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venerdì 5 luglio 2013

il Ciuppìn ligure

Per fortuna che sono previdente, e pure un po' maniaca, e ho imparato a fotografare tutte le ricette che vorrei poi pubblicare, visto che mi ritrovo inferma per un po' e che mi è stato vietato di stare in piedi a cucinare. Povera me, meno male che ho una piccola scorta di ricette, nel frattempo spero di riprendermi per farne di nuove. Ahi, ahi, rassegnati Jo, la vecchiaia avanza!
Ciuppìn sta per suppin, ovvero zuppetta.
Molti paesi della riviera ligure, indifferentemente da levante a ponente, ne rivendicano i natali, sta di fatto che è la ricetta di una zuppetta di pesce passato che abbraccia tutta la costa ligure.
Piatto poverissimo originariamente cucinato con pesci di scarto e pane secco, mi ha riportato alla memoria i racconti che mi faceva Aldo Martorella del Calone all'Elba, un vecchietto vissuto sino a 94 anni, se ben ricordo, un omino piccolo e curvo che ogni mattina e sera metteva in acqua il suo barchino e remando si avventurava in mezzo al mare a posare e ritirare le nasse, ogni santo giorno salvo quando il mare era in tempesta. Per mia mamma era "il vecchio e il mare". Nelle trappole trovava a volte pesci di buona pezzatura, mentre non mancavano mai pescetti orrendi, tutti testa e spine, le castagnole, o scorfanetti, tracine o le colorate donzelle, che non gettava mai ai gabbiani, li riportava a casa e sua moglie gli preparava l'immancabile brodino di pesce serale, del quale si è alimentato pressochè ogni giorno sino a che è vissuto. Mi raccontava che dopo aver cotto quei pescetti, la moglie passava i resti al passaverdure, in pratica preparava un ciuppìn.
E se lui mangiandolo quotidianamente è campato sino a oltre 90 anni... vuol dire che fa bene.
Produceva anche della buonissima uva da vino, le viti erano racchiuse in un appezzamento protetto da muretti a secco, sono ormai 4 anni che non c'è più e le viti, vecchie di quasi un secolo, sono andate in malora. Il piccolo vigneto è adesso infestato dalle erbacce tanto che non si vedono neanche più i piedi. Che peccato, lui lo curava così amorevolmente, era capace di passarci delle ore senza cuocersi, chissà come faceva, e non perdeva l'occasione, appena mi sentiva arrivare in motorino, di fermarsi a fare due chiacchiere. Che personaggio che era.
Per il ciuppìn cercate i pesci più adatti alle zuppe, che sono anche i più economici come boghe, sugarelli e occhiate, tanto si cuociono completi di testa e spine. Poi si passa tutto.
Per dire, l'altro giorno le occhiate, che conoscono in pochi, pesce pescato fresco con carni bianche simili alle orate sui 200 g l'una, costavano 4 euro al chilo. Meno di così! ho chiesto come mai al pescivendolo, risposta: non le vuole nessuno. In compenso le trigliette di scoglio, piccole e meschine, costavano più del doppio! Mio marito pescava molte occhiate nel mese di giugno e io le cuocevo o al microonde o al cartoccio. Erano squisite. Persino il nostro super micione ne andava matto, ovunque fosse a pisolare in mezzo alla macchia, il golosone sentiva il campanello del forno a microonde come il richiamo delle sirene omeriche e accorreva gongolando .
Ho acquistato, giusto perchè c'erano, anche due gronghi, la cui carne è morbida e saporita. Più una gallinella e dei naselli piccoli.
L'aggiunta di spezie come peperoncino, curcuma e pimento è una mia iniziativa che potete anche tralasciare se non gradite.
Grandi complimenti alla riuscita del piatto e bis per quasi tutti!
Dosi per 6

1,5 kg di pesce misto da zuppa
4 pomodori maturi
3+1 spicchi di aglio
1 carota
1 gambo di sedano
1 cipolla
prezzemolo
150 ml vino bianco
olio evo
sale, pepe
peperoncino, curcuma e pimento dolce

Per prima cosa mi dedico al pesce, che va cotto con tutta la testa e le lische centrali.
Elimino con cura le interiora, le squame e tutte le pinne, brachiali, dorsali, ventrali, caudali ecc. e li taglio in 2 o 3 pezzi.
Pulisco e trito, anche nel cutter, le verdure per il soffritto, trito a coltello un bel ciuffo di prezzemolo e 3 spicchi di aglio, eliminando il germoglio se lo hanno.
Scaldo 100 ml di olio in una larga pentola e soffriggo le verdure per circa 10' senza farle bruciare poi unisco aglio e prezzemolo. Faccio insaporire altri 3'.
Nel frattempo incido a croce il fondo dei pomodori e li sbollento per 45'' per poterli sbucciare agevolmente. Elimino il torsolo e li taglio a pezzi conservando tutto il loro succo.
Li aggiungo al soffritto e li faccio cuocere un quarto d'ora prima di mettere a cuocere i pesci, li rigiro nel condimento per 5' poi bagno tutto con il vino e copro con un litro di acqua calda.
Porto a ebollizione, abbasso la fiamma e copro lasciando cuocere per almeno 30', o sino a che i pezzi di pesce si disfano. Aggiusto di sale, condisco con pepe, un pizzico di peperoncino o un cucchiaino di sambal, una spolverata di pimento e curcuma.
Mescolo e faccio intiepidire, poi prendo un contenitore capiente e il passaverdure e inizio a passare la zuppa, lavorando senza sosta, cercando di estrarre il più possibile. Ecco, questo è il lavoro più noioso e faticoso, fatevi magari aiutare dall'uomo di casa o da qualche figlio/a volenteroso. Una mano in più che gira la manovella fa comodo, forse sarà stato che io l'ho cotta per 12 persone e il pesce era davvero moltissimo, alla fine ero stanchissima.
Per ulteriore scrupolo ho passato tutto il ricavato, un brodo cremoso e consistente, al setaccio, esaminando bene con una spatola i residui solidi sulle maglie del setaccio alla ricerca di ulteriori spine prima di rimetterli nella zuppa.
Ho abbrustolito sulla griglia fette di pane toscano, o casereccio se preferite, e le ho strofinate con uno spicchio di aglio.
Ho versato la zuppa nelle scodelle e sopra ho appoggiato una/due fette di pane e ho completato con un filino d'olio.
Buon appetito!!!

I vini in abbinamento sono stati due Riesling, questa volta siamo andati oltre confine, in Alsazia e in Germania, i vini della Mosella sono particolari, possono piacere o meno, diciamo che io faccio eccezione e non li adoro, però gli riconosco delle indubbie doti, nel senso che appaiono leggerini mentre hanno una loro struttura ben mascherata. E lo Schiefferterrassen era in perfetta armonia col piatto. Entrambi del 2006, l'alsaziano un Grand Cru Steingrubler, il cui produttore è mancato recentemente, più avvolgente e pieno. Due bottiglie che avremmo potuto dimenticate per ancora un paio d'anni in cantina, senza timore.

mercoledì 12 dicembre 2012

Minestrone di verdure con rana pescatrice

Sono rientrata dal mio breve blitz a Salerno con il cuore gonfio delle piacevoli emozioni vissute al concerto e con un carico di mozzarelle, scamorze e caciocavallo. Ammetto che mi sono sentita un po' come Totó e Peppino quando approdarono a Milano, mancava la valigia di cartone legata con lo spago ma sulle minuscole cappelliere del vagone di Italo faceva bella mostra di sé una cassetta enorme in polistirolo nella quale mi avevano confezionato la spesa mangereccia, collo su cui tutti appoggiavano gli occhi indulgenti e ammiccanti.
Ripassate a leggere questa ricetta venerdí, posteró la foto del pacco... é troppo divertente e fa molto "rione caritá", come dice mio fratello!
Purtroppo mi devo trattenere in cittá sino a domani e ammetto che, quando sono assente e impossibilitata a cucinare, tornano utili le ricette che ho giá fatto per le cene di degustazione.
E meno male! Il lavoro è già pronto, la ricetta normalmente la scrivo nei tempi morti durante la preparazione così se ci sono dei cambi in corsa posso correggere secondo quello che ne esce.
Col freddo che fa in queste mattine sottozero una minestra bollente é proprio quello che ci vuole.
Chissà perchè collego la zuppa di pesce all'estate, con l'arrivo dell'autunno o dell'inverno si è propensi ad accantonare il pesce in zuppa.
Invece un bel minestrone di verdure e legumi con bocconcini di pescatrice è ottimo per riscaldarsi e rinnova un po' il solito menu.
Se poi non ci piace il pesce al suo posto possiamo mettere bocconcini di pollo o di coniglio, viene buono ugualmente.
L'importante è che rimanga un po' brodoso e con le verdure a tocchetti, oltretutto la stagione fredda ci dà modo di usare zucca e rape, oppure porri.
Nella dosi della ricetta ho messo genericamente cannellini, invece io ho usato fagioli del Purgatorio, si coltivano a Gradoli, nel viterbese e un po' in tutta la zona limitrofa, sono molto piccoli, teneri e delicati e devono il loro nome al tradizionale pranzo del Mercoledì delle Ceneri che si organizza sin dal XVII secolo, in cui si prega la misericordia divina per le anime del purgatorio, e si servono questi fagioli in quantità.
Il minestrone in casa mia era un rito, se ne preparava un pentolone enorme e quello che avanzava mamma lo frullava e conservava il passato in congelatore.
E chi era l'addetta al taglio regolare di tutte le verdure? io, naturalmente, maneggio coltelli sin da piccola e non ne ho paura, anzi, mi piacciono molto, basta che siano adatti al taglio e ben affilati.
Da quando ho scoperto quelli di ceramica il taglio di alcune verdure e carni è diventato una passeggiata. Ma non per tutto sono indicati, per le cose molto dure vale sempre il solito trinciante grande da cucina, il fait-tout in cucina.
Non fate caso alla foto, le mie dosi erano extra avendolo cucinato per 12.
Dosi per 6

-ricetta-
250 g cannellini
250 g rana pescatrice, senza scarti
200 g zucca
200 g zucchine
200 g rape
150 g carote
100 g peperone rosso
2 pomodori perini
1 carciofo
1 piccolo cespo di coste mignon
1 cipolla piccola
1 gambo di sedano
1 porro piccolo
prezzemolo, timo
olio evo, sale

Metto a mollo i cannellini la sera prima e la mattina dopo li lesso con un po' di aromi.
Intanto che i fagioli cuociono preparo tutte le verdure pulite e a tocchetti, poi prendo una pentola capiente e in un velo d'olio soffriggo carota, cipolla, sedano e porro, quando sono rosolate aggiungo le altre verdure e 1, 4 l di brodo leggero, ottimo quello di cottura dei fagioli, allungato, e faccio cuocere per 15'.
Quindi completo con i cannellini e proseguo la cottura per altri 15'.
Nel frattempo taglio a bocconcini la pescatrice (o il pollo) e la cuocio nel minestrone per 4/5'.
Spengo, correggo di sale, condisco con le erbe tritate e lascio intiepidire.
Servo nelle ciotole con un filino d'olio a crudo e un po' di pepe nero.

L'abbinamento col vino? in una serata sui vini friulani bianchi abbiamo servito questa minestra con due espressioni di Ribolla Gialla, vitigno autoctono della regione.
A loro modo buoni entrambi seppur così diversi.

martedì 5 giugno 2012

Guazzetto di pesce e molluschi

Se avete letto il post precedente saprete che questo piatto è stato abbinato a tre Pinot Grigio, due provenienti dal Friuli V.G., uno dall'A.A. annate 2004 e 2005; vini che necessitano di qualche anno di invecchiamento per esprimersi al meglio.
Con vini così polposi ho cercato l'abbinamento adatto scegliendo una zuppetta di pesce e lupini corretta da un po' di pomodoro per bilanciare l'alcoolicità e la sostanza dei vini.
Per non disturbare i commensali (consorte in primis) con le spine ho optato per rana pescatrice, gamberi e seppioline, sarà tutto più semplice e rilassato.
I lupini sono simili alle vongole ma più piccoli e saporiti e privi delle corna o sifoni.
Ricordate di lasciarli sempre qualche ora in ammollo in acqua fresca salata per farli spurgare bene, cambiandola un paio di volte almeno e poi risciacquandoli più volte perchè per questa ricetta si aprono direttamente nella pentola del guazzetto e non vorremmo mai ritrovarci il piatto pieno di sabbia.
La cottura più lunga sarà quella delle seppioline, comunque è una ricetta abbastanza veloce da fare, il tutto sarà pronto in poco più di un quarto d'ora, preparazione del pesce a parte.

-ricetta-
(per 6 persone)
600 g rana pescatrice o coda di rospo
400 g seppioline pulite
300 g gamberi sgusciati
1 kg di lupini
2 pomodori maturi
vino bianco
scalogno, aglio, rosmarino
peperoncino, prezzemolo tritato
olio evo
crostini di pane grigliati e agliati

Occorre una grande padella o tegame largo e profondo.
Faccio scaldare un generoso giro di olio con 2 spicchi d'aglio vestiti e un rametto di rosmarino.
Quando inizia a rosolare elimino l'aglio e verso le seppioline tagliate a filetti, metto anche i pomodori a dadini e un cucchiaino di peperoncino in pasta.
Dopo 5' minuti metto la pescatrice tagliata a bocconcini, mescolo delicatamente per non sfaldarla troppo,
sfumo con un bicchiere di vino bianco, poi metto i gamberi e i lupini, assaggio il sughetto e regolo di sale, incoperchio e lascio che i molluschi si aprano prima di spengnere e tenere in caldo.
Se voglio preparare una parte della ricetta prima, arrivo sino al momento di aggiungere gamberi e lupini, spengo, tengo coperto e al caldo e poco prima di servire scaldo bene il guazzetto, metto i molluschi e finisco di cuocere come spiegato prima.
Preparo delle fondine, scodello il guazzetto, metto un po' di prezzemolo fresco tritato e finisco con 2/3 fettine di pane grigliato e leggermente strofinato di aglio.
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