giovedì 30 giugno 2011

Le chiacchiere

Mamma mia! oggi produco sul web molto più che in cucina!
Devo darmi da fare perchè alcune amiche sono ansiose di trovare un blog ricco di ricette e se non approfitto quando in cucina non ho molto da fare, a Natale sarò ancora in alto mare, che non vuol dire che andrò in crociera, che detesto!
Perchè in estate la ricetta delle chiacchiere? che io chiamo così da brava milanese, mentre mia mamma li chiama 'crostoli'. Perché mi chiedevo?? un po' perchè io le preparo anche fuori stagione nonostante abbiano una connotazione ben precisa e correlata al Carnevale, e poi perchè è una delle poche ricette che ho fotografato...dovete sapere che ho sempre la fotocamera a portata di scatto in cucina, ma posso giurarvi che mi ricordo di scattare immagini delle mie ricette solo una volta su... su almeno 50! E poi sino a un mese fa non avevo nemmeno un blog, quindi...
La ricetta che vi posto è quella 'storica' di mia mamma, super-mega collaudata da oltre mezzo secolo.
Alla preparazione delle chiacchiere sino a prima di sposarmi, ma pure dopo, ho spesse volte collaborato con lei, girando la manovella dell'Imperia (anni addietro), passandole le sfoglie oppure tagliando le sfoglie in strisce regolari con la rotella dentellata o annodandole.
Le chiacchiere hanno tanti nomi regionali, ma più o meno sempre di pasta fritta si tratta, sia che si chiamino 'galani' a Venezia, 'frappe' nelle Marche, 'cenci' in Toscana, 'bugie' in Liguria e Piemonte, 'crostoli' in Veneto, 'sfrappole' in Emilia Romagna, e via enumerando... e la soluzione migliore dal punto di vista gustativo sarebbe di cuocerle nello strutto, che ha un punto di fumo molto alto, ben 250°, ma ahimé è anche ricco di grassi saturi, benchè con i moderni allevamenti di suini questa percentuale si sia notevolmente ridotta, però è sempre più difficile reperirne di genuino.
Mio papà lo confezionava in casa quando uno zio ammazzava il maiale in inverno....oddio! ricordo l'odore della sugna per tutta casa che permaneva per giorni e questo grasso che sobbolliva lentamente per ore per ottenere questo grasso, limpido allo stato liquido. Dalle frazioni fibrose si ricavano i ciccioli con cui lui, mio papà, si faceva fare appositamente del pane.
Vabbè, bando alle ciance, vado con la

-ricetta-
500 g farina
2 uova
50 g burro
50 g grappa
2 cucchiai grandi di zucchero
vino bianco q.b.
scorza di limone grattugiata, sale
olio di arachidi per friggere, circa 1,5 litri
zucchero a velo

Premetto, io per gli impasti mi servo dell'impastatrice, troppo comoda!
Ma facciamo come se non l'avessi, quindi farina a fontana sulla spianatoia, metto al centro le due uova leggermente sbattute, verso il burro morbidissimo, un pizzichino di sale, scorza di limone, grappa e comincio a impastare. Se dovesse essere troppo asciutto aggiungo un po' di vino bianco. Con il Kenwood chef è un attimo, tutto insieme, impasto elastico e perfetto. La consistenza dev'essere come quella della pasta all'uovo, faccio un panetto e lascio riposare.
Intanto preparo l'Imperia e anche un bel piano di lavoro, dei teli da cucina, la padellona per i fritti e l'olio, lo spargizucchero, vari fogli di carta da cucina e grandi vassoi dove sovrapporle.
Divido il panetto in tanti parti uguali, e inizio a tirare le sfoglie partendo dalla grossezza maggiore, ripassandole almeno una decina di volte, ripiegandole a ogni giro e assottigliando lo spessore man mano. Le stendo su teli puliti e inodore (quindi lavati senza uso dell'ammorbidente), e le copro per evitare che secchino troppo con altri teli leggermente inumiditi. Ripasso le sfoglie alo spessore minimo. 
Ci vuole un sacco di spazio e tempo, e magari l'ausilio delle mani di un'amica disposta a collaborare o di un marito goloso, volenteroso e devoto, se disponibile.
A questo punto su un grande tagliere di legno posiziono una sfoglia alla volta e inizio a tagliarla in strisce larghe 4 cm, che incido al centro con un taglietto ben distante dal bordo, le annodo e le sistemo su dei grandi vassoi coprendole con teli sino alla frittura. Posso anche sovrapporre qualche strato.
Mi riposo un attimo mentre metto a scaldare l'olio nella pentola per i fritti, bella grande e alta. Il tempo di un buon caffè. Non abbiate paura di abbondare con l'olio, più ce n'è meglio verrà il fritto. 
Predisponete dei vassoi per mettere le chiacchiere una volta scolate bene....Quando l'olio è ben caldo senza fumare, testatelo con dei rimasugli di impasto, buttate 5/6 pezzi alla volta, aspettate di vederli appena colorire e girateli. Scolateli quasi subito su fogli di carta da cucina e procedete così sino a terminare tutti i pezzi.
Il tutto è laborioso e lungo lo so bene, ma volete mettere il risultato finale paragonato alle chiacchiere industriali o persino di pasticceria? magari quelle 'furbe' che dicono essere cotte al forno? le quali vengono sempre prima fritte (in bianco!) e poi ripassate ad asciugare in forno, senza sapere che, se l'impasto è ben fatto, quelle casalinghe assorbono ben pochi grassi e risultano leggerissime!
Man mano che sono fredde sistematele su dei bei vassoi, spolverando ogni strato con dello zucchero a velo. E siccome ne vengono parecchie potete metterle in quelle vaschette trasparenti del supermarket e chiuderle in sacchetti di polietilene. Si conserveranno perfettamente per molti giorni, o potrete regalarle agli amici facendo un figurone.
Vi allego una foto di uno dei due grandi vassoi che normalmente preparo (e pensare che a me i dolci non piacciono!)









Accompagnate da un calice di Asti Spumante o di Moscato a fermentazione naturale è 'la morte sua', come dicono a Roma!

Caramelle di prosciutto crudo

Mi capita spesso di acquistare un fiocco di prosciutto, o altri pezzi interi disossati. Quando il pezzo è appena iniziato si ottengono delle belle fette omogenee.
Con della belle fette  di crudo e pochi altri ingredienti si può preparare un antipasto insolito da servire magari con del melone a fette oppure, se vogliamo davvero stupire, frullandolo sino a ridurlo a zuppetta che condiremo  con poco olio e.v.o., tabasco, worcester, sale e pepe, da servire in piccoli tumbler bassi.
Vi spiego come fare per avere un risultato da applausi.

-ricetta-
per 20 caramelle
20 fettine di prosciutto tagliate sottili ma non troppo, di circa 10x12
300 g ricotta o robiola
100 g formaggio grattugiato
50 g pinoli tostati in padella e tritati
1 cipollotto o una cipolla piccola tritati finissimi
2 cucchiai da tavola di vino bianco
sale, pepe, curry

Preparo il ripieno: in una boule metto i formaggi che amalgamo bene con una spatola morbida, unisco la cipolla tritata, una spolveratina di curry, sale e pepe (sempre nero!) a piacere, il vino e i pinoli.
Metto il tutto in frigorifero a rassodare per un'ora.
Appoggio su un tagliere una fetta di prosciutto, prendo un cucchiaio di composto, ne faccio un salametto e lo metto sulla fetta lasciando liberi i bordi laterali, la avvolgo a involtino e stringo le estremità come per annodare la carta di una caramella. Procedo allo stesso modo con tutte le fette che allineo man mano su un vassoio.

Se voglio usarli come finger food li lascio semplicemente così, sigillando il piatto con pellicola e riponendolo in frigorifero sino al momento di servire. Ovvio che posso decidere di servirli su un letto di cicorino tagliato finissimo, o con la zuppetta di melone sopra descritta, o su fettine di pane grigliato, o poggiati su una foglia di indivia o su una falda di peperone.
La fantasia non ha limiti in cucina...

giusto per darvi l'idea...
ed essendo in cucina non poteva mancare una bella ditata sull'obbiettivo! sob!!!


Quiche mediterranea

Bene, rieccomi.
Ho un pomeriggio libero, per cui ne approfitterò per postare qualche altra ricetta. Ho cercato anche di fare un'opera di restyling alle pagine, ma in grafica valgo meno di zero....vedo in rete blog con grafiche meravigliose che non arriverò mai ad eguagliare. Vabbè mi accontento di cucinare, ma invidio chi è bravo in web design.
Volete realizzare una quiche, altrimenti detta torta salata, dai sapori mediterranei, veloce da preparare, squisitissima ed economica? A seconda dei gusti potrete realizzarla con della pasta sfoglia o della pasta brisée, che per comodità si trovano già pronte, anche se preparare una brisée è semplicissimo con 250 g di farina, 100 g di burro e circa 75 ml di acqua ben fredda.
L'importante con le torte salate è che la pasta cuocia bene senza ammollarsi, mantenendo croccantezza e friabilità.


-ricetta-
1 rotolo di sfoglia (tonda o rettangolare a piacere) o di brisée
2 o 3  cipolle bianche o un mazzo di cipollotti
300 g pomodori ciliegini o datterini
150 g brie, 3 cucchiai di formaggio grattugiato
50 ml latte, 2 uova
origano, sale, pepe


Accendo subito il forno a 200° e mentre va in temperatura stendo in una teglia la pasta, con sotto della carta forno, e la bucherello qua e là coi rebbi di una forchetta. Sbuccio e taglio le cipolle a spicchietti, divido a metà i pomodorini e taglio il brie a dadini. In una ciotola sbatto con una forchetta le uova intere col latte e il parmigiano grattugiato, salando e pepando. Sistemo sulla sfoglia cipolle, pomodori e formaggio, spolvero con abbondante origano e sopra distribuisco il composto liquido.
Inforno per circa 35/40 minuti o comunque sino a che non vedrete la sfoglia dorata o capirete dal profumo che si diffonderà in cucina che il tutto è cotto.






p. s. quella che vedete in foto è di mega proporzioni perché realizzata per 12 persone... ;)

Il caviale di melanzane

Ognuno ha la sua ricetta per il caviale di melanzane e infatti io, dopo averlo assaggiato per la prima volta molti anni fa in Grecia e dopo aver sperimentato varie tecniche per realizzarlo, ho elaborato quella mia personale. Niente cottura in forno delle melanzane, niente appassimento in padella, perchè voglio che i piccoli frammenti di melanzana rimangano di una certa consistenza. Di sicuro la melanzana, facendo parte della famiglia delle solanacee, va sempre consumata ben cotta, perchè la solanina è tossica.
Allora procedo così....

-ricetta-
2 melanzane grandi, del tipo ovale a buccia scura, che hanno pasta compatta e se molto fresche quasi niente semi (controllate sempre che siano belle lucide, con la buccia tesa e col picciolo verde)
olio e.v.o.
menta, prezzemolo, basilico, aglio, sale

Inizio con sbucciare le melanzane, (conservo le bucce) poi le taglio nel senso della lunghezza a fette spesse 7/8 mm, non le salo prima, prendo una griglia che metto a scaldare sul fuoco quindi con un pennello da cucina spalmo dell'olio evo sulle fette e le appoggio sulla griglia ben calda. Intanto che si cuoce la parte sotto spennello di olio e spolvero di sale la parte sopra, quindi le giro e aspetto che siano ben cotte. Procedo così sino ad esaurire tutte le fette, che appoggio man mano in un piatto.
Nel frattempo trito un bel mazzetto di foglie di prezzemolo, una decina di foglie di basilico e un'altra decina di foglie di menta. Taglio grossolanamente le fette e le metto nel cutter, con lo spremi aglio ne schiaccio uno spicchio e metto dell'olio, circa 50 ml, dal sapore leggero tipo uno ligure o uno del Garda perchè l'insieme verrà già molto saporito, e frullo a intermittenza poichè non voglio ottenere una crema liscia, ma un insieme di frustoli piccolissimi. Trasferisco il tutto in una boule e aggiungo le erbe tritate, ancora un po' di olio, se occorre, e correggo il sale. Mescolo per bene poi metto in un contenitore ermetico e ripongo il frigorifero dove si mantiene bene (coperto da un velo di olio) qualche giorno.
Lo servo con crostini croccanti, caldi o freddi, oppure lo uso per ricoprire delle tartine che poi completo con un'alice marinata.

E le bucce che avevo conservato? le taglio a julienne, le metto in un colino spolverandole di farina che poi scuoto via e le friggo in extravergine caldissimo. Le scolo su carta da cucina, una spolverata di sale finissimo e con questa paglia scura decoro altre portate.

martedì 28 giugno 2011

Il ''crostino cipollino''

Ecco un finger food veloce da preparare, economico, super appetitoso, condizione indispensabile per servire questo antipasto sfiziosissimo è che devono piacere le cipolle!
Ma devo dire che sono pochissime le persone che non gradiscono il gusto di questo prezioso bulbo, ricco di sali minerali e vitamine, dal potere diuretico, valido aiuto per prevenire malattie cardiovascolari, arteriosclerosi, che aiuta a mantenere buoni livelli di glicemia e colesterolo. Insomma questa pianta coltivata, a partire dal 3000 a.C., dagli egizi ha un sacco di proprietà per cui se ne consiglia un abbondante consumo in cucina, dove è un ottimo esaltatore di sapori (cosa sarebbe un risotto alla milanese senza un bel soffritto di cipolla?). Noi in Italia ne produciamo di molte varietà, dalla rossa D.O.P. di Tropea, alle bionde o rosse di Cannara per citarne alcune.
Quindi, sempre se volete piacevolmente stuzzicare e stupire i vostri ospiti, preparate questi veloci crostini che andranno a ruba, per cui abbondate nel numero.

-ricetta-
1 cipolla grande, rossa o bianca
1 cucchiaio colmo di maionese
50 g di formaggio grattugiato (parmigiano o padano)
pane a fettine (baguette o pane toscano o pugliese)

Le dosi possono essere raddoppiate o triplicate a seconda del numero dei commensali, se vi avanza del composto potrete conservarlo in un contenitore ben chiuso in frigorifero per un paio di giorni e regalarvi un crostino in tutto relax, da soli, il giorno dopo (che è quello che faccio io perchè spesso non ne avanza nemmeno uno per me!)

Prendo un piccolo cutter e ci metto la cipolla sbucciata e tagliata a pezzi, frullo sino a ridurla in poltiglia. Trasferisco il trito fine in una ciotola, unisco la maionese e il formaggio grattugiato. Mescolo bene, correggo di sale se occorre (ma il formaggio insaporisce a sufficienza).
Accendo il grill, spalmo il pane con uno strato abbondante di composto, allineo le fettine in una teglia da forno e le metto in forno a gratinare sino a che avranno fatto una bella crosticina dorata e in cucina si diffonderà un profumino delizioso.
Li sforno e li servo subito...

niente foto...appena li faccio spariscono!

Pomodori canditi, ci vuole un po' di tempo, ma...

L'estate è la stagione dei pomodori, se ne trovano di tutti i tipi, per questa ricetta serviranno quei bei perini belli carnosi, rossi e saporiti. Sceglieteli ben maturi ma ancora sodi e poi armatevi di santa pazienza, il procedimento è semplicissimo ma lunghetto, per cui vi consiglio di prepararli magari la sera, o la mattina presto se siete mattinieri come me.

-ricetta-
calcolate almeno un pomodoro per persona, sale grosso, zucchero grezzo, olio evo

Mettete sul fuoco una pentola con dell'acqua, appena arriva al bollore spegnete e immergetevi i pomodori incisi a croce sul fondo, lasciateli in immersione per un paio di minuti quindi uno alla volta estraeteli aiutandovi con una schiumarola e spellateli. La buccia verrà via a petali che conserverete (poi vi dico perchè).
Preparate una teglia rivestita da un foglio di cartaforno e accendete il forno a 100°. Tagliate i perini a metà per il lungo, togliete i semi e il succo e metteteli capovolti nella teglia, ben allineati. Spolverateli con un pochino di sale grosso e con una spolveratina di zucchero (ma poco poco) e infornateli per....
Ecco che entra in gioco il tempo! per... diciamo che circa un paio di ore dopo vi ritroverete i pomodori ben raggrinziti, ma non essiccati, con un sapore molto concentrato, talmente buoni che uno tira l'altro.
Ma voi nel frattempo potrete fare molte altre cose! sembra una ricetta 'lunga', ma in effetti una volta che li avete messi nel forno potete quasi dimenticarveli...
Quando saranno intiepiditi metteteli sul piatto di servizio, conditeli con un filo di olio e.v.o. e con delle fresche erbe aromatiche, e serviteli per accompagnare una tagliata di manzo, del roast beef, del pesce al sale o perchè no, del primosale. E' tutto! buon appetito...

E con le bucce che avevo messo da parte che faccio?? volete stupire i vostri ospiti? allora prendete una padellina per fritti, metteteci dell'olio evo, scaldatelo bene e immergetevi una decina alla volta i petali di buccia. In 2/3 minuti si friggeranno, scolateli su carta assorbente, metteteli su un piatto e serviteli spolverati di sale finissimo. Sono delle chips insolite, il loro sapore mediterraneo conquisterà tutti!
Un bel calice di Prosecco o un cocktail alla frutta saranno perfetti per brindare alla cuoca.....



lunedì 13 giugno 2011

Sfogliata con ciliegie di Vignola

Attendo di anno in anno che arrivi la stagione dei rossi frutti per preparare questa golosissima torta...che sperimentai la prima volta diversi anni fa, incuriosita dalla foto vista su 'La cucina italiana'.
Ovviamente se non trovate le Vignola vanno benissimo dei duroni di Verona, oppure le eccellenti 'ferrovia' pugliesi...

-ricetta-
2 rotoli di pasta sfoglia rettangolari
450 g ciliegie al netto, snocciolate
della crema pasticcera preparata con 300 ml latte, 30 g farina, 3 tuorli, 90 g zucchero, una scorza di limone, vaniglia in stecca, in polvere o liquida, ma assolutamente naturale.

Innanzi tutto scaldo il latte con la vaniglia e la scorza di limone, nel mentre sbatto con le fruste i tuorli con lo zucchero, unisco la farina setacciata, diluisco col latte e rimetto sul fuoco, facendo addensare lentamente. La lascio freddare e intanto accendo il forno a 200°.
Stendo una sfoglia, lasciando la carta forno sul fondo, in una teglia rettangolare in modo che i bordi risalgano leggermente, la bucherello coi rebbi di una forchetta quindi verso la crema e la spalmo mantenendo un cm libero sui bordi, distribuisco sopra le ciliegie e quindi ricopro con l'altra sfoglia. Sigillo con cura tutto il perimetro e inforno. Cuocerà in circa 40 minuti, a metà cottura la spennello con del tuorlo diluito con poche gocce di latte, quindi la sforno e la lascio intipiedire per 10 minuti nella teglia, poi la tolgo e la metto a freddare su una gratella. Prima di servirla la spolvero di zucchero a velo, decorandola con qualche ciliegia fresca. Va consumata tiepida o comunque non molto tempo dopo la cottura, per non perdere la fragranza dell'insieme, la croccante leggerezza della sfoglia e la cremosità del ripieno.
Si accompagna bene a un bel calice di Recioto di Valpolicella (che è quello rosso, il Recioto bianco è da uve di Soave).


Cous cous di verdure a freddo -un piatto unico per la bella stagione, da preparare in anticipo

Durante la bella stagione spesso si ha poco tempo o poca voglia di stare in cucina (non è mai il mio caso), perchè nel poco tempo libero si dà la priorità allo stare all'aria aperta, a camminare, ad andare a zonzo in bicicletta, a leggere un buon libro. Rimane quindi scarsissimo tempo da dedicare alla preparazione di qualcosa per pranzo o cena, ma lo stimolo della fame prima o poi arriva.
Ho scovato questa ricetta tempo fa leggendo qui e là (ebbene si! sono mattiniera e sempre in attività), casa mia straborda di libri e riviste culinarie, navigo in rete a caccia di ricettari online, provo, esperimento, verifico, modifico secondo il mio senso e gusto le ricette che mi stuzzicano. Quando mi ritrovai davanti a un couscous con verdure da preparare a freddo mi sono detta che era assolutamente da provare. E' stata una bella scoperta, è una ricetta facile, fresca, che si può preparare in anticipo, molto appetitosa, una buona alternativa alle solite insalate di pasta, riso, farro.
Dosi per 4

-ricetta-
200 g semola di couscous precotto (si trova abitualmente nei supermercati tra i prodotti etnici)
150 ml succo di limone, un po' della sua scorzetta grattugiata
100 g di ciascuno (pomodori perini maturi, peperone, sedano bianco, zucchine piccole, cipollotto, carotine) puliti e tagliati in dadolata fine
olio evo 
menta e basilico, ma anche origano fresco, maggiorana e timo, se li avete
sale, pepe


Separo i pomodori dalle altre verdure, li metto in due boule diverse e condisco tutto con sale, pepe, olio, poi ripongo in frigorifero per un'ora.
In una capace terrina verso la semola che bagno con il succo di limone e con 400 ml di acqua fredda, aggiungo 2 cucchiai di olio e un pizzicone di sale, la mescolo bene quindi sigillo con pellicola prima di riporre per un'ora in frigorifero. Trascorso tale tempo il liquido si sarà completamente assorbito, è il momento di unire alla semola le verdure ben insaporite, una bella manciata di erbe aromatiche tritate e di mescolare nuovamente. Posso consumarlo subito oppure conservarlo al fresco per la cena.
Il couscous cotto a freddo rimane ben sgranato e croccante.
Un piatto simile lo si trova in tutto il Mediterraneo nord-africano con il nome di taboulé.


aggiungerò una foto appena lo rifarò... ;)


domenica 5 giugno 2011

Il tonno di coniglio

Cosa fare quando un amico gourmand, sempre alla ricerca di materie prime di qualità, ti porta a casa un bel conigliotto allevato come si deve??
La tradizione piemontese suggerisce una ricetta facile facile, da preparare in anticipo, che esalta la succulenza della delicata carne, accompagnandola con un mix di profumi di salvia, aglio e buon olio extravergine. Trattasi del tonno di coniglio, che non è un coniglio in salsa tonnata...leggete qui sotto.

Tonno di coniglio
-ricetta-
le dosi sono per 10 persone (è un piatto che si può anche conservare ben coperto di olio, in frigorifero, per alcuni giorni).
Un bel coniglio del peso massimo di 1,5 kg, una dozzina di foglie di salvia, 6 spicchi di aglio, meglio se fresco, tipo l'aglio rosa o precoce o, se si ha la fortuna di trovarlo, il Label rouge di Lautrec, varietà profumate ma al contempo delicate, e dell'olio di oliva extravergine dal gusto intenso, tipo un siciliano Dop Monti Iblei.

24 ore prima del consumo metto in una pentola capiente 3 litri di acqua, 3 carote, 2 gambi di sedano, una cipolla, uno spicchio di aglio, un pomodoro, qualche grano di pepe nero, 2 chiodi di garofano,  2 foglie di alloro, un paio di gambi di prezzemolo e un poco di sale, faccio bollire per mezz'ora poi aggiungo il coniglio intero (ovviamente ben lavato e asciugato) e lo lascio cuocere per circa un'ora, facendo sobbollire piano. Quando si è intiepidito nel suo brodo di cottura, lo scolo e lo spolpo in piccoli  pezzi. Prendo una terrina, metto un filo di olio a coprire il fondo, quindi alterno pezzi di coniglio, foglie di salvia e spicchi di aglio, qualche fettina di carota del brodo per dare un tocco di colore, un bel giro di olio, sigillo con pellicola e metto in frigorifero (spesso aggiungo qualche pomodoro secco sott'olio e anche una manciata di capperi dissalati).
Avrò cura di toglierlo dal frigorifero un'ora prima di servirlo. Si accompagna bene con un contorno di peperoni o melanzane o zucchine grigliate, o con della fresca insalata mista.

Vino in abbinamento, un rosso leggero tipo una Schiava dell'Alto Adige o, se si vuole ricercare  l'abbinamento regionale, un buon Grignolino del Monferrato.


Stuzzicare il palato...

Spesso prima di una cena per 10/12 persone capita di dover attendere chi non trova la strada, oppure è rimasto imbottigliato nel traffico cittadino.
Per ingannare il tempo tra una chiacchiera e l'altra vengono in nostro soccorso i finger food.

Da ragazza, durante una vacanza in Grecia, rimasi molto colpita dalla loro antica usanza di servire i "mezé", piattini ricolmi di bocconcini di ogni sorta di piccole leccornie, insieme ad un aperitivo. L'anno successivo in Spagna ebbi modo di apprezzare le "tapas", in una bodeguita di Siviglia, servite con dell'ottimo vino di Jerez. Qui da noi la stessa usanza la si può trovare in Veneto, a Venezia soprattutto, dove i 'bacari' servono i "cicheti" (piccole porzioni di specialità veneziane da mangiare con le dita, o con l'ausilio di uno spillo che gli uomini si appuntavano dietro il revers della giacca) insieme ad una ombra de vin.
Leggendo, sbirciando, osservando in giro, ma soprattutto creando nella mia mente ho raccolto una discreta varietà di stuzzichini da servire con un bicchiere di sangria, ad esempio, oppure con un calice di bollicine, sempre gradite.
A poco a poco svelerò tra queste pagine i miei must...a cominciare da questo che potrebbe essere realizato con altri tipi di pasta ripiena, purchè di dimensioni non ridottissime:

Agnolotti alla piemontese fritti
-ricetta-
per una dozzina di persone occorrono 3 etti di agnolotti (sceglierli di ottima qualità, possibilmente di fattura artigianale, è importante la qualità del ripieno ), una padellina per friggere di quelle alte, dell'olio di semi di arachide.

Far scaldare bene l'olio quindi buttarci, pochi alla volta, gli agnolotti e farli dorare. Scolare su carta da cucina e servire caldi. Sono deliziosamente croccanti e appetitosi, uno tira l'altro!




Bonbon di piselli e feta
-ricetta-
250 g piselli in scatola ben scolati
100 g feta D.O.P. greca, 30 g parmigiano o padano grattugiato
1 uovo, farina, 1 cucchiaio di semi di sesamo
sale e pepe


Passo al mixer piselli, uovo e feta, poi trasferisco il composto in una boule e aggiungo il parmigiano grattugiato, i semi di sesamo e la farina che assorbe per ottenere un composto abbastanza denso (circa 2 cucchiai). Regolo di sale, macino un po' di pepe nero e metto in frigorifero a rassodare. Poco prima di servire formo delle polpettine grosse come una noce, le rotolo nella farina e le friggo in olio di arachidi. Metto a scolare su carta da cucina e servo su un letto di misticanza.





sabato 4 giugno 2011

Torta soffice con fragoloni

Mi è capitato la settimana scorsa di acquistare delle ottime fragole italiane, del casertano per la precisione, belle, profumate e grosse.
Allora ho pensato di rispolverare una vecchia ricetta, una specie di pandispagna con dentro i rossi frutti tagliati a metà!
La posto ora su richiesta di un'amica.
E' un dolce poco dolce, con pochi grassi e il gusto gradevolmente asprigno delle fragole cotte.
Ottima per i ragazzi, ma nemmeno gli adulti la disdegnano.

-ricetta-
400 g di fragole grandi
150 g zucchero
200 g farina
3 uova
50 ml latte
40 ml olio semi
1 bustina di lievito per dolci, scorza di limone grattugiata e un pizzico di sale.

Monto per una decina di minuti con la planetaria le uova con lo zucchero, quindi incorporo con delicatezza la farina setacciata col lievito, l'olio e il latte, aromatizzo con la scorza di limone e col sale.
Metto della carta forno in uno stampo da 24 cm, verso metà del composto e ci affondo metà delle fragole ben lavate, asciugate e tagliate a metà, quindi verso il rimanente impasto e ricopro con le fragole rimaste.
Quindi metto in forno caldo a 190° per 40'. Lascio intiepidire, la sformo su di una gratella e quando è fredda spolvero con zucchero a velo e decoro con fettine di fragole fresche.


Il gelato di menta

Stamattina mi è venuta un'improvvisa voglia di gelato.
Dopotutto è l'unico dolce che mi concedo e che mi piace. E poichè di gelaterie meritevoli in zona non ce ne sono, da qualche anno mi sono industriata a confezionarli in casa, dapprima con quelle gelatiere col cestello da freddare preventivamente nel congelatore, ma siccome d'estate faticavano a 'gelatare' mi decisi all'acquisto di una gelatiera con compressore. E fu tutta un'altra storia! Farsi il gelato in casa con ingredienti genuini e tutti naturali non è difficile, altra cosa è ottenere un prodotto qualitativamente buono. Col tempo e dopo vari esperimenti ho perfezionato una serie di gusti 'garantiti', tra questi quello che mi da maggior soddisfazione è al gusto di menta.

-ricetta-
1 uovo freschissimo che sbatto con le fruste elettriche con 125 zucchero semolato sino ad ottenere un composto montato al quale aggiungo 250 ml panna fresca da montare, 50 ml di latte intero fresco e 150 ml di sciroppo di menta alpina. Mescolo con cura, verso nella gelatiera e porto a mantecatura, ci vorranno max 40 minuti. Poi lo verso in un contenitore riponendolo nel freezer. Si mantiene molto morbido e cremoso per qualche giorno, ma di solito finisce subito!
Ed eccolo qui...slurp!




ma come!... un altro??

''Eh già''! (come direbbe Vasco)...un altro blog di cucina!
Perchè mai?
Perchè adoro cucinare, perchè la cucina è il mio regno, perchè cucino con amore e per passione da autodidatta che ha seguito corsi a spizzichi e bocconi, scoprendo che non avevo, quasi mai, nulla da imparare (che presunzione!), perchè le lodi di chi si accomoda alla mia tavola ormai si sommano e non mi fanno neanche più arrossire.
E' così che la scoperta di una nuova consapevolezza mi ha spinto, dopo i tanti perchè, alla costruzione di questo nuovo impegno che ruberà un po' di tempo alla cucina (poco mi auguro!).
Sono da sempre curiosa di tutto ciò che riguarda il cibo, da dove proviene, come nasce, dove si acquista...nei miei viaggi in giro per l'Italia e per il mondo le vetrine e i banchi di alimentari sono tutti miei. Studio, leggo, mi documento prima di ogni viaggio alla ricerca di chicche e curiosità culinarie da proporre agli ospiti del mio desco.
Mi intendo di vini al punto che ho contagiato mio marito obbligandolo a diplomarsi 'sommelier' al posto mio. Avrei potuto essere la prima se non la seconda donna sommelier italiana....storia vecchia, permesso non accordato da un padre che vedeva 'una donna' nel mondo del vino come una vergogna (vecchio retaggio maschilista degli anni '70) quindi che senso avrebbe avuto coronare, recententemente, con un titolo quello che avevo già appreso sul campo in anni e anni? [ehhehhh, così potrete fare un rapido calcolo della mia età]
La scelta quindi di dedicarmi alla cucina è venuta naturale, l'incoraggiamento di amici e conoscenti ha fatto il resto.
Ora vi toccheranno ricette, considerazioni, degustazioni....
Sono inoltre presidente, nonchè anima culinaria, di un club eno-gastronomico fondato con il consorte da una dozzina di anni. Ci piace viaggiare alla ricerca di vini, prodotti regionali e novità da proporre ai nostri amici e commensali.
Ho detto quasi tutto...da oltre due lustri abito sulle sponde di un fiume lombardo...una milanese emigrata in Brianza, che ha barattato le comodità cittadine in cambio di un panorama mozzafiato e una tranquillità senza pari che aiuta e stimola la mia creatività.
Buona navigazione... datemi tempo! tecnoJo si, ma fino ad un certo punto!
Vi do il 'benvenuto' nella mia cucina! :)
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