domenica 28 dicembre 2014

Laurino, liquore di bacche di alloro



Bene, siamo quasi alla fine di questo 2014 che ricorderemo come il più piovoso del secolo, per ora, con maltempo diffuso e persistente che ha messo in ginocchio parecchie regioni. Si sta chiudendo con deboli nevicate, tanto attese, stavolta, visto che le località sciistiche ne sono prive.
Per quest'ultima domenica ho previsto di raccontarvi del laurino. Molto spesso, anche se non voglio, anche se non ne avrei voglia, incappo in qualcosa che mi 'costringe' a fare nuovi esperimenti.
Giuro che non era mia intenzione preparare il laurino con le bacche di alloro ma, per evitare di fare tante cose, dovrei girare bendata e non guardarmi attorno.
Invece, durante la vendemmia a settembre della vigna di Regina, nell'attraversare una parte del giardino che cura amorevolmente ho scovato una pianta di alloro enorme, carica di lucidissime bacche nere.
Una volta appurato, dopo una breve ricerca su internet, che fossero della specie giusta, ossia che fosse una pianta di laurus nobilis, quello che normalmente si usa in cucina, le ho raccolte e poi, arrivata a casa, le ho messe in infusione con alcol e zucchero.
Dopo un mese l'ho filtrato e adesso dovrà riposare al buio della cantina per almeno tre mesi.
Verrà pronto giusto in tempo per testare una delle sue proprietà. Sembra infatti che sia un ottimo rimedio alle forme da raffreddamento.
Alla prima occasione, che dato il mestiere del consorte non è inusuale, effettuerò un test su di lui.
Vi avverto che di solito i miei liquori digestivi sono piuttosto alcolici. Detesto i miscugli dolci e sciropposi.

-ricetta-
1 litro di alcol etilico a 95°
600 g bacche alloro
700 g zucchero
800 ml acqua
Preparo lo sciroppo mescolando acqua e zucchero in una pentola. Porto a ebollizione e lascio bollire per 5'. Spengo e faccio raffreddare.
Mescolo lo sciroppo con l'alcol.
Intanto lavo e tampono le bacche.
Preparo vasi capienti ben lavati e asciugati.
Verso una parte delle bacche e una parte del miscuglio liquido. Tappo e conservo al buio, agitando i vasi a giorni alterni per circa un mese.
A questo punto mi sono preparata le bottiglie dove lo andrò a travasare, mi armo di filtri (e di tanta pazienza) e filtro il liquore.
Tappo e ripongo al fresco della cantina per minimo tre mesi prima di poterlo consumare.
Ottimo digestivo e, come dicevo sopra, pare abbia poteri miracolosi in caso di raffreddore.

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