2012

Tacconelli 'vive le printemps'



Ovvero sia, ''viva la primavera''... ho pensato di condire questa pasta odierna con un tripudio di verde, in onore alla stagione corrente, che forse inizia ad affacciarsi, timidamente.
I tacconelli sono un tipo di pasta corta tagliata a losanga, leggermente arricciata, che cuoce in soli 7 minuti. Il sugo l'ho preparato in un lampo, lasciando le verdure primaverili ben croccanti.
Tutto è colorato di verde, che spero non sia troppo clorofillico per la mia cistifellea.....

-ricetta-
320 g pasta tipo 'tacconelli' o corta
10 punte di asparago
10 carciofini
1 zucchina verde pallido
300 g piselli freschi da sgranare
aglio fresco
sale, olio evo
PiriPiri

Metto a scaldare l'acqua per cuocere la pasta.
Nel frattempo preparo il condimento, sgrano i piselli, tengo le punte di un mazzetto di asparagi, coi gambi teneri farò una quiche, pulisco i carciofini che poi sbollento 5' in acqua salata e affetto a mezzaluna la zucchina.
Pulisco uno spicchio di aglio fresco, scaldo un velo d'olio in una wok, ci butto lo spicchio di aglio e lascio che insaporisca l'olio poi lo tolgo, metto la zucchina, le punte di asparagi, i carciofini tagliati a metà e i piselli, spolvero con un pizzico di fleur de sel e lascio scottare a fuoco vivace, aggiungendo appena un mestolino di acqua calda.
In 5/6' dovrebbe essere tutto pronto. Tutte le verdure devono rimanere abbastanza croccanti.
Spengo e tengo in caldo.
Lesso la pasta al dente, la scolo e la verso nella wok, la salto per breve tempo e servo.
Niente formaggio, preferisco che tutti questi sapori di primavera esplodano nel piatto, metto solo qualche goccia di PiriPiri, se piace un leggerissimo aroma piccante, o macino appena appena del pepe nero.

martedì 8 maggio 2012

Crostini tapenade e alici piccanti



Un veloce spuntino/aperitivo?
Con tapenade pronta, una confezione di alici in salsa piccante di Rizzoli e un calice di Chiaretto è presto fatto.
Un modo per recuperare avanzi di pane senza doverli per forza gettare, non sia mai! benchè io abbia i cigni che sono sempre in caccia di alternative ad alghe e pescetti.
Avevo ancora in frigorifero mezzo filone di pane sciocco elbano, quello che chiamano 'bollato'... forse perchè ha una serie di rigonfiamenti, ha la pasta compatta ma friabile, ideale da bruschettare.
La tapenade la preparo regolarmente, tritando con olio e aromi semplici olive nere denocciolate. Però si trova già pronta, volendo.
Le Alici Rizzoli... per me sono buonissime! con quel saporitissimo sughino piccante... 
Il Chiaretto di Giovanna Tantini... l'ultima bottiglia che c'era in cantina, ma presto sarà disponibile la vendemmia 2011!
Aperitivo perfetto... per me sola, ebbene si, non c'è nessuno al momento che mi possa far compagnia.
Sarà anche il mio pasto... so che c'è chi mi invidia, la giornata non è bella come ieri ma non piove, per cui mi accontento.

-ricetta-
pane da tagliare a fette
1 conf. di Alici in salsa piccante
2 cucchiai di tapenade
olio evo

Ricavo fette spesse un dito dal pane, le divido a metà se dovessero essere troppo grandi e le faccio scaldare sotto il grill o, per fare prima, in una padella antiaderente rovente.
Le spalmo di tapenade, sopra ognuna appoggio un filetto, in parte srotolato, di alice e completo con appena un filino di olio.

Verso un calice di vino e... mi godo il panorama.

Crocchettine di riso al sugo di pesce

Volutamente l'altro giorno ho cotto del riso in più, avevo già in mente di realizzare queste crocchette che poi ho servito infilzate su uno spiedino come stuzzicante primo, ieri sulla terrazza.
Il riso lo avevo cotto seguendo il metodo di Davide Oldani, ossia facendolo tostare a secco in pentola e poi portandolo a cottura con acqua bollente e salata. Al termine l'ho condito con un saporito sughetto fatto con filetti di limoncina (una piccola ricciola), capuliato e tapenade di olive nere.
A quello avanzato ho aggiunto minuscoli dadini di provolone e un uovo, poi ho formato le crocchette.
Le amiche con cui ho festeggiato ieri non amano troppo la carne, per cui ho scelto di servire tutto pesce, anche la panzanella aveva del tonno dentro, e per aperitivo ho servito crostini con tapenade e alici piccanti.

-ricetta-
200 g risotto avanzato
50 g provolone piccante (o altro formaggio)
2 uova
pangrattato
sale
olio per friggere

Mescolo al riso il formaggio tagliato a minuscoli dadini e un uovo.
Con le mani umide formo delle polpettine grandi come una noce, le bagno nell'altro uovo sbattuto con un pizzico di sale e poi le rotolo nel pangrattato.
Le allineo su un vassoio. Ne vengono circa 24 pezzi.
Scaldo abbondante olio di semi di arachidi nella padellina dei fritti e friggo 5/6 crocchette alla volta, tuffandole nell'olio caldo in modo che siano completamente immerse.
Le scolo su carta da cucina, poi prima di portarle in tavola le infilzo su lunghi stecchi di legno e le servo calde.

Per accompagnare, perfette le bollicine di un buon Cartizze.


lunedì 7 maggio 2012

Merluzzo e cipollotti



Oggi è il mio compleanno e non ho assolutamente voglia di cucinarmi una torta, che in ogni caso non mangerei.
Aspetto un'amica e sua figlia per pranzo a farmi compagnia, così farò delle crocchette di risotto (ne ho apposta avanzato una bella scodella) e continuo sul salato preparando tranci di merluzzo, saporiti ma leggeri, con alcuni dei miei ingredienti preferiti, certa che ne ricaverò maggiore soddisfazione.
Come dolce sorbetto alle fragole e panna fresca montata in chantilly.
La giornata è bellissima, le nuvole sono state spazzate via da un leggero venticello e credo che potremo approfittare, finalmente, della terrazza.
Cosa volere di più?

-ricetta-
3 filettoni di merluzzo fresco
4 cipollotti
10 olive di Kalamata
10 pomodorini
olio evo, sale, farina
vino bianco 50 ml

Taglio i filetti in tranci di 4 cm, li infarino e li sistemo su un piatto.
Sbuccio i cipollotti poi li taglio in 6 parti per la lunghezza.
Taglio a spicchi i pomodorini.
Prendo una larga padella, ci metto a sudare i cipollotti in un velo di olio evo, quindi li spolvero con sale e quando iniziano ad appassire verso i pomodori, che farò scottare solo un paio di minuti.
Tolgo le verdure dalla padella, rimetto un filino di olio e quand'è caldo appoggio i filetti di merluzzo, aspetto che facciano una bella crosticina poi li giro con una paletta, sempre a fiamma molto alta, poi li sfumo con mezzo bicchiere di vino bianco, ho usato un piccolo avanzo di Vermentino di Gallura, lo faccio in parte evaporare e spengo.
Trasferisco parte delle verdure in una pirofila, sopra appoggio i tranci di merluzzo, metto le restanti verdure e le olive.
Inforno a 160° per 10' e lascio leggermente intiepidire prima di servire.

domenica 6 maggio 2012

Carciofini sott'olio

E' arrivato il momento che aspetto di anno in anno quando, a cavallo tra aprile e maggio (molto dipende dal clima), le piante di carciofo fanno il loro canto del cigno producendo le piccole infiorescenze da cui si ricavano i carciofini per le conserve.
Appena li trovo in commercio ne acquisto in abbondanza perchè lo scarto è notevole e, per una volta, va buttato, è difficile riciclare le piccole foglie molto fibrose e coriacee.
Però con me non è mai detto, occhio alla ricetta... a breve posterò una pasta risottata recuperando parte delle spuntature più tenere.
E non sono nemmeno a buon mercato (costano circa 5 € al kg.) quindi perchè, vi chiederete, sbattersi tanto per prepararli in casa quando ci sono scaffali pieni di comodi barattoli preconfezionati?
Beh, il perchè è presto detto... ne avete mai assaggiati di home-made? sono più croccanti, più saporiti e conservati con olio extravergine scelto all'uopo da noi stessi, non oli d'oliva scadenti o insapori.
In più li sbollento in aceto e vino bianco in parti uguali, utilizzo vino in brik perchè da più sapore che dell'acqua, salo con sale grigio integrale, aggiungo 2 foglie di alloro e qualche grano di pepe nero e sto ben attenta alla consistenza.
Mio papà li adorava, lui che ne acquistava sempre da Peck, dopo che assaggiò i miei voleva solo quelli.
E non aspettatevi che siano bianchi candidi, che sembrano sbiancati con la calce... quando li scolate dal liquido di cottura sono appena rosati con riflessi verdini.
In effetti la loro preparazione è alquanto laboriosa ma non difficile.

Contate poco più di un'ora (anche per chi ha scarsa manualità) per fare la prima pulizia di foglie esterne più dure e rifinitura del fondello, passandoci poi mezzo limone.
Quindi si mette a scaldare l'aceto col vino, aggiustato di sale, e in attesa che arrivi a ebollizione si termina di preparare i carciofini spuntandoli e ripassandoci il limone.
Li divido per diametro, metto a cuocere prima i più grossi e dopo qualche minuto metto i più piccoli, dopo altri minuti li pungo con uno stecchino sul fondo e quando cede senza affondare troppo (in tutto, calcolando che introducendoli nel liquido bollente la temperatura si abbassa e bisogna riattendere il bollore, ci vorranno circa 15/20') li scolo bene, facendo attenzione ai vapori acetosi che arrivano direttamente negli occhi e nelle narici, e li metto stesi a testa in giù in vassoi rivestiti da fogli di quotidiani ripiegati e ricoperti da strati di carta da cucina.


Copro il tutto con altra carta da cucina e poi con un telo pulito e lascio che asciughino per circa 24 ore.



Nel frattempo preparo i vasetti, puliti e sterilizzati, che li accoglieranno e l'olio evo.
Per le conserve, sia vegetali che di pesce, utilizzo sempre l'olio del frantoio della mia amica di Kalamata, che ha profumi e acidità corretti, non troppo prevalenti nè troppo tenui, tenuto conto che l'olio di conservazione lo riutilizzo in cucina per soffritti vari.
Non aggiungo aromi particolari se non qualche grano di pepe.
Ed essendo cotti in molto aceto e poi ben scolati per essere messi via perfettamente asciutti non necessitano di sterilizzazione o almeno io non l'ho mai fatta e non ho mai avvelenato nessuno!
Ma veniamo alle dosi... tanto vale lavorare per qualcosa e poi vi assicuro che, aperto un vasetto, non ve ne avanzeranno...
Vi ho messo qualche foto passaggio per passaggio, tanto per rendere bene l'idea.
Ma quanto resta, al netto, di 6 kg di carciofini? 2.5 kg, sì! avete letto bene, due chili e mezzo.
Che in soldoni, messi in vasetti da max. 500 g fanno circa 50 € di spesa, che va diviso per 13.
Ribadisco, la qualità non ha prezzo ma palato.

-ricetta-
6 kg di carciofini
2 limoni
2 l di aceto bianco
2 l di vino bianco
2 l olio evo
foglie di alloro e grani di pepe nero
25 g di sale integrale, o normale sale grosso

Pulisco e preparo i carciofini così come li vedete nelle varie fasi in fotografia.
Scaldo aceto e vino con una grossa manciata di sale grosso, quando bolle metto per primi i carciofini più grandi, aspetto che riprenda il bollore poi calcolo almeno 10', o comunque pungeteli, devono essere ancora duretti.
Aggiungo quelli più piccoli, aspetto ancora che il tutto riprenda a bollire, poi controllo che la cottura sia al dente e li scolo.
Dopo altri 10' li stendo su vassoi rivestiti da molti fogli di giornale e coperti di carta da cucina, disponendoli a testa in giù. Copro con altra carta e con strofinacci puliti e aspetto almeno 20 ore.
Preparo i barattoli puliti e sterilizzati.
Se i carciofini dovessero essere troppo grandi li taglio a metà con un coltellino affilato.
Li invaso dopo aver coperto il fondo del vasetto con un velo d'olio, poi li dispongo ordinatamente e metto qualche granello di pepe. Comprimo con uno stecchino e li ricopro di olio evo, facendo uscire tutte le bolle d'aria.
Appoggio i coperchi e li avvito senza stringere, aspettando 24 ore prima di chiuderli ermeticamente, nel frattempo l'olio verrà un po' assorbito e si sarà assestato, così che si può aggiungerne un po' qualora il livello scenda.
Ora sono pronti per essere conservati al buio e al fresco, per molti mesi.

sabato 5 maggio 2012

Fusilli risottati ai carciofi


Quando preparo i vasetti di carciofini sott'olio mi dispiace sempre buttar via oltre il 60% di scarti.
E' pur vero che con quelle fogliette coriacee si può fare ben poco, ma almeno posso recuperare le punte, che sono arrotondate e senza spine, tagliarle a filettini e utilizzarle come condimento per pasta o riso.
Un sugo semplicissimo e velocissimo, molto saporito, ricco di fibre.
Che posso anche congelare già pronto.
I fusilli sono perfetti per una cottura risottata, ma nulla vi vieta di lessarli normalmente e condirli col sugo spadellandoli.
Se non avete le spuntature dei carciofini usate 3 carciofi normali, puliti e tritati fini.
Della semplice ricotta cremosa per mantecare et voilà!

-ricetta-
per 4 persone
70 g di pasta a testa
300 g spuntature di carciofini
1 cipollotto grande con parte del verde apicale
60 g ricotta
acqua calda, sale, olio evo
peperoncino liquido, tipo PiriPiri

Trito il cipollotto e il suo gambo e li scaldo in un velo d'olio, in una pentola per risotti, sino a quando sono trasparenti, poi metto i carciofi affettati fini e spolvero con un po' di sale, dopo 2' bagno con un mestolino di acqua calda, lascio che evapori per altri 2' poi spruzzo alcune gocce di peperoncino e verso la pasta, la mescolo al condimento poi inizio ad aggiungere acqua a mestoli.
Cuocio come un risotto, quando è al dente regolo di sale e manteco con la ricotta a fuoco spento.
Lascio riposare un paio di minuti e poi servo, decorando il piatto con pepe macinato e ancora qualche goccia di piripiri.

venerdì 4 maggio 2012

Pasticcio di ditali rigati al forno



Non sempre cucinare un primo piatto per un giorno di festa dev'essere complicato e laborioso.
E per festa intendo quando amici arrivano quasi all'improvviso, o con talmente poco preavviso, che occorre pensare in fretta a cosa preparare.
A volte basta condire un po' di più una pasta asciutta e poi metterla in forma in una teglia, facendola poi gratinare in forno.
Mezzo chilo di pasta ben condita soddisferà 6 persone.
Certo, per fare alla svelta il ragù dev'essere già pronto, infatti io mi porto avanti e ne cucino in abbondanza per poi congelarlo, pronto per ogni evenienza, tanto per farne un pentolino o una pentola occorre lo stesso tempo.
Avere scorte di fiordilatte e di formaggi da grattugiare è sempre una bella risorsa.
Qualche uovo... le immancabili spezie e il gioco è presto fatto.
Una bella crosticina dorata in superficie e quello che poteva essere un semplice piatto di pasta al ragù diventa una portata importante, che piace a grandi e bambini.
Oggi l'ho fatto così.

-ricetta-
500 g pasta corta
300 g ragù, preparato in anticipo
8 bocconcini di fiordilatte
50 g formaggio grattugiato
2 uova
pepe, noce moscata
sale, olio evo

Intanto che si scalda l'acqua per cuocere la pasta, stempero il formaggio grattugiato in una boule dove ho sbattuto le due uova. Condisco con pepe e noce moscata.
Scolo i fiordilatte e li taglio a pezzetti.
Ungo uno stampo da forno con olio evo.
Lesso la pasta molto al dente, la scolo e la condisco col ragù che ho scaldato nel microonde, verso il composto di uova e mescolo bene.
Distribuisco la pasta nello stampo, metto qua e là i dadi di fiordilatte, spolvero con ancora un po' di formaggio grattugiato e faccio gratinare sotto il grill per 10'.

mercoledì 2 maggio 2012

Crostoni 'sciocchi' con pomodori alle erbe e burrata



Di ritorno dalla Toscana ho riportato una bella pagnotta di pane 'sciocco', ovvero senza sale.
Ideale per farne bruschette e crostoni conditi in mille modi.
Che si possono mangiare come appetizer, all'aperitivo, per merenda, anche per un sano pasto, equilibrato e leggero.
O come finger food, se le dimensioni non sono giganti.
Questi li servirò come entrée, giusto per farsi la bocca con un calice di bollicine di Franciacorta, amici di passaggio si sono fermati su nostra indicazione in un'azienda piccola che fa prodotti corretti, buoni e a prezzi ragionevoli.
Vigna Dorata non è molto distante da Rovato, sta a Calino di Cazzago di San Martino, a pochi chilometri dall'uscita autostradale, è un'azienda a conduzione familiare che lavora con passione producendo ottimi spumanti.
A me piacciono in tutte le tipologie, dal Satèn al Brut.
Per preparare i crostoni ci vogliono pochi minuti, marinatura dei pomodori a parte.
Le aromatiche provengono dal mio piccolo erbario, dove coltivo tutto quel che posso per poi utilizzare le profumate foglie fresche.
La burrata non è di quelle avvolte da foglie di asfodelo, per trovare quelle bisogna andare sul posto, qui al nord arrivano rivestite da fogli di materiale plastico verde, ma l'importante è quel che c'è dentro, ossia quel cuore burroso racchiuso in un guscio di pasta filata.
La mia prima burrata l'ho mangiata da bambina... altri sapori!

-ricetta-
(per 6 crostoni)
1 burrata da 200 g
300 g pomodori maturi
2 cipollotti, 1 spicchio di aglio fresco
erbe aromatiche fresche: basilico, origano, timo limone, timo serpillo, menta, salvia, maggiorana
sale in fiocchi, pepe, olio evo
fette di pane toscano senza sale o rustico tipo il pugliese

Trito nel robot i pomodori ben lavati coi cipollotti puliti, li metto a scolare in un colino a maglie fitte per circa 30', così che perdano la maggior parte dell'acqua di vegetazione.
Intanto mi preparo le erbe aromatiche, pulite e sfogliate.
Condisco i pomodori con un pizzicone di fleur de sel, una macinata di pepe (anche peperoncino se piace), le erbe e un bel giro di olio extravergine fruttato, come questo marchigiano da ulivi coltivati sulle colline jesine.
Mescolo e lascio insaporire per 30'.
Affetto il pane, taglio a dadini la burrata per quel che posso, sennò la distribuirò sopra i crostoni aiutandomi con un cucchiaio.
Scaldo il forno a 200°.
Strofino leggermente le fette di pane con l'aglio, le allineo su una placca, distribuisco su ognuna una bella cucchiaiata di pomodori alle erbe, cospargo con la burrata, completo con ancora un filino di olio evo e inforno fino a che non sono ben croccanti.
Verso le bollicine nelle flûtes e servo.

martedì 1 maggio 2012

Una frolla diversa, tuorli sodi e composta di fragole





Leggendo la ricetta di questa crostata su La Cucina Italiana di maggio mi è venuta subito voglia di replicarla, perchè la frolla è fatta come si fa quella dei biscottini di Stresa, ricordate che avevo messo la ricetta delle "Margheritine"?
Si usano tuorli sodi al posto delle uova fresche per ottenere una pasta friabile, dalla consistenza finissima, che si scioglie in bocca.
Non sapevo che Marina, una carissima amica che purtroppo vedo troppo poco spesso, non mangia mai frutta, mentre questa torta è guarnita da una composta fresca di fragole che le regala la giusta acidità per contrastare la dolcezza burrosa della pasta.
Chissà con quale sforzo l'ha mandata giù! potevi dirmelo Marì, ora so di questa tua abitudine e ne terrò conto per le prossime occasioni.
La composta differisce dalla confettura perchè si prepara in pochi minuti e, in percentuale, c'è molta frutta e pochissimo zucchero.
Chi avesse a casa il numero di maggio de La Cucina Italiana riprenda pari pari la ricetta a pagina 72, per gli altri la trascrivo, non avendo Grand Marnier ho usato Cointreau, abbastanza simile ma più secco e poi mi sono scordata di lucidare i cordoncini con l'albume e lo zucchero (peccato veniale, è abbastanza ininfluente).

300 g fragole
300 g farina 00
185 g burro
100 g zucchero a velo
35 g Grand Marnier
5 tuorli sodi
2 albumi
zucchero semolato
buccia di limone
sale

Faccio rassodare le uova, le sbuccio e tengo solo i tuorli.
In una boule intrido la farina e lo zucchero a velo con 160 g di burro morbido ottenendo un briciolame cui aggiungo un pizzico di sale, un albume, la scorza di mezzo limone grattugiata e i tuorli passati al setaccio.
Mescolo, impasto e lavoro sino a che non ottengo una pasta liscia e omogenea.
La faccio riposare avvolta da pellicola e intanto preparo la composta sciogliendo in una padella i restanti 25 g di burro con 2 cucchiai di zucchero, appena inizia a caramellarsi verso il liquore, lo faccio infiammare e appena si spegne verso 30 g di acqua con la quale sciolgo i cristalli di zucchero, quindi metto le fragole lavate e tagliate a spicchi, le faccio cuocere a calore vivace per 3/4', il liquido deve diventare sciropposo.
Spengo, le allargo in un piatto e le faccio raffreddare.
Accendo il forno portandolo a 180°, rivesto uno stampo di 24 cm di ∅ con la cartaforno e stendo 2/3 della pasta rialzandola bene sui bordi, poi verso le fragole, le distribuisco e decoro con una griglia di cordoncini di pasta che spennello con l'albume leggermente sbattuto e spolverizzo di zucchero.
Inforno per circa 40'.

Ancora una volta buon 1° maggio, qui stra-piove!

Risotto con zucchine, mantecato al Bleu de Bresse



Adoro i risotti, forse più della pasta asciutta, o forse no, di sicuro mi danno l'impressione di essere più leggeri e si possono preparare in mille modi differenti.
Basta avere ottimi risi da cuocere, un po' di brodo pronto, in sua mancanza acqua calda e sale come non perde occasione di ribadire Davide Oldani, anzi, lui non usa nemmeno la cipolla nel soffritto che fa a secco in pentola, senza l'ausilio di grassi. Ma lui è un tale purista che può permettersi tutto.
Quando lo cucino con le verdure faccio sempre un piccolo soffritto di cipolla o scalogno, facendoli cuocere bene senza che brucino, in modo che non rimangano poi troppo cipollosi e che si avverta il sapore della verdura di volta in volta accompagnata.
Ieri avevamo ospiti amici che arrivavano da lontano, nientemeno che da Taranto e da Favara se teniamo conto delle origini sicule del nostro MaxCa, che però da anni abita e insegna a Milano.
Dopo un abbondante pranzo ci siamo ritrovati con Marina e Nicola anche per una cena semplice, ho servito solo questo risotto e un dolce, col pretesto di chiacchierare ancora un po'.
Ho arricchito il sapore delle dolci zucchine a buccia chiara con un pizzico di zafferano e alla fine ho mantecato col Bleu de Bresse, un formaggio di vacca da latte pastorizzato, a crosta fiorita, prodotto nella regione Rhône-Alpes, che viene erborinato introducendo pennicillum roqueforti, come si fa per i nostri zola, ma è più dolce e cremoso, meno pungente. I francesi se lo inventarono nel 1951 per contrastare le vendite di formaggi italiani, pensate un po'. Comunque è un formaggio versatile, ha forma piccola, cilindrica, di 10 cm di diametro, alto 5, materia grassa al 45%.

Buona festa del 1°maggio a tutti!

-ricetta-
350 g riso Vialone Nano
2 zucchine
1 cipollotto
brodo di pollo
50 g Bleu, 30 g burro
zafferano
olio evo, vino bianco

Affetto le zucchine e trito il cipollotto.
Scaldo il brodo.
Nella pentola da risotti scaldo l'olio e faccio sudare il cipollotto, poi metto le zucchine, le faccio intridere di condimento, le spolvero con un pochino di sale e continuo a scottarle per 5'.
Alzo la fiamma, verso il riso, lo faccio tostare bene poi lo sfumo con un goccio di vino bianco, quindi quando è evaporato inizio a bagnare con mestoli di brodo.
A metà cottura aggiungo lo zafferano, e quando il riso è al dente spengo, metto il formaggio e il burro, mescolo bene, copro e lascio mantecare.

Abbiamo osato l'abbinamento con un Riesling alsaziano, il Grand Cru Kessler del 2003 di Château d'Orschwihr, le sue note di idrocarburi, tipiche del vitigno e la contemporanea morbidezza data dai quasi nove anni di invecchiamento si sono perfettamente accordate con l'aromaticità dello zafferano.
Ricordo lo scorso agosto la visita in azienda, abbiamo letteralmente tirato giù dal letto Hubert, che certamente non si aspettava la nostra incursione la mattina poco prima delle 10... avevamo avuto modo di conoscerlo ad una presentazione di vini d'Alsazia a Milano e ci eravamo ripromessi di passare alla prima occasione da lui per vedere la sua cantina e acquistare alcuni suoi vini.
Come spesso accade l'ospitalità dei produttori che visitiamo è eccellente, e lui si è subito 'risvegliato' facendoci degustare molti dei suoi vini, per la maggior parte Grand Cru della regione e raccontandoci la storia del suo castello, in parte bruciato nel corso dei secoli.
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