mercoledì 22 maggio 2013

Risotto con melanzane, feta e timo limone

Rieccomi con un risotto. Oggi faccio gli auguri a tutte le Rita, me compresa perchè è uno dei miei tre nomi, impostomi dalla zia madrina per ricordare quello abbandonato dalla sorella più giovane che prendendo i voti scelse il nome di Nerea. Ciao zia suora, so che ogni tanto ti soffermi a leggere le mie scemenze!
Questa volta ho utilizzato melanzane striate, sedano, aglio fresco e cipollotti, qualche pomodoro e al termine ho mantecato con feta e timo limone, più una scatoletta di emietté di sardine, comperata a Sainte Maxime allo spaccio della Belle Iloise, una conserveria della Costa Azzurra. Un negozio dove mi sono persa, estasiata dalle innumerevoli scatolette di tonno, sardine e sgombri variamente lavorati, e zuppe di pesce in scatola e creme a base di pesce, spalmabili. Tutto prodotto col pescato della zona e confezionato in lattine multicolori. A prezzi non proprio economici, ma quando c'è la qualità...
Non mi ero accorta di essermi attardata oltre l'orario di chiusura ma la commessa si è ben guardata dal mettermi fretta alla vista del cestino strabordante che tenevo in mano.
Il loro negozio più vicino è a Mentone, ma se ne trovano a Cannes, Nizza, e in molte altre località della costa. Non vedo l'ora di assaggiare tutto ciò che ho riportato a casa.
Le emietté sono briciole, ritagli e simili dei pesci, lavorando i filetti non gettano certo quelli che si rompono, sono un po' come le rillettes, però sono conservati o in olio o in salamoia aromatizzata. Queste in particolare hanno un profumo di curry e zenzero.
Non sono indispensabili al piatto, casomai ovviate con un paio di sardine (in conserva) schiacciate e un pizzico di curry, o anche niente.
Il timo limonato ho la fortuna di averlo come tappezzante in giardino, si distingue dall'altro per la nota limonata che sprigionano le sue foglioline striate di giallo.
Dosi per 4

-ricetta-
300 g riso Vialone nano
100 g feta
2 melanzane striate
6 pomodori mini san marzano
2 gambi di sedano verde con le foglie
1 cipollotto
2 spicchi di aglio fresco
buccia di limone
timo limonato e origano fresco
olio evo
sale
Pulisco l'aglio, il cipollotto e i gambi di sedano e li trito finemente utilizzando un cutter.
Taglio le melanzane a dadini piccoli.
Scaldo un filo d'olio nella pentola e ci metto a soffriggere il trito, quando è appassito senza che bruci metto le melanzane, spolvero con un pizzico di sale e le faccio ammorbidire prima di aggiungere il riso che, una volta tostato, inizio a bagnare versando acqua bollente a mestoli.
A metà cottura unisco i pomodori tagliati a filetti.
Lo porto a cottura e al termine lo condisco con la feta tagliata a dadini e le briciole di sardina. Mescolo, lascio riposare qualche minuto poi assaggio se va bene di sale, e completo con il timo, qualche fogliolina di origano fresco e la scorza di mezzo limone grattugiata.
Con tutti questi aromi mediterranei e speziati meglio abbinare una birra, magari una Démon, birra bionda ad alta gradazione, definita diabolica.

martedì 21 maggio 2013

Tapenade in rosso

Penso a un qualcosa che sappia di sole e caldo visto che le condizioni meteo non migliorano, pioviggina ancora ma è nulla in confronto al tornado mostro che ha seminato morte e distruzione a Moore e dintorni di Oklahoma City. Il Midwest sarà anche una zona soggetta a simili disgrazie ma quand'è troppo è troppo. Penso a quei poveri bambini sospresi a scuola...
Già ieri ricorreva un anno esatto dal terremoto in Emilia-Romagna, tra poco sul calendario commemoreremo le disgrazie del giorno, non più i santi.

Freschi ricordi di viaggio mi hanno spinto a preparare la tapenade, una salsa tipicamente provenzale a base di olive, capperi e acciughe. Ottima sulle bruschette o anche per condire pasta o riso.
Ho preparato da poco i pomodori secchi e volevo una salsa da accompagnare a pesce bollito senza accentuarla con le acciughe, così le ho eliminate assieme ai capperi e ho aggiunto un piccolo cipollotto, basilico, menta e lime, succo e buccia. Per dargli un po' di piccante ho mischiato anche un cucchiaio di 'nduja. Ho passato tutto in un piccolo robot aggiungendo olio a filo.
Ecco pronta una stuzzicante 'tapenade en rouge' a modo mio, perchè in effetti della tapenade è rimasta la consistenza un po' granulosa e basta.

-ricetta-
12 olive verdi
6 pomodori secchi sott'olio
1 cipollotto
1 lime
1 cucchiaio di 'nduja
1 ciuffo di basilico e di menta
olio evo
Pulisco il cipollotto, scolo dall'olio di conservazione i pomodori secchi, se non sono già denocciolate preparo le olive eliminando il nocciolo.
Gratto un po' di scorza di lime, spremo il succo di una metà.
Metto tutti gli ingredienti nel mixer e aziono per cominciare a tritare poi aggiungo piano un po' d'olio a seconda della consistenza che voglio ottenere.
Potete anche usare il frullatore se preferite una salsa più fine.
Pronta! non occorre aggiungere sale. Del buon pane di campagna, rustico e di grano duro appena intiepidito e il gioco è fatto. O delle semplici patate bollite.

lunedì 20 maggio 2013

Crema di zucchine

La stagione mi aiuta e mi invoglia a cucinare creme nonostante la data sul calendario, che è meglio ignorare altrimenti mi viene il magone! Ieri non ero nel mood giusto per mettere una ricetta dolce, questa frana rompe le scatole, e piove ancora! La danza macabra con le forze dell'ordine che cercano di applicare l'ordinanza è paradossale, ieri ci hanno fatto sclerare di brutto, noi che potremmo andare e venire (con la dovuta cautela) siamo prigionieri, ingabbiati e sottoposti a controlli che nemmeno all'ingresso della White House, mentre durante la loro pausa pranzo (sacra per carità) sono entrati cani e porci. Come si fa a mantenere la calma di fronte a domande: "lei dove va, perchè, cosa fa?" IO VIVO QUI, la frana (ultramonitorata) non basta a danneggiarmi??
Cambiamo discorso, potrei mordere e in un passato di verdura c'è ben poco da masticare.
Creme, vellutate e passati sono tra le pietanze al cucchiaio più semplici da fare e, se non si condiscono troppo, sono leggere, ricche di fibre e nutrienti.
A seconda dei gusti si può aggiungere latte o panna, ma proprio per privilegiare una cucina leggera è meglio evitare se si può.
Ad esempio io ho rinunciato alle calorie della panna preferendo guarnirla con piccoli dadini di zucchina fritta e un po' di formaggio d'alpeggio grattugiato.
In mezz'ora è pronto in tavola, ovvero, anche se arriviamo a casa stanchi e deconcentrati, come succede a me quando sto più di 90' in auto per tornare da Milano, nel tempo di farmi una doccia e magari assaporare un cocktail gentilmente preparato dal consorte le zucchine sono cotte, pronte da frullare.
Dosi per 4

-ricetta-
600 g zucchine
800 ml brodo vegetale
1 scalogno
formaggio latteria, casera, toma
olio evo
sale

Pulisco e lavo le zucchine poi le taglio a rondelle grandi, pelo lo scalogno e lo riduco a filetti.
Scaldo un velo d'olio in una pentola e ci rosolo lo scalogno, poi metto le zucchine, le rigiro nel condimento e verso il brodo (vegetale). Appena inizia a sobbollire abbasso la fiamma e faccio cuocere per circa 20'.
Intanto grattugio un pezzetto di formaggio a piacere e pulisco un'altra zucchina tagliandola a dadini.
Scaldo dell'olio evo in una padellina e quand'è caldo li friggo facendoli dorare. Li scolo su carta da cucina e li salo appena.
Passo il brodo con le zucchine cotte usando il frullatore a immersione sino a ottenere una crema, regolando la quantità di brodo a seconda di quanto la voglio consistente. Correggo di sale se occorre.
Scodello nei piatti e guarnisco con alcuni dadini di zucchina fritta e un po' di formaggio.

domenica 19 maggio 2013

Ciliegini al forno


Buona domenica a chi sta all'asciutto, qui si affoga nella pioggia e io ormai sclero.
Sembra quasi impossibile che possa tornare a splendere un po' di sole, giuro che non mi lamenterò per tutta estate nè del caldo (se arriverà) nè dell'afa.
Per ora diluvia, il paesaggio è autunnale e pure gli uccellini riducono il loro cianciare.
Niente dolce consolatorio oggi, tanto nessuno può avvicinarsi alla frazione, la frana è lì che piange fango senza sosta.
Ho bisogno di qualcosa di salato e di colorato, i pomodori sono il mio rifugio alla tristezza.
Fortuna che martedì scorso ho avuto modo di fare una buona scorta di frutta e verdura, quindi ho dei bellissimi ciliegini siciliani che ho scelto di cuocere al forno, con sale e zucchero, caramellizzandoli.
In questo modo si concentra la loro dolcezza ma rimangono pur sempre pomodori.
Ho anche fatto la confettura di nespole, ma non c'è luce a sufficienza per scattare una foto decente ai vasetti, sulla terrazza. Lo farò nei prossimi giorni.
Vi auguro ancora una buona domenica, invidiando sommamamente chi sta al sole e all'asciutto.

-ricetta-
pomodori ciliegini
sale grosso
zucchero di canna
olio evo

Accendo il forno portandolo a 200°.
Pulisco, lavo e tampono i pomodori poi li allargo in un unico strato su una placca rivestita di cartaforno, li spolvero di sale grosso, di zucchero di canna e infine li condisco con un filino di olio.
Inforno per circa 40', scuotendo ogni tanto la placca e spengo quando vedo che iniziano a raggrinzirsi un pochino.
Posso utilizzarli per un sugo veloce, che è quel che farò oggi, oppure come contorno ma sono buoni anche da soli.

sabato 18 maggio 2013

Filetto di maiale al camembert

Quante esperienze si devono fare nella vita? Se per stavolta (forse) si scampa un'alluvione ieri sera ci siamo tolti lo sfizio di vivere una frana a 150 m da casa.
Questo venerdì 17 mi ha portato decisamente sfortuna, è stato come sommare un gatto nero che ti attraversa la strada, passare sotto una scala aperta, aprire un ombrello in casa, poggiare il cappello sul letto, rovesciare il sale a tavola, rompere una bottiglia d'olio o uno specchio.
Intanto avevamo una cena coi soliti 12, dei quali solo uno è arrivato alle 20.00, alle 20.10 è caduta la frana e gli altri sono arrivati appena dopo che una massa enorme di terra ingombrava l'argine, scivolata dalla collina intrisa di acqua. E fortuna che non è successo mentre passava qualcuno, l'automobile sarebbe stata trascinata nelle acque vorticose del fiume e allora sì che sarebbe stato un dramma.
Ma non basta, poco prima delle 20.00 siamo rimasti senza luce, un mega fulmine ha prodotto un guasto alla linea, ripristinato in un'ora ma capirete che, dovendo cucinare era un bel problema.
La benna che doveva sgombrare la strada è arrivata verso le 23, gli amici non potevano certo avventurarsi scavalcando dune di fango, oltretutto mentre si decideva cosa fare della cena si è prodotta una seconda frana. Spavento generale. E decisione di rinunciare alla cena.
La protezione civile già nel pomeriggio aveva evacuato molte famiglie dei comuni circostanti a causa di frane... ci mancava solo che imponessero anche a noi un simile obbligo.
Per ora nulla si sa, l'alzaia è interrotta a titolo cautelativo, possiamo solo sperare che non si rimetta a piovere forte.
Niente male come giornata della sfiga! e pensare che io NON sono superstiziosa.
Non vi dico cosa ne è stato di tutti i piatti ormai pronti... tanto lavoro per nulla! Con l'unico amico abbiamo stappato uno Champagne superlativo e poi un Puligny Montrachet Premier Cru... era l'unico modo per consolarsi. Saluto da questa pagina tutti i commensali che ieri sera non hanno potuto condividere con noi.
Questa ricetta, comunque, non era tra quelle di ieri. Ve la racconto.
Ogni tanto torno a cucinare carne proponendo tagli piuttosto economici, di buona resa e facili da preparare. E' sabato, magari uscite per fare la spesa e questa potrebbe essere un'idea per il secondo di domani.
Il filetto di maiale, o filet mignon, combina egregiamente tutte queste qualità, si presenta bene in tavola e un pezzo di 800 g basta per 6 persone.
Molte volte ho parlato dei suoi valori nutritivi, grazie agli allevamenti odierni è una carne magra, morbida e succulenta.
Il mio consiglio è di stare un pelino indietro con la cottura, non deve mai stracuocere altrimenti diventa stopposo.
Cotto in questo modo permette di ricavare dei tournedos a fine cottura, così anche i meno pratici non avranno problemi con la legatura dei singoli pezzi.
Accompagnatelo a piccole patate novelle con la buccia, per fare in modo che cuociano contemporaneamente alla carne le ho sbollentate prima, per 5' in una pentola di acqua bollente.
Dosi per 6

-ricetta-
1 filetto da 800 g
120 g camembert
10 foglie di salvia
lardo a fettine
sale, pepe
olio evo
600 g patate novelle
Mi preparo il formaggio tagliato a fettine, le foglie di salvia pulite e 3 fettine di lardo, oltre allo spago.
Taglio il filetto, dopo averlo rifilato eliminando le nervature, aprendolo a libro in senso verticale, lo salo leggermente, macino poco pepe e stendo sulla sua lunghezza alcune fettine di lardo, camembert e foglie di salvia. Avvolgo a salametto, stendo sul tagliere una fila di fettine di lardo, ci appoggio il filetto, lo arrotolo e lo lego in più punti.
Ungo una teglia e ci appoggio il filetto, lo contorno con le patatine sbollentate e le salo con poco sale aromatico. Metto anche alcune foglie di salvia e un filino d'olio e inforno, nel forno già a 200° per 10', poi lo giro e mescolo le patate, porto la temperatura a 180° e continuo la cottura per altri 15'.
Spengo, avvolgo il filetto in un foglio di alluminio lasciandolo riposare per 10' al caldo del forno spento, poi lo libero dallo spago e lo taglio a tranci spessi.
Lo servo con alcune patatine di contorno e un po' del fondo di cottura.
Ci siamo fatti del male (bene)... e come abbinamento è stato scelto un Rosso Sebino di alta classe, il Maurizio Zanella (espressione in rosso del proprietario di Ca' del Bosco), vendemmia 2006. Non dico altro!

venerdì 17 maggio 2013

Couscous vegetariano "una sera a Marrakech"

Buondì amici!
La mia meteoropatia progredisce di pari passo all'alzarsi del livello del fiume. Ma quant'acqua scende dal cielo, ci sono appena 12° e l'Adda sembra il Mekong per il colore delle acque. Per adesso qui non c'è pericolo, ma tutto dipende da quanto durerà ancora. Altrove, invece, ci sono già esondazioni e non è una bella cosa.
La mia voglia di tempo stabile al bello si avverte anche dal piatto che cucino, sebbene sarebbe più adatta una fumante polenta.
Vi sarete accorti che normalmente non metto nomi esotici ai miei piatti, la poesia non è mai stata il mio forte, è solo che stavolta non sapevo come inquadrare questo couscous dai sapori decisamente magrebini, con zenzero, limoni confit e menta.
Insomma, è condito con poco o niente eppure è saporitissimo.
Una leggerissima pietanza, saziante come sa esserlo la semola. Adatto al magro del venerdì.
I limoni confit sono di quelli che avevo conservato sotto sale, volete cimentarvi? leggete la ricetta qui.
E' arrivato anche per me il momento di rifarli, proprio ora che si trovano degli splendidi limoni di Sorrento.
Di confit non ne avrete, logicamente. In alternativa usate delle profumate e spesse scorze di limone sbollentate due/tre volte in acqua e sale. Non sarà lo stesso ma un po' ci si avvicina.
La menta fresca la trovate facilmente, ma vi suggerisco di coltivare un vostro piccolo erbario su un davanzale, così avrete sempre a disposizione le aromatiche che usate di più.
Cuocere il couscous è facile, basta utilizzare la stessa quantità di semola e di acqua dosandola con un bicchiere.
Dosi per 4

-ricetta-
2 bicchieri di couscous precotto
2 bicchieri di acqua bollente salata
10 g burro
olio evo, sale
menta fresca
zenzero fresco
2 spicchi di limone confit
il succo di un limone
Preparo la semola facendola rinvenire in acqua bollente salata addizionata di un cucchiaio di olio evo.
La verso tutta insieme, mescolo e copro per 5'.
Poi sgrano i chicchi con una forchetta e condisco col pezzetto di burro.
Nel frattempo trito la menta, spremo il limone, grattugio un pezzetto di zenzero, elimino la polpa dagli spicchi di limone confit e trito la scorza.
Condisco la semola con tutti gli aromi, regolo di sale se occorre e lascio riposare una mezz'ora prima di portare in tavola.
Semplice, fresco, leggero, saziante.

giovedì 16 maggio 2013

Gnocchi di ortiche e patate



Strapiove! eppure il giorno dell'Ascensione, domenica scorsa, splendeva il sole, quindi avremmo dovuto essere fuori dal maltempo, invece nemmeno i proverbi sono più quelli di una volta e sono previste piogge monsoniche per almeno due settimane (a guardare il meteo)! Ufff!
Consoliamoci con gli gnocchi, non quelli intesi come ragazzoni tartarugati e pieni di muscoli, intendo proprio gli gnocchi gnocchi... che non sono riuscita a risalire al perchè del detto 'giovedì gnocchi', l'ipotesi più accreditata sembra fosse per concedersi un piatto succulento prima del venerdì di magro.
Farli sembra un lavoraccio, ma non è così vero, è solo che vanno preparati poco prima della cottura e se si ha l'accortezza di cuocere per tempo le patate e le verdure che eventualmente li arricchiscono, il resto è abbastanza semplice. Tanto è vero che quasi tutti i bambini (quelli di una volta) hanno aiutato la mamma almeno nella rigatura, se non nel fare l'impasto.
Personalmente l'ho fatto innumerevoli volte, era un lavoretto che stranamente piaceva fare anche a mio fratello, peccato che la metà dei pezzetti finisse nella sua bocca ancora crudo e scondito.
Si possono aggiungere all'impasto base di patate, farina e un uovo anche zucca, spinaci o erbette, barbabietole, farina di castagne. Con le ortiche si trovano come specialità in ristoranti che vogliono servire qualcosa di diverso.
Il colore che si ottiene è molto bello, il verde intenso si stempera con le patate e l'impasto assume un colore verde menta.
Gli gnocchi fatti in casa cuociono in pochissimo tempo, il condimento va a gusti, stavolta ho creato un accostamento tra una fondutina di crescenza e parmigiano e delle fave, prima sbollentate e spellate, tritate grossolanamente.
Un condimento leggero di sapore che non prevaricasse il delicato aroma delle ortiche.
Dosi per 4

1 kg di patate
le cime di una ventina di piantine di ortiche
1 uovo
farina 00
sale

200 g crescenza
100 g fave sgusciate e senza pelle
50 g parmigiano grattugiato
latte
sale

Dopo averle ben lavate, metto a lessare le patate con la loro buccia in acqua fredda leggermente salata.
Sbollento le foglie di ortica e le frullo a crema.
Quando le patate sono cotte le sbuccio e mentre sono ancora calde le passo allo schiacciapatate.
Raccolgo la purea sulla spianatoia, aspetto pochi minuti perchè intiepidisca quanto basta per non ustionarmi le mani e inizio a impastare aggiungendo la purea di ortiche e un po' di farina. Poi aggiungo l'uovo e continuo a impastare velocemente aiutandomi con la spatola.
Quando l'impasto è consistente al punto da consentirmi di formare i rotolini taglio gli gnocchi che stendo su un vassoio infarinato.
Li preparo tutti e li faccio riposare mentre metto a scaldare acqua salata per cuocerli e preparo il condimento.
Sciolgo la crescenza in un padellino con un po' di latte, metto metà del formaggio grattugiato e le fave che ho tritato nel robot a intermittenza, quindi tengo in caldo.
Verso gli gnocchi nell'acqua che bolle e intanto mi preparo una pirofila, nel fondo verso un cucchiaio di condimento e poi gli gnocchi raccolti con la schiumarola man mano che risalgono.
Condisco con tutto il resto della fonduta e cospargo col rimanente formaggio portando immediatamente in tavola.

mercoledì 15 maggio 2013

Quinoa e fave in insalata


Se ben ricordo ho letto che il 2013 è stato dichiarato dall'ONU "anno della quinoa".
Cos'è la quinoa? molti di voi, vegetariani o abituati a frequentare negozi di prodotti biologici la conosceranno bene, è detta il riso degli incas, ma non è proprio un cereale essendo un'erbacea annuale della famiglia delle chenopodiacee (la stessa degli spinaci) coltivata sugli altopiani andini. Produce pannicoli ricchi di semini rotondi simili a quelli del miglio, cresce ad altitudini elevate, intorno ai 4000 metri.
I maggiori produttori di questo pseudocereale sono Perù, Bolivia e Ecuador. Naturalmente priva di glutine è ideale per i celiaci. E' ricca di proprietà nutritive, è una buona fonte di proteine, ferro, zinco, magnesio e una discreta quantità di acidi grassi insaturi. Conterrebbe inoltre una sostanza protettrice del DNA, con funzioni anti-invecchiamento e anti-tumorale. Direi che con tutte queste proprietà potremmo iniziare a introdurla nella nostra alimentazione europea e consumarla abitualmente almeno una volta a settimana.
Se ne conoscono oltre 200 varietà, ha grani piccolissimi che cuociono in circa 20', lessati in acqua bollente. Bisogna scolarla con un colino a maglie fittissime.
La varietà che ho usato io l'ho comprata in Francia ed è un assemblaggio di quinoa rossa, bianca e boulgour macinato fine, davvero interessante. Comunque da adesso mi rifornirò abitualmente di questo prodigio della natura e ne abuserò per fresche insalate, mescolandola anche a pollo o pesce oltre che alle verdure. Tutti questi tipi di cereali, o simili, sono utilissimi in estate per fare piatti sazianti, proteici e nutrienti, ricchi di fibre che facilitano il transito intestinale.
Volevo assolutamente provarla quindi sono rimasta su un condimento basic, fave fresche che sono di stagione, lime, cipollotti e un cucchiaio di maionese mista a senape forte per condire in modo leggero senza abusare con l'olio.
Dosi per 4

-ricetta-
240 g quinoa
200 g fave sgusciate
2 cipollotti
2 lime
maionese e senape
Lesso la quinoa in abbondante acqua bollente salata, ci vogliono meno di 20', comunque seguite le indicazioni di cottura sulla confezione, poi la scolo e la condisco con un cucchiaino di burro chiarificato.
Mentre cuoce sbollento le fave pochi minuti e le privo della pellicina, poi le metto in un cutter coi cipollotti puliti e il succo di un lime e mezzo.
Trito grossolanamente e condisco con un cucchiaio di maionese e mezzo di senape (o di più secondo i gusti), poi grattugio la buccia del lime.
Mescolo il condimento alla quinoa, regolo di sale solo se occorre e verso le porzioni in ampi bicchieri decorando con uno spicchio di lime e qualche foglia di cipollotto.

martedì 14 maggio 2013

Polenta bianca, salsiccia e mix tricolore

L'ho trovata! e senza andare apposta in Veneto.
Al mulino a pietra di Cerete Basso (BG) macinano anche farina per polenta di mais bianco.
Quando, esultante, l'ho comunicato a mia mamma sapete che mi ha risposto? noi la davamo ai porcei! ovvero la usavano nei pastoni per i maiali.
Mi ricordo il localino annesso alla cucina di casa della nonna, c'erano enormi paioli anneriti dalla fiamma della legna, dove si raccoglievano tutti gli scarti della cucina, dalle bucce di patata ai baccelli di fagioli o piselli, al pane secco, poi lo zio aggiungeva una buona quantità di farina bianca da polenta, evidentemente costava poco o nulla. Mescolava tutto e li scaldava aggiungendo acqua, quindi li portava nella stalla dove stavano le mangiatoie dei maiali, delle scrofe e dei loro cuccioli.
Magari vi chiedete come faccia a ricordarmi tante cose, è facile, le vacanze dalla nonna erano mitiche per noi che vivevamo a Milano. E poi ho, ancora, una memoria di ferro. Finchè dura, ho già detto a mio marito che, nella malaugurata ipotesi possa ammalarmi di Alzheimer, mi dimentichi pure in qualche struttura adeguata. Non voglio che si occupi quotidianamente di me, che tanto non lo riconoscerei neppure.
Detto ciò mi rassegno, non c'è verso, mia mamma è un'autentica 'polentona' ma la polenta di mais bianco non le va giù! Fa niente, tanto la cucino per me.
E so perfettamente di averne già parlato dicendo che la sua particolare delicatezza si sposa col pesce, a Grado è un must la zuppetta di pesce con polenta bianca. Altro fa niente!
Oggi me la sono preparata con un bel misto tricolore di verdure e qualche piccola biglia di salsiccia rosolata al pepe. Tiè!
Ok, se non trovate la farina bianca fatela con quella gialla, se vi piace la ricetta.
E non buttate la crosta croccante che rimane sulle pareti della pentola, staccatela delicatamente (se la pentola è antiaderente), sono delle eccezionali chips di mais, uguali alle tortillas bianche.
E' un eccellente piatto unico, c'è tutto, carboidrati, proteine, grassi, fibra e vegetali.
Dosi per 4

-ricetta-
250 g farina di mais bianco
250 g salsiccia a nastro
2 peperoni rossi
4 cipollotti
olio evo
sale, pepe
Questa farina bianca ha bisogno di molta acqua, fino a cinque volte il suo volume.
Scaldo l'acqua salata in una pentola antiaderente e quando inizia a bollire piano verso tutta la farina da polenta, mescolo per sciogliere i grumi e faccio cuocere piano per almeno 50', mescolando ogni tanto.
Cerco di non farla troppo compatta.
Intanto pulisco i peperoni e li taglio a dadi, lavo i cipollotti, tengo la parte bianca di solo due di loro e li affetto assieme alla parte verde di tutti e quattro.
Scaldo un velo d'olio in una padella e quando è caldo metto prima i cipollotti, li faccio sudare poi li spolvero con un po' di sale e aggiungo i peperoni. Lascio insaporire e saltare a fuoco vivace, poi abbasso la fiamma e porto a cottura mescolando ogni tanto.
In un'altra padella, rovente, rosolo la salsiccia che ho privato del budello, tagliato a tocchetti e ripassato tra le mani per formare delle biglie, a fine cottura macino un po' di pepe nero.
Quando la polenta è cotta la verso in un piatto da portata, aggiungo le verdure stufate e la salsiccia a bocconcini. Completo con qualche scaglia di crosta di polenta e porto in tavola.
Secondo me ci sta perfettamente una buona birra. Ho a disposizione una Blanche di Bruxelles, una weiss fatta con frumento, in Belgio. Abbastanza leggera e lievemente acidula.

lunedì 13 maggio 2013

Crema di ortiche


Non mi accontento di razziare i banchi frigo del supermarket, mi basta camminare lungo l'alzaia per trovare qualcosa da cucinare.
Passeggiando lungo la riva, alcuni giorni fa, vedo dei bei cespugli di ortiche. In quel momento non mi ha sfiorato l'idea di toccarle, andavo per altro, però ieri ho focalizzato la cosa e, armata di ciotola, guanti e forbici sono uscita per la mia raccolta.
Aveva piovuto da poche ore quindi erano belle pulite.
Se doveste mai raccogliere delle ortiche per usarle in cucina ricordatevi di cimare solo le prime foglie, che sono quelle più tenere e che rigermoglieranno dopo pochi giorni. Poi eliminate anche quel po' di picciolo alle foglie e lavatele velocemente, sempre usando i guanti, mi raccomando.
Dopodichè sarete liberi di sbizzarrirvi nel fare gnocchi, frittate, risotti o una verdissima crema da servire con crostini di pane.
Ricca di vitamina C, ferro e azoto, è una pianta curiosa da usare in cucina, ha infatti un sapore particolare, conosciuta dagli egizi, dai greci e dai romani.
Con quelle raccolte ho fatto gli gnocchi, posterò la ricetta a giorni e con un altro po' questa delicata crema dal colore verde smeraldo brillante, una nuance pazzesca, sembra ritoccato.
Aspetterò alcuni giorni perchè rispuntino teneri germogli e poi mi cimenterò anche con un risotto.
Non le ho pesate, accidenti a me, per le dosi regolatevi sulle cime di una trentina di piantine.

-ricetta-
foglie di ortica
formaggio grattugiato
olio evo
sale
crostini

Metto a scaldare una pentola con acqua salata, al bollore verso le ortiche e le faccio sbollentare per 5'.
Le scolo e le trasferisco nel bicchiere del frullatore a immersione, aggiungo qualche cucchiaio dell'acqua di cottura e frullo ottenendo una crema.
La trasferisco nelle ciotole, condisco con un filo d'olio e un po' di parmigiano grattugiato poi completo coi crostini ed eventualmente qualche anello di porro fritto, come nella mia foto.
 
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