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sabato 15 febbraio 2014

Non era un contest culinario... e ho vinto!

Buongiorno e buon sabato!
Appena rientrata dalla settimana bianca, molto bianca se contiamo i giorni in cui è nevicato rispetto a quelli col sole, ho trovato una bellissima sorpresa ad accogliermi.
Tempo fa una food blogger mi invitò a partecipare a una gara sul suo blog, per premiare la cucina più pazza del web.
Si trattava di mettersi in gioco non con una ricetta ma con una foto della propria cucina. Detta così la cosa non mi acchiappava per nulla, la mia cucina è sempre vissutissima, quando mai avrei potuto liberarla di qualcosa per poter fare uno scatto decente?
Sfogliando l'archivio fotografico ho pescato la foto che mi scattò, a mia totale insaputa, Yuki, un'amica sommelier giapponese, durante una cena di degustazione per 12 persone.
Ebbene, ho racimolato un po' di coraggio (tanto) e non poca faccia tosta (moltissima) e ho mandato quella foto a Katia B. del blog Cucinare insieme a te per partecipare al concorso.
Chi mi legge con assiduità, sa della mia insofferenza ai contest, non ho mai tempo per preparare una ricetta ad hoc, e la competitività non è mai stata il mio forte.
Però stavolta si trattava solo di spedire uno scatto. Perchè no?
Oggi è con molto piacere che voglio farvi partecipi della mia vittoria!
Fate un salto nel blog di Katia, ognuno di noi food blogger ha un suo stile personale nel gestire la propria creatura ed è sempre istruttivo andare a curiosare tra le pagine di altri appassionati di cucina (avessi il tempo di farlo più spesso anche io!).
Se invece siete curiosi di vedermi all'opera, questo è il link diretto al concorso Vi presento la mia cucina  ...
Scappo in cucina, che stasera festeggeremo a quattro calici l'anniversario di matrimonio mio e del Doc (martedì scorso) e quello degli amici Simona e Angelo, che cade giusto oggi!
Noi abbiamo brindato così, l'11 scorso, alle nostre nozze di perla ♥, Champagne, bresaola di pecora del mitico Pizzinini (artigiano macellaio in Badia, come si definisce lui) e bretzel.

 Ciao ciao a tutti dalla cucina più pazza del web!!

domenica 7 aprile 2013

Rice vermicelli con pollo, spinaci e olive

Oggi faccio un'eccezione e non pubblico il solito dolce.
Sono in partenza per Londra e per la prima volta partecipo a un contest con ben due ricette! Ellapeppa!
I blog Cucinatollerante e No sugar please hanno indetto quello a tema "Diversamente Buoni" e, per la sezione 'senza glutine nè lattosio' questa ricettina fa proprio al caso.

Siamo in fase post-pasquale dopo le grandi abbuffate, durante le feste a me basta solo cucinare i piatti, spesso li assaggio appena, e sono già sazia.
Perciò i giorni successivi la cucina va, ma lentamente.
Cerco di recuperare non solo le forze ma pure la voglia di assaporare qualcosa, instradata dagli inevitabili avanzi. Nel caso specifico spinaci lessati e petto di pollo arrosto. Da soli in un piatto fanno tanto ospedale, questi vermicelli invece di cucina da nosocomio hanno pochissimo.
Pochi avanzi e si ottiene un eccellente piatto unico per 4 persone.
Per dargli un tocco di esotico basta qualche goccia di salsa di soia o, come nel mio caso, di sweet chili sauce, dolce-piccante al tempo stesso.
Tempo di preparazione, 15'! velocissimo.
Dosi per 4

-ricetta-
200 g vermicelli di riso
150 g petto pollo
100 g spinaci (o erbette) cotti
3 cipollotti con il loro verde
2 pomodori secchi
50 g olive verdi denocciolate
sweet chili sauce o soia
olio evo

Intanto che si scalda l'acqua per lessare i vermicelli, in un wok preparo un soffritto coi cipollotti puliti e tagliati a rondelle e un filo d'olio, quando cominciano a diventare trasparenti metto le olive tagliate a filetti, il pollo e i pomodori secchi ridotti a striscioline e gli spinaci, tritati grossolanamente.
Faccio insaporire pochi minuti e spengo.
Salo l'acqua in ebollizione e lesso per 4' i vermicelli, li scolo con un forchettone e li metto nel wok bagnandoli con un po' d'acqua di cottura.
Li scuoto e dopo 2' metto un po' di chili sauce.
Verso nel piatto da portata e porto in tavola.

giovedì 4 aprile 2013

Riso bollito con quel tocco in più


Vi pare mai possibile che io mi accontenti di un semplice riso bollito? lo faccio se occorre, ovvero in caso di malattia quando, durante la convalescenza dopo un'influenza, occorre cibarsi di cose leggere e facilmente digeribili.
Ieri però stavo benissimo tant'è vero che mi sono preparata questo semplice ma colorato riso bollito, condendolo nel piatto con una tavolozza di sapori e colori.
Provate anche voi, se non amate olive e capperi mettete sottaceti, se vi piace aggiungete qualche filettino di alici oppure qualche fettina di prosciutto o salamino.
Inventate, prendete spunto e poi create il vostro riso-pizza capricciosa. Un piatto decisamente invitante eppure leggero, che mette allegria.
Essendo una ricetta senza glutine e, se si sostituisce la mozzarella con tofu condito, anche senza lattosio, ho deciso di partecipare con una seconda ricetta al Contest DIVERSAMENTE BUONI di Cucinatollerante e No sugar please
Dosi per 4

-ricetta-
300 g riso Baldo
200 g tofu o fiordilatte
60 g olive verdi
30 g capperi al sale
50 g pomodori secchi sott'olio
basilico e menta freschi
fleur de sel
olio evo
aceto ai frutti

Metto a lessare il riso in abbondante acqua bollente leggermente salata.
Nel frattempo asciugo il fiordilatte e lo taglio a dadi. Se uso il tofu lo taglio ugualmente a dadini e lo condisco con fiocchi di fleur de sel e olio evo, spruzzandolo con qualche goccia di aceto aromatizzato e lasciandolo insaporire per 15'.
Trito grossolanamente le olive denocciolate, ho usato una varietà siciliana tonda e carnosa, e sciacquo dal sale i capperi.
Trito le erbe aromatiche, sgocciolo dall'olio i pomodori e li trito.
Scolo il riso, lo allargo in un grande piatto da portata e compongo la tavolozza accomodando formaggio, pomodori olive e capperi secondo la mia fantasia.
Distribuisco sopra le erbe tritate e completo con un filo di ottimo olio extravergine.
Utilizzo ancora il Carusìa di Viragì, la spiccata e intensa nota di carciofo è quello che ci vuole per mischiarsi ai numerosi sapori del piatto.

lunedì 25 marzo 2013

Kebab all'italiana


Aprire l'argomento kebab è arduo, c'è un sacco di roba da raccontare.
Parto dal mio primo incontro con questo eccezionale cibo da strada, la mia prima volta è stata ad Atene nel 1977 o giù di lì, con mio fratello e alcuni amici ci avventurammo tra le viette della Plaka, dove di giorno c'era (magari c'è ancora) il Flea Market, e lì mangiammo per poche dracme quello che scoprii dopo essere un kebab, ma che i greci chiamano ghiros, sempre di carne infilzata su un lungo spiedo si tratta.
Poi ebbi modo di assaggiare quello turco nel suq di Istambul, un puro godimento.
Ricordo ancora lo sguardo incredulo e scettico di alcuni colleghi, eravamo a Istambul per un congresso medico ed era il 1993, quando ci fermammo in un baracchino e ci servirono un enorme pagnotta ripiena di succulenta carne, verdura e salse. Inorridirono, come si fa sempre a pensare all'igiene e alla pulizia? Viaggiando così si perdono di vista la usanze e il piacere di sperimentare i piatti locali.
Per curiosità andammo anni fa in un localino sui Navigli a Milano, ma la qualità e l'atmosfera non erano le stesse.
Tuttavia è un cibo che ha preso tantissimo piede e non esiste pressochè paese italiano che non abbia il suo localino di döner kebab.
Per fare un po' di storia, si hanno notizie della sua origine addirittura ne l'VIII sec. a. C. in Grecia, secondo scritti di Omero e Aristotele, che parlano di obeliskos.
In effetti kebab è una parola di origine persiana che significa spada, pare che i soldati persiani nel Medio Evo usassero infilare sulle loro spade le fette di carne da arrostire sulla brace.
Il döner è invece lo spiedo rotante su cui viene cotto abitualmente.
Si trova in tutti i paesi della fascia mediterranea e medioorientale, sino all'India settentrionale.
Si concia la carne, che abitualmente è di manzo, agnello, pollo o tacchino (mai maiale per i musulmani) con aromi e spezie, le ricette comprendono dall'origano al cumino, cannella, zenzero, curcuma, paprika, coriandolo, un mix profumato e caratteristico.
Si serve con pite, pani arabi o piadine calde e salse a piacere, come lo tzaziki o comunque salse a base di yogurt e menta sino all'odierno ketchup, più insalate verdi e cipolle spurgate.
Berlino è la capitale che ha sdoganato il kebab in Europa per via dei molti immigrati turchi, e si dice che lì si possa mangiare il miglior kebab per rapporto qualità/prezzo.
Nel numero di novembre dello scorso anno La Cucina Italiana aveva pubblicato una ricetta per farlo in casa, senza spiedo rotante ovviamente. A quella mi sono ispirata anche se nella mia versione ho aggiunto il tacchino (avrei preferito usare l'agnello ma non ero sicura che tutti i commensali avrebbero gradito) e poi l'ho cotto avvolto nella cartaforno. Dal momento che la carne abbisogna anche di una parte piuttosto grassa, per non seccare eccessivamente, serve la coppa di maiale a fettine sottili. E faccio marinare il tutto una notte, in modo che i sapori delle spezie si mescolino alla perfezione.
Infine servo con salsa allo yogurt e menta, lattuga e cipolle su tortillas di frumento. Ma i ragazzi so che lo amano ben condito dal ketchup.
Posso preparare questo invitante piatto anche con un paio di giorni d'anticipo e conservare il rotolo avvolto nella cartaforno in cui l'ho cotto assieme al fondo di cottura. Lo affetterò solo al momento di servirlo, strizzando tutti i liquidi trattenuti dalla carta e riscaldandolo al microonde.
Indecisa se inserirlo tra i secondi piatti o tra gli antipasti, se servito su piccolissime piadine, lascio libera interpretazione, a voi decidere come gustarlo.

Con questa ricetta partecipo al contest "VIAGGIO NEL GUSTO" di http://squisitocooking.blogspot.it/


Dosi per 6

-ricetta-
400 g coppa maiale (4 fette)
400 g petto pollo a fettine
300 g petto tacchino a fettine
170 g yogurt greco
menta, cipolla, insalata verde
tortillas o piadine o pane arabo, 1 per persona

per la marinata:
50 g ketchup
1/2 cucchiaino ciascuno di cumino, zenzero, curcuma, paprika
1 cucchiaino di coriandolo, origano
250 ml vino bianco
50 ml olio evo
sale, pepe
Frullo gli ingredienti della marinata ottenendo un'emulsione colorata e profumatissima.
Batto le fette di carne per renderle sottili poi le adagio in un recipiente capiente alternandole e alla fine le ricopro con la marinata. Copro con pellicola e lascio una notte o almeno 5/6 ore al fresco.
Mi preparo una pirofila e scaldo il forno a 250°. Stendo un foglio grande di carta forno e formo un rettangolo con le fette di coppa scolate dalla marinata, allargandole, sopra faccio uno strato di pollo e per ultimo metto il tacchino. Avvolgo nella cartaforno e appoggio il rotolo nella pirofila. Lo spolvero di sale e lo bagno con un filo d'olio.
Cuocio in forno per 20' prima di girarlo e cuocerlo per altri 15'.
Mentre cuoce affetto con la mandolina una cipolla e la metto a bagno in una ciotola con acqua e aceto.
Lo lascio intiepidire e poi lo libero dalla carta e lo affetto a striscioline sottili che bagno col fondo di cottura.
Metto una base di pane intiepidita e aperta nel piatto, sopra un po' di kebab, un po' di insalata tagliata a striscioline e qualche fettina di cipolla scolata. Condisco con lo yogurt mescolato con un filo d'olio, qualche cucchiaio di acqua, sale e foglioline di menta tritate.

Ecco la versione antipasto su mini piadina... molto invitante!

martedì 12 marzo 2013

Mozzarella in calesse di polenta agli spinaci


Detesto la pioggia, mi mette di malumore soprattutto quando scarica dal cielo autentiche bombe d'acqua, la luce svanisce e il fiume assume il colore del Mekong. Gli unici che sembrano godere sono folaghe, cigni e germani, sguazzano allegri sotto il mitragliamento acqueo.
E fortuna che ieri ho resistito all'impulso di lavare i vetri, schizza così forte che il mio lavoro sarebbe stato vanificato.
L'unica cosa che il malumore non intacca è la voglia di cucinare. Oggi vado al recupero.
Molto spesso cucino volutamente in eccedenza con lo scopo di avere qualcosa di già pronto, in modo da creare un piatto nuovo.
Succede sopratutto quando ho davanti a me la settimana in cui so che mio marito 'fa filotto' a Milano, come dice lui, e non rimette piede a casa sino al venerdì.
Avere un po' di polenta o avanzi di carne o verdure a disposizione mi stimola a inventare qualcosa per recuperarli.
Avevo un avanzo di polenta agli spinaci che ho messo in un piccolo stampo da plum in modo da poterne ricavare fettine quadrate, da grigliare o friggere a seconda dell'ispirazione.
Queste gallette le ho fatte dorare nell'olio in una padella antiaderente sino a che non si è formata una bella crosticina, dopo che le avevo appaiate mettendo in mezzo fettine di fiordilatte come se fosse una mozzarella in carrozza.
La faccio andare in calesse perchè la carrozza è troppo importante.
Come etichettare questo piatto? spuntino o snack ammazzafame?
Secondo piatto vegetariano e senza glutine?
Pur non essendo, per mia fortuna, intollerante o allergica ad alcunchè salvo agli stupidi e agli stolti, ma per quelli non c'è dieta di esclusione che tenga, sono spesso abituata a cucinare 'altri' piatti accanto a quelli 'normali', avendo molti amici celiaci, intolleranti e vegetariani. Nessun vegano, per ora!
Focalizzando che questa è una ricetta gluten-free mi è venuto in mente il contest a cui mi hanno invitato a partecipare i blog '©No sugar please' e 'Cucinatollerante', il tema è "Diversamente buoni", ovvero ricette senza zucchero, senza lattosio o senza glutine.
Dopo l'invito credevo che non sarei mai riuscita a partecipare, se mi metto apposta a pensare a qualcosa di particolare faccio fiasco e non mi viene in mente nulla. Anche quando ho mandato la mia ricetta per l'ebook "Diamo del tu ai fornelli" è successa la stessa cosa, la ricetta mi è venuta per caso e di getto e sono entrata a far parte dei 74 bloggers che hanno visto pubblicata una loro 'idea' nel libro.
Spero che questa soddisfi le creatrici del contest e non solo loro, è una soluzione appetitosa e facile da fare, con ingredienti semplici e leggeri. Oddio, leggero un fritto non lo è mai, ma una volta ogni tanto un piccolo peccatuccio si può fare!
Si potrebbe provare a farla senza lattosio sostituendo il fiordilatte col tofu, prendete l'idea con le pinze, io non sono amante del formaggio di soia quindi non proverò, ma credo si possa fare anche se non filerà.
Questi sono i banner del contest
http://nsugarplease.blogspot.it/2013/02/diversamente-buoni-i-contest-di-no.html
http://cucinatollerante.altervista.org/il-nostro-contest-diversamente-buoni/


Bene, dopo tante parole ecco dosi e procedimento per 4 calessini:

-ricetta-
100 g farina di mais semi-integrale
100 g spinaci cotti e strizzati
fiordilatte
sale, pepe
farina di mais
olio evo
Se non ne ho di avanzata, come per caso oggi, preparo una polenta mettendo a cuocere la farina in acqua bollente poco salata, con l'aggiunta di un pezzetto di burro.
A 10' dal termine della cottura unisco gli spinaci cotti, ben strizzati e tritati fini, in tutto ci vorranno circa 50' usando un paiolo antiaderente, da quando uso questo sistema mi risulta facile e pratico fare la classica polenta, non attacca e si cuoce lentamente senza sforzo, mescolandola ogni tanto.
La faccio raffreddare mettendola in uno stampo da plum e quando si è compattata, anche il giorno dopo, la taglio a fettine spesse un cm circa, ricavando dei quadrati.
Scolo il fiordilatte dal latticello di conservazione, lo asciugo bene, magari lo preparo con qualche ora di anticipo, in modo che sia ben asciutto.
Metto una fettina di fiordilatte tra due fettine di polenta, e poi impano il pacchetto in farina di mais.
Scaldo un po' d'olio in una padella e quand'è caldo ci metto a friggere i pacchettini.
Quando hanno fatto una crosticina uniforme li scolo su carta da cucina e li servo subito, caldi e filanti.

giovedì 1 novembre 2012

LO STUZZICA CONTEST di Parentesi rosa

Salve Amici,
oggi è Ognissanti, l'occasione per festeggiare l'onomastico di tutti ma soprattutto di quelli che hanno nomi strani cui è difficile ricollegare un martire, un santo, un beato. Perciò AUGURI a tutti!
Adesso vi chiedo un attimo di attenzione perchè non mi capita quasi mai di partecipare a contest, col poco tempo che ho a disposizione non vagabondo per gli altri blog e quindi me li perdo.
L'invito a partecipare a questo mi è arrivato direttamente per mail da Parentesi Rosa, quindi non potevo trascurarlo e poi avevo la mia ricettina già pronta e pubblicata tempo fa, una delle più gettonate nelle serate di degustazione perchè queste lumache stanno bene con bollicine ma anche con bianchi fermi di una certa classe.
Se volete rileggere come preparo a finger food le 'Lumache alla bourguignonne', fate copia/incolla del link qui sotto: 

http://dallacucinadijo.blogspot.it/2011/12/escargot-alla-bourguignonne-nel-panino.html




Quindi, con questa, partecipo al contest di Parentesi rosa sezione FINGER FOOD di
LO STUZZICA CONTEST :

http://www.parentesirosa.it/articolo.asp?id=938



Se vi piace, votatemi sulla pagina facebook di Parentesi rosa a partire da oggi 1° novembre....
la ricetta si intitola " Lumache alla bourguignonne 'slurp' " , cliccate su 'Ricette & Tavola' e la troverete...
Un saluto dalla mia cucina coi fornelli già caldi e... mille grazie!!!

p.s.
Tempo fa vi avevo promesso una foto di me in cucina, oggi mi sento vanitosa nonostante la giornata piovosa e vi posto uno scatto a sorpresa dell'amica Sooyun.


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