giovedì 5 maggio 2016

Gin Margarita

Che a volte sono di gusti difficili, lo so. Chissà come avrei potuto fare se avessi avuto vent'annni al giorno d'oggi che tanto va di moda scolarsi litri di tequila. A me non piace per nulla. Punto.
Però nell'insieme i cocktails sour, cioè a base di un distillato + succo di limone o lime + un altro liquore dolce non mi dispiacciono affatto.
Allora al mio bartender personale e familiare, la mia dolce metà, non resta che adattare delle versioni just for me dei più classici. Nel caso del Margarita, cocktail messicano per eccellenza, l'ha rivisto sostituendo la parte di tequila con gin, scegliendo l'Aviation American, un tipo di gin extra secco.
Ha usato la più classica delle dosi: la 2:1:1
Grazie caro, apprezzo sempre molto le tue creazioni!
A tal proposito, tutti i messicani e gli americani latinos, californiani soprattutto, oggi celebrano la festa nazionale del Cinco de Mayo.

-ricetta-
50 ml gin
25 ml triple sec
25 ml succo lime
1 schizzo di Orange bitter

Mettere tutto nello shaker assieme a qualche cubetto di ghiaccio e scuotere con vigore.
Versare nella copita classica da Martini cocktail e decorare con una fettina di lime.

martedì 3 maggio 2016

Risotto scampi, tardivo e peperone

Con un buon calice di vino, nello specifico un bianco di Bourgogne della Côte Chalonnaise, è stato un vero régal, come dicono i cuginetti francesi quando si riferiscono a qualcosa di buono che si mangia-beve.
Il risotto ha quel giusto punto di dolce-amaro e colorato che serve.
Non state a sprecare soldi per scampi interi giganti, ne bastano di normali, tanto il brodo di cottura di fa con i gusci e qualche testa.
Poi se non volete fare il fumetto potete sempre usare un brodo vegetale leggero: il solito di sedano, carota e cipolla.
Io ho trovato questi scampi in offerta e non appena li ho visti mi è venuto in mente di farci il risotto.
Casualmente il consorte aveva messo in fresco questa bella bottiglia, quindi perché no?
A me piacciono i risi semifini a chicco medio-piccolo. Ma nulla vieta che si usino i superfini Arborio o Carnaroli.
Dosi, insolitamente, per 2

-ricetta-
180 g riso Rosa Marchetti
1 cespo radicchio tardivo
1/2 peperone giallo
1 scalogno o 1 cipollotto
8 code di scampo
brodo di pesce, o vegetale
olio evo
Taglio il peperone a dadini e il radicchio a pezzetti.
Affetto e trito lo scalogno pulito, pulisco dai carapaci le code di scampo e assieme a un paio di teste preparo il fumetto con cui bagnare il riso, assieme a una costa di sedano, un pezzo di cipolla e una carota.
Scaldo un velo d'olio nella risottiera e ci rosolo lo scalogno/il cipollotto, poi metto metà del radicchio e del peperone. Il resto lo aggiungerò a cottura quasi ultimata perché mantengano la loro croccantezza.
Quando sono appassiti verso il riso, lo faccio tostare poi inizio a bagnare col fumetto o con brodo vegetale, aggiungendolo a mestoli man mano che asciuga.
Quando il riso è molto al dente aggiungo il resto delle verdure che ho tenuto da parte e gli scampi, divisi a metà.
Porto a cottura mescolando, poi manteco con un filo d'olio. Regolo di sale, faccio riposare 3' poi servo in tavola.
Il vino? Givry Premier Cru Servoisine del 2014. Molto fresco, forse troppo giovane, ma è così difficile trovare dei Bourgogne di qualche anno a meno che non vengano gelosamente custoditi in cantina, facendo finta di averli dimenticati.




domenica 1 maggio 2016

Torta di mele fondente


Un dolce facile, veloce da preparare, buono in maniera indecente.
Non sono certo i francesi a doverci insegnare come si fa una torta di mele, ma così non l'avevo mai fatta e mi è piaciuta parecchio.
Ho seguito il video-tutorial di Chef Damien di 750 g, una rivista di cucina edita in Francia, e una volta fatta ho deciso di pubblicarla modificando appena le dosi di zucchero, che ho trovato un filo eccessive; è un mio limite lo so, ma proprio non ce la faccio a fare dolci troppo zuccherosi.
Togliendo un po' di zucchero ho aggiunto l'aroma del rum.
E secondo me, alla seconda replica, ci ho azzeccato.
Naturalmente lo chef ha consigliato di usare anche altra frutta a piacere, sempre con una buona dose di acidità, tipo more, mirtilli, prugne a pasta dura, pesche o albicocche sempre a carne ferma e soda. Esperimenti da provare assolutamente.
Buon primo maggio a tutti! Non è tanto bello celebrare la festa dei lavoratori di domenica... ma è facile consolarsi, l'anno prossimo cadrà di lunedì.
Dosi per 8/10

-ricetta-
150 g farina 00
120 g zucchero
100 ml latte
60 ml olio di arachidi
3 mele (meglio se asprigne)
2 uova
1 limone non trattato
1 bustina di lievito
sale
-----
80 g burro
80 g zucchero
1 uovo
cannella
5 cl rum
Per prima cosa preparo l'impasto, che rimane molto morbido.
Mescolo con una frusta a mano, in una boule, farina, lievito, sale e zucchero. Poi aggiungo le uova, mescolo di nuovo e diluisco col latte e l'olio. Profumo con la buccia grattugiata del limone, mezzo dovrebbe bastare. Ottengo un impasto liscio e morbido che verso in uno stampo da 24 cm ben imburrato e infarinato, oppure rivestito di cartaforno.
Sbuccio le mele, elimino il torsolo e le taglio a dadi.
Distribuisco tutte le mele nella pasta, sono abbondanti ma è così che dev'essere.
Metto lo stampo nel forno, precedentemente acceso e portato a 170°, facendo cuocere per 35' circa.
Intanto nella boule mescolo l'uovo col burro sciolto e lo zucchero. Profumo con un cucchiaino di cannella e il rum. Verso questa crema sulla torta e la rimetto in forno per altri 10/15'.
Quindi la sforno, aspetto 10' poi la trasferisco su un piatto di servizio.

sabato 30 aprile 2016

Sformatini di verdure al tonno

Aprile è giunto al termine, ci ha portato poca acqua ma tanto freddo che, accidenti a lui, mi ha costretto a rimettere in moto la caldaia. E la bolletta salirà, ma come si può stare in casa con 12/13°?
Domani, primo maggio, dicono che diluvierà in tutta Italia. Giusto per guastare la festa dei lavoratori e degli artisti di strada che annualmente si riuniscono sulle sponde dell'Adda a Imbersago. Ogni santo anno, da che si riuniscono per il Festival della Giocoleria, piove!
Caso mai ci fosse bel tempo, questa ricetta è validissima per un picnic.
Un secondo leggero, vegetariano, che a seconda della stagione può contenere altri tipi di verdure.
Questo è un suggerimento valido tutto l'anno perché la base di ortaggi è molto semplice: carote, cipolle e pomodoro, giusto quel tanto per colorare con piccoli spot rossi i flan.
Poi ci sono dei formaggi, ovviamente anche questi possono variare a seconda dei gusti o della disponibilità che c'è nel frigorifero, uova e un po' di farina. E tonno in scatola, per finire.
Per dire... questi li avevo preparati per l'abituale ritrovo pre-pasquale del venerdì santo.
Già facciamo uno strappo alla regola ritrovandoci per gozzovigliare tra appassionati di vino... Rispettiamo almeno la regola dell'astensione da un pasto a base di carne.
Dosi per 12, che potrete facilmente dimezzare, per sformati che ho cotto in stampi da muffins grandi in modo che fossero monoporzione.

-ricetta-
100 g tonno sott'olio sgocciolato
100 g emmental grattugiato
100 g mozzarella, ben asciutta e grattugiata
100 g farina autolievitante
50 g carote grattugiate
50 g cipolla tritata fine
100 g pomodoro
10 uova piccole
olio evo
sale
Trito finemente il pomodoro ben maturo, eliminando la sua acqua.
In una boule mescolo le uova sbattendole leggermente con un pizzico di sale, poi vi aggiungo tutti i formaggi, le verdure e il tonno sbriciolato. Addenso con la dose di farina, regolo di sale e, se piace, macino un po' di pepe nero.
Quindi scaldo il forno portandolo a 175° e intanto ungo i due stampi da 6 maxi muffins con un velo d'olio.
Divido il composto con un misurino da circa 100 ml, non deve arrivare sino al bordo perché in cottura i flan aumenteranno di volume.
Faccio cuocere per circa 30', gli sformati si devono compattare senza disidratarsi troppo, così restano morbidi a soffici.
Li sformo dopo un riposo di 10' e poi posso servirli sia tiepidi che freddi.


giovedì 28 aprile 2016

Ragù di coda di vitello


Quando ne ho l'occasione mi riservo il diritto di prenotare guanciali e coda nel piccolo macello biologico da cui mi rifornisco. Se capita prendo anche il diaframma, taglio di carne che da noi o finisce nel piatto del macellaio oppure viene messo tra gli scarti, nonostante sia un muscolo ricchissimo di ferro e ottimo se cucinato alla griglia e servito come una tagliata.
Mi rendo conto che non è così facile reperire i tagli del quinto quarto che sino a non molto tempo fa erano considerati poco più che scarti mentre adesso costano parecchio. Sono diventati di moda, li usano chef stellati per realizzare i loro "piatti poveri" (si fa per dire...) e così, oltre che di difficile reperibilità, adesso una coda o un ossobuco costano poco meno di tagli pregiatissimi.
Ad ogni modo avevo questa bellissima coda di vitello non molto grande e piuttosto sottile perfetta per un ragù. Per dare maggior consistenza, dato che lo scarto è parecchio, ho aggiunto del macinato e abbondante trito delle più classiche verdure.
Una cottura lenta e prolungata, come si fa per ogni sugo di carne che si rispetti, e poi il paziente lavoretto di disossamento per togliere tutti i segmenti vertebrali.
Con pasta all'uovo o rustica, a base di farro o kamut o integrale, è una vera goduria.
Le dosi sono per almeno 3/4 volte.

-ricetta-
1 coda di vitello (circa 800 g)
300 g macinato di vitellone
700 g polpa pomodoro
1 carota
1 porro
1 cipolla
1 gambo di sedano
1 spicchio di aglio
vino bianco
olio evo
sale, pepe, sambal

Trito finemente tutte le verdure pulite e lavate.
Divido la coda in alcuni segmenti e la metto a rosolare in una pentola con un filo d'olio caldo e lo spicchio d'aglio tritato. Quando ha preso colore aggiungo anche il macinato e attendo paziente che tutta l'umidità che emette si asciughi, mescolando spesso. Ci vogliono di solito anche 20', ma è la parte che regala più sapore ai sughi.
Quando le carni sono perfettamente caramellizzate sfumo con un bicchiere di vino bianco, e solo dopo che è evaporato verso le verdure che faccio rosolare a loro volta.
Quindi condisco con una presa di sale, del pepe e un cucchiaino di sambal (o il classico pezzetto di peperoncino) prima di versare i pelati spezzettati o la polpa di pomodoro.
Quando inizia a sobbollire abbasso la fiamma al minimo e copro parzialmente, lasciando che cuocia lentamente per circa due ore. Al termine la salsa deve essere di un bel colore rosso-bruno e la carne della coda deve sfaldarsi con le dita.
Trasferisco la coda in un piatto e pazientemente elimino tutti gli ossicini.
Rimetto la carne sfilacciata nella pentola e il sugo è pronto per l'uso.

martedì 26 aprile 2016

Frittelle di baccalà e sottaceti

Eehhh, lo so. Il baccalà fritto che novità sarebbe? Ma i sottaceti, o meglio, un pezzo di qualche verdura preparato in giardiniera e fritto in pastella lo avete mai provato?
Io sono una persona molto curiosa sia in fatto di ricette che di cucina in generale, che legge e cerca di tutto nel web e non solo. Ma i sottaceti fritti, giuro, sono roba da americani, che già sono famosi per le voglie di sottaceti nelle donne in gravidanza.
Comunque sia, guarda caso avevo mezzo broccolo romanesco conservato sott'aceto.
Perciò non ho fatto una piega leggendo la ricetta e mi ci sono fiondata, contenta di consumare il broccolo che altrimenti lì sarebbe rimasto sino ad ammuffire.
E volete saperlo? il fritto di sottaceti non è poi così male. Anzi... sgrassa la bocca dal fritto di pesce. Certo, la giardiniera deve essere leggera. O forse sono io che non ho mai amato i pickles troppo forti, per definizione dico che "mi bucano lo stomaco".
Comunque sia... provate. Ne rimarrete piacevolmente stupiti.

-ricetta-
baccalà ammollato
mezzo cavolo romanesco conservato sott'aceto
pastella per friggere
olio di semi di arachidi in abbondanza
La pastella per friggere fatela secondo il vostro sentire, col latte o con la birra. È una questione di abitudine o di gusti.
Io oramai le faccio a occhio e a seconda di quel che devo friggere. Se volete fare quella alla birra, nella striscia sotto la foto dei cigni in volo, cliccate su preparazioni di base, trucchi e segreti e trovate la mia ricetta di base.
Comunque... riduco a tocchetti regolari il baccalà ammollato e divido le cimette del broccolo romanesco a metà, molto ben sgocciolato e tamponato dall'aceto che lo conserva.
Metto tutto nella pastella.
Scaldo in una pentola alta e non grandissima molto olio di arachidi e poi ci friggo pochi pezzi di baccalà alla volta, scolandoli su un piatto, con alcuni fogli di carta da cucina, quando sono dorati in modo uniforme. Poi faccio lo stesso con i triangoli del broccolo.
Metto tutto su un vassoio e porto in tavola finché sono molto caldi.

domenica 24 aprile 2016

Muffins ai lamponi senza farina

Buongiorno golosi, che aspettate i dì di festa per salivare.
Di sicuro non potete rimproverarmi di pubblicare solo cose ultra proteiche e super nutrienti.
Sto piuttosto attenta a quello che metto in tavola anche se è vero che ogni tanto sgarro coi fritti, una mia debolezza peraltro apprezzata da tutti coloro che coinvolgo; molti di costoro non friggono mai a casa. Fortuna che ci penso io a prenderli per la gola.
Spesso, invece, vado alla ricerca di suggerimenti alternativi e trovo idee tipo questa che deriva dalla cosidetta dieta paleo. Non sto a dilungarmi per spiegarvi cos'è, in breve consiste nel cibarsi di quello che si poteva trovare anche molte ere fa, ossia erbe, vegetali, radici e proteine. Cercate nel web... ma sono certa che molti di voi ne abbiano sentito parlare.
Una ricettina sana, priva di glutine, facile e rapida da fare. Buona quanto?
Mah! Sono rimasta piuttosto scettica della resa ma è comunque giusto sperimentare e raccontare di questi esperimenti (per la serie: "se li conosci li eviti..." ).
Mangio pochissimi dolci proprio perché il gusto di zucchero e affini non è nelle mie corde ma, in tutta franchezza... perché privarsi di un bel muffin con un po' di farina che lo tenga insieme e mangiare delle frittatine che, appena uscite dal forno, sono splendide ma poi si afflosciano come un soufflé? Per me non ha senso. In ogni caso, per gli amanti del 'senza questo e senza quello'... è tutto ok.
Quasi dei piccoli clafoutis, o flan senza il guscio di pasta. Solo uova e frutta. Vi ho tentato?
Li suggeriscono come un'ottima merenda, con una tazza di profumato tè o un infuso ai frutti. Non mi esprimo. Lascio al vostro gusto la voglia di sperimentare o meno.
Per 10/12 pezzi (dipende dalla grandezza delle banane e dal peso delle uova)

-ricetta-
5 uova
3 banane stramature
200 g lamponi
vaniglia naturale
Schiaccio le banane con una forchetta e mescolo bene la purea ottenuta alle uova leggermente sbattute.
Profumo con estratto naturale di vaniglia, o con mezza bacca aperta e grattata, che con le banane si sposa benissimo.
Ungo uno stampo da 12 muffins metto tre/quattro lamponi sul fondo di ogni incavo e sopra verso il composto di banane e uova, usando un misurino da 60 ml.
Metto lo stampo nel forno già portato a 175° e cuocio per 15' circa. Le uova devono rapprendersi ma rimanere soffici senza diventare una frittata.
Meglio assaggiarli mentre sono ancora tiepidi.

Sformo le tortine e una volta tiepide le spolvero di zucchero a velo.

sabato 23 aprile 2016

Sushi di salmone affumicato, caprino e verdurine

Non sono particolarmente golosa di sushi, mi riservo di valutarlo al meglio se e quando andrò in viaggio in Giappone, ma qui francamente, per quanto fatto bene, non mi entusiasma più di tanto.
O forse, alla base di questa mia mancanza di entusiasmo, c'è piuttosto il solito motivo. Non mi pesa (ancora) cucinare, perciò è raro che acquisti cose pronte o che sia spinta dalla voglia di uscire a mangiare qualcosa, fatta eccezione per la pizza e i gelati buoni, o quando sono in viaggio.
Dopo questa inutile premessa vi descrivo questo delizioso antipasto a base di salmone affumicato, un atout per tutte le stagioni, steso a formare un foglio sottile che contiene al suo interno verdurine appena rosolate e formaggio caprino.
Ricetta oramai collaudata ampiamente, mi sono permessa di modificare leggermente le loro dosi di solito precise al grammo, perché le trovavo scarse per il salmone e abbondanti per il formaggio.
E in ogni caso le confezioni di salmone affumicato solitamente hanno una grammatura da 100-200-300 e oltre, difficilmente sono di 120 g come richiederebbe la ricetta. Per cui una non basta e due sono troppe. Poco male se ve ne avanza un pezzetto, un crostino volante al consorte che passa dalla cucina giusto nel momento cruciale dell'apertura della busta ci sta sempre. È peggio del nostro primo micione che andava pazzo per il pesce, ha il radar sempre inserito. Le mie due ex randagie di adesso, invece, manco avvertono la maggior parte dei profumi di cucina.
Il peso delle verdure è al netto degli scarti.
Indubbiamente un antipasto da destinare ai giorni di festa, che non ha una collocazione specifica, va bene sempre.
Un modo differente di servire il salmone affumicato, certamente goloso, appetitoso e très chic.
A seconda della stagione potrebbe essere difficoltoso reperire i topinambur, ma si possono sostituire con altro. Adesso vedo in circolazione, ad esempio, piccoli cetrioli snack, che sono croccantissimi. Credo che un paio di questi tagliati a julienne potrebbero andare benissimo nel ripieno.
Un'idea per i prossimi giorni di ponte, magari ci sarà l'occasione di ritrovarsi con amici e si può fare bella figura con poco lavoro.
Le dosi delle varie verdure sembrano risibili, ma fidatevi poiché ho trovato la ricetta sul numero natalizio de La Cucina Italiana e le ho provate e sperimentate. Sono giuste.
Ad ogni modo mi sono usciti due rotoli, sufficienti per una dozzina di persone come antipasto.
Altrimenti sono adatte per 6, se si preferisce scegliere la ricetta come un secondo fresco e primaverile.
Buon sabato, chissà in quanti approfitterete di questo ponticello lungo fino a lunedì. Buon soggiorno ovunque andiate!

-ricetta-
150 g salmone affumicato a fette sottili
300 g caprino e formaggio fresco
40 g broccolo romanesco o broccoletti
30 g topinambur
30 g finocchio
30 g zucca pulita
30 g sedano rapa
soncino o insalatine miste e germogli
olio evo
sale, pepe
Scotto per 4' le cimette di broccolo.
Taglio le altre verdure, tutte pesate al netto degli scarti, a dadini minuscoli. Le salto velocemente in un velo di olio evo, massimo per 5', perché devono rimanere ben croccanti.
Intanto che le verdure intiepidiscono taglio a cubettini anche il broccolo scottato, poi mescolo il tutto al caprino e regolo di sale e pepe.
Stendo due fogli di pellicola trasparente sul piano di lavoro e formo dei rettangoli affiancando le fette di salmone.
Spalmo su ciascuno dei due rettangoli la crema di carpino e verdure poi arrotolo stretto aiutandomi con la pellicola, e sigillo bene le estremità.
Metto tutto a raffreddare in frigorifero, dove i rotoli possono rimanere sino a un paio di giorni.
Al momento di servire elimino la pellicola e affetto a rondelle spesse due cm. Le metto su piatti individuali assieme a qualche ciuffetto di soncino o germogli a piacere.

giovedì 21 aprile 2016

Crocché risotto zucca/broccoli

Buone le crocchette. Di qualsiasi cosa siano fatte.
Con del risotto alle verdure avanzato sono il massimo. Ve lo ricordate? L'ho inserito circa due settimane fa.
Veloci e facili da fare. Adoro riciclare in questo modo.
L'uovo l'ho aggiunto per ammorbidire il risotto, poi con le mani umide ho formato delle palline grandi come quelle da golf che ho passato in pangrattato e semi di papavero.
Una ciotola di riso = 12 crocchette

-ricetta-
risotto avanzato
1 uovo
pangrattato
semi di papavero
sale
olio di semi arachidi per friggere
Mescolo in una boule il risotto con l'uovo sbattuto e un po' di sale.
Con le mani umide formo sfere grandi come palline da golf che rotolo in una ciotolina dove ho messo pangrattato e due cucchiai di semi di papavero.
Quando tutte le crocchette sono pronte scaldo abbondante olio in una padella alta e profonda e ne friggo pochi pezzi alla volta, girandole per farle dorare da ogni lato.
Le scolo su carta da cucina e le servo caldissime.
Ottime come primo piatto, sono perfette come appetizer, con un aperitivo o con un calice di vino bianco.

martedì 19 aprile 2016

Patate alla hasselback o a ventaglio

Come procede questo mese di aprile cari amici gourmand? Qui il clima è sempre piuttosto asciutto e chissà quando il fiume potrà aumentare la sua portata acquea. Temo mai e la vedo dura per i prossimi mesi. Per tornare a livelli accettabili dovrebbe piovere tanto da sfiorare quantità da alluvione. Vedremo. Intanto fa freddo al mattino e la sera ma caldo di giorno. Occorre vestirsi a cipolla, e spogliarsi di strati via via che passano le ore. In terrazza, al sole, comunque si rischia l'ustione, pranzando a mezzogiorno. Dopo anni mi sto godendo la fioritura delle peonie arbustive che ho in giardino. Nessuna pioggia prolungata ha rovinato le loro delicate corolle multipetalo.
Invece le patate, ingrediente principale di questa ricetta, non conoscono stagioni e le trovo un contorno insostituibile per chi non segue diete dinamitarde, che minacciano catastrofi per chi se ne ciba.
Per questa ricetta, dati i numerosi taglietti che si fanno per poterle farcire, si possono definire anche a ventaglio. Il nome deriva comunque dal ristorante di Stoccolma che le inventò. In effetti sono un bel contorno da servire con arrosti importanti o, come piace molto a me, in abbinamento alle uova.
La farcitura può essere di innumerevoli tipi, considerando i vari tipi di formaggi e salumi con cui si possono riempire.
Ma ne esistono anche semplici versioni con solo burro o strutto oppure olio, e erbe aromatiche. Lasciate libero sfogo alla fantasia o regolatevi secondo le esigenze di abbinamento.
Le patate non vanno sbucciate prima ma ben lavate e spazzolate per eliminare qualsiasi residuo di terra, soprattutto se sono di montagna e biologiche non subiscono lavaggi; mi è capitato di trovarne che avevano un secondo strato di terra come se fosse una camicia. Una piccola fregatura in termini di costi se ci si pensa, pesavano un terzo in più e per eliminarla le ho dovute tenere a bagno!
Meglio sceglierle tutte della stessa grandezza così cuociono in modo uniforme, di preferenza nuove o a pasta gialla e, per farle stare in piedi senza che si rovescino, eliminate una fettina dal fondo per appiattirle.
Fate attenzione quando le incidete, i tagli devono essere profondi ma non devono arrivare sino in fondo, si rischierebbe di rovinare tutto. Poi, a seconda della perizia e della manualità di ognuno, potete fare quanti tagli volete, tenendo però conto che il condimento con le quali andranno riempite aumenta di pari passo.
Per questo mio primo esperimento ho mescolato formaggi diversi. Al posto del solito burro dolce si può usare del burro salato ed evitare così di salare, che già i formaggi sono saporiti.

-ricetta-
1 patata per persona
feta, zola, ricotta, parmigiano ed emmental
burro
sale, pepe
Lavo e asciugo le patate.
Ne elimino una fettina dal fondo perché stiano appoggiate senza rotolare.
Ungo una pirofila di burro.
Taglio a ventaglio le patate con incisioni ravvicinate e regolari. Io ne ho fatte 14 per ciascuna, ogni patata pesava circa 150 g.
Mescolo in una boule tutti i formaggi sbriciolati o grattugiati.
Riempio le taschine di ogni patata con i formaggi, cospargo di pepe appena macinato e di qualche fiocchetto di burro, quindi metto la pirofila nel forno, che ho impostato nel frattempo sui 190/200°, e faccio cuocere per circa 40'. Verifico comunque che le patate siano cotte pungendole con uno stecchino.
Le servo dopo averle fatte riposare 10'.



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