domenica 23 novembre 2014

Pere Martin Sec con crema alle mandorle

Buona domenica golosoni!
Questo è proprio un dolce adatto alla stagione.
Le pere Martine si trovano a novembre/dicembre e sono una varietà tipica del cuneese, e della fascia pedemontana, molto adatta alla cottura. Pare che siano le migliori in assoluto.
Le mie erano proprio molto piccole, pertanto le ho usate cuocendo la crema in piccoli ramequins.
Il mix di pera, cotta nello sciroppo aromatizzato, e crema alle mandorle, con un tocco di cioccolato, era perfetto.
Non avendo farina di mandorle a disposizione ne ho frullate di intere e con la buccia, per dare un tocco rustico non le ho proprio ridotte in polvere, adoro sentirle croccanti sotto i denti in contrasto alla burrosità della pera.
Nella teglietta con pere avanzate ho messo dadini di cioccolato, ne avevo un pezzetto al latte che è andato benissimo ugualmente.
Invece nelle monoporzione ho messo un po' di grué (trito) di fave di cacao e qualche mandorla a lamelle.
Insomma, secondo gli amici Stefano e Sooyun, una vera delizia.
Casomai non doveste trovare la varietà Martin sec usate le kaiser.
Dosi per 10 piccoli ramequins o una teglia da 24 cm.

-ricetta-
10 piccole pere Martin Sec
1/2 l latte
150 g zucchero + 200 g (per lo sciroppo)
80 g mandorle
40 g maizena/fecola
3 uova
fave di cacao spezzettate
mandorle a lamelle
sale, vaniglia
Preparo uno sciroppo con 400 ml acqua e 200 g zucchero, aromatizzandolo con cannella.
Metto le pere senza sbucciarle e col picciolo nella pentola con lo sciroppo e le faccio cuocere fino a che non sono tenere.
Le lascio intiepidire poi con un coltellino asporto parte del torsolo sul fondo, così le rendo anche piatte e più stabili.
Ne appoggio una al centro di ogni cocottina.
Nel mixer frullo le mandorle rendendole fini ma non finissime.
In una boule sbatto le uova con lo zucchero sino a che non sono un po' gonfie, quindi verso la maizena  e poi il latte mescolando per amalgamare. Metto anche un po' di estratto di vaniglia, liquido o in polvere, assieme a un pizzico di sale e termino inglobando le mandorle sfarinate alla pastella.
Divido la pastella tra le cocotte con le pere, le cospargo con un po' di trito di fave di cacao e intanto scaldo il forno, portandolo a 190°.
Uso una placca sulla quale appoggiare i ramequins, li faccio cuocere in forno per almeno mezz'ora o finché il composto si è rappreso. Negli ultimi 5' metto qualche mandorla a lamelle e poi spengo.
Servo tiepido.

sabato 22 novembre 2014

Crostini rustici con barbabietole e tonno

Et voilà un antipastino veloce da preparare, pieno di sapore e di colore, vegetariano, sano.
Qualche fetta di pane casereccio, anche integrale, di segale, toscano, quello che più vi piace, barbabietole cotte al forno e tonno sott'olio insaporito da capperi e formaggini di capra freschi.
Un tocco di cipolla, di quella affogata nell'aceto, così è più digeribile e al contempo acquista un sapore unico.
Le barbabietole si trovano imbustate sottovuoto e hanno una lunga scadenza. Hanno molte proprietà curative e preventive, in primis sono ricche di antiossidanti, essendo il loro colore determinato dagli antociani, flavonoidi simili a quelli contenuti nella buccia dell'uva nera e nei mirtilli, o in tutta la frutta/verdura di colore violaceo, scuro. Aiutano la digestione, il fegato e abbassano i livelli di pressione sanguigna, coadiuvando le terapie antiipertensive.
Ricche di zuccheri sono, per contro, molto povere di calorie.
Pronti? Via!
Dosi per 6 persone

-ricetta-
2 barbabietole cotte
mezza pagnotta di pane casereccio a fette
200 g caprini freschi
100 g tonno sott'olio
30 g capperi sotto sale
1 cipolla rossa
aceto aromatico rosso
olio evo
sale, pepe
Sbuccio le barbabietole, prima le affetto a rondelle spesse 3 mm poi le trito a coltello in modo da ottenere micro pezzetti.
Metto a bagno la cipolla spellata e tagliata a fettine nell'aceto di sherry con un pizzico di sale, lasciandola per un'oretta. Posso farlo anche con molto anticipo, la cipolla non soffre se rimane a bagno anche per qualche ora.
Metto nel mixer i capperi dissalati, il tonno sgocciolato e i caprini, la cipolla sgocciolata e strizzata, un filo d'olio, sale e pepe. Frullo per ottenere una salsa omogenea che mescolo alla barbabietola tritata.
Profumo con un po' di pepe nero macinato.
Scaldo il pane che ho tagliato a pezzi, posso farlo nel forno o sul fuoco usando una padella antiaderente o una piastra.
Spalmo con la crema i crostini e li servo sia caldi che tiepidi.

giovedì 20 novembre 2014

Gnocchi di polenta al pesto



Ok! Adesso che ci siamo sufficientemente addentrati in autunno, un piatto con la polenta ci sta a pennello.
Ho realizzato gli gnocchi al pesto usando farina di mais bianca, profumandola con pesto e pomodori secchi, tradizionali profumi estivi.
Che posso dirvi? L'insolito insieme non è affatto male.
Del resto la polenta è come il riso in bianco, si sposa con tutto e si può cuocere il giorno prima, anche la sera. Con un paiolo antiaderente e 4 volte il suo peso in acqua non occorre mescolarla continuamente.
Poi si ricavano cucchiaiate che si dispongono a strati con formaggio e un po' di salsa di pomodoro in una pirofila. L'immancabile burro aggiunto a fiocchetti e un passaggio in forno caldo per circa 20'.
Il pranzo, vegetariano, è servito.
In abbinamento non sfigura un Roero Arneis Docg del 2010, Cecu D'la Biunda prodotto da Monchiero Carbone a Canale d'Alba. Con la sua mineralità e sapidità sposa perfettamente l'aroma del pesto e della salsa.
Dosi per 4

-ricetta-
300 g farina mais bianco
250 salsa pomodoro
150 g formaggio grattugiato
100 g pesto
100 g pomodori secchi sott'olio
50 g burro
sale
Verso a pioggia la farina da polenta nell'acqua, leggermente salata, quasi a completa ebollizione.
Mescolo per non fare grumi e cuocio per circa 50' mescolando ogni tanto, abbassando la fiamma dopo che quasi tutta l'acqua è stata assorbita e ha smesso di fare grandi bolle.
Quando è cotta la condisco col pesto e coi pomodori secchi sgocciolati, tamponati e ridotti a dadini, poi la verso in una ciotola bassa e la faccio raffreddare sino al giorno dopo.
Imburro una pirofila grande o piccole pirofile monoporzione, accendo il forno a 200°.
Ricavo con un cucchiaio gnocchi di forma irregolare e ne faccio un primo strato nella pirofila, li ricopro con cucchiai di salsa e formaggio grattugiato, formo un secondo strato che condisco nello stesso modo.
Per ultimo metto qualche fiocchetto di burro e inforno per circa 20' a gratinare.

martedì 18 novembre 2014

Trofie con trota affumicata e porri

Buon inizio di settimana a tutti. Stringiamo i denti poiché pare che sarà l'ultimo giorno di maltempo. Qui il sole è già tornato e con lui temperature più consone alla stagione.
Dopo ci aspettano per lo meno dieci giorni di tregua, così dicono, durante i quali si potrà procedere al ripristino delle cose più urgenti. Ci sono centinaia di famiglie che hanno perso la casa. Povera gente.

Ecco un piatto che si adatta perfettamente ai sapori autunnali, complesso ma semplice allo stesso modo.
Tre soli ingredienti per il condimento, cipollotto, porro, filetto di trota affumicato.
Un sugo avvolgente adatto a condire trofie secche, che rendono molto e si vestono del morbido insieme.
Nella fascia alpina, soprattutto al nord-est, ci sono molti allevamenti di piscicoltura, nella fattispecie di trote, che elaborano poi il pesce in affumicatoi ultra moderni, con una qualità eccellente.
Sono filetti saporiti e dall'affumicatura delicata, che si possono utilizzare per molti piatti in cucina.
Confezionati sottovuoto hanno una lunga data di conservazione e possiamo tenerne sempre qualcuno in frigorifero, pronto all'uso.
Uso le trofie prodotte dal pastificio dell'Alta Valle Scrivia, sono ottime e hanno una resa eccellente.
Dosi per 4

-ricetta-
250 g trofie secche
1 filetto di trota affumicata
1 porro
1 piccola cipolla di Tropea
olio evo
sale, pepe
Pulisco il porro, elimino parte del verde, qualche guaina più coriacea e la radice, poi lo lavo e lo affetto sottile. Sbuccio e trito la cipolla.
Scaldo un velo d'olio in una padella e ci faccio appassire porro e cipolla, bagnando con un goccio di acqua calda.
Quando sono teneri aggiungo il filetto di trota spezzettato e lascio appena insaporire senza cuocere.
Condisco con pepe macinato fresco, non dovrebbe servire il sale.
Lesso le trofie in abbondante acqua bollente salata, le scolo e le condisco col sugo preparato.
Servo subito, senza l'aggiunta di formaggio.

domenica 16 novembre 2014

Ice cream bread

Ogni tanto ne scopro una nuova che mi fa restare a bocca aperta.
Ero alla caffetteria delle amiche, qui al paesello, e vedo su un'alzata in cristallo una torta al cioccolato.
Non era la solita torta ma... un dolce cotto in forno e composto di soli due ingredienti.
Gelato e farina autolievitante.
La necessità di Manu, abile pasticciera, era di riutilizzare il gelato avanzato nelle carapine prima di spegnere il banco, visto che col cambio di clima nessuno chiede più gelati, preferendo tè e cioccolate calde.
Sfruttando il tempo libero del primo pomeriggio, durante il quale qui al paesello non circola anima viva, Manu si mette a spulciare in rete alla ricerca di come riciclare il gelato e incappa nel sito americano Taste of home, dove per l'appunto pubblicarono questo insolito dolce. Cotto in uno stampo da plum cake. Loro, ma sono americani, suggeriscono di aggiungere un paio di cucchiai di zucchero, che io trovo superflui se si usa gelato industriale.
Partiamo dal presupposto che il gelato dev'essere a base crema, quindi deve contenere latte, panna, zucchero, uova. Il gusto è a scelta, cioccolato, pistacchio, caffè, bacio, gianduia, nocciola, quello che ci pare.
Di sicuro questa torta non riesce se si usano sorbetti alla frutta. Va bene due soli ingredienti, ma uova ecc. ci dovranno pur essere.
Semplicissima ricetta, vero? Roba da non credere, e infatti mi è subito venuta voglia di replicarla.
Ho acquistato mezzo chilo di gelato al caffè, ci ho mescolato la farina già addizionata di lievito e, giusto per fare qualcosa di mio, ho aggiunto un po' di gocce di cioccolato.
Via in forno per circa 40' e poi ecco la torta, morbida e soffice, poco dolce e adatta a un fine pasto, magari guarnita con panna, oppure ideale per merenda, da accompagnare a una bevanda calda.

Oggi il maltempo pare concederci una tregua. Ieri eravamo a Milano e il rientro è stato una vera impresa. Ci sarebbe voluta un'auto anfibia. Le strade erano fiumi da guadare, acqua alle portiere e una pioggia così intensa che non si vedeva nulla, per giunta assordante. Tutti oggi abbiamo negli occhi le immagini della Liguria devastata e in più parti colpita, della zona del Varesotto che interessa il lago Maggiore con la tragedia di Laveno. Ci hanno preannunciato un ultimo colpo di coda per domani, poi un po' di asciutto prolungato. Io ci spero moltissimo. Per chi deve sistemare e ripulire il possibile e per chi, come me, non riesce più a sentire il battere violento delle piogge.
Buona domenica a chi può goderne.

-ricetta-
500 g gelato di crema/caffè/cioccolato
180 g farina per dolci con lievito
30 g gocce di cioccolato
Accendo il forno col termostato su 170°.
Lascio ammorbidire il gelato in modo da poterlo spatolare senza che diventi liquido e lo mescolo alla farina. Poi con delicatezza incorporo anche le gocce di cioccolato.
Verso il composto in uno stampo ben unto del diametro di 22 cm e inforno per circa 40'.
Sformo la torta su una gratella dopo averla fatta riposare 10', e la faccio raffreddare completamente.
Poi la taglio a losanghe e la servo spolverata di zucchero a velo, accompagnata da panna montata, altro gelato o una crema delicata.

sabato 15 novembre 2014

Noodles al tè verde con verdure saltate

Durante la trasmissione televisiva Pechino Express è esplosa la moda dei noodles, i consigli per gli acquisti erano un bombardamento di spot di nudelini, detto all'italiana.
Ora mi dico, per cuocere i noodles normalmente occorrono massimo 5'. Poi bisogna vedere come li si condisce. Dico la verità, per curiosità ne ho provate un paio di confezioni, la versione italiana e una orientale. Verdetto? preferisco prepararli da sola e avere autonomia sulla scelta del condimento e del tipo di noodles. Ci vuole davvero pochissimo tempo.
Ricordate che giorni fa ho pubblicato una ricetta di verdure all'orientale? Era il 28 ottobre, cliccate QUI per un ripasso veloce.
Ebbene, con quelle verdure ci ho condito i noodles al tè verde, altra diavoleria scovata nei negozi di cibi orientali dove di tipi di noodles, ovvero una specie di spaghetti o tagliatelline a base di vari tipi di cereali, ce ne sono a dozzine.
Ovviamente questi verdi hanno attirato la mia attenzione più di altri, e infatti sono curiosi ma buoni.
Leggendo l'etichetta ho scoperto che il colore verde viene aiutato dall'utilizzo di spinaci, perché il tè verde penso colorerebbe molto poco.
Le confezioni giapponesi hanno strani pesi, nell'incarto di solito ci sono 3 mazzetti da 90/100 g l'uno.
Un piatto vegetariano, colorato, che può essere unico, salutare e leggero.

Buon sabato e in bocca al lupo a tutta la popolazione che vive una nuova giornata con allerta di livello 2. A tutti coloro che abitano lungo le sponde di laghi e fiumi, non si sa più dove mettere l'acqua che impietosa insiste a piovere dal cielo, oggi qui c'è pure un vento piuttosto intenso.
Dosi per 4

-ricetta-
200 g green tea noodles
2 carote medie
2 zucchine, solo la parte verde
1 cipolla grande
1 pomodoro
sambal
olio evo
salsa soya
sweet chili
aceto di riso
Prima di lessare i noodles per 5' in acqua bollente salata, seguendo le indicazioni sulla confezione, cuocio le verdure. Le pulisco e le taglio a bastoncini tutti della stessa larghezza e lunghezza.
Nel wok scaldo qualche cucchiaio di olio e ci rosolo, saltandole, le verdure, condendo con salsa di soya e sweet chili, sorveglio la cottura perché devono rimanere croccanti.
Dopo che ho spento le spruzzo con qualche goccia di aceto di riso.
Con le verdure saltate condisco i noodles scolati e porto in tavola.

giovedì 13 novembre 2014

Pane naan con carne salada e...

Vi svelo un segreto.
Spesso anch'io risolvo il mio pranzo con uno snack veloce, crederete mica che passi le mie giornate a cucinare.
Soprattutto quando devo, come l'altro ieri, star dietro all'elettricista che, privo dell'apprendista (influenzato) ha avuto bisogno di altre due mani in più di un'occasione.
Per sostituire un portalampada in cucina, fuso per il calore e ossidato, ci abbiamo messo la bellezza di un'ora e mezza.
È belloccio, sì, ma non malignate. Si dà il caso che abbia quasi la metà dei miei anni, quindi... secondo voi? Non sono una cougar come va tanto di moda, ultimamente, chiamare certe signore della mia età. E comunque avevamo ben altro da fare. Al momento del conto mi ha scontato la mia manodopera. Gentile!
Dopo quasi sei ore, terminato il suo lavoro, era abbondantemente passata l'ora di pranzo per lo meno secondo i canoni nordici.
Ma, poiché non amo cenare alla sera, mi sono sforzata e ho fatto un pranzo-merenda.
Di uso immediato avevo una confezione di carne salada trentina e una busta con due pani indiani, i naan. Pane in uso in tutta l'Asia Centrale e Meridionale a base di farina, acqua, lievito e yogurt.
Soffice, saporito, a metà tra una piadina e una crescia.
L'ho arricchito con un po' di senape, cipolle marinate, che oramai conservo sempre pronte all'uso, fettine di formaggio e poi passato sulla piastra, annaffiando il tutto con un buon bicchiere di birra.
Cosa volere di più?
Oggi si festeggia la giornata mondiale della gentilezza, per ricordarci di praticarla il più possibile, non solo per un giorno. Guardate che bel motto ho scovato in rete (su favaraweb.it).

Sul fronte meteorologico, invece, è un vero bollettino di guerra. Persino il Lambro a Monza e il Seveso nella zona nord di Milano sono esondati. Il lago Maggiore è più alto del livello raggiunto nel 2002 (e allora aveva piovuto per quasi un mese). E il resto dell'Italia non è messo meglio. Oggi è previsto un giorno di tregua. Ci serve.

-ricetta-
pane naan
carne salada
senape
formaggio, fettine
cipolle marinate nell'aceto di vino rosso aromatico
Scaldo i naan sulla piastra, quando sono ammorbiditi sono più facili da aprire a metà.
Stendo sul pane un velo di senape, ricopro con fettine di carne salada, formaggio e cipolle. Velo anche l'altra metà del pane con senape e richiudo.
Rimetto sulla piastra sino a che non si è ben scaldato.
Porto in tavola con una buona birra.

martedì 11 novembre 2014

Pasticcio di polenta e uova di quaglia

Nel corso della passata anomala estate molte volte mi sono ritrovata a cucinare polenta, le giornate grigie e freddine hanno drasticamente cambiato le esigenze dei menu. C'erano le stesse temperature di questo autunno ma, mentre allora faceva freddo adesso sono troppo alte.
Si aveva spesso voglia di qualcosa di caldo e confortante come un fumante piatto di polenta. Ora è la stagione giusta per riproporla.
Con tutto quello che piove e pioverà... a rotazione il maltempo, associato ai temibili (in questo periodo) venti di scirocco, sta flagellando varie zone, ieri sera è toccato al Tigullio a un mese esatto dall'alluvione di Genova, nel pomeriggio alla Versilia, Carrara, Parma. Che disastro!
Un giorno d'agosto, dicevo, per riciclare un po' di polenta avanzata mi inventai questo pasticcio, recuperando pezzetti vari di formaggio e una dozzina di uova di quaglia.
Ovette che vanno aggiunte alla fine della gratinatura in modo che si scaldino, l'albume si deve appena coagulare e il tuorlo invece deve rimanere cremoso e fluido.
La sua collocazione spazia dal primo, al secondo, al piatto unico, tutti vegetariani.
Per ora l'autunno non ha granché risollevato le sorti climatiche, ci ha regalato temperature miti ma poche giornate soleggiate e ancora tanta pioggia. Uno ci spera sempre ma mi sa che quest'anno lo dovremo ricordare tra i più piovosi degli ultimi 50 anni e la conta dei danni è infinita.
Dosi per 4/6

-ricetta-
polenta avanzata
150 g formaggi vari grattugiati
10/12 uova di quaglia
 40 g burro
Riduco a piccoli bocconcini la polenta avanzata, come fossero gnocchetti, ne stendo uno strato in una pirofila imburrata e poi lo ricopro con del formaggio ridotto a filetti, quindi ripeto un nuovo strato di polenta, termino con il formaggio e con qualche fiocchetto di burro e faccio gratinare in forno a 200° per circa 20'.
Tolgo la teglia dal forno e spolvero la superficie con del grana grattugiato sopra il quale rompo le uova di quaglia, condisco con qualche altro fiocchetto di burro e rimetto la pirofila in forno per ancora 5'.
Servo ben caldo.

domenica 9 novembre 2014

Torta quattro quarti al mais, senza glutine né burro

Il venerdì successivo al nostro rientro dalle ormai lontane vacanze c'è stata subito una serata di degustazione, di quelle programmate mensilmente con un gruppo di assaggio più che collaudato.
Ho abituato gli amici a ricette sempre diverse e il dolce non fa eccezione.
Perciò ho vagliato varie ipotesi, torta in padella, quattro quarti light senza burro, ecc. ecc.
Il tempo quel giorno fu particolarmente tiranno, oberata da un sacco di impegni sono riuscita a elaborare nella mente una quattro quarti con fioretto di mais e mascarpone al posto del burro, farcita di mirtilli e cotta in forno. Ovviamente potete usare anche lamponi, o more o ribes, se vi piace il loro gusto asprigno.
Una torta morbida, leggermente croccante per via della consistenza del fioretto di mais, facilissima da fare e che soddisfa 12 persone. Totalmente priva di glutine.
Come mai ne parlo solo ora, a un mese di distanza? semplice, avevo già parecchie ricette programmate, per fortuna, e non ho trovato il tempo necessario per scriverne di nuove.
Curiosi? Golosi? Provatela subito!
Anyway... buona domenica a tutti!
Un pensiero va, doverosamente, anche ai meno fortunati che in questa settimana hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni minacciate o invase dall'acqua esondata da vari fiumiciattoli, improvvisamente ingrossatisi. Frane, smottamenti, allagamenti un po' ovunque. Povera Italia trascurata da oltre mezzo secolo di incuria. E da domani sono annunciate nuove forti perturbazioni.
Non che oggi sia una bella giornata, perlomeno qui è nuvoloso, nebbioso e tutto grigio.

-ricetta-
250 g fioretto di mais
250 g zucchero grezzo
250 g mascarpone
250 uova (4 grandi)
125 g mirtilli
1/2 bustina di lievito
buccia di limone
sale
In una boule sbatto con le fruste le uova con lo zucchero, quando sono ben gonfie aggiungo il mascarpone che stempero a bassa velocità.
Quindi mescolo con una spatola il fioretto, il lievito, un pizzico di sale e un po' di buccia di limone.
A questo composto piuttosto morbido aggiungo per ultimi i mirtilli.
Verso in uno stampo da 26 cm rivestito di cartaforno inumidita e strizzata e inforno a 170° per circa 50' o fino a che, pungendola con uno stecchino, questo non ne esce asciutto.
La sformo su una gratella e quand'è fredda elimino la carta. Prima di servirla posso spolverarla di zucchero a velo, ma proprio appena prima altrimenti l'umido della torta lo assorbe subito.

sabato 8 novembre 2014

Parmigiana di melanzane light e in padella


Quando non si hanno a disposizione tutte le attrezzature necessarie ci si ingegna. Almeno io sono abituata a farlo perché non so dire di no alla richiesta, gentile, di qualche amico.
Trattandosi di parmigiana è risaputo che va cotta in forno, in modo che i sapori si fondano regalando emozioni uniche al palato.
Ma all'Elba come potevo fare? L'unica soluzione praticabile era cuocerla in padella.
Ma non certo tutta intera, perciò ho scelto di preparare la parmigiana di melanzane light in forma di torrette monoporzione. Per alleggerire il piatto basta grigliare le melanzane e usare pochissimo olio, a gocce.
Che dire? condite con una buona salsa di pomodoro e inframezzate da fettine di bocconcini di bufala, lasciati asciugare molto bene, sono venute davvero speciali.
Ed erano anche molto belle da vedere, una volta servite nel piatto.
Le melanzane, grazie alla coltivazione in serra, si trovano ancora. Perché non fare un tuffo indietro all'estate con tutto il brutto tempo patito in quest'ultima settimana?
Chi non ha molto tempo o voglia può acquistate le buste di melanzane grigliate surgelate, dove però mi sembra che le fette siano oblunghe, mentre le ho ricavate tutte di ugual misura affettandole orizzontalmente. Con gli scarti ho preparato un caviale alla greca.
Dosi per 4

-ricetta-
2 melanzane ovali o tonde
250 g salsa pomodoro
60 g parmigiano grattugiato
2/3 bocconcini di mozzarella
basilico
olio evo
sale
Taglio le melanzane a fette spesse, contandone 16 tutte dello stesso diametro.
Scaldo una piastra per grigliare e la spolvero di sale. Quando è rovente ci appoggio le fette di melanzana facendole grigliare da ambo i lati.
Quando sono tutte pronte inizio a preparare la parmigiana.
Allineo 4 fette sul tagliere, le spalmo con un po' di salsa che ricopro con due fettine di mozzarella e una foglia di basilico. Spolvero con abbondante grana, due o tre gocce d'olio (appena un'idea, mi raccomando) e copro con una seconda fetta di melanzana.
Ripeto lo strato di condimento e proseguo nello stesso modo fino a terminare gli ingredienti, condisco l'ultima fetta con un po' di sugo e formaggio, senza mettere il basilico che brucerebbe.
Aiutandomi con una paletta trasferisco le torrette in una grande padella che le contenga tutte, appena unta d'olio e scaldata. Copro con un coperchio e lascio scaldare a fiamma molto bassa per circa 15/20', scuotendola ogni tanto.
Quando la parmigiana è ben calda e fondente spengo la fiamma e la lascio riposare per un altro quarto d'ora prima di servirla.
Vi posso assicurare che cotta così non ha niente a che invidiare a quella cotta al forno.
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