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domenica 25 luglio 2021

il Bellini cocktail

Anna, amica carissima nonché veterinaria che si occupa delle nostre pelosine, adora questo cocktail. Glielo servimmo una decina di anni fa in occasione di un suo compleanno e ancora ci domandiamo come abbia potuto raggiungere casa (in bicicletta), visto l'effetto euforizzante che ha l'alcol su di lei.

Da allora è rimasto il suo cocktail d'elezione nonché quello che le prepara il consorte ogni volta che festeggiamo il suo compleanno, il 18 luglio. Nel frattempo si è un po' assuefatta all'alcol e lo regge meglio.

Per questo cocktail storico, ideato nel 1948 dall'allora patron dell'Harry's Bar a Venezia, Giuseppe Cipriani, occorrono pesche bianche ridotte a purea e vino spumante brut. A voi la scelta se scegliere un metodo classico oppure uno charmat, come il Prosecco. È questione di finezza e di palato. In ogni caso vanno bene entrambi, l'importante è avere pesche mature, col pelo. Io le riduco in purea un'oretta prima e poi mantengo tutto in frigorifero prima di ripartirla nei bicchieri.

La storia narra che Cipriani si sia ispirato al colore di una tela del pittore cinquecentesco Giovanni Bellini, del quale organizzarono una mostra a Venezia proprio nel 1948. Sulla ruota del Bellini, ovvero cocktail a base di spumante e frutta, seguirono il Puccini -con succo di mandarino fresco-, il Rossini -con purea di fragole-, e il Tintoretto con succo di melagrana. Le dosi si intendono per singolo cocktail.

-ricetta-

100 ml spumante freddo (Prosecco brut)

50 ml purea di pesche bianche

Servono rigorosamente pesche bianche pelose e ben mature, non le nettarine - una fettina di queste ultime potete utilizzarla per decorare i bicchieri. Per 6 persone ne ho sbucciate 5 del tipo tabacchiera, le uniche che ho trovato mature al punto giusto.

Una volta sbucciate, quando sono mature queste pesche pelose si sbucciano facilmente, le ho passate al frullatore a immersione e ho messo la purea al freddo.

Al momento di servire il cocktail ho messo la dose di purea nei bicchieri e poi ho versato il Prosecco molto lentamente perché fa schiuma. Ho mescolato con un cucchiaino lungo e poi decorato con uno spicchietto di nettarina bianca. Servo subito.

domenica 14 febbraio 2021

Jupiter & Journalist (cocktail)


Due cocktails per due. Noi due, il mio bartender personale nonché consorte ed io, abbiamo gusti molto differenti quando si tratta di cocktail. Per festeggiare l'anniversario di matrimonio di giovedì scorso ne ha preparati due diversi, sempre a base di gin. Il Journalist per sé e il Jupiter per me. Per l'occasione si è regalato alcuni libri di mixology e io gli ho regalato due nuovi gin per il suo Ciarri's Bar. Non poteva non mettersi subito all'opera.

Il Journalist in Spagna viene chiamato Periodista. Non hanno una grande storia alle spalle ma sono entrambi molto gradevoli.

Al solito, ghiacciate le coppette Martini se potete e usate succhi freschi sia di limone che di arancia.

-ricette-

JUPITER



60 ml Gin

30 ml Vermouth dry

5 ml Parfait Amour o Grand Marnier

5 ml succo di arancia filtrato

una scorza di arancia

JOURNALIST

60 ml Gin

15 ml Vermouth dry

15 ml Vermouth rosso

3 ml succo limone filtrato

3 ml curaçao o Triple sec

qualche goccia di Angostura

scorza limone

Per entrambi: si versano gli ingredienti nel mixer con abbondante ghiaccio. Agitare bene e filtrare nelle coppette con lo strainer. Guarnire con le scorzette, prima strizzate per estrarre gli oli aromatici.


domenica 13 dicembre 2020

Kamikaze, un cocktail fresco



Un cocktail moderno a base di vodka e lime/limone, perfezionato nel 1975 dalla Smirnoff, risalirebbe al periodo di occupazione americana durante la Seconda WW in Giappone. Si racconta che i soldati americani lo consumassero abitualmente nella base di Yokosuka, una città sulla costa vicino a Tokio, chiamandolo così in onore dei leggendari e temerari piloti suicidi giapponesi. In seguito un barman di Boston che lavorava alla Eliot Lounge lo rilanciò negli anni 70 e lo chiamò col suo nome, Liam. Aggiunse a una base di vodka e succo di limone/lime del triple sec, in proporzioni identiche. Molto apprezzato dai clienti, un CEO di Smirnoff lo inserì nella classifica IBA col nome di Kamikaze.

Pur non essendo tra i miei preferiti, perché non amo i cocktail a base agrumi e vodka, è indubbio che sia fresco e vada giù bene. Ogni tanto mi devo assoggettare alle voglie del mio bartender.

Abbiamo spremuto succo di limoni verdi al posto del lime che non avevamo. In questo periodo non vado certo al supermercato per acquistare solo lime.

-ricetta-

30 ml vodka

30 ml triple sec

30 ml succo lime

Si versa tutto nello shaker, si agita bene con alcuni cubetti di ghiaccio e si versa, filtrando, nel bicchiere raffreddato. Si completa con una scorza di arancia, strizzata e immersa nel bicchiere.

domenica 15 novembre 2020

Martini cocktail, The Grill House recipe

Quando mio marito ne combina delle sue e, ora che è a casa in stato permanente, succede spesso... per farsi perdonare e riportarmi alla ragione mi prepara un cocktail. Io sono abituata a fare quasi tutto da sola, lui al contrario ha bisogno di supporto continuo. Giorni fa eravamo senza linea adsl da oramai oltre 48 ore e per portarci avanti abbiamo deciso di sostituire il modem che luccicava come una luminaria di Natale. In effetti era andato e per montare quello nuovo, collegandovi stampante ecc. ecc. ha preteso il mio aiuto oltre a quello in linea col tecnico. Abbiamo lavorato nel semibuio -la sua stanza hobby ha luci soffuse che male illuminano il campo di lavoro-, la sua scrivania è una sala giochi per bambinONE, c'è sopra di tutto: ninnoli ricordo di viaggi, pins di tutti i tipi, penne, pennarelli, sassi raccolti ovunque, tagliacarte delle più strane fogge regalatigli dai pazientini nel corso della sua lunga carriera. Ho letteralmente sudato sette magliette per collegare tutti i fili possibili, pretendendo una minima visuale sul campo di lavoro (!) che ha comportato lo spostamento di molte cose per poter lavorare senza rompere niente. Alla fine mi fumava il cervello! Ma ho avuto ragione a imporgli quello che invano gli suggeriva di fare il tecnico al telefono. 

L'ho abbandonato non appena verificato il funzionamento corretto della linea, con la stampante pronta, lasciandolo alla piacevole occupazione di risistemare tutto e sono salita a preparare il pranzo, dopo due ore e mezza spese per lui. Al che me lo vedo salire e iniziare ad armeggiare, il libro sui Martini cocktail di Robert Simonson aperto sul tavolo. Subdolo ruffiano...

La sorpresa è stato questo classico, miscelato secondo la ricetta del The Bar at the Grill del Four Seasons di NYC che usa un vermouth bianco dry più gentile del Martini extra-dry e due tipi di gin.

Va accompagnato da un'oliva, espressamente indicata nel ricettario di Cerignola, che ovviamente c'era ma ho subito mangiato assaggiandolo, così nella foto è rimasta solo la piccola scorzetta di lime.

Il mix di ingredienti andrebbe preparato e raffreddato 24 ore prima. Ovviamente il consorte ha ghiacciato il bicchiere e da tempo ha imparato a tenere alcuni gin e vermouth al fresco.

Prosit!

-ricetta-

30 ml Plymouth gin

30 ml Tanqueray gin

10 ml Noilly Prat dry

10 ml Martini extra-dry

oliva e scorza limone

Nel bicchiere ben freddo si mescolano gli ingredienti e si versa nella coppa ghiacciata, aggiungendo l'oliva e la scorzetta strizzata e fatta cadere nel liquido.


domenica 17 maggio 2020

Mediterranean gin and tonic

Un'altra versione di questo arcinoto long drink, con aromi che ci portano al sole del nostro mare Mediterraneo.
Una tonica con note di chinino, agrumata e con uno spiccato richiamo alle erbe aromatiche tipiche della macchia: timo limone e rosmarino.
Il gin è il Panarea Sunset, profuma di lime, arancia, coriandolo, ginepro, basilico, pompelmo e mirto.
Immaginate di poterlo assaporare ammirando un tramonto sul mare. Quando sarà? Mah!!!
Intanto accontentiamoci di sognarlo. E buona prima domenica di maggio a tutti.

-ricetta-
1 tonica mediterranea (2 parti)
gin Panarea Sunset (1 parte)
ghiaccio e una fetta di agrume per decorare

Non spaventatevi, la dose è generosa ma non l'ho bevuto da sola! Però un long drink non è mai scarso.
Mettete alcuni cubetti di ghiaccio nel balloon, versate il gin e poi la tonica ben fredda.
Spremete un pezzetto di buccia di lime nel bicchiere in modo che gli olio essenziali si disperdano sulla superficie e decorate con una fettina di arancia (o quello che avete).

domenica 26 aprile 2020

Blacktorn (versione Waldorf Astoria)

Questa variazione di un famoso cocktail a base di gin, nasce nel 1931 nel bar del famoso hotel newyorkese.
In cosa differisce dall'altro Blacktorn? Nella tipologia di gin usato, in questo caso l'Old Tom.
Vi avevo già detto qualcosa di questo cocktail nel luglio dello scorso anno.
Il nome deriva dal bastone celtico usato come strumento di offesa/difesa e ricavato dal cespuglio di prugnolo, i frutti del quale sono impiegati nella distillazione dell'Old Tom che è un gin aggraziato, ricco, arrotondato e saporito secondo la moda della fine del 1700. Inizialmente addizionato di zucchero, in seguito la parte dolce gli derivò dall'uso di frutta.
Curioso è invece sapere che Tom era l'immagine di un vecchio gatto nero appeso alla finestra di case dove si produceva gin. Ci si avvicinava chiamando puss e si attendeva dall'interno un miagolio di risposta. Sotto la finestra c'era una fessura dove inserire la moneta e una cannetta dalla quale usciva il gin dopo che lo si era pagato. Queste storie sono sempre avvincenti.
Dunque: questo è un cocktail che va mescolato, non shakerato.
Nel lungo periodo di lockdown mio marito ci ha dato dentro e mi ha deliziato con molti cocktail, che spesso abbiamo avuto modo di gustare in terrazza.
Brindiamo alla, forse, penultima domenica di clausura.
Le dosi sono per uno, generoso.
I dash sono spruzzi. Serve ghiaccio in più per freddare il bicchiere.

-ricetta-
2 parti (60 ml) Old Tom Gin
1/2 parte di Dry Martini
1/2 parte di Martini Rosso
1 dash di Angostura
1 dash Orange bitter
ghiaccio abbondante

Si mescola il tutto nel bicchiere grande assieme a 5 cubetti di ghiaccio e si versa filtrando con lo strainer in una grande coppa Martini.

domenica 5 aprile 2020

Gin & Indian Tonic

Buona domenica delle Palme.
Faccio pochi dolci in questo periodo, non sono proprio nel giusto mood. Se ne preparo qualcuno finisce che se lo mangia tutto da solo mio marito, ed è meglio di no. Mi manca la motivazione, senza condivisione non mi diverto.
Un aperitivo invece, anche da sola, di questi tempi ci sta a meraviglia.
Soprattutto se gustato in terrazza, in una bella giornata di sole, e si ha in casa una scorta di tonic water di diversi tipi.
Quella che ho usato non è della prestigiosa marca Fever Tree, ma ci si accontenta e si fa con quel che c'è, adesso. Si chiama indian per ricordare la soda che conteneva un po' di chinino ai tempi della colonizzazione inglese dell'India, usata per diluire il gin in bevande rinfrescanti dalla febbre malarica.
In quella attuale non ce n'è traccia.
Per un buon gin&tonic è importante la scelta di tonica e gin, che non devono essere scadenti e mai banali.
Questo long drink fu inventato, come vi ho accennato prima, dagli ufficiali inglesi di stanza in India che diluivano il gin con acqua alla china e ghiaccio, per alleviare la febbre da malaria, e divenne di gran moda alla fine del 1800.
Tanto ghiaccio, più se ne mette meno si diluisce, meglio se a cubetti pieni e cristallini (da tempo uso solo le bustine per il ghiaccio da cocktail perché servono da barriera agli odori, che il ghiaccio in vaschetta potrebbe assorbire nel freezer).
Come bicchiere ho scelto il Copa de Balon, uguale a quello in cui amano servire questo long drink gli spagnoli, grandi produttori di gin e di conseguenza consumatori di gin&tonic. Una coppa ampia (simile a un ballon da Cabernet) che aiuta a sprigionare gli aromi del gin e del lime.
Me lo sono offerto giovedì scorso, servito in terrazza, con una fettina di lime -l'olio del quale avevo in parte vaporizzato nel bicchiere-. Ero in collegamento telefonico col consorte, il mio bartender personale, a Milano per lavoro e assolutamente refrattario all'uso di Skype, promettendogli che il giorno dopo lo avrei accolto con altrettanto calore al suo rientro.
Prosit amici miei. La clausura si contrasta anche così. Regalandosi piccoli piaceri.
Le dosi? Leggete sotto e memorizzatele, non è difficile!

-ricetta-
poco più di 2 parti di tonica stile Indian (120 ml)
1 parte di Gin Bombay Sapphire (50 ml)
1 fettina di limone
ghiaccio abbondante

Metto prima il ghiaccio nel ballon, poi verso il gin e per ultima la tonica. Spremo un po' della buccia del limone -in gergo si dice twist- e servo.
Questa è la proporzione che usa di solito il consorte. Poi ci sono diluizioni maggiori (3 a 1), ma a noi non piace.
Un ultimo suggerimento: tenete in frigorifero l'acqua tonica e anche la bottiglia del gin.

domenica 12 gennaio 2020

Abbey -cocktail

L'Abbey è nato nel Bronx di New York negli anni '30 ed è considerato un cocktail da pomeriggio, forse perché è gentile e tendente al dolce per via del Vermouth rosso.
Nulla si sa invece del perché lo hanno chiamato così.
Si consuma con scorzetta di agrume e ciliegia al maraschino, se ne avete, nella classica coppa Martini.
Buona domenica a tutti!

-ricetta-
60 ml London dry gin
30 ml Vermouth rosso
30 ml succo fresco di arancia
3 gocce di Angostura
scorzetta di arancia/ciliegia al maraschino
ghiaccio

Versare tutti gli ingredienti nello shaker assieme a 5 cubetti di ghiaccio. Shakerare con energia e versare filtrando nella coppa Martini precedentemente raffreddata.
Guarnire.

domenica 5 gennaio 2020

Queen Elisabeth, un classico cocktail Martini con qualcosa in più

Inizio l'anno con le ricette domenicali a base di cocktail. Sono ancora in attesa del nuovo forno e durante questo lungo periodo di incontri conviviali abbiamo consumato, per lo più, pandori e panettoni. Quindi zero ricette nuove ma in compenso tanti aperitivi occasionali al posto di un pranzo vero e proprio.
Con la scusa che le nuove coppe sono grandi e più capienti delle solite, il consorte ha aumentato la dose preparando un cocktail quasi per due. Scherzo, le dosi sono sì per un mix abbondante, ma sempre per uno.
Avete presente certe scene di film americani anni '50 dove il marito torna dopo il lavoro nella sua casa dei sobborghi -di New York, per esempio- dopo un'oretta di treno rigorosamente preso a Grand Central e la moglie tutta agghindata in abito da pomeriggio gli serve un cocktail in dosi da cavallo? Ecco, questi bicchieri sono come quelli. Enormi! Ma appunto per questo bellissimi.
Non ho saputo resistere e li ho acquistati da regalare al mio bartender di famiglia assieme a due nuovi libri, uno tutto sui cocktail Martini e l'altro sui Bitters. Era felice come un bambino che ha spacchettato giochi su giochi.
Quello che differenzia il Queen Elisabeth dal classico Martini cocktail è l'aggiunta del Benedictine, famosissimo liquore d'abbazia francese. Se non trovate il Benedictine potete provare con la Strega o una Chartreuse.
Ho scoperto che in pratica ogni mixologist fa il suo, con o senza Benedictine, con succo di limone ecc. Non è classificato IBA, per cui le ricette sono ondivaghe. È stato inventato subito dopo il proibizionismo da un bartender di Philadelfia che lo dedicò alla moglie, non come si potrebbe pensare alla regina Elisabetta d'Inghilterra.
Vario è anche il procedimento: shakerato, mixato... dipende dal barman.
Il tutto è gradevolmente morbido ma senza eccessi.
Le dosi sono per uno.

-ricetta-
90 ml London dry gin
30 ml Vermouth dry
10 ml Benedictine
scorzetta di agrumi
ghiaccio

Mio marito mette due cubetti di ghiaccio nella coppa per raffreddarla, mentre prepara la mistura.
Versa nello shaker tutti gli ingredienti assieme a 4/5 cubetti di ghiaccio. Mescola con vigore per 30".
Passa un po' di scorza leggermente spremuta sul bordo della coppa, alla quale ha tolto il ghiaccio, poi versa il drink filtrandolo e guarnendolo con la scorzetta.






domenica 22 dicembre 2019

Flamingo, un cocktail fresco e leggero

Buondì a tutti. Ultima domenica prima della frenesia natalizia.
Brutto affare se il forno si rompe nel periodo delle feste. I miei elettrodomestici sono dispettosi, i forni mi abbandonano col freddo e i frigoriferi in estate.
Morale: se ti si rompe il forno all'Immacolata -e non è conveniente/non è più riparabile- e se lo vuoi sostituire con uno in particolare, nel senso che non vuoi accontentarti del primo disponibile, beh, bisogna aspettare, ci vuole tempo, tipo 15 gg lavorativi che vuol dire tre settimane, che vuol dire che sotto Natale, addio!
Mi sono organizzata diversamente. Niente arrosti né dolci al forno, fortuna che è tempo di panettoni e pandori, un'ottima opportunità per valutare quanto di meglio offre il mercato anche se non proprio a buon mercato!
Perciò oggi risolvo con un cocktail, che è quello che ho richiesto al consorte quando nel bel mezzo di una cottura al forno mi sono accorta che non scaldava più. Immaginando la trafila che mi aspettava, avevo bisogno di tirarmi su.
Avendo del succo d'ananas al naturale a disposizione ha deciso per il Flamingo, classificato tra i long drink a base di rum blanco e con aggiunta di succo di lime. Con una leggera sfumatura rosata data da uno spruzzo di granatina.
Immagino che il nome si riferisca ai fenicotteri, al colore del loro piumaggio.
Me lo ha shakerato ma si può anche solo mescolare a patto di metterci molta energia. Decorare a piacere con un pezzetto di ananas.
Delicato, fresco e leggero, molto gradevole
Brindo al mio prossimo forno!
Le dosi sono sempre per uno.

-ricetta-
60 ml rum bianco
30 ml succo di ananas naturale
30 ml lime
2 spruzzi di granatina
ghiaccio

Nel mixer verso il rum, i succhi filtrati e la granatina. Aggiungo qualche cubetto di ghiaccio, chiudo e shakero per 15''.
Verso filtrando nella coppa da cocktail.




domenica 24 novembre 2019

Sazerac, un cocktail 'indimenticabile'

Cocktail ufficiale I.B.A. classificato tra gli Unforgettables, nasce nel 1834 dalla fantasia di un farmacista creolo trasferitosi dalle Antille a New Orleans.
In qualità di farmacista si inventò molti bitter, ai tempi usati come tonici e rinvigorenti, che mescolava a cognac o rye whiskey.
Si prepara direttamente in un bicchiere, aromatizzato da assenzio. Meglio se è un tumbler, anche se il mio personal bartender ha usato una coppetta Martini.
Non deve mancare l'indispensabile aggiunta di un bitter creolo.
Il consorte al posto del cognac ha usato un bourbon di segale americano.
Auguro a tutti una buona domenica, l'ennesima grigia e umida e oggi pure ventosa.
Questo mese di novembre, che sarà ricordato tra i più piovosi da decenni, è stato scandito da continue allerte meteo, dall'esagerata acqua alta a Venezia che ha prodotto danni notevoli e per i danni a tante altre belle città, vedi Matera, sommerse da fiumi di acqua.

-ricetta-
5 parti di cognac o Bourbon
1 parte di assenzio
2 gocce di bitter Truth creole
ghiaccio

Si versa l'assenzio direttamente nel bicchiere assieme a qualche cubetto di ghiaccio.
Dopo un paio di minuti si sarà raffreddato e le pareti avranno acquistato l'aroma della fata verde.
A questo punto si aggiungono bourbon e bitter.
Si elimina il ghiaccio e si può servire.




domenica 17 novembre 2019

Old Pale -cocktail I.B.A. dal 1961

Inventato negli anni cinquanta negli Stati Uniti, si prepara con rye whiskey/ Bourbon/ Canadian whisky, Vermouth Dry e Bitter Campari in proporzioni uguali.
È quindi facilissimo da replicare a casa: per la facilità con cui si possono reperire gli ingredienti e perché basta un mixing glass o una piccola caraffina.
Si serve in bicchieri da Martini, la classica coppetta a cono rovesciato.
Aprire la disquisizione sulle differenze tra whisky, whiskey, rye, bourbon, irish ecc. diventerebbe una roba lunga.
A seconda di dove vengono prodotti sono a base di vari cereali, anche misti, per lo più mais, segale e orzo maltato, in varie proporzioni. Se ne avete curiosità, cercate su Google e troverete tutte le riposte che cercate. Non vorrei mai tediarvi con un trattato sui superalcolici.

-ricetta-
1/3 di whiskey rye
1/3 Vermouth Dry
1/3 bitter Campari
ghiaccio
scorza di arancia

Verso nel mixing glass i tre liquori e alcuni cubetti di ghiaccio.
Mescolo con un cucchiaino lungo e poi verso nella coppetta Martini, trattenendo il ghiaccio con lo strainer.
Si serve con una scorzetta di arancia.

domenica 15 settembre 2019

Bennet cocktail

Una reinvenzione sempre di Gary-Gaz Regan.
È un personaggio interessante per gli amanti dei cocktail, se volete approfondire provate a cercare un suo libro, intitolato The joy of mixology.
Rispolverò un cocktail del 1930 aggiungendo la nota aromatica del bitter.
Sarebbe interessante sapere l'esatta provenienza dei nomi die coktail ma non di tutti si riesce a ricostruirne la storia e poi magari si scopre che portano il nome dell'affezionato cliente per il quale o su indicazione di, sono stati pensati
In pratica è un Gimlet o per meglio dire un gin sour, addizionato di sciroppo di zucchero e angostura.
Che poi non avete idea di quanti bitter variamente aromatizzati esistano. In un emporio londinese ne avremo contati più di 30.
Shakerato e servito nella coppa da cocktail.
Quel giorno in cui ho fotografato gli ultimi tre cocktail pubblicati eravamo in parecchi a tavola e mio marito si era dato un gran daffare. Questo l'ha fatto apposta per me.

-ricetta-
60 ml gin
30 ml succo di lime
15 ml sciroppo di zucchero
2 gocce di angostura
ghiaccio

Verso tutto nello shaker con ghiaccio e scuoto.
Servo filtrato.

domenica 18 agosto 2019

Bermuda Rose cocktail

Un altro cocktail inventato da un guru della mixology degli anni 50, tale Gaz Regan.
A base di gin, necessita di un buon liquore di albicocche, l'apricot brandy, non troppo facile da trovare.
Del resto è il destino di tutti gli aspiranti barman DIY, quello di trovare i liquori giusti. Per fortuna, ora con internet è più facile; ci sono molti siti che li consegnano direttamente a casa, non proprio a buon mercato ma ricordate che, tranne nel caso delle basi, le parti che profumano o caratterizzano un cocktail sono spesso dosate pochissimo, quindi le bottiglie durano abbastanza.
Questo si shakera e si versa filtrato nella classicissima coppa da cocktail.

-ricetta-
60 ml gin
15 ml apricot brandy
15 ml vermouth rosso
5 ml granatina
ghiaccio

Verso nello shaker, agito per bene e verso filtrando il ghiaccio.
Vi ricordo di non preparare assieme mai più di due cocktail alla volta.


domenica 28 luglio 2019

Blackthorn cocktail

La ricetta originale, a base di whisky, risale al 19esimo secolo e, pare, abbia avuto i natali a New Orleans.
C'è stata poi una rielaborazione moderna con gin, attribuita a Gary Regan.
È un cocktail classico, secco ma speziato, mescolato.
Il genere di cocktail che piace molto al consorte, infatti li fa per sé.
Si serve nella coppa Martini ghiacciata, assieme a una scorzetta di lime.
È indispensabile uno spruzzo di Assenzio.

-ricetta-
2 parti di irish whisky
1 parte di Martini rosso
2 gocce di Angostura e 1 di assenzio
ghiaccio per raffreddare
scorza di lime

Verso nel mixing glass tutti gli ingredienti con abbondante ghiaccio.
Mescolo energicamente per raffreddare e verso nella coppa fredda, filtrando.
Aggiungo la scorza di lime e servo.

domenica 23 giugno 2019

Gin & Tonic

Forse è il long drink in assoluto più famoso.
Alzi la mano chi, per dissetarsi, almeno una volta non ha ordinato un gin/tonic.
Ma sapete che è anche uno dei facili da riprodurre a casa, in barca od ovunque voi siate?
Servono acqua tonica e gin. Fettina o spicchi di limone o lime a discrezione. E ghiaccio, ovviamente.
Spesso quando lo ordino al bar rimango delusa. In quelli più seri ti chiedono il tipo di gin e la tonica preferita. Ma non succede di frequente.
E poi... la dose di gin lascia sempre a desiderare.
Le proporzioni sono facili. Tre parti di tonica e una di gin. Bah, non so... io li trovo sempre annacquati.
Io amo la Schweppes. Ma si può usare anche una tonica diversa. Adesso vanno per la maggiore tipi raffinati di toniche ma, per la miseria..., costano un botto!
Fatto sta che, quando non ho a disposizione il barman di famiglia, posso tranquillamente farmelo da sola scegliendo il gin a seconda dell'umore, e gustarmelo in terrazza ora che il meteo lo consente. È dissetante, mediamente alcolico e buono, per me che amo il gin sin da quando ero adolescente.
Vediamo come prepararlo.

-ricetta-
3 parti di acqua tonica
1 parte di gin
1 spicchio di lime/limone
4 cubetti di ghiaccio

Verso nel bicchiere tonica e gin, spremo parzialmente la fettina di agrume e poi lo metto nel bicchiere assieme ai cubetti di ghiaccio.
Mescolo e servo.

domenica 19 maggio 2019

Algonquin cocktail

Oggi vi descrivo un altro super classico cocktail Martini, che porta il nome dell'hotel di midtown Manhattan dove evidentemente venne inventato.
È a base di soli 3 ingredienti che possiamo avere facilmente in dispensa. Il succo di ananas, al naturale e non zuccherato, lo profuma gradevolmente.
Non fatevi ingannare... come tutti i Martini cocktail è decisamente alcolico, del resto se piace a me non potrebbe essere che così.
Si prepara nel mixing glass con tanti cubetti di ghiaccio e si serve nella coppetta Martini ben fredda.
Ideale pre-dinner.

-ricetta-
3 parti di Bourbon o rye whiskey
2 parti di Martini dry
1 parte succo ananas al naturale
ghiaccio

Metto il ghiaccio, 5 cubetti, nel mixing glass. Verso quindi il succo, il Martini dry e il whiskey. Mescolo energicamente quasi fino a formare una schiuma e verso filtrando nella coppetta fredda.

domenica 17 febbraio 2019

Cardinale cocktail

Come spesso succede, a tavola si parla di bevande. Abbiamo ricordato la genesi di questo cocktail durante il cenone della vigilia di Natale.
Il Cardinale nasce nella Roma felliniana della fine anni 50, inizio 60.
Racconta la storia che un cardinale, o alto prelato, frequentasse il bar dell'Hotel Excelsior e che per lui, cliente abituale, il barman abbia inventato questo semplice cocktail il cui colore richiama la veste purpurea.
Tre semplici e ultraclassici ingredienti lo compongono: gin 3/6, vermouth 2/6, Campari 1/6. Convertire le dosi è sempre complicato dal momento che spesso sono in oz, cl, ml.
Va servito in una coppetta Martini ben ghiacciata con una scorza di agrume, arancia o limone, strizzata tutto intorno in modo che avvolga il bicchiere e poi immersa nel liquido.
Si mescola nel mixing glass con abbondante ghiaccio.

-ricetta-
30 ml Gin
23 ml Vermouth dry
15 ml Bitter Campari
scorza di arancia
ghiaccio

Mentre si ghiaccia la coppetta, nella quale ho messo qualche cubetto di ghiaccio, verso il resto nel vaso per mescolare assieme a molto ghiaccio.
Mescolo con energia, verso filtrando nel bicchiere e spruzzo la scorzetta in modo che i suoi oli si diffondano sulla superficie del cocktail, infine la affondo nel bicchiere.
Buon aperitivo a tutti.
Questo cocktail ben si accompagna a tartine o val au vent con salmone affumicato.

domenica 10 febbraio 2019

Buck's fizz cocktail- quasi un long drink

Un classico derivato da un Buck's fizz, long drink IBA a base di spumante e succo di arancia, rinforzato da alcolici più strutturati.
Non è proprio la ricetta originale quanto una riedizione messa a punto da me e consorte come pre-dinner, servito come apri-cena accompagnato da snack di farinata e mousse di mortadella.
Tanto che non era un vero e proprio long drink, diciamo una via di mezzo, altrimenti si sarebbero riempiti troppo, a scapito della degustazione di vini che gli hanno fatto seguito.
L'intento era di stimolare l'appetito -manco ce ne fosse bisogno- aprire lo stomaco al resto, abbondante, che sarebbe arrivato dopo. Per cui una dose di 190 ml sarebbe stata eccessiva assai... meglio rimanere sui 130 ml pro capite.
Per giungere allo scopo ci siamo sottoposti, noi due cavie consapevoli, a una serie di esperimenti, per arrivare a dosare nella giusta misura le spremute di arancia e lime.
Lo spumante è meglio che sia un metodo classico senza arrivare allo champagne- a mio modesto avviso sempre sprecato nei cocktail a meno che non sia uno di quelli extra-basic dei quali, però, non disponiamo quasi mai-, un brut va benissimo, tanto che noi abbiamo utilizzato un Millesimato Cesarini Sforza. Poi, spremuta di arance e lime freschi, poco Aperol e Triple sec.
La mistura finale ha il giusto punto di secco, dolce, amaro, acido e alcolico. E la bolla vivacizza il tutto.
L'hanno gradito tutti.
Dosi per una bottiglia di brut, ovvero per 12 persone.
-Il bicchiere basculante 'sempreinpiedi' lo adoro. Non ringrazierò mai abbastanza Silvia e Patrizio per averceli regalati! Ah, quanto spazio dovrei avere a disposizione per tutti gli accessori da tavola che mi piacciono e reputo fondamentali. Poi c'è chi si meraviglia che ho mille cose in giro e la casa straborda... Mary Kondo, levate!, vade retro. Qui non hai scampo, è una mission impossible!-
E tanti auguri a NOI! Domani saranno 35+10. Insomma, tra un lustro arriveremo alle 'nozze d'oro', calcolando gli anni non ufficiali.
Grazie per la lunga condivisione, mon cher. Non è da tutti.

-ricetta-
750 ml brut metodo classico
120 ml Aperol
120 ml Triple sec
360 ml spremuta arancia
120 ml spremuta lime

Mescolo in una caraffa le spremute fresche di agrumi, filtrate se occorre, con Aperol e Triple sec.
Meglio farlo in anticipo, coprire e tenere al fresco.
Al momento di servire mescolo ancora e ripartisco 60 ml di mistura per ogni bicchiere e suddivido equamente anche lo spumante, versandolo in un piccolo dosatore altrimenti fa molta schiuma e rischia di fuoriuscire dai calici se non sufficientemente capienti.
Servo subito.

mercoledì 15 agosto 2018

“Art director” Cocktail

Ieri, vigilia di Ferragosto.
In attesa di amici a pranzo sto ultimando i preparativi e come spesso accade ho la radio accesa.
Poco dopo il notiziario delle 12 c'è un aggiornamento e ascolto impallidendo la notizia del crollo parziale del ponte Morandi sulla A10 a Genova. Subito mio marito accende la tv e si vedono immagini cui non si vorrebbe credere.
Il pensiero corre a mio fratello, in vacanza sulla riviera ligure non troppo lontano dal capoluogo di regione, dove spesso si reca a fare spesa al mercato orientale.
E all'amica Denni, non avendo ben presente la mappa cittadina non so se abiti lì vicino o se magari era nei pressi. Mio fratello mi rassicura che non si sono mossi da casa a causa di una pioggia scrosciante. Quella stessa che si vede cadere incessante nelle riprese tv e amatoriali.
E ripenso all'ultima volta che ho percorso quell'autostrada, che non mi è mai piaciuta tra le tante che percorriamo così spesso. Troppo stretta, troppe curve, troppo vento. Troppe gallerie e troppi viadotti altissimi. La soffrivo sin da bambina quando papà ci faceva salire in auto per andare a mangiare il pesce a Cogoleto; oppure quando andavamo in visita a Chiavari e Lavagna ad amici e parenti con case al mare. Tant'è che nella casa di mia cognata ad Arenzano ci sono stata una sola volta.
Un paio di volte, tornando dall'Elba, invece che percorrere la Cisa abbiamo deciso di optare per la La Spezia-Genova, ma sto sempre sulle spine sino a che non si arriva a Serravalle.
Adesso vedendo le immagini del ponte prima e dopo, capisco che la mia idiosincrasia ha un suo fondamento. Simili opere, costruite oltre 50 anni fa e così intensamente sfruttate, avrebbero bisogno di manutenzioni costanti e attente.
La conta di morti e feriti gravi è impressionante. Che tragedia. E chissà quante altre vittime innocenti dovremo contare in futuro per situazioni simili che potrebbero ripetersi, visto lo stato in cui versano la maggior parte delle opere pubbliche.
Questo per dirvi che è bastato uno sguardo e il consorte ha subito capito che mi serviva qualcosa per tirarmi su.
Cosa meglio di un buon cocktail ultra secco?
Per sé ha preparato la versione originale, per me una più austera.
Vi scrivo entrambe le ricette. Con tutti gli ingredienti a disposizione non è difficile da rifare. Forse non tutti avrete il Triple Sec in casa. E poi perdonate la foto, mancante di oliva e ciliegina al maraschino, quando mi sono ricordata di scattarla le avevo già mangiate!
Buon Ferragosto a tutti voi, nonostante questa triste e lunga premessa.
Qui la giornata è meravigliosa. Spero lo sia altrettanto da voi, ovunque siate.

-ricetta-
originale:
40 ml London dry gin
10 ml Rum bianco
10 ml Vermouth dry
10 ml Triple sec
1 schizzo di Angostura bitter
oliva e ciliegina al Maraschino

for Jo:
50 ml  London dry gin
5 ml Rum bianco
5 ml Vermouth dry
5 ml Triple sec
2 schizzi Angostura bitter
oliva e ciliegina al Maraschino

Mettere nel mixing glass abbondanti cubetti di ghiaccio, versare tutti gli ingredienti e mescolare energicamente. Filtrare e servire nella coppa Martini con la decorazione di ciliegina e oliva.

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