Una ricetta super veloce.
Tante volte torna comodo avere un'idea sprint per quando si torna a casa tardi, stanchi e affamati e con poca voglia di stare in cucina.
Io di sicuro non sono il tipo da fermarmi lungo la strada in una qualsiasi pizzeria o in una piadineria -fossi in Romagna anche sì ma qui anche no-... né di acquistare qualcosa di già pronto, fatto salvo della carne da condire in tartare o filetti di pesce da cuocere nel microonde. Che però a tarda sera... mio marito gradisce un po' di carboidrati anche se non sarebbe il caso di innalzare il picco glicemico poco prima di dormire. E poi tante volte rientriamo nel pomeriggio senza aver toccato cibo dalla colazione.
Spesso è così tardi che persino i negozi sono chiusi e nel mentre che il consorte si rilassa sotto la doccia io imbastisco uno spuntino che gli possa consentire di non rimanere assetato tutta notte.
Qui occorrono: un rotolo di pasta per focaccia soffice, qualche fettina di coppa -è un salume che è preferibile non scaldare troppo ma rimanendo ben chiusa non diventerà secca e salata- e bastoncini di toma fresca o pecorino giovane o caciotta.
Sopra una bella spolverata di polvere di capperi, altrimenti origano o terra di olive.
Insomma... si prepara in soli 5' e poi ce ne vogliono altri 25/30' per la cottura.
Antipasto, secondo, merenda, spuntino di mezzanotte?
In tavola!
-ricetta-
1 rotolo di pasta per focaccia soffice
80 g fettine di coppa
4 bastoncini di formaggio dolce
olio evo
polvere di capperi
Stendo la pasta su una placca, mantenendo la sua carta sul fondo e ungendola leggermente, e sopra distribuisco le fettine di coppa e i bastoncini di formaggio.
Richiudo a mezzaluna sigillando bene i bordi, spennello di olio per fare attaccare la polvere di capperi, metto ancora un filino di olio e inforno a 200° per circa 25/30'.
Estraggo la placca dal forno, faccio intiepidire pochi minuti e trasferisco il calzone su un vassoio per tagliarlo e servirlo.
''invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passerà sotto il vostro tetto'' J.A. Brillat-Savarin- Fisiologia del gusto- 1825
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mercoledì 27 febbraio 2019
martedì 23 ottobre 2018
Focaccia-saladière
L'ho fatta mentre ero in vacanza, usando una base focaccia sottile e cuocendola in padella ma a casa l'ho ripetuta al forno, perché è una soluzione veloce e saporita che può risolvere un pasto o un aperitivo senza troppo impegno.
L’unica attenzione richiesta: far appassire le cipolle in padella sino a renderle fondenti. E scegliere buone alici sott'olio e olive.
In men che non si dica è pronta, golosa e mediterranea.
-ricetta-
una base per focaccia
400 g cipolle di Tropea
8 filetti di alici sgocciolati
20 olive di Gaeta snocciolate
olio evo
Sbuccio e affetto le cipolle, le metto in padella con olio evo e sale, facendole cuocere lentamente senza che brucino sino a che diventano trasparenti. Se occorre le bagno poco alla volta con un po' di acqua bollente.
Srotolo la base focaccia mantenendo la sua carta e la appoggio su una teglia, la bucherello con la forchetta e la ricopro con le cipolle, stendendole in uno strato sottile.
Metto a raggiera i filetti di alici e distribuisco le olive.
Aggiungo un filo di olio e faccio cuocere secondo le istruzioni della pasta, io l'ho fatto per circa 20' a 210°.
Estraggo la teglia, faccio intiepidire, elimino la cartaforno e servo la focaccia a spicchi.
È ottima anche fredda.
L’unica attenzione richiesta: far appassire le cipolle in padella sino a renderle fondenti. E scegliere buone alici sott'olio e olive.
In men che non si dica è pronta, golosa e mediterranea.
-ricetta-
una base per focaccia
400 g cipolle di Tropea
8 filetti di alici sgocciolati
20 olive di Gaeta snocciolate
olio evo
Sbuccio e affetto le cipolle, le metto in padella con olio evo e sale, facendole cuocere lentamente senza che brucino sino a che diventano trasparenti. Se occorre le bagno poco alla volta con un po' di acqua bollente.
Srotolo la base focaccia mantenendo la sua carta e la appoggio su una teglia, la bucherello con la forchetta e la ricopro con le cipolle, stendendole in uno strato sottile.
Metto a raggiera i filetti di alici e distribuisco le olive.
Aggiungo un filo di olio e faccio cuocere secondo le istruzioni della pasta, io l'ho fatto per circa 20' a 210°.
Estraggo la teglia, faccio intiepidire, elimino la cartaforno e servo la focaccia a spicchi.
È ottima anche fredda.
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giovedì 4 maggio 2017
Focaccia con farina di orzo selvatico
Ho trovato questa farina, un macinato di grano duro e orzo selvatico, e non ho potuto fare altro che portarla subito a casa e testarla nella focaccia pugliese.
Mi hanno conquistato sia il colore che il sapore. Sono felice che ci sia questa nuova attenzione alle farine. Non ci si deve accontentare della prima che si trova, né tantomeno del primo prezzo.
La farina è una cosa seria ed è importante da dove arriva e come viene lavorata.
Non occorre essere intransigenti allo spasmo e usare solo prodotti integrali. Tanto per fare un paio di esempi personali, il mio consorte non li gradisce troppo e le persone affette da diverse patologie intestinali è meglio che li consumino con moderazione, però si possono ricercare prodotti di eccellenza soprattutto quando si decide di fare in casa pane e focaccia. Vari mulini propongono selezioni di prodotti assolutamente sicuri.
Di pasta certificata e prodotta con ottime materie prime se ne trova parecchia, basta saperla cercare e... potersi permettere il suo costo elevato. Lo stesso vale, adesso, per le farine. Quelle buone non sono certo a buon mercato, ma rendono bene e sono ottime.
Perciò aguzzate la vista e se trovate il tritordeum sappiate che è quella roba lì: grano duro e orzo selvatico, che colora l'impasto di un giallo delicato.
Quanto al condimento della focaccia: vi lascio libera scelta. Alla pugliese con origano e pomodorini confit, semplicemente all'olio oppure con cipolle.
-ricetta-
150 g semola di grano duro
150 g tritordeum
70 g patata lessa
4 g lievito secco per panificazione
150 ml acqua tiepida
50 ml olio evo
4 g sale
Schiaccio la patata lessata e la metto nella planetaria, preparata con la frusta a gancio, con le farine, il lievito, l'olio e il sale. Inizio ad avviare il motore e poi aggiungo poca alla volta l'acqua.
Dopo qualche minuto, quando l'impasto è amalgamato e risulta compatto, elastico e non colloso lo trasferisco in una boule, lo copro con pellicola e lo faccio lievitare con calma, anche tutta la notte o un minimo di 6 ore.
Poi lo stendo senza lavorarlo sulla placca unta dove lo cuocerò e lo lascio nuovamente lievitare per altre due ore, al riparo da correnti d'aria.
Infine lo bucherello coi polpastrelli e lo condisco a piacere prima di far cuocere in forno a 190° per 15', poi per altri 10' circa a 180°.
Servo la soffice focaccia a quadrotti.
Mi hanno conquistato sia il colore che il sapore. Sono felice che ci sia questa nuova attenzione alle farine. Non ci si deve accontentare della prima che si trova, né tantomeno del primo prezzo.
La farina è una cosa seria ed è importante da dove arriva e come viene lavorata.
Non occorre essere intransigenti allo spasmo e usare solo prodotti integrali. Tanto per fare un paio di esempi personali, il mio consorte non li gradisce troppo e le persone affette da diverse patologie intestinali è meglio che li consumino con moderazione, però si possono ricercare prodotti di eccellenza soprattutto quando si decide di fare in casa pane e focaccia. Vari mulini propongono selezioni di prodotti assolutamente sicuri.
Di pasta certificata e prodotta con ottime materie prime se ne trova parecchia, basta saperla cercare e... potersi permettere il suo costo elevato. Lo stesso vale, adesso, per le farine. Quelle buone non sono certo a buon mercato, ma rendono bene e sono ottime.
Perciò aguzzate la vista e se trovate il tritordeum sappiate che è quella roba lì: grano duro e orzo selvatico, che colora l'impasto di un giallo delicato.
Quanto al condimento della focaccia: vi lascio libera scelta. Alla pugliese con origano e pomodorini confit, semplicemente all'olio oppure con cipolle.
-ricetta-
150 g semola di grano duro
150 g tritordeum
70 g patata lessa
4 g lievito secco per panificazione
150 ml acqua tiepida
50 ml olio evo
4 g sale
Schiaccio la patata lessata e la metto nella planetaria, preparata con la frusta a gancio, con le farine, il lievito, l'olio e il sale. Inizio ad avviare il motore e poi aggiungo poca alla volta l'acqua.
Dopo qualche minuto, quando l'impasto è amalgamato e risulta compatto, elastico e non colloso lo trasferisco in una boule, lo copro con pellicola e lo faccio lievitare con calma, anche tutta la notte o un minimo di 6 ore.
Poi lo stendo senza lavorarlo sulla placca unta dove lo cuocerò e lo lascio nuovamente lievitare per altre due ore, al riparo da correnti d'aria.
Infine lo bucherello coi polpastrelli e lo condisco a piacere prima di far cuocere in forno a 190° per 15', poi per altri 10' circa a 180°.
Servo la soffice focaccia a quadrotti.
giovedì 9 marzo 2017
Focaccia alla pugliese
Confesso che è una delle mie focacce preferite. In qualche forno milanese la fanno benissimo, e mi viene da salivare al solo vederla in vetrina: bella, grande e tonda, cosparsa di origano e qualche pomodorino qua e là.
Se però a casa mi ritrovo con una bella ciotolina di pomodori confit, la voglia di provare a farla da me sola è più che naturale.
Per sicurezza ho preso la ricetta dal sito delle farine del Molino Spadoni, uso abbastanza spesso i loro prodotti e mi trovo bene.
Le dosi sono per una focaccia molto grande, tant'è vero che la prossima volta le ridurrò, anche tenuto conto del fatto che ho prolungato la lievitazione per molte più ore rispetto a quelle indicate, sempre per il mio solito motivo: più ore lievita più gli zuccheri del lievito vengono 'digeriti' e le focacce o pizze diventano molto più leggere.
Quando metto mano ai lievitati non mi pongo limiti di tempo. Impasto la mattina per la sera o la sera per il giorno dopo.
-ricetta-
300 g semola di grano duro
300 g farina forte
100 g patata lessa
300 ml acqua tiepida
1 bustina di lievito di birra secco (7 g)
80 ml olio evo
4 g sale
pomodorini
origano
Mescolo le farine col lievito, l'olio e la patata schiacciata. Aggiungo poco alla volta l'acqua e il sale. Impasto a lungo e poi formo una palla che lascio lievitare coperta per almeno 4 ore.
Stendo la pasta con le dita in una grande teglia rotonda oppure in una rettangolare, ben oliata. Oppure la divido in due panetti e ne faccio due.
Lascio nuovamente lievitare per 2 ore minimo. Anche se i tempi si allungano non importa. La focaccia risulterà molto soffice ma croccante se mangiata ancora tiepida.
Poi distribuisco i pomodorini, spolvero di origano e aggiungo dell'olio a filo (io metto anche pezzetti di alici sott'olio).
Faccio cuocere in forno a 220° per circa 20' poi riduco a 200° sino al termine della cottura (in genere altri 10'). Verificate in ogni caso... ogni forno è diverso.
Il risultato è una focaccia leggera, alveolata e molto digeribile.
Se ne volete fare una sola di formato normale, potete tranquillamente dimezzare queste dosi.
Se però a casa mi ritrovo con una bella ciotolina di pomodori confit, la voglia di provare a farla da me sola è più che naturale.
Per sicurezza ho preso la ricetta dal sito delle farine del Molino Spadoni, uso abbastanza spesso i loro prodotti e mi trovo bene.
Le dosi sono per una focaccia molto grande, tant'è vero che la prossima volta le ridurrò, anche tenuto conto del fatto che ho prolungato la lievitazione per molte più ore rispetto a quelle indicate, sempre per il mio solito motivo: più ore lievita più gli zuccheri del lievito vengono 'digeriti' e le focacce o pizze diventano molto più leggere.
Quando metto mano ai lievitati non mi pongo limiti di tempo. Impasto la mattina per la sera o la sera per il giorno dopo.
-ricetta-
300 g semola di grano duro
300 g farina forte
100 g patata lessa
300 ml acqua tiepida
1 bustina di lievito di birra secco (7 g)
80 ml olio evo
4 g sale
pomodorini
origano
Mescolo le farine col lievito, l'olio e la patata schiacciata. Aggiungo poco alla volta l'acqua e il sale. Impasto a lungo e poi formo una palla che lascio lievitare coperta per almeno 4 ore.
Stendo la pasta con le dita in una grande teglia rotonda oppure in una rettangolare, ben oliata. Oppure la divido in due panetti e ne faccio due.
Lascio nuovamente lievitare per 2 ore minimo. Anche se i tempi si allungano non importa. La focaccia risulterà molto soffice ma croccante se mangiata ancora tiepida.
Poi distribuisco i pomodorini, spolvero di origano e aggiungo dell'olio a filo (io metto anche pezzetti di alici sott'olio).
Faccio cuocere in forno a 220° per circa 20' poi riduco a 200° sino al termine della cottura (in genere altri 10'). Verificate in ogni caso... ogni forno è diverso.
Il risultato è una focaccia leggera, alveolata e molto digeribile.
Se ne volete fare una sola di formato normale, potete tranquillamente dimezzare queste dosi.
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martedì 17 novembre 2015
Focaccia integrale all'uva, cotta in padella
Eccola la ricetta con l'uva recuperata dal filet mignon che ho pubblicato qualche settimana fa.
Pasta integrale già pronta, ne tengo sempre un vassoio a maturare in frigorifero, così ce l'ho sempre a disposizione in caso di necessità.
E tutta quest'uva già appassita in padella, ma se non l'avete seguite il procedimento, facile e veloce, per farla al momento. Di sicuro regala alla focaccia morbidezza, dolcezza e sapore, soprattutto se unita a qualche pezzetto di zola piccante, stilton o roquefort.
È una ricetta in qualche modo salata. Non è un dolce.
-ricetta-
700 g pasta per pizza/pane integrale
200 g uva già trattata
50 g formaggio erborinato
olio evo
sale
Tengo la pasta fuori dal frigorifero per qualche ora, pasta che dev'essere ben matura, ossia dev'essere rimasta oltre 3 giorni in frigorifero; in questo modo digerisce e sviluppa tutti i lieviti che contiene diventando leggera, più digeribile e soffice.
Sbriciolo il formaggio erborinato.
Ungo leggermente una padella doppia per frittate, stendo la pasta con le dita direttamente nella padella, accompagnandola su tutta la superficie sino a che non ne è completamente ricoperta.
Copro con pellicola e faccio riposare per 30'.
Poi stendo sulla pasta l'uva a temperatuta ambiente, con tutto il suo sughetto e qualche fiocchetto di sale.
Pongo la padella sul fuoco e scaldo per 3', poi copro con la seconda padella, abbasso la fiamma al minimissimo e proseguo la cottura per circa 20', scuotendola ogni tanto.
Quindi metto il formaggio a scagliette e proseguo la cottura, sempre col coperchio, per altri 10'.
Spengo, faccio riposare qualche minuto, poi la servo a spicchi.
Pasta integrale già pronta, ne tengo sempre un vassoio a maturare in frigorifero, così ce l'ho sempre a disposizione in caso di necessità.
E tutta quest'uva già appassita in padella, ma se non l'avete seguite il procedimento, facile e veloce, per farla al momento. Di sicuro regala alla focaccia morbidezza, dolcezza e sapore, soprattutto se unita a qualche pezzetto di zola piccante, stilton o roquefort.
È una ricetta in qualche modo salata. Non è un dolce.
-ricetta-
700 g pasta per pizza/pane integrale
200 g uva già trattata
50 g formaggio erborinato
olio evo
sale
Tengo la pasta fuori dal frigorifero per qualche ora, pasta che dev'essere ben matura, ossia dev'essere rimasta oltre 3 giorni in frigorifero; in questo modo digerisce e sviluppa tutti i lieviti che contiene diventando leggera, più digeribile e soffice.
Sbriciolo il formaggio erborinato.
Ungo leggermente una padella doppia per frittate, stendo la pasta con le dita direttamente nella padella, accompagnandola su tutta la superficie sino a che non ne è completamente ricoperta.
Copro con pellicola e faccio riposare per 30'.
Poi stendo sulla pasta l'uva a temperatuta ambiente, con tutto il suo sughetto e qualche fiocchetto di sale.
Pongo la padella sul fuoco e scaldo per 3', poi copro con la seconda padella, abbasso la fiamma al minimissimo e proseguo la cottura per circa 20', scuotendola ogni tanto.
Quindi metto il formaggio a scagliette e proseguo la cottura, sempre col coperchio, per altri 10'.
Spengo, faccio riposare qualche minuto, poi la servo a spicchi.
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martedì 20 ottobre 2015
Focaccia in padella
Ho trovato il sistema, senza usare basi precotte, per farmi la pizza-focaccia all'isola d'Elba dove, benché ci sia una cucina ben attrezzata, manca il forno. Valida soluzione quando non ho voglia di arrivare sino a Capoliveri per comprare il pane. Ovviamente in quel caso non metto il pomodoro come per farne una pizza, ma solo un filo d'olio, aghi di rosmarino e sale.
Ho trovato la ricetta sul blog 'Cucina facile con Elena' qui il link diretto, l'ho provata e poi mi sono fatta le mie dosi, perché lei ne ha pubblicata una farcita.
-ricetta-
250 g farina debole 00/0
20 ml olio evo
sale, zucchero
100 ml acqua, circa
50 ml latte
Per la versione pizza: polpa di pomodoro
mozzarella
origano o rosmarino
In una boule mescolo la farina col lievito, un pizzico di sale e uno di zucchero. In una ciotolina metto invece latte, acqua e olio. Impasto la frazione secca con quella liquida. La pasta non dev'essere perfetta. Basta che sia amalgamata e si stacchi dalle dita.
La stendo con le mani e i polpastrelli in una padella da 24 unta d'olio, se ne voglio fare una pizza metto subito la polpa di pomodoro e condisco con origano.
Cuocio a fiamma molto moderata col coperchio per una decina di minuti, quindi se è una focaccia la volto e proseguo la cottura, sempre a fiamma bassissima, per altri 8/9', poi la rigiro nuovamente e la completo ungendo la superficie con olio evo e spargendo origano o polvere di capperi. L'ho completata spargendo alcuni dadini di formaggio.
Se invece decido per la versione pizza, aggiungo la mozzarella ben asciutta e tritata e proseguo la cottura senza coprire per altri 10'.
giovedì 13 novembre 2014
Pane naan con carne salada e...
Vi svelo un segreto.
Spesso anch'io risolvo il mio pranzo con uno snack veloce, crederete mica che passi le mie giornate a cucinare.
Soprattutto quando devo, come l'altro ieri, star dietro all'elettricista che, privo dell'apprendista (influenzato) ha avuto bisogno di altre due mani in più di un'occasione.
Per sostituire un portalampada in cucina, fuso per il calore e ossidato, ci abbiamo messo la bellezza di un'ora e mezza.
È belloccio, sì, ma non malignate. Si dà il caso che abbia quasi la metà dei miei anni, quindi... secondo voi? Non sono una cougar come va tanto di moda, ultimamente, chiamare certe signore della mia età. E comunque avevamo ben altro da fare. Al momento del conto mi ha scontato la mia manodopera. Gentile!
Dopo quasi sei ore, terminato il suo lavoro, era abbondantemente passata l'ora di pranzo per lo meno secondo i canoni nordici.
Ma, poiché non amo cenare alla sera, mi sono sforzata e ho fatto un pranzo-merenda.
Di uso immediato avevo una confezione di carne salada trentina e una busta con due pani indiani, i naan. Pane in uso in tutta l'Asia Centrale e Meridionale a base di farina, acqua, lievito e yogurt.
Soffice, saporito, a metà tra una piadina e una crescia.
L'ho arricchito con un po' di senape, cipolle marinate, che oramai conservo sempre pronte all'uso, fettine di formaggio e poi passato sulla piastra, annaffiando il tutto con un buon bicchiere di birra.
Cosa volere di più?
Oggi si festeggia la giornata mondiale della gentilezza, per ricordarci di praticarla il più possibile, non solo per un giorno. Guardate che bel motto ho scovato in rete (su favaraweb.it).
Sul fronte meteorologico, invece, è un vero bollettino di guerra. Persino il Lambro a Monza e il Seveso nella zona nord di Milano sono esondati. Il lago Maggiore è più alto del livello raggiunto nel 2002 (e allora aveva piovuto per quasi un mese). E il resto dell'Italia non è messo meglio. Oggi è previsto un giorno di tregua. Ci serve.
-ricetta-
pane naan
carne salada
senape
formaggio, fettine
cipolle marinate nell'aceto di vino rosso aromatico
Scaldo i naan sulla piastra, quando sono ammorbiditi sono più facili da aprire a metà.
Stendo sul pane un velo di senape, ricopro con fettine di carne salada, formaggio e cipolle. Velo anche l'altra metà del pane con senape e richiudo.
Rimetto sulla piastra sino a che non si è ben scaldato.
Porto in tavola con una buona birra.
Spesso anch'io risolvo il mio pranzo con uno snack veloce, crederete mica che passi le mie giornate a cucinare.
Soprattutto quando devo, come l'altro ieri, star dietro all'elettricista che, privo dell'apprendista (influenzato) ha avuto bisogno di altre due mani in più di un'occasione.
Per sostituire un portalampada in cucina, fuso per il calore e ossidato, ci abbiamo messo la bellezza di un'ora e mezza.
È belloccio, sì, ma non malignate. Si dà il caso che abbia quasi la metà dei miei anni, quindi... secondo voi? Non sono una cougar come va tanto di moda, ultimamente, chiamare certe signore della mia età. E comunque avevamo ben altro da fare. Al momento del conto mi ha scontato la mia manodopera. Gentile!
Dopo quasi sei ore, terminato il suo lavoro, era abbondantemente passata l'ora di pranzo per lo meno secondo i canoni nordici.
Ma, poiché non amo cenare alla sera, mi sono sforzata e ho fatto un pranzo-merenda.
Di uso immediato avevo una confezione di carne salada trentina e una busta con due pani indiani, i naan. Pane in uso in tutta l'Asia Centrale e Meridionale a base di farina, acqua, lievito e yogurt.
Soffice, saporito, a metà tra una piadina e una crescia.
L'ho arricchito con un po' di senape, cipolle marinate, che oramai conservo sempre pronte all'uso, fettine di formaggio e poi passato sulla piastra, annaffiando il tutto con un buon bicchiere di birra.
Cosa volere di più?
Oggi si festeggia la giornata mondiale della gentilezza, per ricordarci di praticarla il più possibile, non solo per un giorno. Guardate che bel motto ho scovato in rete (su favaraweb.it).
Sul fronte meteorologico, invece, è un vero bollettino di guerra. Persino il Lambro a Monza e il Seveso nella zona nord di Milano sono esondati. Il lago Maggiore è più alto del livello raggiunto nel 2002 (e allora aveva piovuto per quasi un mese). E il resto dell'Italia non è messo meglio. Oggi è previsto un giorno di tregua. Ci serve.
-ricetta-
pane naan
carne salada
senape
formaggio, fettine
cipolle marinate nell'aceto di vino rosso aromatico
Scaldo i naan sulla piastra, quando sono ammorbiditi sono più facili da aprire a metà.
Stendo sul pane un velo di senape, ricopro con fettine di carne salada, formaggio e cipolle. Velo anche l'altra metà del pane con senape e richiudo.
Rimetto sulla piastra sino a che non si è ben scaldato.
Porto in tavola con una buona birra.
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giovedì 26 giugno 2014
Focaccia farcita
Ma quanto ha diluviato ieri? non la smetteva più, altro che bombe d'acqua, era un'atomica. Il fiume ha subito assunto i colori di quelli asiatici, come il Giallo o il Mekong. Osceno... acque marroni cariche di terra. E chi si poteva muovere? nemmeno per uscire a liberare le bocchette di scolo in terrazza.
Ovvio che mi sono arrangiata con quel che c'era, una focaccia congelata e poco altro, tenuto conto della solita salsiccia che tengo per emergenza, casomai dovessi fare un ragù veloce o un panino.
Quando vado di fretta, sono sola e poco motivata a cucinare, (con quella pioggia stavo affogando nella mia più nera meteoropatia) non mi limito mai a un paio di fette di pane da toast, devo comunque comporre un panino che contempli un'adeguata farcitura.
Una focaccia rotonda può andare ottimamente, anzi è pure troppa. Ma è la normale misura che usa l'amica Anna del bar Innamorata all'Elba. Lei ne prepara di buonissime, tipo col tonno i pomodori e salsine stuzzicanti. Ma forse è il 'dove' vengono servite che le fa sembrare ancora migliori. La vista sulla baia, la risacca, i gabbiani stridenti...
Io sono rimasta sul classico abbinamento salume e formaggio, optando per salsiccia e stracchino, spolverati di pepe e salsa alla senape.
Una bella scaldata sulla piastra, in modo che il pane diventi croccante e il ripieno intiepidisca, una buona birra e lo spuntino di mezzogiorno, completato da un po' di frutta, è fatto.
-ricetta-
1 focaccia per persona
80 g salsiccia a nastro o salamella
50 g stracchino
senape forte
pepe
Apro a metà la focaccia e spalmo una parte con lo stracchino e l'altra con la salsiccia.
Distribuisco sopra formaggio e salsiccia un po' di senape e macino poco pepe nero (facoltativo)
Richiudo la focaccia e la faccio tostare su una piastra rovente.
Quando è ben calda da entrambi i lati la taglio a spicchi servendola con una buona birra, tipo...
la Grimbergen Blonde ad alta fermentazione, dell'Abbazia di Grimbergen, più volte distrutta e risorta dalle sue ceneri tanto che ha scelto come simbolo la leggenda della Fenice. Una bevanda fruttata e dalle note vagamente speziate, leggermente più alcolica della media, 6,7°, dal bel colore oro intenso.
Ovvio che mi sono arrangiata con quel che c'era, una focaccia congelata e poco altro, tenuto conto della solita salsiccia che tengo per emergenza, casomai dovessi fare un ragù veloce o un panino.
Quando vado di fretta, sono sola e poco motivata a cucinare, (con quella pioggia stavo affogando nella mia più nera meteoropatia) non mi limito mai a un paio di fette di pane da toast, devo comunque comporre un panino che contempli un'adeguata farcitura.
Una focaccia rotonda può andare ottimamente, anzi è pure troppa. Ma è la normale misura che usa l'amica Anna del bar Innamorata all'Elba. Lei ne prepara di buonissime, tipo col tonno i pomodori e salsine stuzzicanti. Ma forse è il 'dove' vengono servite che le fa sembrare ancora migliori. La vista sulla baia, la risacca, i gabbiani stridenti...
Io sono rimasta sul classico abbinamento salume e formaggio, optando per salsiccia e stracchino, spolverati di pepe e salsa alla senape.
Una bella scaldata sulla piastra, in modo che il pane diventi croccante e il ripieno intiepidisca, una buona birra e lo spuntino di mezzogiorno, completato da un po' di frutta, è fatto.
-ricetta-
1 focaccia per persona
80 g salsiccia a nastro o salamella
50 g stracchino
senape forte
pepe
Apro a metà la focaccia e spalmo una parte con lo stracchino e l'altra con la salsiccia.
Distribuisco sopra formaggio e salsiccia un po' di senape e macino poco pepe nero (facoltativo)
Richiudo la focaccia e la faccio tostare su una piastra rovente.
Quando è ben calda da entrambi i lati la taglio a spicchi servendola con una buona birra, tipo...
la Grimbergen Blonde ad alta fermentazione, dell'Abbazia di Grimbergen, più volte distrutta e risorta dalle sue ceneri tanto che ha scelto come simbolo la leggenda della Fenice. Una bevanda fruttata e dalle note vagamente speziate, leggermente più alcolica della media, 6,7°, dal bel colore oro intenso.
lunedì 29 luglio 2013
La focaccia integrale al formaggio di Mary Grace
Ciao Maria Grazia! Ho copiato la tua focaccia integrale, lo so, guardando la foto sorriderai e storcerai il naso, in effetti l'ho cotta un po' troppo, ma era ottima di sapore. O magari mi illudo che è anche colpa del forno.
Chi è Maria Grazia? oltre ad essere una mia affezionata lettrice che commenta quasi ogni mia ricetta, è anche lei un'abile cuoca e ha un suo blog di cucina, "Gli esperimenti di Mary Grace".
Da lei ho letto la ricetta di questa focaccia al formaggio, ma come sempre quando mi è capitata l'occasione di farla non avevo lo stracchino richiesto e neanche lo speck e mi sono arrangiata con ricotta e zola.
Ho impastato e seguito passo passo la sua ricetta senza tenere conto del fatto che la focaccia al formaggio deve rimanere morbida.
E vabbè, agli amici è piaciuta ugualmente... la pignoleria è solo mia.
E finalmente stamattina ha buttato un po' d'acqua, giusto un acquazzone mattutino che apparentemente ha rotto la bolla di calore, il caldo assurdo degli ultimi giorni stava mettendo a dura prova il mio self control.
Dosi per 6
-ricetta-
200 g farina manitoba
50 g farina integrale
125 ml acqua tiepida
25 ml olio evo
250 g stracchino/ricotta
100 g zola
sale
Nell'impastatrice metto tutti gli ingredienti, la avvio e lascio che lavori sino a che non ottengo un impasto ben amalgamato.
Tolgo l'impasto e lo faccio riposare per 15' poi lo divido in due parti che stendo in sottili rettangoli, grandi quanto una placca di 20 x 30.
Rivesto la placca di carta forno leggermente unta e stendo la prima sfoglia, sopra distribuisco i formaggi e copro con la seconda, sigillando bene i bordi.
Spennello la superficie con un filo d'olio e metto qualche scaglietta di fleur de sel. Bucherello quà e là.
Inforno a 210° per max 15'.
Appena è intiepidita la taglio a tranci e la servo.
Perfetta con una birra, ho scelto la Lolita rossa di Grado Plato, ottima birra artigianale.
Chi è Maria Grazia? oltre ad essere una mia affezionata lettrice che commenta quasi ogni mia ricetta, è anche lei un'abile cuoca e ha un suo blog di cucina, "Gli esperimenti di Mary Grace".
Da lei ho letto la ricetta di questa focaccia al formaggio, ma come sempre quando mi è capitata l'occasione di farla non avevo lo stracchino richiesto e neanche lo speck e mi sono arrangiata con ricotta e zola.
Ho impastato e seguito passo passo la sua ricetta senza tenere conto del fatto che la focaccia al formaggio deve rimanere morbida.
E vabbè, agli amici è piaciuta ugualmente... la pignoleria è solo mia.
E finalmente stamattina ha buttato un po' d'acqua, giusto un acquazzone mattutino che apparentemente ha rotto la bolla di calore, il caldo assurdo degli ultimi giorni stava mettendo a dura prova il mio self control.
Dosi per 6
-ricetta-
200 g farina manitoba
50 g farina integrale
125 ml acqua tiepida
25 ml olio evo
250 g stracchino/ricotta
100 g zola
sale
Nell'impastatrice metto tutti gli ingredienti, la avvio e lascio che lavori sino a che non ottengo un impasto ben amalgamato.
Tolgo l'impasto e lo faccio riposare per 15' poi lo divido in due parti che stendo in sottili rettangoli, grandi quanto una placca di 20 x 30.
Rivesto la placca di carta forno leggermente unta e stendo la prima sfoglia, sopra distribuisco i formaggi e copro con la seconda, sigillando bene i bordi.
Spennello la superficie con un filo d'olio e metto qualche scaglietta di fleur de sel. Bucherello quà e là.
Inforno a 210° per max 15'.
Appena è intiepidita la taglio a tranci e la servo.
Perfetta con una birra, ho scelto la Lolita rossa di Grado Plato, ottima birra artigianale.
giovedì 28 febbraio 2013
Focaccia pomodorini e ricotta infornata
Oggi salutiamo la fine del papato di Benedetto XVI per sua espressa volontà. Come si addice a un re, anche un papa abdica, è successo raramente nella lunga storia dei vicari di Cristo, ma può capitare.
Un avvenimento che verrà ricordato nei secoli, papa Ratzinger ha decisamente trovato un buon sistema per entrare di prepotenza nella Storia. Da giorni non si parla d'altro.
Tra non molto un nuovo papa sarà eletto.
Mi auguro che lo scelgano giovane, se un 60enne può considerarsi tale.
Sdrammatizziamo la giornata con qualcosa di leggero e semplice, per contrastare l'opulenza della monarchia ecclesiastica.
Vi suggerisco uno snack veloce da preparare, uno di quei ripieghi facili da realizzare con un minimo di anticipo a patto di avere qualche scorta a disposizione.
Io l'ho fatto in meno di un quarto d'ora, mentre mio marito dosava gli ingredienti per un cocktail.
Tengo sempre di scorta delle focacce toscane confezionate, sono ottime basi per pizzette e stuzzichini, o una valida alternativa al pane perchè non condite, morbide, con un bordo masticabile, già cotte, basta solo decorarle e passarle in forno caldo per 10'.
Di solito sono in confezioni da tre pezzi e si trovano nel banco freezer, ma ho scoperto che durano una settimana anche nel frigorifero senza minimamente alterarsi, dopotutto è pane cotto e non può deteriorarsi.
Le ho condite tritando alcuni pomodorini, avevo in casa mini S. Marzano, e sopra ho sbriciolato un po' di ricotta al forno. Un po' pizza un po' bruschetta.
Ma avrei potuto servirle solo con olio e rosmarino, oppure aperte a metà e farcite con formaggi e salumi. Oppure spalmate di pesto e con un fiordilatte affettato.
Qualsiasi cosa ci sia a disposizione liberate la fantasia, l'importante è poter preparare qualcosa da sgranocchiare, in caso di necessità, in brevissimo tempo.
-ricetta-
2 focaccette pronte
100 g ricotta al forno
150 g pomodorini
1 spicchio di aglio
olio evo
sale in fiocchi
Accendo il forno portandolo a 200°.
Preparo subito una concassée di pomodori, la condisco con fleur de sel e un po' di origano, o con qualche foglia di basilico spezzettata, e con un generoso filo di olio. La lascio insaporire mentre scaldo leggermente la focaccetta in una padella antiaderente, poi la strofino con lo spicchio d'aglio tagliato a metà.
Sopra la focaccette metto il pomodoro e un po' di ricotta sbriciolata. Condisco con un filino d'olio e inforno per 10'.
Taglio le focaccette in quarti e le servo subito.
martedì 27 novembre 2012
Erbazzone? no! crescione? neppure!
Un buon compromesso, questo super spuntino è un ibrido che assomma in sè le due cose, una base di focaccia toscana, si trova surgelata al supermercato ed è ottima da farcire e tanta verdura al suo interno.
Avevo giustappunto delle cime di rapa, più foglie che cime direi, piuttosto grosse e dure, ma non mi sono arresa, le ho pazientemente lessate e poi le ho frullate ottenendo una crema verde scuro.
Vedendola mi è venuto in mente l'erbazzone, una torta buonissima emiliana, me l'ha cucinata una volta Ornella, un'amica di origine parmensi, e mi era piaciuta tantissimo.
E poi mi sono ricordata del crescione che ho mangiato un'unica volta sull'appenino romagnolo, in occasione di una gita per raccogliere marroni.
Al contrario di mio marito, che ha trascorso le sue vacanze sino all'età adulta in quel di Cattolica per cui conosce molto bene piadina e crescia, le mie vacanze sono sempre state altrove, per cui ho un vuoto in materia. Che cerco di colmare sperimentando, come ho fatto con queste focacciole.
-ricetta-
500 g cime di rapa
100 g robiola
2 focacce
un pezzetto di pancetta
parmigiano grattugiato
paprica
olio evo, sale
Lesso le cime pulite e tagliate a pezzi, poi le scolo e le frullo sino a renderle una crema, aiutandomi con un po' di acqua di cottura, se occorre. Le salo e condisco con un cucchiaio d'olio evo.
Apro a metà le focacce, un lato lo spalmo con la robiola e lo cospargo di paprica, sull'altro stendo uno spesso strato di verdure e spolvero di parmigiano.
Qua e là metto croccanti pezzetti di pancetta che ho arrostito senza grassi in un padellino.
Chiudo le focacce e le scaldo a fiamma bassa in una padella antiaderente, girandole spesso.
Le taglio a triangoli e le servo subito, con una buona birra d'abbazia, forte e ricca di gusto.
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