martedì 23 agosto 2016

Zucchine alla scapece a modo mio

E sì... proprio a modo mio visto che le zucchine, come richiederebbe la classica ricetta napoletana, non sono fritte ma grigliate.
Però ho una valida giustificazione per il delitto commesso. Ho preferito non friggerle perché ho usato quelle tonde, che fritte sarebbero diventate delle spugne. Invece dopo averle affettate le ho fatte spurgare per una notte, così hanno perso moltissima acqua disidratandosi, infine le ho grigliate.
Ho preferito fare in questo modo, nonostante il mio smodato amore per i fritti, anche perché mi piace quella lieve nota bruciacchiata che assumono.
Invece ho mantenuto il condimento originale, con ottimo olio evo e un buon aceto, nella fattispecie di Banyuls.
Erbe aromatiche come se piovesse... per un contorno da leccarsi i baffi ed eventualmente usare come piatto unico accompagnandolo a un po' di formaggio.
Questi sono i pasti 'per me sola' che preferisco.

-ricetta-
3 zucchine tonde
olio evo
aceto di vino, di quello buonissimo
sale, pepe
erbe aromatiche fresche (prezzemolo e menta)
Affetto le zucchine a rondelle spesse 1 cm, poi le salo e le metto in un contenitore a spurgare per tutta la notte. Al mattino avranno perso la metà del loro peso e ci sarà un sacco di liquido da eliminare.
Le tampono con carta da cucina poi ungo una bistecchiera e la cospargo con poco sale grosso, metto alcune fette di zucchina e le faccio grigliare sino a che non si rigano da ambo i lati.
Le stendo su un vassoio, le spruzzo con uno spray contenente ottimo aceto rosso e poi le velo con pochissimo olio extravergine.
Trito un bel mazzetto di prezzemolo e menta che poi metto sopra le zucchine.
Lascio insaporire al fresco almeno per un'ora prima di servire.

domenica 21 agosto 2016

Gelato con due ingredienti: banane e crema di nocciole

In questi ultimi fine settimana, per lo meno qui lungo le sponde del mio fiume, non se ne sente troppo l'esigenza. Ma ci sono stati giorni, a giugno e luglio, che di gelati e sorbetti ne consumavo a chili.
Mi porto avanti e studio sistemi per deliziare gli amici che troverò all'isola d'Elba, cercando ovunque ricette che non richiedano l'uso di macchinari o forno.
Quando abbiamo in dispensa banane stramature, nere all'esterno ma estremamente morbide e zuccherine all'interno, non buttiamole. Sono perfette per fare un gelato senza gelatiera.
A queste si aggiunge della Nutella® e giusto un po' di succo di lime e un pizzico di fleur de sel per rilevare il gusto.
Tempo di preparazione 10'. Più il tempo necessario al raffreddamento nel congelatore.
Buona domenica, golosi!

-ricetta-
4 banane stramature
1 lime
200 g nutella
sale in fiocchi
Sbuccio le banane e le verso in una ciotola alta, aggiungo il sale, il succo del lime e la crema di nocciole. Frullo con la frusta a immersione rendendo il composto denso e liscio.
Travaso in una vaschetta da gelati e ripongo nel congelatore per una notte.
Se non lo voglio servire un po' ghiacciato, come vedete quello nella foto, lo passo nel microonde per 3' oppure lo mescolo con la frusta a immersione, della quale non mi privo neanche al mare.
Se non dev'essere servito a bambini, vi consiglio di profumare il gelato con del rum. Ne basta un bicchierino mescolato al composto prima di congelarlo.

sabato 20 agosto 2016

Polpette di pollo al curry, cotte in forno


Tra una gita e l'altra, da un'Alpe all'altra, riesco ancora a parlare di cucina.
Queste non-vacanze, visto che quelle vere inizieranno tra quattro settimane, mi piacciono sempre molto, forse troppo. Attendere che i colleghi abbiano terminato le loro ferie per partire quando tutti rientrano non ha prezzo. Se poi si aggiungono weekend da amici, scambi di inviti e godibili pranzi in terrazza... capisco chi mi dice che sto in vacanza per più di tre mesi. Però non mi risparmio.
Cucino moltissimo e con vero piacere.
Una settimana fa ammiravo le Alpi Valdostane, adesso sono sulle Prealpi orobiche.
Unico comun denominatore: temperature fin troppo gradevoli, e l'occasione per rimpolpare le scorte in dispensa. Ottimi formaggi e salumi non difettano né qui né lassù ai piedi del Monte Rosa.
Ora vi racconto di una cottura sana e poco impegnativa. Infatti, una volta che tutte le polpette sono state modellate e passate in uovo e impanatura, si mettono a cuocere in forno, puntando il timer dopo circa 15' per girarle.
Facile, gustoso secondo che può essere servito sia freddo che caldo.
Se pensate che siano l'ideale per un buffet fatele di dimensioni ridotte, saranno più belle da presentare su un vassoio.
L'aromatizzazione al curry le rende sicuramente diverse dal solito. Io le adoro.
Ma se non vi piace questa versione 'esotica' mescolate la carne con più cipolla o aglio e un po' di buccia e succo di limone. Il risultato sarà comunque valido.
L'abbinamento con le note speziate di un Costa del Rodano, Côte Rôtie di Domaine Jamet, vendemmia 2006, non è stato per nulla azzardato. La speziatura del vino ben si è sposata con quella delle polpette.

-ricetta-
400 g polpa di pollo
1 cucchiaio di curry
2 uova
1 cipollotto tritato finissimo
aglio in polvere
pangrattato
olio evo
sale, pepe

Trito nel mixer la carne di pollo, ricavata da sovracosce oppure filettini del petto, usando l'intermittenza, deve rimanere sfaldata ma non una poltiglia.
La metto in una boule e la mescolo con il cipollotto, la condisco con aglio e curry, salo e macino del pepe e amalgamo con un uovo.
Con l'impasto formo delle polpette piatte che passo nell'altro uovo sbattuto con poco sale, poi nel pangrattato.
Metto tutte le polpette su una placca rivestita di cartaforno leggermente oliata.
Le irroro con un filino d'olio, fatto scendere goccia a goccia e metto a cuocere in forno a 180°.
Dopo 15' le rigiro e le faccio cuocere altri 15'.
Quando sono ben dorate le sforno. Sono buone a qualsiasi temperatura.

giovedì 18 agosto 2016

Alici marinate al pompelmo rosa con cetrioli snack e avocado

Quando fa caldo ed è stagione di pesca, se trovate delle belle alici carnose, preparate questa deliziosa insalata ricca di verdure e piena di sapore.
Le alici le acquisto intere, pulirle è piuttosto facile ma, se non amate farlo, ne troverete certamente di già spinate dal pescivendolo.
Poi, per mettersi al sicuro dall'anisakis, un verme parassita che potrebbe averle infestate, occorre abbatterle per 48 ore nel congelatore.
Scongelatele, sciacquatele e tamponatele con carta da cucina, quindi mettetele a marinare in succo di pompelmo e limone, con appena uno schizzo di aceto bianco.
Dopo una notte di riposo, ben coperte dall'acidità dei succhi, si saranno cotte.
Questi sono i passaggi indispensabili per gustare in tutta sicurezza quest'insalata.
Il resto va da sé. Inutile che mi ripeta... ma tanto lo faccio sempre! Mai acquistare alici marinate già pronte! Sono sfatte, si sfarinano in bocca e sanno di aceto e... conservanti. Mai!
Optate per l'acquisto dei pesciolini già puliti e procedete come vi ho detto.
Perché le ho accompagnate con cetriolini e avocado? Semplice, mi piaceva il contrasto tra la cremosità del secondo e la croccantezza dei cetriolini affettati sottili con la mandolina di ceramica.
Dosi per 8

-ricetta-
500 g alici (al netto degli scarti)
200 g cetriolini snack
1 avocado
2 pompelmi rosa
1 limone succoso
1 lime
olio evo
fleur de sel
Dopo aver pulito e trattato nel freezer le alici, le metto a strati in una vaschetta bagnandole con succo di limone e di un pompelmo.
Copro con pellicola e metto in frigorifero per una notte. Il giorno dopo le scolo e le tampono con teli o carta da cucina.
Sbuccio l'avocado e lo riduco a dadini che bagno con succo di lime e fiocchetti di sale.
Prendo un capiente piatto di servizio e ne ricopro il fondo con cetriolini affettati finemente.
Sopra metto le alici e spicchi di mezzo pompelmo con i dadini di avocado.
Verso sopra il liquido di conserva dell'avocado e condisco con un filo d'olio.
Lascio riposare al fresco 30', poi servo con crostini di pane caldo.

martedì 16 agosto 2016

Tacconelli con pomodori secchi, perline e ricotta salata

Avete passato un bel weekend di Ferragosto?
Io sì, tra sole e nuvole in Valle d'Aosta, dopo circa vent'anni ho rimesso piede a Gressoney.
Mi sono rituffata nelle Alpi ai piedi del Monte Rosa, con passeggiate tra le nuvole, tante chiacchiere con Antonella e Paolo e piatti tipici.
È sempre un piacere stare in buona compagnia di amici coi quali non hai filtri, dato che ci si conosce da 40 anni e oltre! Il rientro, tanto temuto dal consorte, è stato assolutamente non traumatico.
Oggi però sono di nuovo in cucina e preparo un sugo semplice e saporito, con pochi ingredienti ben dosati che regalano tanto gusto a un piatto di pasta.
Pomodori secchi messi in conserva da me, ovviamente, con abbondanti capperi. Ma se ne trovano di buoni anche già pronti se non volete o non potete provvedere da soli.
Le melanzane perline invece potrebbero essere più difficili da trovare, in questo caso acquistate quelle lunghe e strette, che normalmente hanno polpa più soda e meno acquosa, e tagliatele a bastoncino.
Ho usato i tacconelli ma va bene qualsiasi formato di pasta, e non solo di semola ma anche di kamut, farro oppure integrale.
Ricotta salata oppure feta sono i formaggi che vi consiglio di usare. Se preferite un gusto più delicato è ottimo anche il primosale.
Dosi per 4

-ricetta-
320 g pasta corta
150 g melanzane perline
100 g ricotta salata/feta
12 pomodori secchi sott'olio sgocciolati
1 spicchio aglio
olio evo
sale, pepe
Intanto che l'acqua per cuocere la pasta arriva al bollire preparo le melanzane, che ho lavato, spuntato e tagliato a tocchetti.
Scaldo un velo d'olio nel wok e ci rosolo le melanzane con l'aglio, salo poco e quando sono tenere ma non sfatte metto anche i pomodori secchi ridotti a filetti.
Lascio insaporire 2' quindi spengo e tengo in caldo.
Lesso la pasta al dente, la scolo versandola nel wok, la salto e aggiungo la ricotta sbriciolata.
Mescolo e porto in tavola con il pepe.


domenica 14 agosto 2016

Granita di cioccolato

Quando fa caldissimo, non come quest'anno quassù, bisogna idratarsi molto e si è sempre alla ricerca di qualcosa di gradevolmente fresco da far passare per la gola assetata.
Non perché l'estate è più tiepida del solito non faccio sorbetti. Anzi, ne preparo uno al giorno.
Sul sito di La Cucina Italiana ho letto di questa granita e appena alzata mi sono adoperata per farla, permettendomi il lusso di aggiungere un po' di rum per profumarla e del sale per rilevare il gusto del cioccolato.
Veloce e facile. Molto cioccolatosa, proprio come piacerebbe a Max.fast. La consistenza ricorda quella delle granite siciliane, è fine e cremosa proprio come quella che mettono nelle brioche col tuppo.
A proposito... auguro a tutti voi un buon Ferragosto, domani.
Sarà un lunedì di festa. Mi piace questo 2016 dopo il purgatorio del 2015!

-ricetta-
100 g zucchero
60 g cioccolato fondente
20 g cacao amaro
1 cucchiaio di rum scuro
sale
Mescolo bene cacao e zucchero in un pentolino, poi verso 350 ml di acqua e porto sul fuoco, scaldando finché lo zucchero non si è sciolto. Posso fare tutto anche usando il microonde.
Verso ancora caldo sul cioccolato spezzettato e mescolo sino a che non è tutto fuso.
Aggiungo il rum e un pizzico di sale mescolando per amalgamare.
Faccio raffreddare e verso nella gelatiera, altrimenti metto tutto in una vaschetta e ripongo nel freezer per una notte. Dopotutto è una granita, al limite la passo qualche minuto con la funzione defrost al microonde, poi la divido mescolandola bene e la servo a cucchiai in coppe.

sabato 13 agosto 2016

La Spanakopita

Ovvero quella che per i greci è una torta salata con spinaci e formaggio, da spanako = spinaci e pita = torta.
Quanta ne ho mangiata, assieme alle tiropite, le sfogliatine al formaggio, quando sono andata in vacanza laggiù. A Capo Sunion o nel vicino porto di Rafina la notte c'erano baracchini sempre aperti che le servivano calde. Com'ero giovane, nemmeno maggiorenne!
È assolutamente escluso che vi dia la spiegazione di come realizzare la pasta fillo... mica sono matta. È così comoda quella pronta che non vale assolutamente la pena farla in casa, ma comunque tra quelle pronte c'è parecchia differenza in qualità. Per lo più qui si trovano prodotti surgelati, in Francia invece si trova fresca accanto a pasta sfoglia e brisée.
Comunque una buona spanakopita ha bisogno di 6 + 6 strati di pasta e di una farcitura ricca e consistente.
Non pensiate che sia pesante, tutt'altro. Il ripieno è di soli spinaci, che potrebbero essere anche tarassaco, erbette, ortiche, barba di frate, feta e ricotta. Niente uova. Almeno non nella versione che mi aveva dato un'amica dei miei genitori quando andammo a farle visita ad Atene.
Quando la faccio molto spesso la uso al posto del primo. Chissà perché dà l'idea di essere più leggera di un piatto di pasta o riso. Di sicuro è meglio di crespelle o lasagne. Ogni foglio di pasta fillo va spennellato leggermente di olio, in modo che rimangano separati e croccanti.
Soluzione ideale per il picnic di Ferragosto.
Dosi per 12 da una pirofila di 24x34 cm.

12 fogli di pasta fillo
1 kg di spinaci freschi
1 porro
1 cipolla piccola
200 g feta
200 g ricotta pecora
menta fresca
olio evo
sale, pepe
Pulisco gli spinaci e li sbollento con la sola acqua dell'ultimo risciacquo, li scolo e li lascio nel colapasta a perdere il più acqua possibile. Nel frattempo intiepidiscono, poi li schiaccio con un mestolo di legno per eliminarne il più possibile e li trito grossolanamente.
Scaldo un velo d'olio in una padella e ci rosolo lentamente la cipolla e il porro, solo la parte bianca, tritati. Quando stanno prendendo un po' di colore è il momento di mettere gli spinaci. Mescolo per farli insaporire, aggiungo qualche foglia di menta e condisco con sale e pepe. Modero la quantità perché la feta è salata.
In una boule sbriciolo feta e ricotta, poi verso le verdure insaporite.
Ungo il fondo di una pirofila e ci stendo un foglio di pasta fillo che deve sbordare un po'. Ungo la fillo con un pennello e dell'olio evo, quindi faccio allo stesso modo altri 5 strati, sempre oliandoli.
Spalmo sul sesto il ripieno di formaggi e spinaci e ricomincio a fare strati di fillo, altri 6 sempre spennellando ognuno con un pochino di olio evo.
Sigillo i bordi ripiegandoli all'interno della pirofila, formo un cordoncino.
Olio anche la superficie e metto la spanakopita in forno a 190° per circa 40'.
Quando la superficie inizia a dorarsi e vedo gli strati del bordo sfogliarsi è pronta.
Faccio riposare 10' poi la servo tagliata a quadrotti.



giovedì 11 agosto 2016

Crocchette di aringhe e riso

Quando non ci sono giornate di maltempo, ma forse proprio grazie a quelle, quest'estate si può dire perfetta. Almeno per il clima di cui godiamo qui al nord. Il piacere di dormire a finestre spalancate sotto una trapuntina leggera non ha prezzo!
Ieri eravamo in terrazza a pranzare con amici e tirava un venticello freschissimo. Niente a che vedere coi 35° del giorno prima, patiti sul lago.
Ho rivisto con molto piacere una vecchia amica, una dolce signora milanese che da quasi tre lustri passava ogni giorno sotto la terrazza e mi salutava scampanellando, in sella a una bicicletta gialla. Quest'anno per problemi di salubrità della casa che era solita affittare- le vecchie abitazioni sul fiume non sono tanto sane se non vengono mantenute- non è potuta venire qui in vacanza.
Ma non è certo questo che ci ha disarmato. Il consorte l'ha prelevata a Milano e gli altri amici che erano della compagnia l'hanno poi riportata a casa.
Abbiamo trascorso una magnifica mezza giornata sul fiume...
Ciao Bruna, guarda che prima di settembre replicheremo! E magari ti preparerò queste sane polpettine di riso e pesce.
L'aringa si trova anche fresca, lo sapevate? Fa parte del pesce azzurro, quindi rientra tra i pesci più salutari che ci siano. Ma molto spesso non viene considerata. A torto, perché costa pochissimo e la si trova già sfilettata. È un bel vantaggio che sia già pronta da cuocere.
Per fare queste crocchette per 4 persone ne bastano due, aperte a libro.
Prima di assemblarle al riso cotto le ho cotte solo 2' al microonde, così le ho potute privare della pelle senza fatica.
La ricetta è facile e veloce. Come al solito vi lascio la scelta di cuocerle come più vi aggrada, o in forno o fritte. La seconda soluzione è senz'altro più veloce e, se fa troppo caldo, assolutamente da preferire in quanto bastano pochi minuti per la doratura essendo tutti gli ingredienti all'interno già cotti.
La collosità naturale di un riso a chicco piccolo e profumato non richiede l'aggiunta di uovo come legante.
Pochi ingredienti, senza glutine, costo basso... minima spesa per massima resa.
Si possono usare come snack, antipasto, finger food, in un bel vassoio su un buffet, come secondo o piatto unico.
Vi allego il link alla pagina delle preparazioni, trucchi e segreti, dove trovare la ricetta della cipolla pastorizzata. Imparate a tenerne un vasetto in frigorifero, non avete idea di quante volte vi tornerà utile.

-ricetta-
200 g filetti aringhe
200 g riso bianco esotico
50 g formaggio grattugiato
cipolla pastorizzata
basilico e prezzemolo
olio di semi di arachide per friggere
sale, pepe
Lesso il riso in abbondante acqua bollente e salata.
Nel frattempo cuocio i filetti direttamente nel piatto, conditi con un pizzico di sale e un cucchiaio di acqua e coperti da pellicola, nel forno a microonde per 2'.
Elimino la pelle e li sbriciolo con le mani. Li metto in una boule con foglie tritate di basilico e prezzemolo, se piace posso mettere anche la punta di un cucchiaio di curcuma, darà sapore e colore alle crocchette.
Aggiungo il riso intiepidito, il formaggio e un cucchiaio di cipolla pastorizzata, che aggiungerà sapore. Controllo se manca sale o pepe. L'impasto risultante è piuttosto malleabile e colloso, facile da maneggiare per formare polpette grandi come una noce, avendo l'accortezza di inumidirsi spesso le mani.
Vi accorgerete che stanno insieme senza uovo né farina. Il che significa che la ricetta è totalmente priva di glutine.
Una volta che le crocchette sono tutte pronte le friggo, non troppi pezzi alla volta, in olio caldo, sino a che non sono dorate.
Le scolo su carta da cucina e le servo calde, ma sono super buone anche fredde, almeno per me.


martedì 9 agosto 2016

Insalata di lattuga, avocado, fragole, formaggio di capra e altro...

Mi piace molto mischiare nelle insalate estive il dolce della frutta al salato di verdure e formaggio.
Con le fragole le fresche foglioline di cuori di lattuga si sposano a meraviglia.
La quota proteica è data da un pezzo di bouche de chèvre, formaggio di capra in stile francese con crosta fiorita mangiatutto, che producono anche molti nostri casari persino in Valsassina.
Il mio formaggiaio di fiducia ne ha spesso di ottimo.
Fatene pure in abbondanza, è un ottimo secondo leggero, colorato e allegro.
Dosi per 4

-ricetta-
3 cuori di lattuga o baby
1 avocado
1 lime
100 g pomodorini ciliegia
250 g fragole
150 g formaggio di capra
cipolle all'aceto
olio evo
sale, pepe

Pulisco l'avocado, lo sbuccio e lo taglio a fettine, che metto in una boule con il succo del lime, qualche fiocco di fleur de sel e un filo d'olio.
Intanto lavo e tampono le fragole, elimino il picciolo e le taglio a fettine.
Divido in due o in quattro i pomodorini, dipende dalla loro dimensione.
Lavo e sfoglio i cuori di lattuga, li asciugo con l'apposita centrifuga.
Le cipolle all'aceto le ho sempre pronte, come stanno per finire ne affetto una nuova con la mandolina e la metto a macerare nell'aceto, che cambio solo dopo 30 giorni.
Prendo un piatto da portata grande e un poco profondo, inizio a fare uno strato di lattuga, dividendo le foglioline in due, e sopra distribuisco con garbo avocado, fragole, pomodorini.
Spezzetto il formaggio e spargo qua e là anelli di cipolle all'aceto.
Condisco con la marinata dell'avocado, altri fiocchi di sale, una macinata di pepe e ancora un filino d'olio.
Lascio riposare 15', poi servo.
L'abbinamento con una complantation alsaziana, vino assemblato da varie uve, è stato perfetto.
Grazie Mr. Klur, il suo Katz (gatto) che porta il nome della piccola valle di lato a Colmar dove alleva i suoi vitigni, è stato gradito e perfetto. Il vino non solo è aromatico al punto giusto, ma anche ricco e avvolgente pur mantenendo una leggerezza e un fruttato che si sono sposati a perfezione con i vari profumi di quest'insalata.
Grazie Mr. Klur. Il suo Katz, che porta il nome della piccola valle laterale a sud di Colmar dove alleva le sue vigne, è gradevole, profumato e molto 'beverino'.




domenica 7 agosto 2016

Torta di sfoglia alle pesche

Buona domenica ai miei fedeli lettori gourmand!
Qui si sta divinamente bene, splende il sole e le temperature non sono soffocanti. Se ogni tanto non piovesse il cielo in poche ore, sarebbe quasi l'estate ideale.
Accendere il forno pertanto non è un problema.
Voglia di dolce con poco tempo a disposizione?
Oppure vi occorre, com'è capitato a me, una torta di frutta che abbia allo stesso tempo un gusto cremoso ma anche una nota acida, da abbinare a un vino da dessert particolare come il MA di Mas Amiel, Muscat 2011?
Sapiente interpretazione del Moscato, 80% della varietà Petit grain e 20% d'Alessandria, vino dolce naturale con una stupenda freschezza aromatica mescolata a una naturale mineralità data dal terroir dove sono impiantate le vigne, a Maury.
Quando abbiamo visitato l'azienda, circa due anni fa, siamo rimasti incantati da una distesa di bonbons allineati al sole. Sono damigiane senza paglia, che riposano al sole del sud-est della Francia.
Lì il vino matura acquisendo sapori unici.
Mio marito voleva assolutamente stappare questa bottiglia, ricordava che il vino ha note agrumate e una dolcezza misurata senza essere stucchevole. Sentori adatti a un dolce come questo.
La torta, per contro, si prepara in una manciata di minuti e bisogna avere l'accortezza di metterla in forno all'inizio del pranzo o della cena, perché è meglio gustarla tiepida.
La sfoglia la si trova già pronta, le pesche nettarine si pelano, anche con un po' di anticipo, e la crema sulla quale si adagiano si mescola in un attimo.
Nelle foto la vedete macchiata qua e là da more. Ne avevo avanzate proprio una manciata e le ho aggiunte.
Un abbraccio grande agli amici Vincenzo e Claudio che l'hanno gustata con noi due settimane fa.
Dosi per 8/10

-ricetta-
1 rotolo di pasta sfoglia
4 pesche nettarine
100 ml panna fresca
70 g zucchero
50 g mandorle
2 uova
un po' di zucchero di canna
mandorle a scaglie
In una boule mescolo metà zucchero con le uova, la panna e le mandorle, che ho preventivamente tostato per pochi minuti in padella e quindi tritato fino ad ottenere una farina, in un piccolo robot con l'altra metà dello zucchero.
Srotolo la sfoglia su una tortiera di 26 cm di diametro, rigiro il bordo formando un cordoncino.
Stendo sulla sfoglia bucherellata la crema preparata e sopra ricopro con le pesche, sbucciate e tagliate in quarti. Spolvero la frutta con un cucchiaio di zucchero di canna e con delle scaglie di mandorle.
Faccio cuocere in forno a 190° per circa 35/40'.
Sforno la torta, tolgo la carta che ha sul fondo e la trasferisco su un piatto da dolce.
La servo ancora tiepida, appena spolverata di zucchero a velo.
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