giovedì 18 settembre 2014

Tortine di riso, emmental e porri

Buongiorno! Oggi ho voglia di divagare un pochino e parlare di libri. Spira vento di scirocco, il che vuol dire che almeno sino a domenica soffriremo e il mare andrà via via ingrossandosi. Beh, per fortuna ho il mio fedele e-reader carico di libri, anche se al momento non vedo l'ora di poter rileggere il libro di Donatella Perullo, una mia carissima amica che a breve vedrà realizzarsi il suo sogno di scrittrice, infatti, per la metà di ottobre, la sua prima fatica letteraria, una storia coinvolgente e affascinante, un fantasy per adulti ma anche per ragazzi, vedrà finalmente la luce e lo si potrà acquistare in formato cartaceo in tutte le librerie. Mi rivolgo soprattutto a quelli, tra i miei lettori, che hanno un profilo facebook ma anche a tutti coloro cui piace leggere. Donatella mi ha dato la buona notizia giusto prima che partissi. A metà ottobre, la casa editrice Butterfly, un piccolo editore che pubblica e sostiene, soprattutto, nuovi scrittori, darà alle stampe il primo romanzo della sua trilogia Il fato degli dei. Si intitola Lacrime di ametista, è una storia fantastica ricca di fascino, che è piaciuta persino a me che non amo troppo il genere ma che ho avuto il piacere e la fortuna di leggere in anteprima, molto tempo fa. Merito forse dell'abilità descrittiva dell'autrice, che riesce a prenderti per mano e condurti nel suo mondo immaginario che tanti punti in comune ha col nostro.
Pertanto, chi di voi ha facebook, se vi ho incuriosito, può cominciare a cliccare 'mi piace' sulla pagina dedicata a Il Fato degli Dei. Scoprirete pian piano qualcosa di più su Roswita, Fredric e suo fratello Nem, in attesa dell'uscita del libro.
E adesso torno al mio solito ciarlare di cucina, qualcosa mi dice che nei prossimi giorni passerò molte ore ai fornelli, deliziando un po' tutti gli amici qui intorno. Quando c'è brutto tempo alla fine ci si ritrova tutti attorno a una tavola imbandita. E per fortuna che abbiamo vendemmiato due giorni orsono. Intanto comincio col proporvi una buona ricetta per la quale occorre il forno, che qui non ho, mannaggia!
Le torte salate risolvono un pranzo servendo almeno 8 persone.
Capita però che gli ospiti siano un po' più di riguardo e che il piatto richieda un po' più cura del necessario. Una cosa è servire uno spicchio di quiche, soluzione piuttosto rustica e informale, altra cosa è mettere in tavola singoli piattini con appoggiata al centro una miniquiche.
Non si deve fare nemmeno troppa fatica nel ritagliare i dischi da un rotolo unico, basta usare quelli pronti confezionati ognuno con il proprio foglietto di cartaforno.
Un ripieno saporito e vegetariano per un piatto abbinabile a un vino ricco e pieno come un Viognier della Costa del Rodano, il Condrieu di Gaillard, vendemmia 2004 dal colore giallo dorato. Tra i vini bianchi che preferisco.
Dosi per 6
-ricetta-
6 dischi di pasta pronta Farcigusto Buitoni
200 g riso Baldo, Arborio
180 g emmental grattugiato
30 g burro
3 porri
2 uova
100 ml vino bianco
brodo
sale, pepe
semi di papavero
Pulisco i porri eliminando le guaine più esterne, le radici e parte del verde.
Li lavo bene per eliminare i residui terrosi, poi li affetto a rondelle.
Sciolgo il burro in una pentola e ci rosolo i porri, bagnandoli con un mestolino di acqua per farli appassire senza bruciare.
Quando sono teneri verso il riso, lo faccio tostare a fiamma alta e poi lo sfumo col vino bianco.
Una volta evaporato il vino, proseguo la cottura aggiungendo brodo vegetale a mestoli.
Lo spengo quando è bene al dente, ci mescolo le due uova e l'emmental, macino un po' di pepe.
Stendo i dischi su stampini da crostatina, bucherello il fondo coi rebbi di una forchetta poi riempio con l'impasto di riso.
Lo livello, spargo qualche semino di papavero in superficie e metto in forno già caldo a 200° per circa
30'. Sorveglio la cottura, le tortine devono colorire bene senza bruciare.
Le lascio riposare 5/10', poi le sformo, elimino la carta e le servo.

martedì 16 settembre 2014

Paccheri ripieni su specchio di burrata

Beh, che dire? il maltempo mi perseguita, all'Elba non piove mai, dicono i locali... Seeee, e io chi sono, Fantozzi? Cielo nuvoloso, venticello che non preannuncia nulla di buono, e allora che faccio? Vado a vendemmiare la vigna stracolma di uve Vermentino e Trebbiano dell'amica Regina.
Lasciandovi alle prese con una gustosa ricetta!
I paccheri si prestano a piatti molto scenografici.
Riempiti di sugo e messi in piedi nel piatto sembrano tanti colorati grattacieli svettanti, che fanno venire l'acquolina in bocca al solo vederli.
Per mantenerli in forma perfetta vanno cotti al dente, poi una volta farciti si possono ripassare qualche minuto in forno, anche al microonde.
Questi sono ripieni di sugo fatto con due tipi di pomodori e peperoni rossi, con l'aggiunta di qualche pezzetto di cruschi.
Una volta pronti li ho adagiati su burrata che ho frullato con qualche goccia d'olio.
Alcune foglie di basilico, e un piatto spettacolare, per vista e sapore, è pronto.
Calcolate, per comodità, massimo 8 pezzi per ciascuno, che sono una bella porzione.
Cuocetene qualcuno di più, può sempre capitare che uno/due siano crepati e si rompano.
Saluti elbani.
Dosi per 4

-ricetta-
35 paccheri
600 g datterini
1 pomodoro cuore di bue
250 g burrata
2 peperoni rossi
2 scalogni
2 peperoni cruschi
basilico
olio evo
Sbuccio e trito finemente gli scalogni.
Taglio a spicchietti i datterini e ricavo almeno 4 fette dal cuore di bue, poi riduco a dadini piccoli anche i peperoni e sbriciolo i cruschi.
Scaldo un giro d'olio nel wok, metto gli scalogni ad appassire poi aggiungo datterini e peperoni e porto a cottura, lasciando andare sul fuoco a calore moderato per circa 30'.
Salo solo alla fine.
Scaldo una pentola d'acqua per cuocere i paccheri, da quando l'acqua riprende il bollore calcolo circa 20'.
Intanto libero la burrata delle foglie verdi che la rivestono e la passo al mixer con un filo d'olio, quindi la divido distribuendola sul fondo di 4 piatti.
Scolo i paccheri, li lascio appena raffreddare poi li farcisco col sugo, riempiendoli pazientemente.
Li raggruppo in un'unica teglia e li metto in forno a 200° per circa 10', oppure li passo 4' alla massima potenza nel microonde.
Quindi, facendo attenzione a non svuotarli, li sollevo con una spatolina e ne adagio 8 per piatto sopra la burrata.
Decoro i piatti con una fetta di pomodoro, con foglie di basilico e servo subito.

domenica 14 settembre 2014

Confettura di fichi e susine Regina Claudia

Gli amici Ester e Massimo hanno nel giardino di casa un'enorme pianta di fichi che produce frutti dalla buccia bianca ma con polpa di colore rosso intenso.
Una domenica sono venuti a pranzo qui da noi, poco prima della nostra partenza per le vacanze, presentandosi con un cesto enorme ricolmo di fichi.
Va bene consumarli a colazione, pranzo e cena, ma sprecare cibo è antieconomico oltreché non etico.
A preparare una confettura di soli fichi correvo il rischio che diventasse troppo dolce, allora ho pesato due terzi di fichi e un terzo di susine Regina Claudia, nella speranza che il taglio attenuasse la dolcezza dei fichi.
Esperimento riuscito.
Ne ho subito messi da parte due vasetti da regalare a Regina, la nostra amica elbana che la mattina fa una classicissima colazione ricca e abbondante, nel suo patio con vista mare.
Non che mi lamenti... dopotutto io, tempo permettendo, sono abituata a consumarla in terrazza, con vista sul fiume.
Ho lavorato due chili e mezzo di frutta al netto degli scarti, calcolato un terzo del peso della frutta in zucchero e usato una busta di pectina 3/1 per compensare il poco zucchero.
Saluti elbani.

-ricetta-
1,8 kg fichi puliti
700 g susine pulite
800 g zucchero
1 busta di pectina 3/1
mezzo limone, il succo
Ho pulito i fichi, scartando il picciolo che è sempre molto coriaceo, e poi li ho fatti a pezzetti. Compito facile perché ho utilizzato quelli stramaturi.
Poi ho pulito le susine, denocciolandole e tagliandole in 4 parti.
Quindi ho versato la frutta nella grande pentola che uso per le fare le confetture unendo lo zucchero e la pectina, mescolando.
Ho coperto e lasciato in infusione per 6 ore, quindi ho messo la pentola sul fuoco e ho portato a ebollizione. Nel frattempo ho preparato i vasetti, puliti e sterilizzati a caldo nel forno.
Continuando a mescolare, per dissolvere un po' di schiuma prodotta, ho cotto per circa 20' o comunque sino a quando cominciava a solidificarsi addensandosi, quindi ho versato il succo di limone, continuando a mescolare per 4', prima di spegnere.
Ho subito travasato la confettura bollente nei vasetti, li ho tappati e capovolti, lasciandoli così per 20', poi li ho rigirati e, una volta freddi, portati in cantina.

venerdì 12 settembre 2014

Brandade di baccalà

La brandade è una ricetta che potrebbe assomigliare al baccalà mantecato, in fondo sempre di merluzzo conservato sotto sale, dissalato, sbianchito e poi montato con olio e latte si tratta.
Quando ancora non esistevano frigoriferi e celle refrigerate il pesce, pescato in abbondanza nel mare del Nord, in Atlantico e Mediterraneo veniva conservato essiccato o sotto sale.
In quello stato si manteneva inalterato per mesi e mesi e in tutta la fascia del sud della Francia, nelle regioni di lingua occitana come la Linguadoca e la Provenza ma anche a sud-ovest sino al Roussillon sforando in Catalogna, e a est sino alla Liguria, ogni paese ha la sua ricetta della brandade, che in occitano significa mescolato.
Ricetta codificata sin dal 1830 a Nîmes, dove viene tradizionalmente consumata a Pasqua e il Venerdì Santo o, arricchita di tartufi, a Natale, è prodotta in molte varianti, con aggiunta di acciughe, aglio, cerfoglio, succo di limone ecc.
Quando torno a casa dopo una vacanza nella zona ne riporto sempre qualche vasetto confezionato, ma sfogliare un vecchio numero della Cucina Italiana mi ha fatto venir voglia di farla.
Io, ad esempio, dopo aver preparato il baccalà, l'ho mescolato all'olio ma ho anche aggiunto panna fresca di quella densa francese, per dare sofficità e morbidezza senza un uso eccessivo dell'olio e non ho messo aglio.
La servo con fettine di pane scuro tostato o polenta abbrustolita.
Sono ufficialmente iniziate le mie vacanze. Adesso inizia la solita solfa alla ricerca di un segnale non dico a cinque tacche ma, per lo meno, decente.

-ricetta-
500 g baccalà salato
80/100 ml olio evo
2 cucchiai di crème fraîche
1 cucchiaio di succo di limone
alloro
scalogno
prezzemolo

Metto il baccalà che ho tenuto a bagno in acqua fresca per almeno due giorni, rinnovando l'acqua 4 volte al giorno, in una pentola con acqua fredda che lo copra, assieme a una foglia di alloro e lo scalogno a fettine. Porto a bollore quindi spengo e lascio raffreddare nel liquido.
Scolo poi il pesce, elimino quasi tutta la pelle e le lische e lo metto nel mixer assieme all'olio e al limone frullando sino ad ottenere una crema.
Regolo il sale, molto dipende dal tipo di baccalà che si trova, a volte è molto salato nonostante sia stato a bagno per 48 ore, altre meno. Quindi assaggio e aggiusto il sale, poi incorporo a mano la panna.
Devo ottenere una massa soffice.
Travaso in una ciotola e cospargo con qualche fogliolina di prezzemolo.

In abbinamento uno Champagne Premier Cru, il Gastronome Brut millesimé 2007 di Pierre Gimonnet e fils. Un ottimo vino da pasto importante e di gran spessore.

mercoledì 10 settembre 2014

Torta salata di riso e zucchine, in guscio di brisée

Buondì! E anche settembre continua con la stessa solfa dei tre mesi che lo hanno preceduto.
Risvegli con cielo plumbeo, gocce di pioggia, temporali pomeridiani. Sono stanca del brutto tempo.
Mi consola un po' cucinare e preparare qualcosa di buono. E raccontarvelo.
Oggi vi suggerisco un'idea menù, casomai vi capitasse di essere in 8 a tavola.
Un unico lavoro anticipato, per un successo gustativo e sensoriale assicurato.
Potrete accomodarvi a tavola assieme ai vostri ospiti senza dover badare a scolare e condire la pasta o senza essere impegnate nella realizzazione di un risotto.
Perché il riso è già fatto, magari avanzato da una precedente preparazione, oppure potete farlo uno/due giorni prima e conservarlo condito e sigillato in frigorifero.
Al momento di farcire il disco di pasta brisée, scegliete voi se realizzarla in autonomia o se utilizzarne una già pronta, basta ravvivare il riso mescolandolo a un paio di uova, formaggio e salsiccia o pasta di salame o un po' di carne trita saltati in padella.
Successo assicurato, addirittura con bis, casomai abbiate fatto porzioni ridotte. Qui da me non capita mai! E se ne avanzasse? La mattina dopo a colazione, ottima!... scherzo, solo io scelgo una colazione salata. Per quanto...
Dosi per 8

-ricetta-
1 rotolo pasta brisée
250 g risotto avanzato
150 g salsiccia/trita/pasta salame
50 g formaggio emmental grattugiato
2 zucchine
2 uova
noce moscata
olio evo
sale, pepe
Riduco le zucchine lavate e spuntate a triangolini tagliandole in 4 per la lunghezza.
Le faccio saltare in una padella con olio e sale sino a che non sono tenere ma non sfatte.
Faccio ugualmente saltare velocemente la trita, o la salsiccia o la pasta di salame, giusto per asciugarla un pochino e renderla croccante. Con pochissimo o zero olio, a seconda di quanto scelto.
Mescolo il risotto in una boule con la carne, le zucchine e il formaggio. Aggiungo le due uova sbattute, regolo di pepe e grattugio un'idea di noce moscata.
Rivesto uno stampo da 24 cm con la brisée, la riempio con l'impasto, ripiego i bordi eccedenti creando un anello pizzicato quindi metto lo stampo in forno, già portato a 200°, per circa 30', dopo eventualmente abbasso la temperatura a 180° e proseguo la cottura per altri 10'.
La torta deve risultare ben dorata.
Lascio che intiepidisca prima di sformarla e tagliarla a spicchi.
Bon appétit!

lunedì 8 settembre 2014

Cipolle crude digeribili? si può!

Le cipolle, c'è chi le ama e chi le detesta. Spesso il non amore è dovuto alla loro non proprio facile digeribilità, a crudo.
Oppure al loro aroma spiccato, del resto sono imparentate con l'aglio, fanno parte della famiglia delle liliacee e, come il parente a spicchi, hanno moltissime proprietà salutari.
Composte di acqua per il 90%, il restante è un mix interessante di fibre, proteine, carboidrati (zuccheri) e moltissimi sali minerali.
Sin dall'antichità sono state considerate, dalla medicina popolare, un validissimo aiuto grazie al loro potere antibiotico e antibatterico. Si dice, sempre voce popolare, che una mezza cipolla poggiata su un piattino accanto al letto di un malato assorba parte dei batteri.
Il suo succo può sostituire l'alcool come disinfettante nelle ferite.
Di sicuro non va conservata, sbucciata e parzialmente avanzata, per oltre un giorno, in quanto si degrada velocemente producendo tossine. Quindi evitate di avanzarne, se vi capita mettetela sott'aceto come spiego sotto..
Si dice essere dappertutto come il prezzemolo... io potrei sostituire il motto con essere come la cipolla, che metto praticamente ovunque nei piatti salati.
Il mio sistema di macerazione nell'aceto è un ottimo escamotage per renderle digeribili e quindi poterle usare, fino ad abusarne, nelle insalate.
Se utilizzate cipolle bianche mettetele a bagno nell'aceto di mele o di vino bianco.
Quelle rosse di Tropea, che d'estate consumo a trecce, meglio nell'aceto da vino rosso, meglio ancora se di vini aromatici come Sherry, Banyuls o con macerati di frutti. Acquistano un ulteriore aroma, assolutamente fantastico.
E alla fine del pasto non vi accorgerete minimamente di aver mangiato cipolle crude.
Buon lunedì. Inizia la mia ultima settimana prima della partenza...

-ricetta-
cipolle
aceto
acqua
sale

Sbuccio a affetto sottili le cipolle, a mezzaluna oppure ad anelli, dipende dalla grossezza e dall'insalata a cui andrò ad aggiungerle.
In una piccola ciotolina metto 80 ml di aceto e 20 ml di acqua più un pizzico di sale e poi ci immergo le cipolle.
Le lascio a mollo per un minimo di una-due ore sino a un'intera notte.
Poi le scolo strizzandole e le aggiungo direttamente alla portata, che sia un'insalata di patate, un'insalata greca variamente composta, sui fagioli bolliti, sul polpo, su semplici pomodori.
L'aceto non buttattelo, copritelo con pellicola e riutilizzatelo almeno altre due volte aggiungendone di fresco.

domenica 7 settembre 2014

Muffins all'olio evo con pistacchi e limone

Ho scovato questa ricetta sul numero di questo settembre de La Cucina Italiana e siccome mi hanno appena regalato una busta di pistacchi di Bronte sottovuoto... la voglia di farli non è rimasta a lungo in cantiere, soprattutto perché i muffins sono rapidi da impastare e cuocere.
Avevo qualche perplessità sull'uso dell'olio extravergine perché non amo in modo particolare il suo aroma nei dolci e, dato che ne ho già di tre diversi tipi aperti, nessuno dei quali delicato come un ligure o del Garda, ho usato un olio siciliano dei Monti Iblei, il mio amato Polifemo di Viragì, raccolto e prodotto non troppo distante dai luoghi di coltivazione dei pistacchi di Bronte.
Devo ammettere che il mix di sapori tra pistacchi, limone e olio è niente male. Non ho idea di come sarebbe stato l'aggiungere il liquore di anice richiesto nella ricetta originale, non avendone in casa ho messo due cucchiai di un liquore, leggero ma profumato, alla birra.
Buona domenica!
Dosi per 12 pezzi

-ricetta-
200 g farina
100 g pistacchi
100 g zucchero
60 g olio evo
50 g fecola
2 uova
8 g lievito per dolci
1/2 limone
liquore di anice
sale
Accendo il forno portandolo a 180°.
In un piccolo mixer trito i pistacchi, io non ho eliminato la pellicina.
In una boule mescolo le uova con lo zucchero, l'olio e 4 cucchiai di acqua.
Setaccio la farina con la fecola e il lievito, metto un pizzichino di sale e grattugio la buccia di mezzo limone non trattato.
Spremo il succo del limone calcolandone 50 ml.
Unisco alle uova sbattute il mix di farine, mescolo bene poi diluisco con il succo di limone e 2 cucchiai di liquore.
Per ultimo aggiungo i pistacchi, quindi divido il composto tra i 12 stampini da muffin rivestiti dai pirottini di carta.
Inforno la teglia e cuocio i muffin per circa 20', o sino a che la superficie non è scurita.
Li servo dopo averli fatti intiepidire, leggermente spolverati di zucchero a velo.

sabato 6 settembre 2014

Rotolini di trota salmonata

Buon sabato. Volete sapere il meteo sulle rive dell'Adda?
Variabile, piuttosto nuvoloso, ma forse... chissà. Ieri, tanto per cambiare, tutto a un tratto un furioso temporale con tuoni spaccatimpani. Dovevate vedere il fuggi fuggi della gente in passeggiata, sferzata da gocce grandi come secchiate. Non si può stare tranquilli un attimo.
Poco tempo o poca voglia di stare in cucina? Ecco una ricetta rapidissima.
Piatto espresso che richiede, tra preparazione e cottura, 5 minuti, e si può portare direttamente in tavola.
Che occorre? Sottili sfoglie di pesce, si trovano in pescheria filetti poco spessi di trota, branzino, orata, spada da usare per carpacci crudi, che però io non amo troppo e quindi li cuocio.
Un po' di pesto di sedano o di rucola. Si fanno con lo stesso identico procedimento, sbollentando per soli 2' le foglie di sedano o di insalatina, poi frullandole con olio, pinoli e mandorle, sale e un pochino di formaggio grattugiato.
Istantaneo anche il pesto, che si può però avere già pronto in frigorifero.
La cottura, di soli 3', è fatta al microonde direttamente nel piatto in cui li servirete, con appena qualche goccia di olio e di vino bianco. Un cucchiaio al massimo per ciascuno.
Vedrete che vi entusiasmerete a cucinare involtini di pesce in questo modo.
Poi decidete secondo gusti e quantità come servirli, se da antipasto o come secondo.
Facilissimi, leggeri, saporiti ma delicati, teneri e ultra veloci.
Calcolate due filetti a persona, pari a circa 160 g, se volete un secondo leggero.
Anche meno se userete i rotolini come antipasto sfizioso appoggiandoli su una fettina di cetriolo, pomodoro, patata o su un crostino di pane o polenta.

-ricetta-
sottili filetti di trota salmonata
pesto di sedano
olio evo
vino bianco
sale, pepe
Stendo i filetti su un tagliere e li spalmo di pesto.
Li arrotolo a involtino appoggiandoli su un piatto adatto al microonde. Condisco con un pizzichino di sale e poco pepe macinato, un cucchiaio di olio evo e uno di vino bianco.
Sigillo con l'apposita pellicola e cuocio alla massima potenza per 3 minuti.
Elimino la plastica e servo subito, affettandoli a rondelle.
Col sughetto del fondo si può fare una degna scarpetta.
Abbinamento ideale? Un Klevener alsaziano, Vieilles Vignes vendemmia 2010, di un piccolo produttore di Heiligenstein.

giovedì 4 settembre 2014

Panzanella con pane di segale di Stoupa

Buongiorno.
Buon giovedì, si avvicina il fine settimana e il tempo, insomma... dopo un inizio settimana col botto, due intere giornate di sole, mercoledì ci siamo svegliati con la pioggia e oggi è variabile.
E io ho voglia di piatti estivi per davvero.
I miei procacciatori di ingredienti strani a volte mi prendono troppo sul serio e spesso mi arrivano a casa prodotti insoliti.
Gina, la mia amica greca, di ritorno dall'abituale viaggio nel Peloponneso mi ha riportato un sacchetto di questo magnifico pane di segale secco prodotto a Stoupa, villaggio di pescatori nella penisola di Mani, a sud del Peloponneso, non lontano da Agios Nikolaos, nell'antica Messenia.
Località resa famosa dal racconto Zorba il Greco, ambientato proprio qui dallo scrittore Niko Kazantzakis.
Non avevo bene in mente cosa poterne fare poi mi sono decisa a preparare una panzanella, e posso assicurarvi che è venuta speciale. Ho variato i profumi, aggiungendo succo di limone e menta, giusto perché abbondava nel mio erbario.
Quindi, partendo dal presupposto che nessuno prenderà un volo per il Peloponneso apposta per procurarsi il pane, vi consiglio di acquistare una bella pagnotta di pane di segale o di cereali misti e di farla seccare apposta per... meglio se già tagliata a pezzi.
Anche integrale credo vada bene, insomma, basta che sia un pane rustico che mantenga delle buone briciole.
La panzanella poi è il tipico piatto estivo che piace a tutti, se volete arricchirla aggiungete alcuni filetti di tonno sott'olio e vi sazierà completamente diventando un gran piatto unico.
Nessuno perde ancora le speranze che quest'estate prima o poi si raddrizzi, abbiamo tempo sino al 21 settembre, oppure non possiamo che sperare in un autunno infuocato travestito da estate.
Dosi per 6

-ricetta-
600 g pane secco di segale o integrale
4 pomodori maturi
1 cetriolo
1 cipolla grande
1 peperone
2 limoni
basilico e menta
olio evo
aceto
sale
Preparo le verdure pulite e tagliate a dadi, a filetti o a fettine, le metto in una ciotola e le condisco con abbondante olio, il succo di un limone e mezzo, sale e le erbe aromatiche tritate e la buccia di mezzo limone, grattugiata.
Intanto metto a bagno il pane secco con acqua e aceto.
Quando si è ammollato lo strizzo e lo metto via via nella terrina con le verdure, mescolo e lascio riposare qualche ora al fresco.
Servo dopo aver rimescolato.

martedì 2 settembre 2014

Tortillas integrali con salsiccia al finocchio e ricotta

E' arrivato settembre ed è iniziato con due giornate di sole. Durerà?
Fai il bravo, tempo, che fra una decina di giorni tocca a noi di partire per le vacanze.
Cercate uno snack veloce, oppure avete voglia di un antipastino diverso dal solito?
Preparate queste tortillas e dopo averle scaldate ricavatene rocchetti che rimarranno morbidi.
Ho usato salsiccia a nastro aromatizzata al finocchio perché quella avevo in casa, ma potrebbe andare bene anche del prosciutto cotto tritato, basta mescolarlo alla ricotta e profumarlo con paprica.
Una volta farcite le tortillas le ho avvolte in un foglio di alluminio e poi le ho scaldate nel forno caldo.
Posso prepararle in anticipo e scaldarle negli ultimi 10'.
3 pezzi bastano per un antipasto di 4 persone, le confezioni di tortillas originali messicane ne contengono 6.
Servite come antipasto in una cena informale con amici il vino abbinato era un bianco morbido della Francia del sud, un Collioure, zona di produzione di famosi vini dolci naturali che però ne produce anche di secchi e fermi, profumati, rotondi e assolutamente gradevoli; nonostante il grado alcolico piuttosto elevato mai grevi.

-ricetta-
3 tortillas integrali
250 g salsiccia al finocchio
100 g ricotta
paprica
Mescolo in una boule la salsiccia spellata, la ricotta e un cucchiaino di paprica.
Divido questo composto tra le tre tortillas, lo spalmo aiutandomi con una spatola, quindi le arrotolo e le avvolgo in un foglio di alluminio.
Un quarto d'ora prima di servirle le scaldo nel forno già portato a 200° per 10', elimino l'alluminio e le affetto a rocchetti.
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