venerdì 15 febbraio 2019

Rose di lasagna, ragù e spinacini

Mettete da parte questa ricetta per un'occasione speciale.
Potete stare certi che farete una gran bella figura.
Sembrerà che abbiate cucinato un sacco, invece con l'aiuto di ingredienti cucinati prima, assemblerete  in poco tempo una portata da applausi.
Cosa vi serve? Ragù, già fatto in precedenza, poca besciamella o ricotta e foglie tenere di piccoli spinaci, che danno una nota gradevolmente fresca al tutto. Più pasta fresca per lasagne, ovviamente.
Cambia la forma di un classico, ogni rosa sarà una porzione.
Dosi per 6

-ricetta-
6 fogli di pasta per lasagne grandi
400 g ragù
200 g ricotta o besciamella
100 g spinacini
50 g formaggio grattugiato
burro e latte

Senza bisogno di sbollentarle, allineo tre sfoglie di lasagna, sovrapponendole leggermente.
Sono fresche e non necessitano di cottura preventiva.
In una boule mescolo il ragù, diciamo circa 400 g, con la ricotta o besciamella, scegliete voi quello che preferite. Il mio era un ragù di salsiccia.
Spalmo metà del composto sul grande foglio di pasta preparato e sopra distribuisco metà degli spinacini che spolvero di formaggio grattugiato.
Arrotolo dal lato più corto, così le rose vengono belle grandi.
Ne ricavo 3 pezzi usando un coltello grande da cucina, accomodo le rose in una pirofila rivestita da un foglio di cartaforno, così non si attacca niente e non devo usare altro burro.
Preparo gli altri tre pezzi con il resto degli ingredienti.
Una volta piena la pirofila, cospargo con altro formaggio e qualche fiocchetto di burro, aggiungo appena un goccio di latte per dare umidità e inforno a 180° per 20/25'.
Spengo, lascio riposare 10' e servo.



mercoledì 13 febbraio 2019

Crocchè-palline Anna, di piselli e feta al sesamo

Una ricetta che preparo dalla notte dei tempi, che sono più che sicura di avere già pubblicato qui nel blog, l'ho cercata in lungo e in largo ma non ne trovo traccia sotto nessuna voce-guida. Eppure manca nelle trascrizioni sul nuovo ricettario che sono stata costretta a rifare una decina di anni fa perché il precedente si è disintegrato e squinternato sotto la mole di foglietti aggiunti. E se manca nel nuovo può voler dire solo che è qui dentro, chissà dove e chissà sotto quale categoria o nome. Spesso quando faccio una ricetta tra le mie più classiche ne tengo memoria solo on line.
Vabbè, mi ricapiterà in mano quando meno la cercherò e sarà leggermente diversa perché con la pratica ho modificato dosi e contenuti per renderle sempre più delicate e morbide.
Queste polpettine di piselli le assaggiai la prima volta da un produttore di vino valdostano che ce le servì come accompagnamento ai suoi bianchi profumati (ricordo perfino di aver già descritto questo particolare).
Le ho rifatte a memoria tanto ero sicura degli ingredienti, più volte impastati visto che sono tra i piatti preferiti di Anna, la mia veteriAmica, per la quale le preparo da quanto data la nostra amicizia, ovvero due decenni.
Anzi, man mano che mi capitava di ripeterle -più o meno tutte le volte che abbiamo avuto occasione di festeggiare santo Stefano assieme- facevo leggere modifiche per non farle gnucche di farina, che siccome l'impasto è, e dev'essere, morbido si tende ad aggiungerne più del dovuto -come per gli gnocchi- rischiando di fare crocchette stoppose. Ho cambiato anche le dimensioni dell'uovo e aggiunto formaggio grattugiato e più feta.
Il segreto sta nel far ben raffreddare il composto e lavorare le palline fredde passandole con cura in un misto di farina, pangrattato e semi di sesamo.
Vi sembrerà che non stiano assieme o quasi, ma è così che devono essere se vorrete addentare morbidi bocconcini piuttosto che palline da golf.
Sono buone calde, tiepide e persino a temperatura ambiente; in effetti l'ultima volta le ho fritte tre ore prima del consumo ed è bastato intiepidirle nel forno caldo.
Le dosi sono per circa 30 pezzi.
Non fatele troppo grandi, altrimenti si rischia che brucino all'esterno senza che l'uovo che è nell'impasto cuocia come deve.

-ricetta-
1 scatola di piselli al naturale da 400 g
125 g feta
1 uovo grande
poca farina, se occorre
2 cucchiai di formaggio saporito (pecorino o grana)
sale, pepe
mix di farina, pangrattato e semi di sesamo per impanare
Sgocciolo per bene sia i piselli, al netto pesano 270 g, e la feta, che sbriciolo con le mani.
Metto nel bicchiere del mixer con l'uovo e il grana e frullo sino ad ottenere un composto fine al quale aggiungo sale e pepe e poca farina, giusto per addensare un pochino e solo se occorre.
Copro e metto in frigo o fuori al freddo per una notte, o un paio d'ore.
Mescolo 2 cucchiai di farina con 2 di pangrattato e uno di semi di sesamo in una ciotolina.
Formo delle palline della grandezza di una noce e le passo nel mix preparato, le rigiro tra le mani per dare loro una forma rotonda e le ripasso nel mix.
Una volta pronte tutte le palline, le friggo in un pentolino con olio di semi di arachidi portato a 170°, mettendo 4 pezzi alla volta.
Le scolo su carta da cucina quando hanno assunto un colore dorato e le servo tutte assieme, riscaldandole se occorre.

domenica 10 febbraio 2019

Buck's fizz cocktail- quasi un long drink

Un classico derivato da un Buck's fizz, long drink IBA a base di spumante e succo di arancia, rinforzato da alcolici più strutturati.
Non è proprio la ricetta originale quanto una riedizione messa a punto da me e consorte come pre-dinner, servito come apri-cena accompagnato da snack di farinata e mousse di mortadella.
Tanto che non era un vero e proprio long drink, diciamo una via di mezzo, altrimenti si sarebbero riempiti troppo, a scapito della degustazione di vini che gli hanno fatto seguito.
L'intento era di stimolare l'appetito -manco ce ne fosse bisogno- aprire lo stomaco al resto, abbondante, che sarebbe arrivato dopo. Per cui una dose di 190 ml sarebbe stata eccessiva assai... meglio rimanere sui 130 ml pro capite.
Per giungere allo scopo ci siamo sottoposti, noi due cavie consapevoli, a una serie di esperimenti, per arrivare a dosare nella giusta misura le spremute di arancia e lime.
Lo spumante è meglio che sia un metodo classico senza arrivare allo champagne- a mio modesto avviso sempre sprecato nei cocktail a meno che non sia uno di quelli extra-basic dei quali, però, non disponiamo quasi mai-, un brut va benissimo, tanto che noi abbiamo utilizzato un Millesimato Cesarini Sforza. Poi, spremuta di arance e lime freschi, poco Aperol e Triple sec.
La mistura finale ha il giusto punto di secco, dolce, amaro, acido e alcolico. E la bolla vivacizza il tutto.
L'hanno gradito tutti.
Dosi per una bottiglia di brut, ovvero per 12 persone.
-Il bicchiere basculante 'sempreinpiedi' lo adoro. Non ringrazierò mai abbastanza Silvia e Patrizio per averceli regalati! Ah, quanto spazio dovrei avere a disposizione per tutti gli accessori da tavola che mi piacciono e reputo fondamentali. Poi c'è chi si meraviglia che ho mille cose in giro e la casa straborda... Mary Kondo, levate!, vade retro. Qui non hai scampo, è una mission impossible!-
E tanti auguri a NOI! Domani saranno 35+10. Insomma, tra un lustro arriveremo alle 'nozze d'oro', calcolando gli anni non ufficiali.
Grazie per la lunga condivisione, mon cher. Non è da tutti.

-ricetta-
750 ml brut metodo classico
120 ml Aperol
120 ml Triple sec
360 ml spremuta arancia
120 ml spremuta lime

Mescolo in una caraffa le spremute fresche di agrumi, filtrate se occorre, con Aperol e Triple sec.
Meglio farlo in anticipo, coprire e tenere al fresco.
Al momento di servire mescolo ancora e ripartisco 60 ml di mistura per ogni bicchiere e suddivido equamente anche lo spumante, versandolo in un piccolo dosatore altrimenti fa molta schiuma e rischia di fuoriuscire dai calici se non sufficientemente capienti.
Servo subito.

giovedì 7 febbraio 2019

Polpettone pizzoso, una torta di carne in padella

In casa mia non è mai esistito il polpettone. La mia Giulietta non ha mai portato in tavola niente di nemmeno simile a salamotti di carne. Faceva tante polpette, per quelle aveva una fantasia infinita che mi ha trasmesso. Ma papà, da amante di costate e fiorentine, non concepiva i polpettoni.
I primi li ho visti e, ahimè assaggiati, da mia suocera. Li faceva d'abitudine e non erano sto granché. Però si lavora meno che a preparare polpette. Posso capirla conoscendo la sua propensione moderata alla cucina.
In vacanza, sempre di quelle settimane parlo alla fine, dovevo inventarmi qualcosa per ben due volte al giorno e non potevo certo ripetere portate di pesce a ogni pasto.
Ne ho cucinato tanto e in tutte le maniere consentitemi, ma un po' di carne ogni tanto ci voleva.
Col macinato mi è venuta in mente la pizza di carne, ma la mia ricetta va cotta in forno. E io potevo contare solo nelle mie fidate padelle doppie.
Non mi restava che provare a rimaneggiare la ricetta! Poteva essere un fiasco? No. Non lo è stato.
A quadretti è ottimo anche servito in un buffet.
Dosi per 6

-ricetta-
370 g macinato misto manzo/maiale
70 g grana grattugiato
70 g pangrattato
2 uova
1 cucchiaio senape
origano secco
capperi dissalati
2 perini maturi
1 mozzarella
sale
olio
Prima di cominciare a fare qualsiasi altra cosa scarto la mozzarella e la metto a perdere più acqua possibile e dissalo i capperi.
Prendo una ciotola e ci metto carne, formaggio e pangrattato, aggiungo uova e senape e impasto con le mani. Salo moderatamente.
Stendo il composto in una delle due padelle ben oliata e la pongo sul fuoco, facendo cuocere lentamente per circa 20' coperto con la seconda padella. Prima di girare la torta di polpettone ungo la padella di sopra, capovolgo e faccio cuocere altri 10'.
A questo punto è arrivato il momento di condire la torta.
Distribuisco qualche cappero e spolvero di origano, metto i due pomodori e la mozzarella, ridotti a fettine sottili.
Faccio cuocere su fiamma bassissima per 5', spengo e lascio coperto, così il calore scioglierà bene il formaggio.
La torta-polpettone può riposare da 15' a qualche ora, così com'è.
Poi si può riscaldare o consumare a temperatura ambiente.

martedì 5 febbraio 2019

Torta di riso alla stracciatella

Certo che a volte arrivo proprio a fare cose assurde. Il recupero di un recupero. Un riciclo al quadrato.
Un risotto già preparato con avanzi di brasato e bollito, a sua volta recuperato in un tortino, ripieno di stracciatella.
Una goduria assoluta, roba che se ci provi a rifarlo non viene.
Sta di fatto che già ero soddisfatta quando ho riciclato quei piccoli avanzi che restano nella pentola del brasato e le carote del brodo di ossa cotte 24 ore nella slow-cooker che, pur sembrando impossibile, non si disintegrano come si potrebbe pensare, anzi.
Avanza anche il suddetto risotto, che è rimasto mantecato e morbido, per cui era impossibile pure da freddo ricavarne crocchette.
Lo metto in forma in una pirofila ben imburrata e rivestita di pangrattato. E così in mezzo ci ho messo, già che c'ero, due etti di stracciatella.
Ne è uscito un piatto molto goloso, con una porzione abbondante ho servito 3 persone.

-ricetta-
1 porzione abbondante di risotto avanzato
150 g stracciatella
burro
pangrattato
formaggio grattugiato
sale della stria
Imburro una pirofila e la rivesto di abbondante pangrattato, quindi faccio uno strato di risotto, appiattendolo con una spatola.
Lo spalmo di stracciatella che condisco con un poco del mio sale aromatico e lo richiudo con un altro strato di risotto.
Se dovesse essere un po' duro, lo scaldo pochi secondi al microonde.
Spolvero la superficie con altro pangrattato e formaggio grattugiato, metto anche qualche fiocchetto di burro e inforno a 200° per 20'.
Servo non appena è un po' intiepidito.


domenica 3 febbraio 2019

Budini di panettone al tè Earl Grey


Una delicata crema profumata al tè Earl Grey, famoso per essere aromatizzato al bergamotto, avvolge pezzetti di panettone tostato e cranberries.
Un altro sistema per usare panettone avanzato. Oggi è san Biagio e quale migliore sistema per consumare il panettone salva-gola tenuto gelosamente da parte 'apposta per'?
Io acquisto solo panettoni artigianali, ne mangio pochissimo ma quella piccola fetta dev'essere buona, altrimenti ne faccio a meno. Essendo privi di conservanti e a base di prodotti freschi hanno una scadenza brevissima, di soli 30 gg. Eppure a me, il panettone invecchiato di due-tre mesi piace molto di più di quello fresco. Forse perché perde un po' della naturale morbidezza. Perciò ne conservo gelosamente uno tutto per me, per concedermi il piacere di assaporarlo fuori dai bagordi delle feste natalizie e goderne, magari, fino a Pasqua.
Con il resto che non consumo preparo dolci a base di... e questo budino che sembra un clafoutis, tanto per rendervi l'idea della consistenza della crema, è eccellente.
L'infusione delle bustine di tè è la cosa che richiede più tempo, non date retta quando leggete di lasciarle solo 10/15'. Col cavolo che il latte acquista aroma. Ci vuole un'oretta. E alla fine il mio era ancora così evanescente che ho preparato una tazzina di tè concentrato che ho aggiunto al miscuglio di latte e panna. E ho rinvigorito il profumo con due cucchiai di acqua di fiori d'arancio. Altrimenti è una crema alle uova e basta, pure piuttosto stucchevole.
Comunque l'appareil per affogare le fettine di panettone potete prepararlo con anticipo e lasciarlo al fresco sino a poco prima di versarlo nelle cocottine.
Se non gradite i cranberries, gocce di cioccolato possono essere una valida alternativa.
Insomma, vi pareva che non aggiustavo le cose alla mia maniera.
Le dosi sono per 8

-ricetta-
320 g panettone
5 bustine di tè Earl Grey
250 ml latte
250 ml panna fresca
60 g zucchero
3 uova
1 tuorlo
80 g cranberries
30 ml acqua di fiori d'arancio
zucchero a velo
Preparo l'infusione al tè, scaldando il latte sino quasi a ebollizione. Ci metto dentro 4 bustine e lascio che queste rilascino il loro aroma per 1 ora. Poi le elimino strizzandole.
Aggiungo al latte la panna e un'altra bustina di tè infusa in 70 ml acqua bollente.
Mescolo e tengo da parte al fresco.
Nel frattempo metto in ammollo in acqua calda i cranberries per 20'.
Tosto leggermente il panettone a fette, sino a che si secca.
Rompo le uova in una boule, aggiungo anche il tuorlo e le sbatto con una frusta a mano assieme allo zucchero. Ci mescolo il latte e la panna e profumo con l'acqua di fiori d'arancio.
Non uso troppo zucchero nella crema perché il panettone è già dolce.
Imburro cocotte monoporzione e ci accomodo triangoli di panettone e un po' di cranberries sgocciolati. Annego il tutto dividendo il composto al tè e uova e faccio riposare 15'.
Inforno a 180° per 35', avendo cura a metà del tempo di coprirli con un foglio di stagnola, per non farli colorare né asciugare troppo.
Li porto in tavola tiepidi e spolverati di poco zucchero a velo.

venerdì 1 febbraio 2019

Quiche verde di cipollotti, mozzarella di bufala e pinoli

Non mi smentisco mai. Secondo voi potevo buttare tutte quelle verdi cime di cipollotto? Ne avevo acquistati due mazzi rigogliosi, con ciuffi carnosi, verdi e turgidi.
Non potevano andare sprecati, sarebbe stato un vero peccato.
Perciò li ho lavati per bene, tamponati e fatti a tocchetti. Saltati per 5' a fuoco vivace in un padellino e utilizzati per farcire una quiche in guscio di brisée.
È proprio in questo modo che mi invento abbinamenti e accostamenti. Dove sta scritto che si possono usare solo broccoli, erbette o spinaci? Il verde del cipollotto non è troppo intenso di sapore e incontra il gusto di quasi tutti. Non risulta pesante alla digestione ed è ricco di fibre.
La mozzarella viene da allevamenti di bufale in Maremma. I pinoli sono quelli elbani, da me raccolti e aperti.
Il vino che ci abbiamo abbinato: un friulano, chiamato NO NAME dal produttore, Le vigne di Zamò, dopo che l'Unione Europea, già anni fa, vietò al Friuli di chiamare Tocai il suo storico vino per non confonderlo con un altro ungherese -Tokaji- che non è nemmeno fatto con la stessa uva!
Mi è piaciuto questo modo polemico di chiamare un vino 'dal nome negato'. Santé!
Dosi per 6

-ricetta-
1 rotolo di pasta brisée
la parte verde di due mazzi di cipollotti
1 mozzarella di bufala
3 uova
25 ml latte
50 g grana grattugiato
25 g pinoli
olio evo
sale, pepe
Scolo la mozzarella per farla asciugare il più possibile, magari anche la sera prima.
Una volta che ho preparato pulite e a tocchetti le parti apicali dei cipollotti, le faccio appassire in padella con un filo d'olio e una spolverata di sale.
Lascio intiepidire mentre preparo la parte liquida.
Sbatto le uova con sale e pepe e aggiungo il grana e il latte.
Stendo la pasta con la sua carta nella teglia, verso sul fondo i cipollotti e la mozzarella sfilacciata a pezzi.
Ricopro con il composto di uova, completo distribuendo i pinoli e rigiro il bordo della pasta pizzicandolo per decorare la quiche e per chiudere il ripieno.
Cuocio in forno a 190° per circa 25'. Dipende dal forno. Comunque la tolgo quando tutto il bordo ha un colore dorato e uniforme.
La servo dopo averla fatta raffreddare.


mercoledì 30 gennaio 2019

Ditalini risottati con cavolini di Bruxelles e...

...e quattro/cinque altre cose.
Solo per palati forti che amano i sapori decisi.
La genesi di questo collage saporitissimo? Una fredda giornata di metà dicembre e una camminata ispiratrice.
Cavoletti in dispensa da qualche giorno, non si era ancora presentata l'occasione di cucinarli.
Ne uso qualcuno, mi dico. Brodo di ossa ne ho a josa, un concentrato gelatinato che al freddo non fa una piega per giorni.
Un piccolo pezzetto di pancetta affumicata delle Dolomiti, nemmeno mezz'etto.
2 pomodorini per dare acidità, un cucchiaino di 'nduja, cipolla pastorizzata. Niente altro? ah, sì! Un bastoncino di gruyère stagionato.
Naturalmente potrete farne una versione totalmente vegetariana mettendo sambal al posto della 'nduja e omettendo la pancetta. Il mix risulterà ugualmente super saporito.
Non mi sono dimenticata nulla.
L'insieme è saporito, sapido e molto comfort food. Ideale da consumare dopo una passeggiata nella natura.
Porzioni per 2.

-ricetta-
150 g cavolini di Bruxelles puliti
100 g ditalini
25 g pancetta cotta
20 g gruyère
1 cucchiaio di cipolla pastorizzata
1 cucchiaino di 'nduja
10 g burro
10 ml olio evo
brodo
Nella pentola da risotto faccio scaldare burro e olio con la cipolla pastorizzata, la pancetta a dadini piccolissimi, la 'nduja e i cavolini che ho tagliato a spicchietti.
Non appena iniziano a rosolare li bagno con un mestolino di brodo e continuo a cuocere per 5' prima di aggiungere la pasta.
La porto a cottura risottandola, ossia aggiungendo il brodo caldo a mestoli.
Con la pastina che ho usato io sono occorsi 10'.
Lascio la pastina appena brodosa e la manteco a fuoco spento con il formaggio a micro cubetti.
Servo.




domenica 27 gennaio 2019

Biscotti al cioccolato con mandorle o nocciole

Niente di più facile che fare biscotti in casa.
Più assaggio prodotti confezionati e più storco il naso.
So che mia mamma mi ha abituato bene e mio padre ancora di più nell'istruirmi ad affinare le papille. Ma spesso assaggiando prodotti industriali mi chiedo come si possano apprezzare e ricomprare.
Così, nei ritagli di tempo, mi cimento per accontentare il consorte, che in ogni caso svuota la scatola dei biscotti; una di quelle vetuste, in metallo, coi disegni ormai sbiaditi dopo che prende luce da 35 anni a questa parte. Ci ha seguito in tutte le case, ma ci sono talmente affezionata che non oso buttarla. Prima di tutto per la sua capienza, che è una via di mezzo tra il troppo e il troppo poco. E poi il suo decoro con leoni e animali della savana mi piaceva un sacco. La acquistai negli anni 80, era di Sia, una ditta toscana di articoli di complemento per la casa. Ora ha un aspetto fané e un colore quasi uniforme sui toni del verde... ma dura ancora. Almeno fino a che non ne troverò un'altra che mi conquisti.
Ma i biscotti, o cookies come dicono oltreoceano, che fine hanno fatto?
Adesso vi racconto come procedere e vi allego le foto delle due infornate, una con mandorle e una con nocciole che rende bene l'idea di come dev'essere l'impasto.
Una volta cotti, come potete constatare, sono 'brutti ma brutti ma buoni'.
Dovete fidarvi sulla parola, non sono granché belli ma sono ottimi.
Metteteli in un sacchetto trasparente e fatene dono ai vostri amici cioccolato addicted.
Queste dosi sono per circa 24 pezzi (due placche).
Saluti a tutti e buona domenica.

-ricetta-
140 g farina multicereali (o 00)
100 g zucchero di canna
70 g burro morbido
40 g cacao amaro
10 g cannella in polvere
4 g sale
2 uova
vaniglia naturale/essenza mandorle amare
nocciole/mandorle

In una ciotola sbatto a velocità media il burro e lo zucchero sino a renderli una mousse leggera e soffice.
A parte mescolo gli elementi secchi: farina, sale, cacao e cannella.
Aggiungo a burro e zucchero le uova e un po' di vaniglia, che sia estratto naturale oppure i semini grattati da mezzo baccello e poi incorporo, usando la frusta a bassa velocità, il composto secco senza mescolare eccessivamente.
Porto il forno a 180°.
Su una placca foderata di cartaforno dispongo mucchietti di impasto usando un cucchiaino, distanziandoli perché in cottura si allargano. Al centro, se vi piace, potete posizionare una nocciola tostata.
Se utilizzate le mandorle, non sbucciate vi prego, mettete nell'impasto essenza di mandorle amare al posto della vaniglia.
Metto a cuocere per circa 10' in forno caldo e sforno.
Attendo 5' prima di toccarli per trasferirli su una grata a raffreddare completamente.
I biscotti sembrano sempre troppo poco cotti... ma fidatevi, una volta freddi acquistano consistenza.




giovedì 24 gennaio 2019

Tacconelli cipollotti di Tropea, zucchine e primosale

Vicino a casa, molto vicino per me che sono abituata a fare chilometri, solo due è vicinissimo, c'è il supermercato di una catena bresciana che ha prodotti un po' diversi rispetto a quelli cui sono abituata, materie prime di qualità che spesso, quando si avvicina la data di scadenza, mettono in super offerta.
In quegli scomparti ci guardo sempre, soprattutto se ho pranzi imminenti. Acquisto prodotti di pregio al 50%, tanto li userei subito comunque.
Ho risolto così il condimento per questa stuzzicante pasta corta.
Il primosale era lì che mi chiamava, i cipollotti nonostante la stagione avevano il loro sigillo che li marchiava originali di Tropea... connubio irresistibile per me.
Solo olio evo per far appassire i cipollotti a falde e rondelle di zucchina, e nessun altro formaggio.
Abbinamento suggerito: Weissburgunder dell'Alto Adige, prodotto da Martin Abraham. Un vino dai profumi calibrati di fiori e frutti, sapido e avvolgente.
Dosi per 4

-ricetta-
350 g pasta corta tipo tacconelli
4 cipollotti di Tropea
2 zucchine piccole
200 g primosale
olio evo
sale

Faccio sudare i cipollotti, ho eliminato la parte apicale e tagliato in 4 spicchi, in un velo d'olio evo.
Li salo e li metto da parte quando sono traslucidi ma ancora croccanti.
Nella stessa padella metto le zucchine a rondelle e con lo stesso procedimento le faccio colorire a fuoco vivace con olio e sale.
Lesso la pasta. Mentre cuoce taglio il primosale a dadini di 1,5 x 1,5 cm.
Scolo la pasta, la riverso nella pentola calda e la condisco con cipollotti e zucchine e un po' del loro olio.
Per ultimo metto il formaggio, che deve rimanere a dadini senza colare.



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