martedì 25 luglio 2017

Spiedini di coniglio con feta e pomodori confit

Il clima ci sta concedendo una gradita tregua. Non mi pare vero di avvertire un po' di freddo di prima mattina, tanto da dover indossare pantaloni e t-shirt a manica lunga. Che piacevole sensazione!
Ciò non di meno le ricette rimangono estive, fresche e veloci.
Avete presente le due falde che si ricavano dalla pancia del coniglio?
Sono lembi magri e sottili, che da un po' di tempo vengono venduti a parte, se il coniglio viene porzionato. In sostanza sono l'equivalente della ventresca di tonno, ma privi di grasso -e non vorremo mica scherzare... la ventresca è tra le parti più pregiate del tonno!.
Cuociono in poco tempo - però si seccano altrettanto velocemente. Non resta che usarli negli spiedini, avendo l'accortezza di farcirli a dovere.
Ovviamente dipende dai gusti. La carne di coniglio è delicata ma ha pur sempre un suo sapore. Questo quando si addenta una coscia, o la sella.
Questi sottili lembi hanno bisogno di essere spinti. Niente di meglio, quindi, di un pezzetto di feta e un pomodoro confit, o secco e conservato sott'olio.
Poi si passano in padella o sulla griglia, o nel forno se non fa troppo caldo.
Diventano un piatto succulento che non ti aspetti. Qui nella mia zona queste sottili fettine tutte magre sono spesso in super offerta: può essere che la gente non le conosca e non le acquisti... sempre a cercare roast-beef o petto di pollo. Ma perché mi chiedo? Aguzzate la vista e cercate le proposte migliori o più interessanti per il portafoglio e... il palato!
L'ultima volta mi si è avvicinata una signora chiedendomi: 'ma saranno buone, costano così poco!' E io: 'dipende da come le cucinerà, buone son buone ma bisogna saperle valorizzare'.
Ecco qui un sistema... cercatele nei market e se sono in offerta, tanto meglio!
Dosi per 4

-ricetta-
400 g fettine sottili di pancia di coniglio
pomodori confit o pomodori secchi sott'olio
200 g feta
olio evo
Premessa: non occorre salare le fettine, c'è la feta che basta e avanza.
Divido i lembi di pancia in due, di solito sono lunghi abbastanza.
Sul tagliere metto qualche lembo e sopra ci appoggio un quadrato di feta e un mezzo pomodoro.
Avvolgo stretto e infilzo 4 o 5 pezzi alla volta su spiedini di legno.
Li ungo con olio evo e li allineo su una placca rivestita di cartaforno oliata, se li cuocerò in forno bastano 10' per parte a 200°.
Invece posso cuocerli su una bistecchiera rovente o in una padella grande, e girarli sino a che non sono ben dorati da ogni lato.
Li servo spolverati di timo, se piace.

domenica 23 luglio 2017

Torta al cacao e caffè con lamponi

Un mezzo recupero. Avevo un cestino di lamponi da consumare, sapete com'è, se si lasciano qualche giorno in frigorifero si rischia di trovarli pieni di muffa all'interno...
Allora leggo di questa torta che si impasta in pochi minuti, senza burro ma con latticello (o kefir) e con farina integrale. Il cacao si abbina molto bene coi lamponi.
In effetti fa sempre comodo avere ricette veloci a portata di mano, per una voglia o necessità improvvisa di dolce.
Va bene, ci provo. Tanto faccio subito. Erano i giorni di Caronte ma all'alba di domenica 25 aveva piovuto molto e le temperature si erano finalmente abbassate, perciò ne ho subito approfittato per preparare dei pomodori confit.
Il forno era pertanto già caldo, quindi senza indugi ho pesato gli ingredienti, che nell'originale sono in cups.
Aggiungo di mia testa i lamponi.
Be', esperimento più che riuscito. Appena versata nello stampo sembrava molto liquida (tra kefir e caffè i liquidi non mancano) ma dopo 20' in forno era già ben rappresa.
Dosi per 8

-ricetta-
120 g farina integrale
90 g zucchero bianco
80 g zucchero di canna chiaro
30 g farina di mandorle
30 g cacao amaro
80 g lamponi freschi
30 g mirtilli rossi disidratati
120 ml buttermilk, latticello o kefir
110 ml caffè forte e caldo
30 ml olio semi
1 uovo grande
6 g lievito
3 g bicarbonato
vaniglia, estratto naturale
sale
Nella ciotola mescolo farina, zucchero bianco, cacao, farina di mandorle, lievito, bicarbonato e sale.
Poi verso il kefir, lo zucchero di canna, l'uovo, l'olio e la vaniglia. Per ultimo aggiungo il caffè.
Con le fruste elettriche sbatto il tutto per 2' alla massima velocità.
Verso la pastella in uno stampo da dolci rivestito di cartaforno bagnata e strizzata, cospargo prima coi mirtilli disidratati e poi distribuisco i lamponi.

Cuocio in forno a 170° per 35' circa.
Sforno la torta, dopo 10' la trasferisco su una gratella perché raffreddi a dovere e quindi la spolvero con abbondante zucchero a velo.



sabato 22 luglio 2017

Insalata fiume/orto/frutteto

C'è la mare-monti e io ho creato la fiume-ortofrutta.
Filetti di trota salmonata e marinata (da me), distribuiti su un letto di verdure e frutta.
Un piatto in technicolor che rallegra la tavola appagando la vista -dicono che il piacere a tavola inizi con gli occhi- e il palato.
Per fare la marinatura del pesce guardate il procedimento nell'apposita pagina di trucchi e segreti, ossia cliccate QUI per il link alla ricetta. Scorrete tutti i consigli, arrivate in fondo alla pagina e applicate lo stesso procedimento che per il gravlax di salmone. È semplicissimo e potete anche farlo in anticipo; magari trovate filetti polposi di trota in offerta oppure qualche amico pescatore, come capita di sovente a me, ve ne dona qualcuno. Io li preparo e poi li metto sottovuoto e li congelo, pronti all'uso. Spesso sono di trota salmonata, ma va benissimo anche l'iridea.
Quanto all'abbellimento del piatto e alle verdure e frutti di accompagnamento: seguite la stagione e il vostro gusto.
Essendo estate ho messo pesche nettarine, dolci e succose, assieme ai soliti spinacini freschi con dadini di avocado al lime.
Però potreste usare melone, cetrioli freschi (di quelli piccoli e croccanti da conserva), soncino o rucola, se preferite. Anche dell'anguria a cubetti.
È interessante il matrimonio tra dolce e salato, già ricercato nella marinatura con zucchero di canna e sale grosso del pesce. L'importante è aggiungere una nota acidula che, oltre al succo di lime, potreste apportare con lamponi o spicchi di pompelmo pelati a vivo. O meravigliosi limoni DOP di Sorrento. Insomma, avete capito. Io vi do l'imput e voi modificate secondo gusti e materie prime a disposizione.
La parola d'ordine è osare! Poi, se doveste avere dubbi, potete sempre chiedermi consiglio.
Dosi per 6

-ricetta-
350 g filetti di trota marinata
100 g spinacini freschi
2 pesche nettarine
1 avocado, maturo al punto giusto
1 lime
olio evo
sale, zucchero di canna

Pelo e riduco a dadi l'avocado, lo bagno col succo del lime e lo condisco con un cucchiaino di sale in fiocchi. Lascio riposare 15'.
Prendo un grande piatto da portata e ne ricopro il fondo con un letto di spinacini.
Sopra accomodo il filetto di trota sfilacciato con le mani, aggiungo le pesche a spicchietti e condisco con ancora un pizzico di fleur de sel e un velo d'olio. Grattugio anche la scorza del lime.
Porto in tavola dopo un riposo di 10'.


giovedì 20 luglio 2017

Uova indiavolate

Quelle che in inglese si chiamano deviled eggs. Ovviamente la salsina che ricopre il tuorlo può essere più o meno piccante: a seconda dei gusti, dell'abbinamento, dell'occasione.
Un antipasto che va bene sempre, non solo in occasione dei pranzi pasquali. Anzi, d'estate risultano particolarmente gradite.
Per servirle mi sono tenuta da parte le scatolette dei prodotti ittici di una famosa ditta francese, le cui boutique si trovano in quasi tutti i più famosi paesi costieri non solo del Mediterraneo ma anche della costa atlantica francese. Si tratta della Conserverie La belle-iloise che produce centinaia di varianti a base di pesce azzurro, zuppe e vellutate sempre a base di pesce e crostacei e ha una grafica assolutamente accattivante nel packaging.
Una volta aperti, lavo bene e conservo i contenitori per utilizzarli come piattini monoporzione. Li trovo fantastici e rallegrano la tavola.
Tra le mille varianti ve ne propongo una leggera e riarrangiata alla mia maniera, lasciando il tuorlo nella sua sede e ricoprendolo di salsa.

-ricetta-
6 uova sode
3 cucchiai di maionese
1 cucchiaio di senape
1 cucchiaio di yogurt greco
3 cetriolini in agrodolce
3 cipolline in agrodolce
mezza arancia spremuta
qualche goccia di tabasco
foglie di lattughino per decorare

Faccio rassodare le uova immergendole in acqua bollente per 6'.
Per evitare che il guscio si fratturi devono essere a temperatura ambiente e inoltre aggiungo all'acqua bollente un cucchiaio di aceto.
Le scolo subito e le tuffo in acqua e ghiaccio, così si raffreddano in fretta e si pelano più facilmente.
Quando sono cotte per 6' il tuorlo è sodo ma non gessoso e resta delicato da maneggiare, quindi non posso usare il trucchetto del vasetto pieno d'acqua per pelarle più facilmente.
Preparo le scatolette foderandole con una foglia di lattughino e ci appoggio mezzo uovo.
In una ciotola mescolo le salse col succo d'arancia e lo yogurt. Doso il tabasco con moderazione. Aggiungo cetriolini e cipolline tritati finemente, mescolo e verso una cucchiaiata del composto ottenuto sopra ogni tuorlo.
Naturalmente i cetriolini possono essere sostituiti da olive, da un trito di erbe aromatiche, dal verde di piccoli cipollotti ecc. ecc. Se piace si possono anche aggiungere del tonno, sgombri o sardine. O acciughe.

martedì 18 luglio 2017

Sandwich di zucchine tonde, stile parmigiana

Arriva il fine settimana e il solito orticoltore naif mi riempie di zucchine di varie forme e colori. Molte di queste sarebbero oramai da seminare... e vabbè, la mia filosofia è di sprecare il minimo indispensabile pertanto vedo di fare il possibile per utilizzare tutto quello che è recuperabile.
Da quelle tonde ricavo fette regolari che, se non sono troppo infarcite di semi grandi e bianchi, passo sulla griglia calda.
Poi le assemblo a torretta preparando dei sandwich, conditi da una salsa di pomodoro e fettine di mozzarella, con tanto basilico.
Insomma, diventano una parmigiana oppure degli hamburger vegetariani, a seconda di come le vogliamo vedere.
Ad ogni modo è un recupero goloso e gradito a tutti.
Ne approfitto per dare il benvenuto tra i miei followers agli ultimi due iscritti. Bene arrivati, spero vi troverete bene qui nella mia cucina!

-ricetta-
2 zucchine tonde
2 fiordilatte
salsa di pomodori freschi
olio evo
sale

Ricavo fette di un buono spessore dalle zucchine, le salo e dopo averle fatte spurgare per una mezz'ora le tampono con carta da cucina e le metto a grigliare.
Ne stendo la metà su una pirofila o una placca rivestita di cartaforno e appena oliata.
Le condisco con un cucchiaio di salsa di pomodori freschi e sopra ci appoggio una fettina di fiordilatte, che ho fatto prima sgocciolare sino a renderlo bene asciutto.
Ricopro con un'altra rondella di zucchina e con dell'altra salsa di pomodoro.
Se mi avanza metto anche fiordilatte sbriciolato. Ungo con qualche goccia di olio e inforno a 200° per 15'.
Lascio intiepidire e porto in tavola i sandwich, a seconda di quanti ne ho preparati saranno un contorno sostanzioso oppure un secondo.



domenica 16 luglio 2017

Le triple G

Oggi saliamo di gradazione... come se ce ne fosse bisogno, col caldo!
Per una volta metto da parte i grassi e gli zuccheri raffinati e lascio il posto ai gradi alcolici e agli zuccheri che si portano appresso. A un grammo di alcol corrisponde un grammo di glucidi.
Lo sappiamo bene, ma una volta ogni tanto...
Questo è un nuovo cocktail a base di gin che il consorte ha inventato per me.
Chiamato Triple G perché nella sua composizione ci sono tre differenti tipi di questo distillato, che sta tornando di gran voga dopo anni di oblio. Considerato un tempo un liquore da 'ubriaconi', con la nuova tendenza tra i giovani ad apprezzare i superalcolici sta riguadagnando terreno.
Distillato da molteplici erbe aromatiche, sta vivendo un momento di gran moda e io, che l'ho sempre apprezzato, ne acquisto molti e tutti diversi.
Ma veniamo alla ricetta. Non occorre shakerare, basta un bicchiere grande tipo Boston.
Ovviamente mentre lui veste i panni del barman io mi dedico alla preparazione di qualche stuzzichino di accompagnamento.

-ricetta-
20 ml gin Ten
20 ml gin Mare
20 ml gin Botanist
15 ml Martini Dry
1 spruzzo di orange bitter o Angostura
Mio marito mentre prepara i bicchieri, le classiche coppe da Martini, passa sul bordo un pezzetto di  scorza di arancia o lime, perché rilasci parte degli oli aromatici. E le ghiaccia bene lasciandoci alcuni cubetti di ghiaccio all'interno.
Mette nel mixer 7/8 cubetti di ghiaccio e poi tutti i distillati. Agita molto bene per raffreddare, poi versa nelle coppe dalle quali ha eliminato il ghiaccio, filtrando con lo strainer.


sabato 15 luglio 2017

Cartocci a sorpresa di pasta fillo

Cosa fare se ci si ritrova con qualche foglio di pasta fillo che avanza?
A me capita quasi sempre e mi preme utilizzarla prima che si guasti o si secchi in modo irreparabile.
Aspettavo amici a cena e mi è venuta l'idea di fare dei cartocci per antipasto, ripieni di cipolle, pomodori secchi e confit e formaggio, sceglietene voi uno che preferite o che avete a disposizione.
Per tenere assieme i cartocci li ho formati e cotti in piccole cocotte di ceramica dalle quali li ho tolti poco prima di portarli in tavola, croccanti e scrocchianti.
Naturalmente potete decidere di variare il ripieno, ma vi posso assicurare che l'insieme di cipolle stufate e pomodori con quel tanto di formaggio che serve non è niente male.
Non mi resta che aggiungere... buon appetito a tutti!
Dosi per 4

-ricetta-
4 fogli grandi di pasta fillo
2 cipolle tritate
8 pomodorini confit
8 pomodori secchi sott'olio tritati
100 g toma stagionata
olio evo
sale
Stufo le cipolle tritate in poco olio con un pizzico di sale, le faccio appassire lentamente senza che brucino, devono rimanere morbide e asciutte.
Prendo 4 cocotte e le ungo, poi piego in 4 il foglio di pasta fillo che ho leggermente oliato e lo metto nella cocotte facendolo sbordare, dato che una volta farcito devo poter chiudere il cartoccio.
Mescolo le cipolle coi pomodori secchi tritati e ne metto una cucchiaiata abbondante sul fondo, faccio poi un strato di formaggio ridotto a dadini piccoli e per finire due pomodorini confit.
Richiudo i cartocci stringendo i lembi di pasta fillo e li ungo in superficie.
Faccio cuocere per 25' a 200°, li lascio riposare 5' e poi li sformo, portandoli subito in tavola per apprezzarne la friabilità.




giovedì 13 luglio 2017

Un contorno semplice di finocchi e radicchio, sì però arrostiti!

Quante volte non si sa con cosa abbinare un secondo? Che sia di carne, pesce, formaggi o salumi, a me piace variare dalla solita insalata. I pomodori sono quasi sempre in tavola, perché li amo smodatamente, però non sono mai soli e aggiungo anche un'altra verdura.
Di volta in volta tocca a quel che c'è.
Le spesse foglie esterne dei finocchi sono carnose ma anche un po' fibrose e pertanto è meglio brasarle, così diventano più appetibili.
Poi è capitato che avessi due cespi di radicchio a palla. Aperti in due e passati sulla piastra rovente appena unta d'olio sono diventati immediatamente più invitanti.
Tante volte non ci si pensa... e si rimane fossilizzati nelle solite abitudini. Invece d'estate è importante introdurre fibre e ortaggi, per reintegrare i sali minerali che si disperdono con la sudorazione.
E poi io adoro tutte le verdure in generale, cotte o crude che siano.

-ricetta-
2 finocchi
2 cespi di radicchio di Chioggia
olio evo
aglio in polvere o fresco
sale

Pulisco i finocchi e conservo i cuori da mangiare crudi in pinzimonio, intinti in un buon olio extravergine d'oliva.
Ricavo spicchi dalle foglie più esterne, spesse e fibrose.
Apro in due i cespi di radicchio, li metto in ammollo in una ciotola d'acqua per verificare che non ci siano residui di terra/sabbia e quindi li scolo bene e li tampono con carta da cucina.
Scaldo una bistecchiera appena unta di olio, non troppo perché brucerebbe. Solo quello necessario per non fare attaccare le foglie del radicchio.
Quando è rovente ci appoggio l'insalata con la parte tagliata rivolta verso il basso e la faccio rosolare per 3/4', poi la giro e dopo altri 2' la tolgo e la metto su un vassoio, la condisco con qualche scaglietta di sale e appena un'idea di polvere d'aglio, oppure uso uno spicchio fresco spremuto o tritato finissimo (sempre se piace).
I finocchi invece li faccio brasare in una padella con un filo d'olio, li spolvero di sale e pepe e li salto sino a che non sono ben colorati e caramellati.
Metto anche loro nello stesso vassoio e completo con un filo di ottimo olio evo a crudo prima di portare in tavola.


martedì 11 luglio 2017

Una bella costata e un calice di ottimo vino...

... ogni tanto ci stanno! E ben vengano di questi consigli quando la curatrice del blog, ovvero la sottoscritta, è rimasta KO per una settimana! Peccato che non possa concedermela, adesso.
Io però sono previdente e il blog sarebbe in grado di procedere motu proprio per un mesetto. Sta di fatto che essere off per sette giorni, e non di vacanza, mi dà parecchio fastidio!
Mangio poca carne nell'insieme, non più di una volta alla settimana, e sono spesso tagli alternativi di pollame o coniglio.
Una volta ogni tanto però non resisto a una bella costata, soprattutto se posso acquistarla dove la carne è più buona e certificata, tipo questa di fassona, acquistata in Piemonte.
Il mio stomaco non tollera più le bruciature della griglia a carbonella o di una cottura alla piastra violenta e quindi mi devo accontentare di una grigliatura sul gas, che mantenga però la carne neutra senza punti anneriti e carbonizzati.
Sono poi difficile sul punto di cottura. A me piace al sangue mentre mio marito la preferisce appena un po' più cotta, allora siamo arrivati al compromesso che lui si mangia le fettine più esterne e io quelle più al centro, così ognuno ha il suo giusto punto di cottura.
Quanto al vino: dipende... stavolta siamo andati in Friuli e ha stappato un Cabernet Franc del Carso di Castelvecchio, vendemmia 2009. Con quella nota verde tipica del vitigno e complesso al punto giusto.
Il segreto è il tempo di cottura. Lo si impara col tempo, sperimentando e provando. Cuocere la carne è un'arte e una volta tolta dalla bistecchiera occorre farla riposare qualche minuto perché abbia modo di riassorbire i suoi succhi rimanendo morbida e succosa. E la si sala solo in tavola, meglio se con scrocchianti fiocchi di fleur de sel.
Allo scopo mi sembra giusto ricordarvi che la carne va tolta dal frigorifero con ampio margine di tempo rispetto alla cottura, deve infatti essere a temperatura ambiente per non subire uno choc termico che la rovinerebbe inevitabilmente.
Questo discorso vale sia per le costate che per le fettine di roast-beef. Si può avere a disposizione la carne migliore, ma se la si mette subito in padella usciranno tutti i succhi che contiene, modificandone gusto e consistenza.

domenica 9 luglio 2017

Liquore di arance amare

Ne avevo così tante che non ho resistito a buttarmi nel vuoto e provare a confezionare un liquore con le bucce delle arance amare.
Confesso che sono andata per tentativi, aggiungendo via via ingredienti secondo il mio giudizio. Del resto le scorze di questi agrumi sono molto amare.
Però alla fine credo di aver composto un mix accettabile e gradevole.
A mio avviso sarà un ottimo digestivo e so già a chi destinare una delle bottiglie.
Nella spiegazione della ricetta vi metto le dosi ridotte della metà perché io ne ho fatto davvero molto, come molti sono coloro che ne fruiranno...

-ricetta-
500 ml di alcol a 95°
500 ml latte intero UHT
375 ml sciroppo zucchero di canna
30 ml acqua di fiori d'arancio
100 g zucchero a velo
5 arance amare, solo le scorze
Pelo le arance stando ben attenta a che non ci sia nessuna traccia di albedo nella buccia.
Le metto a macerare nell'alcol, in un vaso ben chiuso, per 3 settimane.
Quindi filtro l'alcol e lo mescolo con lo sciroppo, 300 ml latte freddo.
Il restante lo scaldo per sciogliervi lo zucchero a velo. Quando si è raffreddato aggiungo anche quello e l'acqua di fiori d'arancio.
Mescolo bene e travaso nelle bottiglie, che conservo al buio e al fresco per sei mesi almeno, agitando ogni tanto.
Dopodiché è pronto per il consumo. E saremo oramai giunti al Natale...

sabato 8 luglio 2017

Spring rolls di... pollo!

Più di una volta mi sono domandata come si potessero utilizzare quelle sottilissime fettine di petto di pollo che vengono proposte, sempre più spesso e sempre più sottili.
Sarà che se devo fare delle impanate preferisco che la carne si percepisca masticandola, quindi è meglio che la fettina abbia uno spessore intorno al cm, che tanto premendo la panatura si abbassa lo stesso.
Impensabile di scottarle in padella, il pollo va ben cotto e diventerebbero delle solette da scarpa.
Sono comunque valide perché almeno si è sicuri che è petto di pollo e non cascami e tutto quel che avanza come si trova nei cordon bleu o nelle impanate industriali pronte... per dire.
E quindi?? Mi si è accesa una lampadina, anzi due. Prima le ho usate per farne involtini impanati, ricetta che vi ho raccontato un paio di settimane fa, se non sbaglio. Ma stavolta non volevo nessuna impanatura a disturbare il sapore già delicato del pollo visto che il ripieno, seppur a base di verdura, è già saporito di suo.
Uso spesso varie qualità di lattuga come se fossero tipi di erbette, ci faccio salse tipo pesto oppure le metto all'interno come farcitura alle carni. Oggi ho scelto la 'lollo', quella spumeggiante e arricciata che si trova sia verde che violacea.
Poi ho messo una fettina di zucchina grigliata -con tutte quelle che mi porta 'il solito' dall'orto...- e un mezzo pomodoro secco sott'olio. Niente sale aggiunto.
Per cuocere questi involtini primavera, che hanno la fettina di pollo al posto della carta di riso, ho usato metà burro e metà olio di conserva dei pomodori.
Le fettine ultra sottili le trovate già pronte ma, se preferite scegliere un pollo di filiera certificata, mettete metà petto in congelatore per un'ora e poi affettatelo a macchina.
Calcolate almeno tre fettine a testa se le usate come secondo.
Ottimi accompagnati da una variopinta insalata alla greca e un calice di bollicine in veste rosé, come quelle ricavate da Aleatico, della Fattoria delle Ripalte (Isola d'Elba)

-ricetta-
fettine di petto di pollo sottilissime
pomodori secchi sott'olio
lattuga spumiglia
zucchine a fette lunghe grigliate
2 uova
farina o semola
sale
burro
Naturalmente mi preparo per tempo le fettine di zucchina grigliate. Ne calcolo una per involtino.
Divido a metà i pomodori secchi, nel senso che ne uso mezzo alla volta (questo perché spesso sono aperti ma uniti).
Lavo e tampono alcune foglie di lattuga.
Sbatto due uova in una ciotola assieme a un pizzico di sale. Mi serviranno per legare la leggera infarinatura.
Stendo le fettine di pollo su un tagliere e sopra ci appoggio una parte della foglia di lattuga, a ricoprire la carne. Metto una striscia di zucchina e sul bordo un mezzo pomodoro. Arrotolo stretto come se fosse un involtino primavera. Il naturale collagene del pollo aiuta nella sigillatura, non servono stecchini o spago.
Quando ho finito di prepararli tutti li passo nelle uova sbattute e poi nella farina o nella semola.
Scaldo in una padella piuttosto grande un pezzo di burro e un po' dell'olio di conserva dei pomosecchi.
Quando inizia a sfrigolare adagio tutti gli involtini e li faccio lentamente dorare da ogni lato, avendo cura di cuocere bene la carne. Se dovessero asciugare troppo bagno con qualche cucchiaio di acqua bollente. Ma non mi è servito, una volta formata una bella crosticina ho abbassato leggermente la fiamma e ho continuato la cottura per alcuni minuti rigirando spesso gli involtini.
Li posso cuocere in forno, a 190° per 10', poi li giro e porto il calore a 180°, per ancora 10'.
Li servo ben caldi, ma sono buoni anche freddi.




giovedì 6 luglio 2017

Torta salata girasole

E dopo tanti tutorial visti in giro, qualche mese fa anch'io ho voluto cimentarmi con questa meraviglia, che è piuttosto facile da realizzare, fidatevi. Sembra difficile ma seguendo le foto vi renderete conto che così non è.
Il problema si pone sulla scelta del ripieno. Quando ho fatto il mio esperimento stavamo uscendo dall'inverno e ho usato broccoli, nulla vi impedisce di cambiare verdura e usare le solite erbette o spinaci.
La ricotta è fissa, una buona di pecora ancora meglio, e il parmigiano/grana grattugiato.
Insomma: mi auguro che anche a voi venga voglia di stupire i vostri commensali con un piccolo e facile capolavoro che altro non è che la classica quiche con ricotta e verdura.
La sfoglia usatela normale o integrale, secondo le vostre preferenze.
Questo fiore di sfoglia farà un figurone sul tavolo di un buffet o per una cena con tanti amici.
Dosi per... tanti.

-ricetta-
2 rotoli di pasta sfoglia
400 g broccoli puliti e sbollentati
300 g ricotta
60 g grana grattugiato
2 uova
1 tuorlo
Trito finemente i broccoli, o altra verdura a piacere, e li mescolo con la ricotta, le due uova e il formaggio grattugiato. Regolo di sale, se occorre.
Devo ottenere un composto fine e malleabile.
Stendo una delle due sfoglie e al centro metto una scodellina di ripieno, se voglio fare un lavoro preciso senza avere troppa manualità mi aiuto con una ciotola rivestita di pellicola che riempio di composto e posiziono al centro della sfoglia capovolgendola. Elimino la pellicola e mi ritrovo una perfetta semisfera. Incido appena la sfoglia con una ciotolina un po' più grande.
Tenendomi a due cm dal bordo formo su tutta la circonferenza un cordone col resto del composto.
Bagno i bordi scoperti con poco di tuorlo sbattuto con acqua per facilitare l'adesione della seconda sfoglia.
Prendo la seconda sfoglia, questo è il passaggio un poco più complicato, e la appoggio su tutto, prima premo bene intorno al centro evitando di lasciare bolle d'aria e poi con un po' di perizia seguo il cerchio grande e sigillo i bordi, poi la incido a spicchietti fermandomi al solco centrale per formare i petali. Più ne faccio più bello sarà il risultato finale.
Do a ciascun petalo mezzo giro, così da esporre il ripieno e mantenere la punta sigillata.
Coi rebbi di una forchetta incido delicatamente la parte centrale bombata del fiore, per formare un reticolo appena percettibile.
Spennello tutta la sfoglia col resto del tuorlo allungato con poca acqua e infine trasferisco il fiore su una tortiera molto grande, con la sua carta sotto.
Metto a cuocere a 200° per 20', poi abbasso la temperatura a 190° e continuo a cuocere sino a che non è ben dorata.
Sformo il girasole su una gratella e lo servo freddo.
Perfetto con il Brut base di Pierre Moncuit, tanto per fare un nome semplice che produce champagne delicati, perfetti con l'aperitivo.




martedì 4 luglio 2017

Biscotti salati con fiocchi d'avena e curcuma

Una ricettina facile e deliziosa.
Un impasto senza uova, al posto loro per legare burro e latte, e la farina di fiocchi insaporita da grana grattugiato e un cucchiaio di curcuma, per dare un bel colore.
Credo che troverò molti estimatori servendoli con l'aperitivo.
Dosi per 20 pezzi circa

-ricetta-
200 g fiocchi d'avena
80 g burro
50 g grana grattugiato
40 g farina
3 g lievito per salati
2 g sale
pepe
latte q.b.

Passo al mixer i fiocchi, sino a che non si riducono a farina, che rimane comunque sempre un po' granulosa.
Mescolo il trito con il formaggio, sale e lievito. Macino del pepe nero e aggiungo un cucchiaio colmo di curcuma.
Poi verso la farina e con le mani unisco il burro morbido a cubetti, strofinando velocemente coi palmi per incorporarlo. Aggiungo un paio di cucchiai di latte, quel che basta per rendere il composto malleabile, in modo da poterne fare delle palline schiacciate che allineo su una placca rivestita di cartaforno.
Metto a cuocere per 15/20' circa in forno a 180°. Sforno, lascio intiepidire su una gratella e poi li servo.
Ideali con un buon cocktail.
Si conservano sino a una settimana se ben chiusi in sacchetti di polietilene.
E sono una bellissima idea regalo.

domenica 2 luglio 2017

Torta di albicocche in padella

Una classica rovesciata, ma questa volta cotta in padella.
La propongo ora che siamo in piena stagione di questi frutti che adoro, perché l'ho più volte fatta lo scorso autunno quand'ero in vacanza all'isola d'Elba.
Qualcuno si stupirà... di solito si va al mare in estate. La nostra vacanza in effetti inizia sul finire dell'estate ma dura sino alla prima settimana di ottobre, quindi siamo in autunno a tutti gli effetti. Eppure al mare si sta così bene in quel periodo... non fa troppo caldo ma il sole riscalda ancora, la sera è un piacere puro quello di non sudare e indossare una felpa. E io cucino con piacere per tutti quelli che ci sono.
Senza forno è gioco forza che debba ricorrere a ricette che non ne prevedano l'uso, per cui mi sono fatta una certa esperienza con dolci che si cuociono direttamente in padella.
Alla fine nulla, o quasi, hanno a che invidiare a quelli cotti in forno. Sempre meglio di tanti prodotti industriali, in ogni caso.
In più, là sull'isola, trovo albicocche tardive e ne approfitto ampiamente.
La commistione tra il dolce del caramello e l'asprigno della frutta la rende gradita anche a chi, come me, dei dolci si fa un baffo!
Buona prima domenica di luglio! Qui si respira e si sta benissimo. Fosse sempre così...
Dosi per 8

-ricetta-
500 g circa di albicocche
120 g burro sciolto
100 g zucchero
100 g farina 00
8 g lievito
2 uova
sale
2 gocce di mandorle amare
caramello
75 g mandorle a lamelle tostate
Monto leggermente le uova con lo zucchero, poi aggiungo il burro, l'essenza di mandorle amare e per ultima la farina setacciata con lievito e sale.
Nella padella, meglio se antiaderente a fondo spesso, dove cuocerò la torta faccio scaldare una quantità di caramello sufficiente a ricoprirne il fondo, poi lo ricopro con le albicocche, lavate e asciugate, aperte in due e prive del nocciolo.
La parte tagliata deve appoggiare al caramello.
Sopra verso la pastella e rimetto sul fornello a fuoco bassissimo, lasciando cuocere col coperchio per circa 40'.
Trascorso questo tempo, in pratica il dolce è cotto, molto colorato per quanto riguarda la parte che appoggia alla padella, ossia caramello e albicocche, ma piuttosto pallido nella parte che fungerà da base. Allora non mi resta che capovolgerlo e proseguirne la cottura, sempre a fiamma bassissima, per 10' sulla parte pallida, per fargli fare una bella crosticina, delicata ma cotta al punto giusto.
Al termine scuoto la padella per staccare la torta dal fondo. Aspetto altri 15' prima di trasferirla su una gratella perché raffreddi perdendo umidità.
Mentre è ancora appiccicosa, la completo con le mandorle a lamelle, che nel frattempo ho fatto tostare a fiamma vivace.


sabato 1 luglio 2017

Contorno vegetariano di zucchine e pomodori confit

Sempre la solita insalata? E se invece mettessimo in tavola un piatto colorato e invitante già alla vista, tanto per celebrare l'estate che stiamo vivendo?
Facilissimo da fare, basta infilzare su stecchini un mezzo pomodoro perino, precedentemente cotto e candito al forno, arrotolato su un nastro di zucchina grigliata.
Con le temperature ridotte dal passaggio di Circe non si accettano scuse... si possono candire i pomodori in forno in tutta tranquillità! Ci aspetta un weekend di relax in terrazza con un clima decente e respirabile. Menomale!
Si mescolano i sapori leggermente amari della grigliatura col dolce della canditura lenta in forno.
Calcolate almeno due perini a persona, così da comporre almeno 4 pezzi a testa.
Da una zucchina mediamente ricavo 6/8 fettine piuttosto spesse, usando la mandolina.
Dosi per 4

-ricetta-
8 pomodori perini
4 zucchine
olio evo
sale, zucchero
Il giorno prima sbollento i perini, li sbuccio e li stendo divisi a metà su un foglio di cartaforno adagiato su una placca.
Li spolvero con sale e zucchero e li faccio candire lentamente in forno, a 150°, per oltre un'ora. Devono raggrinzire e asciugare.
Se volete una spiegazione più esauriente su come farli, CLICCATE QUI
Intanto affetto le zucchine, lavate e spuntate, e le salo. Dopo 20' le scolo e le passo sulla griglia rovente per farle grigliare.
Arrotolo mezzo pomodoro dentro un nastro di zucchina e lo fermo con uno stecchino.
Preparo tutti i rotolini allo stesso modo e scelgo se servirli a temperatura ambiente oppure passarli brevemente in forno caldo.

giovedì 29 giugno 2017

Insalata di calamari, avocado e zolfini

Dove non ha fatto danni questo ciclone Circe ha prodotto anche un immenso sollievo. Qui sul mio fiume, che è salito parecchio senza però preoccupare, adesso si sta divinamente bene. Le temperature sono paradisiache. Altrove però ho visto devastazioni e danni materiali ingenti provocati da venti fortissimi, grandine e chi più ne ha più ne metta.
Le ricette fresche e miste di proteine e legumi sono comunque ben gradite, sia che si respiri e ancor di più se i gradi da sopportare sono vicini ai 40.
Vi ricordate di quando vi ho spiegato come cuocere i calamari in oliocottura?
Se vi è sfuggita la ricetta o preferite abbreviare la ricerca: cliccando QUI potete trovarla.
Cuocere i cefalopodi in questo modo li rende molto morbidi e pieni di sapore.
Chiaramente non è uno di quei piatti che si fanno in 10 minuti, occorre preparare delle cose per tempo. Per esempio i calamari: acquistateli quando è stagione o sono in offerta e teneteli pronti per la cottura nel congelatore.
Una volta pronti loro e cotti i legumi si assembla l'insalata con un avocado maturo al punto giusto.
Un piatto goloso e invitante, anche solo a guardarlo. Ideale come antipasto, ottimo come secondo estivo.
Dosi per 4

-ricetta-
2 calamari grandi
250 g zolfini, ammollati e lessati
1 avocado grande
1 cipolla rossa di Tropea
1 mazzetto di prezzemolo
1 lime
olio evo
aceto rosso ai lamponi o di altro tipo
sale

Seguite le istruzioni del link che vi ho messo sopra per preparare i calamari.
Una volta che li avete cotti e che anche i zolfini sono pronti e freddi potete procedere con la composizione dell'insalata.
Affetto la cipolla con la mandolina e la metto a macerare in aceto rosso aromatizzato ai lamponi.
Sbuccio e taglio a tocchetti l'avocado. Lo metto in una ciotola col succo del lime e un pizzico di fleur de sel.
Prendo un bel piatto grande e profondo e ci verso i fagioli, i calamari affettati sottili, l'avocado e gli anelli di cipolla.
Grattugio un po' di scorza di lime e regolo di sale.
Completo con il prezzemolo tritato e un filo d'olio.
Lascio riposare e insaporire per 30' prima di servire.



martedì 27 giugno 2017

Tramezzini di broccoli

Buondì golosi.
Un po' seguendo la falsariga della pizza di cavolfiore ho preparato l'impasto con i broccoli e poi l'ho farcito con prosciutto cotto e formaggio a fette.
Una volta pronto l'ho tagliato prima a quadrotti e poi in triangoli, simili ai tramezzini.
Un secondo comodo da portarsi dietro per un pranzo al sacco, pratico perché si può mangiare con le mani e che grazie al ripieno di salumi e formaggi piacerà anche ai bambini. Così mangeranno anche gli ortaggi, visto che i broccoli non sono molto appetiti dai piccoli.
Oppure un valido suggerimento per un buffet o una cena in piedi, tagliato in pezzi più piccoli.
Mi sorprendo da sola quando divento così creativa in cucina.
Dosi per 6

-ricetta-
500 g broccoli puliti
150 g prosciutto cotto a fettine
100 g gouda o altro formaggio a fette
100 g emmental grattugiato
3 uova grandi
burro
sale, pepe
Lesso i broccoli tenendoli al dente, li raffreddo in acqua ghiacciata poi li trito nel robot e li mescolo alle uova e al formaggio grattugiato.
Regolo di sale e macino poco pepe nero.
Metto un foglio di cartaforno sul fondo di una placca e ci verso metà del composto di broccoli.
Lo livello con la marisa e sopra stendo prima le fette di cotto e poi quelle di gouda o emmental, ricoprendo bene tutta la superficie.
Chiudo la torta di broccoli col rimanente composto morbido spargendolo bene.
Distribuisco alcuni fiocchetti di burro.
Metto la placca in forno, già portato a 200°, per circa 25'.
la torta di broccoli è pronta quando al tatto si capisce che le uova hanno coagulato e l'impasto è compatto senza essere troppo asciutto.
Trasferisco tutto su un tagliere e con la rotella tagliapizza ricavo prima sei quadrati piuttosto grandi, che poi divido in due triangoli.
Servo i tramezzini tiepidi.

domenica 25 giugno 2017

Torta macchiata alla russa

E finalmente, dopo oltre una settimana di temperature bollenti, al di sopra di quelle stagionali, questa mattina all'alba un furioso temporale, quasi una tromba d'aria, ci ha dato modo di respirare.
Nei giorni scorsi era come se mancasse l'ossigeno per respirare. Sarà che invecchio ma questi sbalzi di temperatura sono molto fastidiosi. Quindi adesso ho una valida scusa per poter accendere il forno senza che il consorte mi guardi storto.
Ho trovato questa torta descritta proprio così, 'alla russa'. Con dosi enormi che ho dimezzato come prima prova.
Il sito che l'ha pubblicata -Bon ap'- non era ben sicuro che fosse davvero una ricetta russa. E io non ho trovato conferme dopo una breve verifica.
Ho provato a farla perché è piuttosto semplice da impastare, bastano due ciotole tra le quali ripartire gli ingredienti. In fondo sembra una sorta di cheesecake cotta, con macchie di impasto al cioccolato che ne leopardano la superficie. Aspettavo amici a cena, con un bambino in età da scuola materna, e mi è sembrato un giusto compromesso come dolce a fine pasto.
La prossima volta mi lancerò nelle dosi complete, che però minano il colesterolo con tutto quel burro e uova.

-ricetta-
1° impasto:
175 g farina 00
125 g burro morbido
75 g zucchero
20 g cacao amaro
5 g lievito
1 uovo grande
1 pizzico sale

2° impasto:
250 g formaggio bianco (spalmabile/robiola)
100 g burro
60 g zucchero
1 busta preparato per budino alla vaniglia
la buccia di un limone bio grattugiata
1 uovo
Nella prima boule mescolo zucchero uovo e burro morbido. Aggiungo farina, lievito e cacao setacciati e un pizzico di sale.
Lascio riposare l'impasto al freddo mentre preparo la crema.
Nella seconda boule mescolo il burro sciolto e freddo con lo zucchero e il formaggio.
Grattugio la buccia del limone e aggiungo anche l'uovo e il preparato per budino.
Mescolo fino a ottenere una crema liscia e morbida.
Stendo due terzi dell'impasto al cacao in una teglia rettangolare o quadrata ben imburrata.  Sopra distribuisco e liscio con la spatola il composto cremoso al formaggio.
Infine metto fiocchetti sparsi dell'impasto al cacao rimasto e inforno a 180° per circa 30'.
Sformo il dolce quando è tiepido e ne ricavo quadrotti.

sabato 24 giugno 2017

Quenelles zucchine e sgombri

La forma è quella delle quenelle perché mi veniva comodo farle così con l'impasto un po' grossolano e granuloso. In sostanza sono polpette piuttosto grandi che ho cotto al forno rendendole più leggere rispetto a quelle fritte.
Ora è stagione di sgombri, si possono acquistare freschi per pochi euro al chilo e cucinare velocemente. Ma se non ne trovate potete usare quelli conservati sott'olio.
Le zucchine si scottano in padella dopo averle fatte a pezzetti.
Infine si raggruppano gli ingredienti, compattandoli con uova e ricotta. Un piatto unico stuzzicante che piace anche ai bambini.
Dosi per 4

-ricetta-
500 g zucchine novelle
250 g ricotta
200 g sgombri in scatola, sgocciolati
30 g grana grattugiato
2 uova
pangrattato
olio evo
sale, pepe
Lavo e spunto le zucchine, le taglio in quattro per la lunghezza e quindi a pezzetti.
Le faccio saltare in una padella con un velo d'olio e un pizzicone di sale. Quando sono appassite spengo e faccio intiepidire.
Intanto sgocciolo i filetti di sgombro dall'olio di conservazione e li sminuzzo. Se uso quelli freschi li faccio lessare in un brodo vegetale aromatico poi elimino lisca e pelle.
In una boule riunisco la ricotta, che maneggio con una forchetta, col pesce il grana e le uova. Aggiungo anche le zucchine e correggo il sale. Macino poco pepe e se l'impasto dovesse essere troppo morbido lo compatto con un po' di pangrattato.
Formo le quenelles con due cucchiai e le metto tutte su una placca rivestita di cartaforno.
Le ungo con un filino d'olio e le spolvero con pochissimo pangrattato, le faccio cuocere a 180° per 15', quindi le giro e proseguo la cottura per altri 10'.
Quando sono ben dorate sono pronte.
Sono buone calde, tiepide o fredde, accompagnate da foglie croccanti di insalata e pomodori confit.


giovedì 22 giugno 2017

Insalata di gallo livornese alla senape

Anche se adesso fa caldo e siamo in estate non perdo la buona abitudine di fare la mia pentola di brodo settimanale. Una volta pronto e filtrato lo conservo in frigorifero per aiutarmi a stufare verdure oppure fare risotti.
E cambio spesso la carne con cui lo faccio.
Ho usato un bel gallo livornese, di quelli buoni, allevati con criterio. Mi piace molto la carne avicola bollita, se per di più viene cotta lentamente nella slow-cooker, rimane succulenta e non asciutta.
Quindi, tolta la pelle e spolpate le ossa, non mi resta che comporre una fresca insalata estiva, con verdure a scelta, più colorate sono meglio è. Via libera a pomodorini confit, verde di cipollotti, aneto o barbine di finocchi e sedano: ammorbiditi e insaporiti da una salsina a base di senape, un po' di brodo, sale, pepe e olio evo.
Vi consiglio di farla riposare 24 ore prima di consumarla, in modo che i sapori si fondano meglio.
Dosi per 6

-ricetta-
1 gallo pulito e pronto da cuocere
1 carota, 1 cipolla, 1 gambo di sedano, gambi di prezzemolo (per il brodo)
100 g pomodori confit
3 cipollotti giovani e verdi
2 coste di sedano croccante
aneto o barbine di finocchio
2 cucchiai di senape forte
50 ml brodo filtrato
olio evo
sale, pepe

Preparo il gallo eviscerato e strinato. Lo lavo e lo tampono con carta da cucina.
Poi lo metto nella slow-cooker con le verdure per il brodo e lo copro con un litro e mezzo di acqua. Aggiungo un pugno di sale, avvio la pentola calcolando 8 ore in low.
Una volta pronto lo lascio raffreddare un pochino quindi elimino la pelle e lo spolpo dalle ossa.
Ne ricavo filetti allungati.
In una ciotola emulsiono un po' di brodo con la senape, condisco con sale e pepe e un filo d'olio evo.
Taglio il verde dei cipollotti in obliquo, affetto il sedano.
Mescolo in una boule la carne del gallo con le verdure e i pomodorini condendo con la salsa preparata. Copro con pellicola e ripongo in frigorifero per minimo 12 ore.
Tolgo l'insalata dal frigorifero 1 ora prima di servirla, se fa molto caldo bastano 30', la rimescolo e la servo.



martedì 20 giugno 2017

Il tonno del Chianti

Buon solstizio d'estate. Una ricorrenza che sino a pochi anni fa era nostra abitudine festeggiare, grazie ai delicati e dedicati cartoncini con acqueforti che ci spediva il nostro caro Luigi Volpi. Quanto ci manca quest'artista amico che non c'è più... La mattina presto mi soffermo a guardare l'acqua del nostro fiume scorrere lentamente e lo penso... rivado con la memoria a quando gli dicevo che la stessa acqua che guardavo io passare, poche ore dopo sarebbe scivolata sotto casa sua a Lodi. Chissà di quanti colori hai dipinto le pareti del cielo!
Adesso però vi parlo di cucina, e mettercisi in queste calde giornate è davvero un'impresa! 
Cucinando per tempo, con calma e al di fuori delle ore più calde, si può preparare questa 'conserva' tipica della cucina toscana. Un arrosto di arista, o lonza che dir si voglia, raffreddato e conservato sott'olio assieme a spezie varie, sino a qualche mese.
Ho visto vasi contenenti arrosti siffatti in tutte le macellerie-gastronomie di Pistoia, dove sono stata a metà maggio per la première di Nobody's room di Soqquadro Italiano. Non potevamo mancare e sono sempre più entusiasta di aver potuto assistere non solo allo spettacolo ma pure alle prove generali, in modo da scolpirmi bene in mente tutta la serie di lied che Vincenzo interpreta come solo lui sa fare -in attesa del cd. Oltre naturalmente al piacere di incontrare l'amico Claudio, direttore artistico dell'ensemble e del nuovo progetto, e musicisti, fonico, tecnico luci e scenografa.
Ci siamo piacevolmente intrattenuti con loro sia a pranzo, prima della performance, che dopo la première ufficiale. Ed è sempre un grande privilegio scambiare due chiacchiere con artisti così dediti alla propria arte.
Un mondo molto distante dal nostro quotidiano... e per questo forse ancor più affascinante.
Perciò non appena arrivata a casa ho cercato notizie di questi arrosti all'olio. E ho pensato di farne subito un paio, da tenere di scorta per ogni evenienza. Tanto sia la preparazione che il sistema di conservazione è un gioco da ragazzi.

-ricetta-
1 arrosto di lonza
alloro
rosmarino
chiodi di garofano, semi anice/finocchio, bacche di ginepro
olio misto di semi ed evo

L'arrosto scegliete voi come cuocerlo. In pentola, in forno, al latte. Basta che una volta pronto raffreddi a dovere in modo da poter essere ripulito da scorie e altro che potrebbero rivestirne la superficie.
Lo metto in un vaso capiente tutto intero o diviso in due parti, dipende dalle sue dimensioni, dove sul fondo ho versato un dito di olio e parte delle spezie. Moderate l'uso del chiodo di garofano, ne basta uno -al massimo due.
Adagio la carne e metto alloro, rosmarino le altre spezie e qualche bacca di ginepro che ho schiacciato con la lama di un grosso coltello o pestato nel mortaio.
Ricopro con altro olio, non lo uso tutto d'oliva perché dominerebbe troppo. Tappo e chiudo ermeticamente.
Conservo il vaso al buio e al fresco - meglio se in frigorifero-, lasciando che la carne si insaporisca per non meno di 10 giorni prima del consumo. È una conserva sott'olio, quindi posso prolungarne la vita sino ad almeno 4 mesi, ma solo se la sterilizzo: basta immergere completamente i vasetti in una pentola d'acqua, portare a ebollizione e far bollire per 40'. Si lasciano poi raffreddare dentro l'acqua prima di estrarli ed asciugarli.
Ma non ci arriva così a lungo... finisce prima.




domenica 18 giugno 2017

Torta quattro/quarti alle fragole

In sostanza è quella che gli americani chiamano skillet cake, dal nome della padella in ferro pesante nella quale si cuoce in forno.
A conti fatti, dopo la necessaria conversione da cups e quant'altro, mi sono accorta che è una classica 4/4.
Buona, anzi ottima. All'interno ci sono anche gocce di confettura che compensano l'acidità delle fragole lasciate al naturale, appena spruzzate di succo di limone.
Mi rendo conto che le fragole sono altrettanto versatili che le mele, nelle torte. Se ne possono fare un'infinità di tipi e sempre differenti.
La cottura è un po' lunga, nel mio forno ci è voluta oltre un'ora e nonostante si colori lungo il bordo per via del succo delle fragole che un po' caramellizza, non fatevi ingannare. L'impasto è umido e morbido e con l'aggiunta delle fragole si allenta ancora di più. Sembra cotta ma non lo è. Al limite dopo 50' fate come me, diminuite la temperatura di 10° e proseguite per altri 20' sorvegliando di tanto in tanto.
Dosi per 8/10

-ricetta-
400 g fragole
180 g zucchero
180 g burro morbido
120 g farina 00
60 g farina mandorle
4 g lievito
70 g confettura di fragole
3 uova
15 ml succo di limone
sale
Pulisco le fragole e le taglio a tocchetti che bagno col succo di limone. Le metto da parte a riposare.
Monto a crema il burro e lo zucchero prima di aggiungere un uovo alla volta, continuando a montare.
Poi aggiungo le farine setacciate col lievito e un pizzico di sale e mescolo sino ad ottenere una pastella densa.
Imburro la skillet, o uno stampo molto spesso da 24 cm e verso metà del composto livellandolo con una marisa.
Sopra distribuisco la confettura a cucchiaini e un po' delle fragole, circa un terzo, sgocciolate dal liquido che hanno prodotto.
Ricopro bene con l'altro impasto e completo con tutte le altre fragole. Diluisco un cucchiaio di zucchero a velo nel succo e lo verso a cucchiaini sopra il tutto.
Inforno a 180° per 50', poi abbasso a 170/165° (dipende dal forno) e continuo a cuocere per ancora 15/20'. Per verificare se è cotta scuoto leggermente la padella, se si stacca e si muove vuol dire che è ben cotta anche al centro.
Sforno la torta e dopo averla fatta riposare per 5' la sformo su una gratella per farla raffreddare.
Se volete potete cospargerla di zucchero a velo prima di tagliarla a fette.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...