Siamo in piena stagione. Castagne ovunque, qui intorno ci sono molti boschetti prospicienti le rive dell'Adda e a tutte le ore del giorno si vedono decine di auto parcheggiate. Tutti a caccia di questo frutto autunnale che ha un sapore antico e piace a tutti.
È stato per secoli fonte di proteine e zuccheri per chi aveva poco altro di cui cibarsi.
Ora un chilo di castagne raggiunge costi non dico proibitivi, ma significativi. Per non parlare dei marroni.
Comunque nelle zuppe sono un classico. E io ho fatto un bel minestrone di stagione, aggiungendo anche foglie di cavolo nero, che ci piace taaaanto, la classica 'dote' di sedano, carote e cipolla e, prendendo spunto dalla cucina ladina una bella fetta di coppa di maiale affumicata. Ne faccio scorta ogni volta che mi trovo in Alto Adige o Trentino, e le conservo per mesi o sottovuoto oppure nel congelatore.
Danno alle zuppe un po' di consistenza e regalano il loro aroma di fumo.
Se usate ceci cotti da voi tenete da parte il liquido di cottura. Serve a insaporire la zuppa.
Vi ho convinto? Su, preparate le scodelle.
Dosi per 6
-ricetta-
2 fette di maiale affumicato, circa 300 g
1 mazzo di foglie di cavolo nero
2 carote
1 gambo di sedano
1 cipolla
1 spicchio di aglio
300 g ceci lessati e scolati
300 g castagne lessate o arrostite
olio evo
sale, pepe
Se parto dai ceci secchi, li lascio a bagno 24 ore e poi li lesso in abbondante acqua profumata da una foglia di alloro, uno scalogno e un pezzo di alga nori, che serve ad ammorbidire la loro buccia.
Li lascio raffreddare nel brodo e li scolo senza gettarlo.
Riduco a dadini sedano, carota, cipolla e cavolo nero, sminuzzando anche parte dei suoi gambi.
Scaldo un velo d'olio in una casseruola capiente e ci rosolo il trito classico e lo spicchio d'aglio (il mio è confit per cui schiaccio la sua polpa con la forchetta), poi aggiungo il cavolo nero.
Regolo di sale e macino poco pepe, quindi verso il brodo di cottura dei ceci fino a coprire bene le verdure e metto a lessare nella stessa pentola anche le fette di coppa (o di lonza) assieme alle castagne pelate.
Lascio sobbollire molto lentamente per circa 50', poi spengo.
La zuppa è pronta, certo che se la si lascia riposare qualche ora diventa ancora più buona.
La servo dividendo a metà le due fette di carne e mettendone un pezzo in ogni piatto.
''invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passerà sotto il vostro tetto'' J.A. Brillat-Savarin- Fisiologia del gusto- 1825
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mercoledì 29 novembre 2017
giovedì 10 novembre 2016
Passato di verdure con tortellini fritti
Che botta ragazzi!
Prima il professor Veronesi che tanto ha fatto per la lotta al cancro. Una delle grandi eccellenze italiane.
Poi il nuovo presidente americano, che a noi non fa meraviglia più di tanto, visti i nostri precedenti... Però una parolina al popolo americano, che adesso si lamenta e piange, vorrei dirla: al di là di ogni critica, la scelta dei candidati da parte dei due schieramenti politici qualcuno l'ha fatta. Hanno toppato alla grande e questo è il risultato di scelte irresponsabili.
Chi ha stabilito che c'erano solo quei due cavalli sui quali puntare? Facciamocele due domande...
E a proposito di americani, ho trovato in rete vari modi coi quali maltrattano nelle loro ricette i nostri amati tortellini, facendone improbabili insalate fredde (una roba da brividi).
Voglio invece proporvi una ricetta alternativa usando questa deliziosa pasta ripiena. Strana è strana... però il loro sapore è salvaguardato meglio che in un'insalata fredda con verdure, salse varie e formaggi.
Ci avete mai pensato di accompagnare un bel passato di verdura o una vellutata con tortellini fritti?
Sì, proprio quelli che solitamente si condiscono al ragù, con burro fuso e salvia o in brodo.
Friggendoli diventano croccanti e nella zuppa calda fanno la funzione dei crostini dorati.
Oltretutto è una presentazione scenografica che richiede molto poco tempo per essere realizzata.
Basta una pentolina con abbondante olio di semi di arachidi e in 2/3 volte si friggono i tortellini, per pochi minuti. Calcolatene una dozzina per persona.
Ci vuole senz'altro più tempo a cuocere le verdure della vellutata. Che però ha il vantaggio di andare bene tutto l'anno, basta cambiare la temperatura di servizio. Anche fredda è ottima.
In questo caso ho scelto verdure semplici, che per la maggior parte si hanno già in casa.
Una volta cotte, un colpo di frullatore a immersione, meglio ancora se col disco grande... e via.
Usate solo la parte fogliare verde delle coste, con le coste bianche vi suggerisco di fare un gratin, che presto vi svelerò come realizzare, o forse l'ho già fatto?
Dosi per 6
-ricetta-
250 g porro pulito
250 g foglie di coste
200 g patata
150 g cipolla
150 g carote
30 g burro
sale
250 g tortellini ricotta e spinaci
olio per friggere
Riduco il porro e le carote a rondelle. Trito la cipolla e taglio a tocchetti le patate.
Taglio a striscioline le foglie delle coste, il tutto ovviamente ben lavato.
Metto il burro in una pentola, lo scaldo e poi verso le verdure, mescolo e faccio insaporire, poi bagno con acqua coprendo le verdure per oltre un centimetro. Porto a ebollizione, salo e lascio cuocere per circa 25', o fino a quando le verdure sono tenere.
Quindi, usando la frusta a immersione, riduco il tutto in crema.
Regolo di sale ed eventualmente macino un po' di pepe.
Intanto che la zuppa cuoce friggo in abbondante olio caldo i tortellini, versandoli in due/tre riprese.
Quando sono dorati li scolo su carta da cucina e poi li tengo in caldo.
Scodello la zuppa e la porto in tavola coi tortellini, pronti per essere usati come crostini.
Prima il professor Veronesi che tanto ha fatto per la lotta al cancro. Una delle grandi eccellenze italiane.
Poi il nuovo presidente americano, che a noi non fa meraviglia più di tanto, visti i nostri precedenti... Però una parolina al popolo americano, che adesso si lamenta e piange, vorrei dirla: al di là di ogni critica, la scelta dei candidati da parte dei due schieramenti politici qualcuno l'ha fatta. Hanno toppato alla grande e questo è il risultato di scelte irresponsabili.
Chi ha stabilito che c'erano solo quei due cavalli sui quali puntare? Facciamocele due domande...
E a proposito di americani, ho trovato in rete vari modi coi quali maltrattano nelle loro ricette i nostri amati tortellini, facendone improbabili insalate fredde (una roba da brividi).
Voglio invece proporvi una ricetta alternativa usando questa deliziosa pasta ripiena. Strana è strana... però il loro sapore è salvaguardato meglio che in un'insalata fredda con verdure, salse varie e formaggi.
Ci avete mai pensato di accompagnare un bel passato di verdura o una vellutata con tortellini fritti?
Sì, proprio quelli che solitamente si condiscono al ragù, con burro fuso e salvia o in brodo.
Friggendoli diventano croccanti e nella zuppa calda fanno la funzione dei crostini dorati.
Oltretutto è una presentazione scenografica che richiede molto poco tempo per essere realizzata.
Basta una pentolina con abbondante olio di semi di arachidi e in 2/3 volte si friggono i tortellini, per pochi minuti. Calcolatene una dozzina per persona.
Ci vuole senz'altro più tempo a cuocere le verdure della vellutata. Che però ha il vantaggio di andare bene tutto l'anno, basta cambiare la temperatura di servizio. Anche fredda è ottima.
In questo caso ho scelto verdure semplici, che per la maggior parte si hanno già in casa.
Una volta cotte, un colpo di frullatore a immersione, meglio ancora se col disco grande... e via.
Usate solo la parte fogliare verde delle coste, con le coste bianche vi suggerisco di fare un gratin, che presto vi svelerò come realizzare, o forse l'ho già fatto?
Dosi per 6
-ricetta-
250 g porro pulito
250 g foglie di coste
200 g patata
150 g cipolla
150 g carote
30 g burro
sale
250 g tortellini ricotta e spinaci
olio per friggere
Riduco il porro e le carote a rondelle. Trito la cipolla e taglio a tocchetti le patate.
Taglio a striscioline le foglie delle coste, il tutto ovviamente ben lavato.
Metto il burro in una pentola, lo scaldo e poi verso le verdure, mescolo e faccio insaporire, poi bagno con acqua coprendo le verdure per oltre un centimetro. Porto a ebollizione, salo e lascio cuocere per circa 25', o fino a quando le verdure sono tenere.
Quindi, usando la frusta a immersione, riduco il tutto in crema.
Regolo di sale ed eventualmente macino un po' di pepe.
Intanto che la zuppa cuoce friggo in abbondante olio caldo i tortellini, versandoli in due/tre riprese.
Quando sono dorati li scolo su carta da cucina e poi li tengo in caldo.
Scodello la zuppa e la porto in tavola coi tortellini, pronti per essere usati come crostini.
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giovedì 7 aprile 2016
Vellutata di zucca e patate con broccolo romanesco
Mi sono ritrovata con l'ultimo pezzo di una zucca buonissima che tempo fa mi aveva regalato l'amico Alvaro. Era talmente grande che l'avevo divisa e congelata a pezzi.
In una giornata grigia e bigia non potevo non preparare una bella vellutata di zucca e patate da manuale. Densa, cremosa e corroborante, ma anche leggera.
In più c'erano un paio di amici a farci compagnia, coi quali abbiamo stappato una buona bottiglia di vino in sintonia col piatto. Il Gewurztraminer di Klur, produttore alsaziano nella Valle del Gatto, o Katzenthal, vendemmia 2012, aromatico al punto giusto e con quella nota acidula adatta a compensare la dolcezza della zucca.
Come potete vedere dalla foto ho abbondato col pepe. A me piace un sacco e non mi tiro mai indietro.
Data la naturale cremosità degli amidi delle patate e della polpa della zucca non ho aggiunto né latte né tanto meno panna.
Anzi, ho guarnito con qualche cimetta 'architettonica' di broccolo romanesco, che è un vero prodigio della natura in fatto di estetica.
Dosi per 4
-ricetta-
400 g zucca
200 g patate vecchie
200 g broccolo romanesco
1 scalogno
olio evo
sale, pepe nero
Elimino la buccia alla zucca e la taglio a dadi.
Sbuccio le patate e faccio a tocchi anche loro.
Affetto sottilmente lo scalogno pelato.
Rosolo lo scalogno in un velo d'olio, poi aggiungo la zucca e le patate.
Quando hanno preso un po' di sapore copro a filo con acqua calda o con brodo leggero vegetale e lascio cuocere per circa 20', sino a che le verdure sono tenere.
Nel frattempo sbollento le cimette di broccolo, calcolandone due a testa.
Quando la zuppa è pronta la regolo di sale e la frullo a vellutata aiutandomi con la frusta a immersione.
Divido la minestra nelle fondine e decoro con pepe nero macinato fresco e le cimette di romanesco.
Porto in tavola del buon olio extravergine per chi ne volesse aggiungere un filo a crudo.
In una giornata grigia e bigia non potevo non preparare una bella vellutata di zucca e patate da manuale. Densa, cremosa e corroborante, ma anche leggera.
In più c'erano un paio di amici a farci compagnia, coi quali abbiamo stappato una buona bottiglia di vino in sintonia col piatto. Il Gewurztraminer di Klur, produttore alsaziano nella Valle del Gatto, o Katzenthal, vendemmia 2012, aromatico al punto giusto e con quella nota acidula adatta a compensare la dolcezza della zucca.
Come potete vedere dalla foto ho abbondato col pepe. A me piace un sacco e non mi tiro mai indietro.
Data la naturale cremosità degli amidi delle patate e della polpa della zucca non ho aggiunto né latte né tanto meno panna.
Anzi, ho guarnito con qualche cimetta 'architettonica' di broccolo romanesco, che è un vero prodigio della natura in fatto di estetica.
Dosi per 4
-ricetta-
400 g zucca
200 g patate vecchie
200 g broccolo romanesco
1 scalogno
olio evo
sale, pepe nero
Elimino la buccia alla zucca e la taglio a dadi.
Sbuccio le patate e faccio a tocchi anche loro.
Affetto sottilmente lo scalogno pelato.
Rosolo lo scalogno in un velo d'olio, poi aggiungo la zucca e le patate.
Quando hanno preso un po' di sapore copro a filo con acqua calda o con brodo leggero vegetale e lascio cuocere per circa 20', sino a che le verdure sono tenere.
Nel frattempo sbollento le cimette di broccolo, calcolandone due a testa.
Quando la zuppa è pronta la regolo di sale e la frullo a vellutata aiutandomi con la frusta a immersione.
Divido la minestra nelle fondine e decoro con pepe nero macinato fresco e le cimette di romanesco.
Porto in tavola del buon olio extravergine per chi ne volesse aggiungere un filo a crudo.
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martedì 29 marzo 2016
Minestra cremosa di broccoli e patate
La notte mi porta consiglio. Più che altro sono diversi mesi che mi sveglio verso le 3.25 e non c'è verso di riprendere sonno se non a patto di leggere qualcosa. Siccome non riesco a trovare la necessaria concentrazione per leggere pagine e pagine di libri, ho scoperto che il giorno dopo non ricordo nemmeno di averle lette, allora prendo l'iPad e sfoglio i siti di ricette dove immancabilmente trovo qualcosa che mi stuzzica al punto da prendere nota del link o di fare un'istantanea alla pagina aperta, che la mattina dopo, o non appena mi è possibile, riguardo e valuto se tenere o stralciare.
È successo così per questa zuppa cremosa, sapevo già di avere tutti gli ingredienti nella mia dispensa e così ho invitato l'amica Simona a gustarla con me.
Mezz'ora è il tempo necessario per prepararla e cuocerla. È davvero gustosa e molto comfort food.
Ogni tanto si sente il bisogno di un caldo piatto di minestra, soprattutto in questo mese di marzo che ci ha fatto patire più di gennaio e febbraio i rigori dell'inverno, con giornate gelide e nevicate sparse. Meglio ancora se la minestra diventa una crema densa e corroborante come un potage alla francese.
Ricordo ancora le vacanze al Club Med degli anni 80, ogni sera al centro delle tavole da otto troneggiava una pentola in ghisa ricolma di un caldo potage, ogni volta di un gusto diverso. Nonostante fosse estate, posso assicurarvi che quasi nessuno dei commensali ne rifiutava una ciotola.
Dosi per 4
-ricetta-
300 g broccoli
200 g patate
100 g cipolla
100 g carota
100 g sedano
60 g formaggio grattugiato
2 spicchi aglio
500 ml brodo
250 ml latte
30 g farina
25 g burro
sale, pepe
Pulisco sedano, carota, cipolla e aglio e li trito nel mixer assieme al gambo ripulito del broccolo.
Pelo le patate, le lavo e le taglio a dadini o pezzetti piccoli. Divido a cimette piccole la testa del broccolo.
Scaldo il burro in una pentola e ci metto a rosolare il trito di verdure preparato, senza i broccoli e le patate. Lascio che rosoli per 5', poi spolvero con sale, pepe e farina. Mescolo per farla sciogliere e bagno col brodo e col latte. Aggiungo anche le patate.
Lascio cuocere, mescolando spesso perché la farina non attacchi, per 15' e quindi completo coi broccoli e finisco di cuocere per altri 5'. Tolgo parte delle cimette, che sono rimaste ancora integre, e riduco in crema il resto con la frusta a immersione.
Rimetto i broccoli e condisco la crema con abbondante grana grattugiato prima di portare in tavola.
È successo così per questa zuppa cremosa, sapevo già di avere tutti gli ingredienti nella mia dispensa e così ho invitato l'amica Simona a gustarla con me.
Mezz'ora è il tempo necessario per prepararla e cuocerla. È davvero gustosa e molto comfort food.
Ogni tanto si sente il bisogno di un caldo piatto di minestra, soprattutto in questo mese di marzo che ci ha fatto patire più di gennaio e febbraio i rigori dell'inverno, con giornate gelide e nevicate sparse. Meglio ancora se la minestra diventa una crema densa e corroborante come un potage alla francese.
Ricordo ancora le vacanze al Club Med degli anni 80, ogni sera al centro delle tavole da otto troneggiava una pentola in ghisa ricolma di un caldo potage, ogni volta di un gusto diverso. Nonostante fosse estate, posso assicurarvi che quasi nessuno dei commensali ne rifiutava una ciotola.
Dosi per 4
-ricetta-
300 g broccoli
200 g patate
100 g cipolla
100 g carota
100 g sedano
60 g formaggio grattugiato
2 spicchi aglio
500 ml brodo
250 ml latte
30 g farina
25 g burro
sale, pepe
Pulisco sedano, carota, cipolla e aglio e li trito nel mixer assieme al gambo ripulito del broccolo.
Pelo le patate, le lavo e le taglio a dadini o pezzetti piccoli. Divido a cimette piccole la testa del broccolo.
Scaldo il burro in una pentola e ci metto a rosolare il trito di verdure preparato, senza i broccoli e le patate. Lascio che rosoli per 5', poi spolvero con sale, pepe e farina. Mescolo per farla sciogliere e bagno col brodo e col latte. Aggiungo anche le patate.
Lascio cuocere, mescolando spesso perché la farina non attacchi, per 15' e quindi completo coi broccoli e finisco di cuocere per altri 5'. Tolgo parte delle cimette, che sono rimaste ancora integre, e riduco in crema il resto con la frusta a immersione.
Rimetto i broccoli e condisco la crema con abbondante grana grattugiato prima di portare in tavola.
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sabato 31 ottobre 2015
Minestra di arzilla e broccoli
Ehhehh, mica facile trovare le ali di razza. Ma può capitare, com'è successo a me prima di partire per il mare. L'ho subito acquistata e messa nel congelatore, pronta per questa deliziosa minestra autunnale. È una classica e molto semplice minestra laziale, con broccoli romaneschi, spaghetti spezzati e pesce.
Non avendo trovato il broccolo romanesco ho usato un cavolfiore arancione, sostituendo i classici spaghetti con ditalini.
Apparentemente laboriosa, ma è solo un'impressione, la lunghezza sta nei tempi di cottura del brodo.
Dosi per 6
-ricetta-
1 kg di ali di razza
200 g spaghetti/ditalini
200 g pelati
1 broccolo romanesco o un cavolfiore (circa 500 g)
1 carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
2 spicchi di aglio
prezzemolo, peperoncino
3 filetti di alici sott'olio
vino bianco
olio evo
sale
pecorino romano
Lavo le ali di razza e le metto in una pentola assieme a carota, cipolla e sedano tritati, copro con circa 2 litri d'acqua e lascio cuocere lentamente per circa 90'.
Filtro il brodo e trasferisco le ali in un piatto, le ripulisco di cartilagini, lische e pelle e tengo da parte la polpa.
Prendo un tegame e scaldo un velo d'olio, ci metto a rosolare un trito di aglio, prezzemolo e un po' di peperoncino o sambal, ci faccio sciogliere le alici poi sfumo con un goccio di vino bianco.
Aggiungo i pelati frullati e lascio cuocere per circa 20' prima di versare il brodo di pesce, il cavolfiore diviso a cimette e il pesce pulito, lasciando sul fuoco per 10' prima di versare la pasta e finire di cuocere.
Termino versando nei piatti e condendo con un filo d'olio a crudo e una spolverata di pecorino romano grattugiato.
Non avendo trovato il broccolo romanesco ho usato un cavolfiore arancione, sostituendo i classici spaghetti con ditalini.
Apparentemente laboriosa, ma è solo un'impressione, la lunghezza sta nei tempi di cottura del brodo.
Dosi per 6
-ricetta-
1 kg di ali di razza
200 g spaghetti/ditalini
200 g pelati
1 broccolo romanesco o un cavolfiore (circa 500 g)
1 carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
2 spicchi di aglio
prezzemolo, peperoncino
3 filetti di alici sott'olio
vino bianco
olio evo
sale
pecorino romano
Lavo le ali di razza e le metto in una pentola assieme a carota, cipolla e sedano tritati, copro con circa 2 litri d'acqua e lascio cuocere lentamente per circa 90'.
Filtro il brodo e trasferisco le ali in un piatto, le ripulisco di cartilagini, lische e pelle e tengo da parte la polpa.
Prendo un tegame e scaldo un velo d'olio, ci metto a rosolare un trito di aglio, prezzemolo e un po' di peperoncino o sambal, ci faccio sciogliere le alici poi sfumo con un goccio di vino bianco.
Aggiungo i pelati frullati e lascio cuocere per circa 20' prima di versare il brodo di pesce, il cavolfiore diviso a cimette e il pesce pulito, lasciando sul fuoco per 10' prima di versare la pasta e finire di cuocere.
Termino versando nei piatti e condendo con un filo d'olio a crudo e una spolverata di pecorino romano grattugiato.
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venerdì 6 marzo 2015
Zuppa gratinata con cavolo nero e uovo bazzotto
L'unica vera fase critica di questa ricetta è la cottura dell'uovo bazzotto, ossia che ha l'albume rassodato mentre il tuorlo rimane liquido, pronto per dischiudersi sopra la zuppa gratinata. Fase che stavolta mi è stata irrimediabilmente rovinata dalla classica telefonata degli operatori di telefonia, veri rompiscatole!, che chiamano ad ogni ora, facendosene un baffo dell'iscrizione al registro delle opposizioni degli utenti. Gente che chiama da call center in capo al mondo e che non sente ragioni quando gli si risponde che -no, grazie, non mi interessa una nuova promozione tariffaria.-
Fatto sta che le mie uova sono rimaste nel bagno bollente per 60 miseri secondi in più del dovuto, e si vede!!
Ho preso lo spunto per questa ricetta da La Cucina Italiana, numero di febbraio 2014, mi interessano sempre gli abbinamenti con le uova, che amo in modo particolare quando sono bazzotte, affogate, o all'occhio.
Vi consiglio di lasciare le uova qualche ora a temperatura ambiente, perché non devono subire shock termici che potrebbero romperne il guscio quando si immergono nell'acqua bollente.
E occorre sorvegliare il tempo di cottura, che deve stare tra i 5 e i 6 minuti. Contati precisi!
Una volta raffreddate in acqua fredda, si procede a sgusciarle con estrema delicatezza, data la morbidezza del tuorlo.
La zuppa invece è un semplice minestrone con gli odori classici e il cavolo nero.
Facile nell'insieme, gustosa e molto comfort.
Il brodo vegetale lo preparo con le bucce esterne della cipolla, qualche pezzetto di sedano, anche vicino alla radice, una carota e le coste del cavolo nero.
Naturalmente gli intolleranti lo sanno ma, se necessitate di cucinare senza glutine, usate fette di pane al mais al posto di quello casereccio.
Dosi per 6
-ricetta-
1 l brodo vegetale
350/400 g cavolo nero
6 uova
1 carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
vino bianco
olio evo
sale, pepe
pane casereccio, 3 grosse fette
grana grattugiato
Pulisco le verdure e le taglio a dadini piccoli. Le metto a rosolare in una casseruola con 3 cucchiai di olio per 6', poi bagno con con 60 ml di vino bianco che faccio sfumare a fiamma alta.
Intanto ho pulito anche il cavolo nero delle coste centrali e l'ho tagliato a striscioline. Lo aggiungo alle verdure soffritte, bagno col brodo caldo e lascio cuocere per 30'.
Aggiusto il sale solo a cottura terminata.
Elimino la crosta alle fette di pane, la conservo e la frullo in briciole.
Divido a metà le fette di pane e metto i pezzi sul fondo di 6 cocotte in cotto, le ricopro con le verdure della zuppa e copro a livello col brodo.
Cospargo sulla superficie le briciole della crosta del pane mescolate a 6 cucchiai di grana e metto in forno, già portato a 200°, facendo gratinare la zuppa per 10'.
Procedo nel frattempo con le uova, che come vi ho detto ho lasciato fuori dal frigorifero per almeno due ore.
Le immergo in un pentolino con acqua bollente lessandole per 6'. Le scolo, le metto a raffreddare in acqua fredda corrente e infine le sguscio facendo attenzione a non romperle.
Estraggo le cocotte di zuppa dal forno, ci appoggio sopra un uovo per ciascuna e porto in tavola assieme al pepe nero.
Fatto sta che le mie uova sono rimaste nel bagno bollente per 60 miseri secondi in più del dovuto, e si vede!!
Ho preso lo spunto per questa ricetta da La Cucina Italiana, numero di febbraio 2014, mi interessano sempre gli abbinamenti con le uova, che amo in modo particolare quando sono bazzotte, affogate, o all'occhio.
Vi consiglio di lasciare le uova qualche ora a temperatura ambiente, perché non devono subire shock termici che potrebbero romperne il guscio quando si immergono nell'acqua bollente.
E occorre sorvegliare il tempo di cottura, che deve stare tra i 5 e i 6 minuti. Contati precisi!
Una volta raffreddate in acqua fredda, si procede a sgusciarle con estrema delicatezza, data la morbidezza del tuorlo.
La zuppa invece è un semplice minestrone con gli odori classici e il cavolo nero.
Facile nell'insieme, gustosa e molto comfort.
Il brodo vegetale lo preparo con le bucce esterne della cipolla, qualche pezzetto di sedano, anche vicino alla radice, una carota e le coste del cavolo nero.
Naturalmente gli intolleranti lo sanno ma, se necessitate di cucinare senza glutine, usate fette di pane al mais al posto di quello casereccio.
Dosi per 6
-ricetta-
1 l brodo vegetale
350/400 g cavolo nero
6 uova
1 carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
vino bianco
olio evo
sale, pepe
pane casereccio, 3 grosse fette
grana grattugiato
Pulisco le verdure e le taglio a dadini piccoli. Le metto a rosolare in una casseruola con 3 cucchiai di olio per 6', poi bagno con con 60 ml di vino bianco che faccio sfumare a fiamma alta.
Intanto ho pulito anche il cavolo nero delle coste centrali e l'ho tagliato a striscioline. Lo aggiungo alle verdure soffritte, bagno col brodo caldo e lascio cuocere per 30'.
Aggiusto il sale solo a cottura terminata.
Elimino la crosta alle fette di pane, la conservo e la frullo in briciole.
Divido a metà le fette di pane e metto i pezzi sul fondo di 6 cocotte in cotto, le ricopro con le verdure della zuppa e copro a livello col brodo.
Cospargo sulla superficie le briciole della crosta del pane mescolate a 6 cucchiai di grana e metto in forno, già portato a 200°, facendo gratinare la zuppa per 10'.
Procedo nel frattempo con le uova, che come vi ho detto ho lasciato fuori dal frigorifero per almeno due ore.
Le immergo in un pentolino con acqua bollente lessandole per 6'. Le scolo, le metto a raffreddare in acqua fredda corrente e infine le sguscio facendo attenzione a non romperle.
Estraggo le cocotte di zuppa dal forno, ci appoggio sopra un uovo per ciascuna e porto in tavola assieme al pepe nero.
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lunedì 1 dicembre 2014
Zuppa di zucca, fregola e merluzzo
Ok, mi rassegno. Il malloppo di ricette sviluppate quest'estate si sta assottigliando quindi, che mi piaccia o no, devo scrivere per aggiornare la lista.
Niente di meglio che approfittare del tempaccio portato dalla prima perturbazione di novembre, venti fortissimi da sud, acqua a catinelle. Spero tanto che non si verifichino disastri da qualche parte.
Mi ero quasi abituata alle giornate serene. Che saranno durate... quanto? Una dozzina di giorni?
Troppo bello per durare. Però ne abbiamo approfittato per fare due belle gite, una nelle Langhe e una in Alto Adige.
Con questo brutto tempo, oggi primo dicembre è esattamente uguale a novembre, con piogge fitte e temperature miti, non fa freddo per i venti di scirocco e l'aria fischia e penetra ovunque, una zuppa calda e corroborante sarebbe l'ideale.
Avevo amici a cena, una delle scorse sere, e ho loro servito questa minestra densa come piatto unico.
Sono persino capitata con filetti freschi di merluzzo così saporiti da sembrare quasi baccalà bagnato.
Meglio. Un gusto deciso, leggermente salino, mescolato al dolce della zucca e all'aroma del sedano rosso che facilmente non riuscirete a trovare, quindi usate quello verde; con fregola sarda al posto di pasta o riso ma facilmente sostituibile con gli altri.
Dosi per 4
-ricetta-
300 g filetti di merluzzo
200 g fregola
200 g zucca già pulita
100 g sedano rosso
1 porro o 3 cipollotti
olio evo
brodo vegetale
sale
semi di girasole o zucca per decorare
Taglio la zucca a dadini e sedano e porro/cipollotti, ben puliti, a rondelline.
Metto a scaldare un velo d'olio in una pentola capiente e ci rosolo le verdure preparate, prima cipollotti e sedano, poi la zucca. Quindi aggiungo il merluzzo ridotto a pezzetti e appena si scotta verso la fregola e copro con due o tre mestoli di brodo caldo.
Mescolando di tanto in tanto porto a cottura, aggiungendo altro brodo se necessario. Saranno necessari circa 15'.
La zuppa deve rimanere un po' brodosa, quasi all'onda, come un risotto.
Regolo il sale, chi lo gradisce può mettere un po' di formaggio, io ho preferito dare un pizzico di croccantezza completando con alcuni semi di girasole decorticati.
I miei ospiti sono arrivati con una bottiglia di ottimo Pinot nero delle Franciacorta, il Pinéro che Maurizio Zanella produce nella sua cantina Ca' del Bosco, vendemmia 2008. Un vino importante e complesso, che abbiamo apprezzato meglio con qualche formaggio stagionato.
Io avrei stappato un Sylvaner della Valle Isarco, prodotto da Taschlerof, la riserva Lahner del 2012, elegante e sapido.
Niente di meglio che approfittare del tempaccio portato dalla prima perturbazione di novembre, venti fortissimi da sud, acqua a catinelle. Spero tanto che non si verifichino disastri da qualche parte.
Mi ero quasi abituata alle giornate serene. Che saranno durate... quanto? Una dozzina di giorni?
Troppo bello per durare. Però ne abbiamo approfittato per fare due belle gite, una nelle Langhe e una in Alto Adige.
Con questo brutto tempo, oggi primo dicembre è esattamente uguale a novembre, con piogge fitte e temperature miti, non fa freddo per i venti di scirocco e l'aria fischia e penetra ovunque, una zuppa calda e corroborante sarebbe l'ideale.
Avevo amici a cena, una delle scorse sere, e ho loro servito questa minestra densa come piatto unico.
Sono persino capitata con filetti freschi di merluzzo così saporiti da sembrare quasi baccalà bagnato.
Meglio. Un gusto deciso, leggermente salino, mescolato al dolce della zucca e all'aroma del sedano rosso che facilmente non riuscirete a trovare, quindi usate quello verde; con fregola sarda al posto di pasta o riso ma facilmente sostituibile con gli altri.
Dosi per 4
-ricetta-
300 g filetti di merluzzo
200 g fregola
200 g zucca già pulita
100 g sedano rosso
1 porro o 3 cipollotti
olio evo
brodo vegetale
sale
semi di girasole o zucca per decorare
Taglio la zucca a dadini e sedano e porro/cipollotti, ben puliti, a rondelline.
Metto a scaldare un velo d'olio in una pentola capiente e ci rosolo le verdure preparate, prima cipollotti e sedano, poi la zucca. Quindi aggiungo il merluzzo ridotto a pezzetti e appena si scotta verso la fregola e copro con due o tre mestoli di brodo caldo.
Mescolando di tanto in tanto porto a cottura, aggiungendo altro brodo se necessario. Saranno necessari circa 15'.
La zuppa deve rimanere un po' brodosa, quasi all'onda, come un risotto.
Regolo il sale, chi lo gradisce può mettere un po' di formaggio, io ho preferito dare un pizzico di croccantezza completando con alcuni semi di girasole decorticati.
I miei ospiti sono arrivati con una bottiglia di ottimo Pinot nero delle Franciacorta, il Pinéro che Maurizio Zanella produce nella sua cantina Ca' del Bosco, vendemmia 2008. Un vino importante e complesso, che abbiamo apprezzato meglio con qualche formaggio stagionato.
Io avrei stappato un Sylvaner della Valle Isarco, prodotto da Taschlerof, la riserva Lahner del 2012, elegante e sapido.
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lunedì 24 novembre 2014
Zuppa di zucca e cicerchie
Ma buongiorno! La tregua dalla pioggia sta per terminare, oggi è nuvoloso e mi sa che la mia prossima gita a Torino sarà funestata dalla pioggia. Mercoledì ho in programma un veloce passaggio al Torino Film Festival. Andrò a vedermi un paio di film in lingua originale cui tengo in modo particolare.
Oggi cuciniamo una zuppa, corroborante e molto autunnale.
Quella in foto l'ho preparata mentre ero in vacanza, in una giornata ventosa e piena di pioggia.
Avevo cotto un po' di cicerchie, antico legume del centro Italia che sta tornando in voga, ne era avanzata una ciotola che non volevo riproporre come contorno, quindi mi sono inventata l'abbinamento con la zucca, insaporendo con poco pomodoro e salvia.
Non avete cicerchie? Usate ceci o fagioli cannellini.
Ho frullato le cicerchie senza renderle a crema, ma lasciandole un po' grossolane, in modo da ottenere una zuppa rustica e piuttosto densa.
Alla zucca non ho eliminato completamente la buccia, così nel piatto non mancava un tocco di verde scuro.
A condire, ma solo a tavola, un buon filo d'olio extravergine. E formaggio in abbondanza, ma solo se lo amate. Personalmente preferisco le zuppe 'nature', mi piace sentire i sapori dei vari componenti, non coperti dal sapore del formaggio.
Dosi per 4
-ricetta-
250 g zucca
200 g cicerchie
50 g polpa pomodoro
1 cipolla
1 mazzetto di salvia
olio evo
sale, pepe
Il giorno prima metto in ammollo le cicerchie, poi le scolo, le sciacquo e le cuocio in pentola ben coperte di acqua sino a che non sono tenere.
Conservo un po' del brodo di cottura.
Taglio la zucca a dadini, lasciando parte della buccia.
Trito la cipolla e la metto in pentola a rosolare con un velo d'olio, quindi aggiungo le cicerchie e lascio sul fuoco per circa 20'. Non temete, la consistenza delle cicerchie è piuttosto coriacea, soprattutto se si lasciano raffreddare e in ogni caso poi vanno frullate.
Infatti le verso nel mixer e lo aziono a intermittenza ottenendo un trito piuttosto grossolano.
Nella pentola metto a rosolare la zucca a dadini per circa 5', poi verso le cicerchie e un po' del loro brodo di cottura mescolato alla polpa di pomodoro, regolandomi a seconda che voglia ottenere una zuppa più o meno densa.
Faccio insaporire per 10' poi spengo e profumo con qualche fogliolina di salvia. Regolo il sale.
Posso servirla molto calda o tiepida, se fosse d'estate sarebbe perfetta anche a temperatura ambiente.
Completo con un filo d'olio evo a crudo ed eventualmente pepe nero.
Oggi cuciniamo una zuppa, corroborante e molto autunnale.
Quella in foto l'ho preparata mentre ero in vacanza, in una giornata ventosa e piena di pioggia.
Avevo cotto un po' di cicerchie, antico legume del centro Italia che sta tornando in voga, ne era avanzata una ciotola che non volevo riproporre come contorno, quindi mi sono inventata l'abbinamento con la zucca, insaporendo con poco pomodoro e salvia.
Non avete cicerchie? Usate ceci o fagioli cannellini.
Ho frullato le cicerchie senza renderle a crema, ma lasciandole un po' grossolane, in modo da ottenere una zuppa rustica e piuttosto densa.
Alla zucca non ho eliminato completamente la buccia, così nel piatto non mancava un tocco di verde scuro.
A condire, ma solo a tavola, un buon filo d'olio extravergine. E formaggio in abbondanza, ma solo se lo amate. Personalmente preferisco le zuppe 'nature', mi piace sentire i sapori dei vari componenti, non coperti dal sapore del formaggio.
Dosi per 4
-ricetta-
250 g zucca
200 g cicerchie
50 g polpa pomodoro
1 cipolla
1 mazzetto di salvia
olio evo
sale, pepe
Il giorno prima metto in ammollo le cicerchie, poi le scolo, le sciacquo e le cuocio in pentola ben coperte di acqua sino a che non sono tenere.
Conservo un po' del brodo di cottura.
Taglio la zucca a dadini, lasciando parte della buccia.
Trito la cipolla e la metto in pentola a rosolare con un velo d'olio, quindi aggiungo le cicerchie e lascio sul fuoco per circa 20'. Non temete, la consistenza delle cicerchie è piuttosto coriacea, soprattutto se si lasciano raffreddare e in ogni caso poi vanno frullate.
Infatti le verso nel mixer e lo aziono a intermittenza ottenendo un trito piuttosto grossolano.
Nella pentola metto a rosolare la zucca a dadini per circa 5', poi verso le cicerchie e un po' del loro brodo di cottura mescolato alla polpa di pomodoro, regolandomi a seconda che voglia ottenere una zuppa più o meno densa.
Faccio insaporire per 10' poi spengo e profumo con qualche fogliolina di salvia. Regolo il sale.
Posso servirla molto calda o tiepida, se fosse d'estate sarebbe perfetta anche a temperatura ambiente.
Completo con un filo d'olio evo a crudo ed eventualmente pepe nero.
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venerdì 24 ottobre 2014
Zuppa 'povera' di sardine
Tante volte per cucinare una zuppa di pesce non occorre spendere molto. Se per esempio si usano le sardine costa veramente pochissimo, ma la sua resa al palato è super.
Se preferite nobilitarla usate alici, che sono un po' più magre e delicate.
Però sempre di pesce azzurro ricco di Omega3 si tratta.
Se voleste darle un ulteriore tocco, casomai vi sembrasse troppo povera, aggiungete mezzo chilo di vongole o di cozze già sgusciate a fine cottura. Oppure sostituite sarde e alici con filetti di gallinella e scorfano, o triglie. Nel qual caso l'economicità del piatto povero va a farsi benedire.
Tra preparazione e cottura basta un'ora. Ma si può fare la sera per il giorno dopo o viceversa, è noto che le zuppe riscaldate sono ancora più buone.
Le dosi sono per 6
-ricetta-
1 kg di sardine pulite
2 cipolle
2 gambi di sedano
1 carota
1 patata
1 mazzetto di prezzemolo
1 spicchio aglio
1 peperoncino piccante o sambal
100 ml olio evo
100 ml vino bianco
50 ml salsa pomodoro
sale, pepe
Per pulite intendo che le sarde devono essere eviscerate e private della testa, poi con un po' di pazienza si aprono a libro e si scalca col dito la lisca centrale. Le lavo bene sotto acqua corrente e le raschio con il dorso della lama di un coltello per asportare le piccole scaglie, trasparenti ma coriacee.
Se non volete fare il lavoro di pulitura le pescherie le vendono già in filetti privi di testa e lisca.
Metto a bollire per 20' le lische, con un mazzetto odoroso e gli scarti ben lavati delle verdure, in un litro abbondante di acqua salata così preparo un fumetto saporito che poi filtro.
Lavo e taglio a dadini le verdure. Elimino i gambi del prezzemolo, che metto nel fumetto, e trito le foglie finemente, usando un grosso coltello su un tagliere.
Se l'avete usate una pentola di coccio, altrimenti va bene anche una antiaderente.
Scaldo l'olio e ci rosolo le verdure tritate, lasciandole appassire lentamente per un quarto d'ora.
Sfumo col vino che faccio evaporare a calore vivace prima di unire la salsa di pomodoro, il sambal e le sarde. Condisco con sale e pepe e cuocio la zuppa senza mescolare, semplicemente agitando la pentola, bagnando con mestolini di fumetto filtrato e caldo, evitando che si asciughi troppo.
Continuo la cottura per un quarto d'ora poi spengo e lascio intiepidire.
Completo con il prezzemolo tritato e un filo d'olio a crudo prima di portare in tavola la zuppa in ciotole/piatti individuali, e passo sulla griglia calda o nel forno delle fette di pane rustico integrale.
Sapori forti che ben si sposano con un vino rosso prodotto nel sud della Francia come l'AOC Collioure, Puig Ambeille di Domaine La Tour Vieille vendemmiato nel 2011; un vino piuttosto facile, gradevolissimo, ricco di sapore, morbido di tannini e non troppo caldo pur essendo un vino prodotto in regioni calde paragonabili alla nostra Sicilia.
Se preferite nobilitarla usate alici, che sono un po' più magre e delicate.
Però sempre di pesce azzurro ricco di Omega3 si tratta.
Se voleste darle un ulteriore tocco, casomai vi sembrasse troppo povera, aggiungete mezzo chilo di vongole o di cozze già sgusciate a fine cottura. Oppure sostituite sarde e alici con filetti di gallinella e scorfano, o triglie. Nel qual caso l'economicità del piatto povero va a farsi benedire.
Tra preparazione e cottura basta un'ora. Ma si può fare la sera per il giorno dopo o viceversa, è noto che le zuppe riscaldate sono ancora più buone.
Le dosi sono per 6
-ricetta-
1 kg di sardine pulite
2 cipolle
2 gambi di sedano
1 carota
1 patata
1 mazzetto di prezzemolo
1 spicchio aglio
1 peperoncino piccante o sambal
100 ml olio evo
100 ml vino bianco
50 ml salsa pomodoro
sale, pepe
Per pulite intendo che le sarde devono essere eviscerate e private della testa, poi con un po' di pazienza si aprono a libro e si scalca col dito la lisca centrale. Le lavo bene sotto acqua corrente e le raschio con il dorso della lama di un coltello per asportare le piccole scaglie, trasparenti ma coriacee.
Se non volete fare il lavoro di pulitura le pescherie le vendono già in filetti privi di testa e lisca.
Metto a bollire per 20' le lische, con un mazzetto odoroso e gli scarti ben lavati delle verdure, in un litro abbondante di acqua salata così preparo un fumetto saporito che poi filtro.
Lavo e taglio a dadini le verdure. Elimino i gambi del prezzemolo, che metto nel fumetto, e trito le foglie finemente, usando un grosso coltello su un tagliere.
Se l'avete usate una pentola di coccio, altrimenti va bene anche una antiaderente.
Scaldo l'olio e ci rosolo le verdure tritate, lasciandole appassire lentamente per un quarto d'ora.
Sfumo col vino che faccio evaporare a calore vivace prima di unire la salsa di pomodoro, il sambal e le sarde. Condisco con sale e pepe e cuocio la zuppa senza mescolare, semplicemente agitando la pentola, bagnando con mestolini di fumetto filtrato e caldo, evitando che si asciughi troppo.
Continuo la cottura per un quarto d'ora poi spengo e lascio intiepidire.
Completo con il prezzemolo tritato e un filo d'olio a crudo prima di portare in tavola la zuppa in ciotole/piatti individuali, e passo sulla griglia calda o nel forno delle fette di pane rustico integrale.
Sapori forti che ben si sposano con un vino rosso prodotto nel sud della Francia come l'AOC Collioure, Puig Ambeille di Domaine La Tour Vieille vendemmiato nel 2011; un vino piuttosto facile, gradevolissimo, ricco di sapore, morbido di tannini e non troppo caldo pur essendo un vino prodotto in regioni calde paragonabili alla nostra Sicilia.
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giovedì 16 ottobre 2014
Harira marocchina con couscous di farro
Buongiorno a tutti i miei affezionati lettori.
Oggi, prima di raccontarvi la ricetta, devo fare una doverosa premessa per ringraziare tutti coloro che, per la maggior parte in silenzio, mi seguono con costanza.
Il mio è un blog piccolissimo, ho pochissimi follower iscritti, non contiene banner pubblicitari né collaboro con aziende varie e i loro prodotti. Eppure... ho moltissime visualizzazioni.
In poco più di tre anni ho raggiunto le 500.000 visite. Mezzo milione è un numero grandissimo.
Cinquecentomilavolte grazie a tutti!!
E adesso metto da parte gioia e commozione e torno allo scopo primario per cui imbratto queste pagine, raccontarvi una ricetta. Etnica, questa volta.
Tantissimi anni fa una delle nostre mete estive di vacanza fu il Marocco.
Di quella magnifica esperienza ricordo, oltre alla natura particolarmente affascinante, la cucina speziata e saporita. Con tanto montone, pecora, carne ovina in generale.
L'harira infatti si cucina con carne di agnello ma si può ovviamente anche fare un piatto tutto vegetariano omettendo la carne e abbondando con le verdure. Non avrà quel quid di sapore in più ma se non si lesinano le spezie viene buonissima ugualmente.
In luglio l'amica Denni me la riportò alla mente pubblicando su facebook una foto della zuppa che aveva appena fatto per i suoi figli.
Da lì sono riaffiorati i ricordi per cui eccomi qui a rifarla, con tanti ceci al posto della carne, senza mettere lenticchie, che però nella versione originale sono presenti.
Nulla vieta di arricchirla con dadini di polpa di maiale ben rosolati (circa 300 g), casomai non amaste il sapore dell'agnello.
L'ho servita accompagnandola con un couscous di farro.
Ottima soluzione per un pranzo di metà ottobre.
Dosi per 4
-ricetta-
300 g ceci secchi
400 g carote
300 g pomodori
250 g cipolle
2 gambi di sedano
2 bustine di zafferano
1/2 cucchiaino paprica dolce
1/2 cucchiaino cannella
1 cucchiaino curcuma
1 cucchiaino zenzero in polvere
sale, pepe
olio evo
Il giorno prima metto in ammollo i ceci, lasciandoceli per 24 ore.
Il giorno dopo li scolo e gli do una precotura mettendoli sul fuoco coperti da abbondanrte acqua fredda e, una volta raggiunto il bollore, abbasso la fiamma e li cuocio per un'ora.
Quindi li lascio nel loro brodo.
Nel frattempo ho preparato le verdure, pulite dagli scarti e tagliate a cubetti piccoli, pelato i pomodori e ridotto anch'essi a dadini. Non fate alla foto, avevo alcuni rapanelli da consumare e ho aggiunto anche quelli.
Scaldo un velo d'olio in una pentola capace e ci metto a soffriggere carote, sedano e cipolle.
Li lascio ben colorire senza bruciare poi aggiungo i ceci scolati, quindi le spezie, secondo le quantità che ho indicato, una bella presa di sale e una macinata di pepe.
Copro con alcuni mestoli del brodo di cottura dei ceci e lascio sobbollire lentamente per un'ora prima di aggiungere i pomodori e lasciar cuocere ancora un'oretta circa.
Se volessi completare il piatto con la carne la unisco assieme ai pomodori.
Mentre la harira cuoce insaporendosi, ho tutto il tempo per preparare anche il couscous di accompagnamento seguendo le istruzioni sulla confezione, calcolandone 50 g a persona.
Oppure posso scegliere il riso basmati in abbinamento.
Servo in tavola in due terrine separate, ognuno si comporrà la sua zuppa mescolando verdure e cereali.
Oggi, prima di raccontarvi la ricetta, devo fare una doverosa premessa per ringraziare tutti coloro che, per la maggior parte in silenzio, mi seguono con costanza.
Il mio è un blog piccolissimo, ho pochissimi follower iscritti, non contiene banner pubblicitari né collaboro con aziende varie e i loro prodotti. Eppure... ho moltissime visualizzazioni.
In poco più di tre anni ho raggiunto le 500.000 visite. Mezzo milione è un numero grandissimo.
Cinquecentomilavolte grazie a tutti!!
E adesso metto da parte gioia e commozione e torno allo scopo primario per cui imbratto queste pagine, raccontarvi una ricetta. Etnica, questa volta.
Tantissimi anni fa una delle nostre mete estive di vacanza fu il Marocco.
Di quella magnifica esperienza ricordo, oltre alla natura particolarmente affascinante, la cucina speziata e saporita. Con tanto montone, pecora, carne ovina in generale.
L'harira infatti si cucina con carne di agnello ma si può ovviamente anche fare un piatto tutto vegetariano omettendo la carne e abbondando con le verdure. Non avrà quel quid di sapore in più ma se non si lesinano le spezie viene buonissima ugualmente.
In luglio l'amica Denni me la riportò alla mente pubblicando su facebook una foto della zuppa che aveva appena fatto per i suoi figli.
Da lì sono riaffiorati i ricordi per cui eccomi qui a rifarla, con tanti ceci al posto della carne, senza mettere lenticchie, che però nella versione originale sono presenti.
Nulla vieta di arricchirla con dadini di polpa di maiale ben rosolati (circa 300 g), casomai non amaste il sapore dell'agnello.
L'ho servita accompagnandola con un couscous di farro.
Ottima soluzione per un pranzo di metà ottobre.
Dosi per 4
-ricetta-
300 g ceci secchi
400 g carote
300 g pomodori
250 g cipolle
2 gambi di sedano
2 bustine di zafferano
1/2 cucchiaino paprica dolce
1/2 cucchiaino cannella
1 cucchiaino curcuma
1 cucchiaino zenzero in polvere
sale, pepe
olio evo
Il giorno prima metto in ammollo i ceci, lasciandoceli per 24 ore.
Il giorno dopo li scolo e gli do una precotura mettendoli sul fuoco coperti da abbondanrte acqua fredda e, una volta raggiunto il bollore, abbasso la fiamma e li cuocio per un'ora.
Quindi li lascio nel loro brodo.
Nel frattempo ho preparato le verdure, pulite dagli scarti e tagliate a cubetti piccoli, pelato i pomodori e ridotto anch'essi a dadini. Non fate alla foto, avevo alcuni rapanelli da consumare e ho aggiunto anche quelli.
Scaldo un velo d'olio in una pentola capace e ci metto a soffriggere carote, sedano e cipolle.
Li lascio ben colorire senza bruciare poi aggiungo i ceci scolati, quindi le spezie, secondo le quantità che ho indicato, una bella presa di sale e una macinata di pepe.
Copro con alcuni mestoli del brodo di cottura dei ceci e lascio sobbollire lentamente per un'ora prima di aggiungere i pomodori e lasciar cuocere ancora un'oretta circa.
Se volessi completare il piatto con la carne la unisco assieme ai pomodori.
Mentre la harira cuoce insaporendosi, ho tutto il tempo per preparare anche il couscous di accompagnamento seguendo le istruzioni sulla confezione, calcolandone 50 g a persona.
Oppure posso scegliere il riso basmati in abbinamento.
Servo in tavola in due terrine separate, ognuno si comporrà la sua zuppa mescolando verdure e cereali.
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venerdì 1 agosto 2014
La bobba carlofortina o suprema di fave secche
Buon primo d'agosto!
Chissà perché penso al mare... Voi che dite? Chiacchiero sempre di ricette, e parla di qui e di là, scambio idee e mi confronto con chi è già tornato dalle vacanze, raccontandomi di quello che ha gustato sul posto.
Le mie vacanze isolane sono ancora lontane. Comunque anche l'attesa, per poi andarsene quando quasi tutti riprendono a lavorare, ha il suo fascino.
Oggi vado a fare un giretto virtuale nelle splendide isole del versante sud-occidentale della Sardegna.
Bobba non solo è una rinomata e bellissima spiaggia dell'isola di San Pietro vicino a Carloforte.
E' altresì una zuppa della cucina locale a base di fave secche o fresche, se di stagione, e verdure.
Si gusta tiepida o fredda. Poverissima ricetta che richiede il lungo ammollo di una notte per le fave e una successiva lenta cottura a fuoco moderatissimo.
Facile ed economica, si serve completata da basilico, da crostini di pane e un filo di olio extravergine.
Mangiare legumi fa bene alla salute, recentemente i nutrizionisti continuano a proclamare i loro effetti benefici per diabetici e ipercolesterolemici.
Sono proteici, sazianti, ricchi di fibre e hanno un basso indice glicemico. Basta non eccedere col condimento. Abituatevi ad avere una ciotola di essi in ammollo e cuoceteli per poi utilizzarli come contorni, in sughi e condimenti.
Le fave secche sono prive della buccia, quindi gli effetti poco piacevoli a livello intestinale sono ridotti.
Ma dovete sapere che, se si consumano abitualmente legumi, l'intestino poco alla volta si abitua e gli effetti indesiderati si attenuano man mano.
Non fate caso come al solito alla foto che ho allegato, l'ho servita in monoporzioni come entrée.
Dosi per 6
500 g fave secche
300 g zucchine
150 g cipolla
2 spicchi aglio
erbe aromatiche a piacere
olio evo
sale, pepe
Lascio in ammollo le fave per tutta la notte, poi le scolo, le sciacquo bene e le metto a insaporire in una pentola, meglio se di coccio, con un filo d'olio e l'aglio tritato.
Quindi le ricopro con 2 litri di acqua, porto a bollore, abbasso la fiamma e copro.
Lascio cuocere molto lentamente, dopo una mezz'ora aggiungo le zucchine a tocchetti e la cipolla affettata, proseguo nella cottura per circa 3 ore.
Profumo con alcune foglie di basilico spezzettate, ma anche maggiorana fresca, se ne ho nell'erbario.
Devo ottenere una zuppa piuttosto densa, con le fave naturalmente spappolate. Regolo di sale e spengo.
Lascio intiepidire prima di servire la zuppa con pepe macinato al momento e un filo di olio evo, accompagnando con pane abbrustolito, oppure croccanti cornetti di coppiette ferraresi.
Noi gli abbiamo abbinato un Sauvignon francese prodotto da Domaine Vacheron a Sancerre, vino da agricoltura biologica, sapido, fruttato ed elegante.
Ma l'ovvio abbinamento sarebbe con un bianco regionale, Vermentino di Gallura o Nuragus di Cagliari.
Chissà perché penso al mare... Voi che dite? Chiacchiero sempre di ricette, e parla di qui e di là, scambio idee e mi confronto con chi è già tornato dalle vacanze, raccontandomi di quello che ha gustato sul posto.
Le mie vacanze isolane sono ancora lontane. Comunque anche l'attesa, per poi andarsene quando quasi tutti riprendono a lavorare, ha il suo fascino.
Oggi vado a fare un giretto virtuale nelle splendide isole del versante sud-occidentale della Sardegna.
Bobba non solo è una rinomata e bellissima spiaggia dell'isola di San Pietro vicino a Carloforte.
E' altresì una zuppa della cucina locale a base di fave secche o fresche, se di stagione, e verdure.
Si gusta tiepida o fredda. Poverissima ricetta che richiede il lungo ammollo di una notte per le fave e una successiva lenta cottura a fuoco moderatissimo.
Facile ed economica, si serve completata da basilico, da crostini di pane e un filo di olio extravergine.
Mangiare legumi fa bene alla salute, recentemente i nutrizionisti continuano a proclamare i loro effetti benefici per diabetici e ipercolesterolemici.
Sono proteici, sazianti, ricchi di fibre e hanno un basso indice glicemico. Basta non eccedere col condimento. Abituatevi ad avere una ciotola di essi in ammollo e cuoceteli per poi utilizzarli come contorni, in sughi e condimenti.
Le fave secche sono prive della buccia, quindi gli effetti poco piacevoli a livello intestinale sono ridotti.
Ma dovete sapere che, se si consumano abitualmente legumi, l'intestino poco alla volta si abitua e gli effetti indesiderati si attenuano man mano.
Non fate caso come al solito alla foto che ho allegato, l'ho servita in monoporzioni come entrée.
Dosi per 6
500 g fave secche
300 g zucchine
150 g cipolla
2 spicchi aglio
erbe aromatiche a piacere
olio evo
sale, pepe
Lascio in ammollo le fave per tutta la notte, poi le scolo, le sciacquo bene e le metto a insaporire in una pentola, meglio se di coccio, con un filo d'olio e l'aglio tritato.
Quindi le ricopro con 2 litri di acqua, porto a bollore, abbasso la fiamma e copro.
Lascio cuocere molto lentamente, dopo una mezz'ora aggiungo le zucchine a tocchetti e la cipolla affettata, proseguo nella cottura per circa 3 ore.
Profumo con alcune foglie di basilico spezzettate, ma anche maggiorana fresca, se ne ho nell'erbario.
Devo ottenere una zuppa piuttosto densa, con le fave naturalmente spappolate. Regolo di sale e spengo.
Lascio intiepidire prima di servire la zuppa con pepe macinato al momento e un filo di olio evo, accompagnando con pane abbrustolito, oppure croccanti cornetti di coppiette ferraresi.
Noi gli abbiamo abbinato un Sauvignon francese prodotto da Domaine Vacheron a Sancerre, vino da agricoltura biologica, sapido, fruttato ed elegante.
Ma l'ovvio abbinamento sarebbe con un bianco regionale, Vermentino di Gallura o Nuragus di Cagliari.
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lunedì 17 marzo 2014
Semolino per intolleranti e celiaci? col fioretto di mais.
Tanti auguri a tutti i Patrizio e le Patrizia, per gli irlandesi il Saint Patrick's day è festa nazionale.
Io ne conosco solo un paio al femminile, quindi faccio loro tantissimi auguri, la giornata è uno splendore, credo e voglio sperare nell'arrivo della vera primavera. Ciao Patty, un bacione!
Sono rientrata dalla due giorni sull'altopiano di Asiago con un sacco di buoni prodotti, funghi secchi, miele, asparagi, tarassaco, fagioli, formaggi e salumi, dolci e stoffe.
Quasi ovunque in Italia si possono reperire un'infinità di cose buone ma, nell'intera zona dell'altopiano, che si estende per 160 kmq, dovrei girare con gli occhi bendati come un cavallo bizzarro, per controllare le uscite.
Ovviamente abbiamo onorato la tavola locale assaggiando di tutto e di più, regalandoci piatti di uova e asparagi, tosella in padella, canederli al formaggio. La cucina è una commistione di piatti regionali tra Veneto e il confinante Trentino, la lotta tra formaggio Asiago e Vezzena è durissima. Il consorte ha fatto un'intero servizio fotografico in un caseificio del Vezzena, vicino a Lavarone.
Abbiamo dovuto rinunciare all'acquisto delle famose patate di Rotzo per mancanza di spazio in auto. Peccato, ci toccherà tornare apposta...
Non vedo l'ora di realizzare qualcosa di buono con i radicchi matti, alias tarassaco, che viene venduto in abbondanza ovunque nell'altopiano dei 7 comuni, di assaporare con calma una fetta di tosella arrostita in padella con buon burro di montagna, di grattugiare un po' del saporito Asiago stravecchio.
Non mancherà l'assaggio della tipica torta asiaghese, la Monte Ortigara, che strani i corsi e ricorsi della mia vita, la mia prima casa da bambina era situata in via Monte Ortigara.
Ieri sera, piuttosto stanchi e provati dalle 40 ore di bagordi per vista e stomaco, ho fatto un classico semolino per quietare l'appetito senza pesare sulla digestione, sapendo che poco dopo avrei toccato il letto addormentandomi all'istante.
Siccome avevo un resto di fioretto di mais l'ho disciolto nel brodo come fosse semolino, ottenendo una polentina lenta saporita e leggera, quasi da ospedale, adattissima anche ai celiaci perchè non ha glutine.
Perciò eccomi qui a spiegarvi il semolino per intolleranti.
Buona settimana a tutti!
-ricetta-
30 g fioretto di mais per persona
250 g brodo a testa
sale, burro
Scaldo il brodo, al solito io lo conservo pronto in bottiglia, nel congelatore.
Quando arriva a bollire piano verso il fioretto, mescolo cercando di non fare grumi, al limite uso la frusta a immersione per eliminare quelli che si formano nonostante tutto, e poi lascio sobbollire piano per circa 20', girando ogni tanto con un cucchiaio di legno.
Al termine condisco con un pezzetto di burro e con un paio di cucchiai di formaggio grattugiato e servo subito. Se lo lasciate riposare si addensa sempre di più. Se lo preferite più liquido diminuite un pochino la dose di fioretto.
Io ne conosco solo un paio al femminile, quindi faccio loro tantissimi auguri, la giornata è uno splendore, credo e voglio sperare nell'arrivo della vera primavera. Ciao Patty, un bacione!
Sono rientrata dalla due giorni sull'altopiano di Asiago con un sacco di buoni prodotti, funghi secchi, miele, asparagi, tarassaco, fagioli, formaggi e salumi, dolci e stoffe.
Quasi ovunque in Italia si possono reperire un'infinità di cose buone ma, nell'intera zona dell'altopiano, che si estende per 160 kmq, dovrei girare con gli occhi bendati come un cavallo bizzarro, per controllare le uscite.
Ovviamente abbiamo onorato la tavola locale assaggiando di tutto e di più, regalandoci piatti di uova e asparagi, tosella in padella, canederli al formaggio. La cucina è una commistione di piatti regionali tra Veneto e il confinante Trentino, la lotta tra formaggio Asiago e Vezzena è durissima. Il consorte ha fatto un'intero servizio fotografico in un caseificio del Vezzena, vicino a Lavarone.
Abbiamo dovuto rinunciare all'acquisto delle famose patate di Rotzo per mancanza di spazio in auto. Peccato, ci toccherà tornare apposta...
Non vedo l'ora di realizzare qualcosa di buono con i radicchi matti, alias tarassaco, che viene venduto in abbondanza ovunque nell'altopiano dei 7 comuni, di assaporare con calma una fetta di tosella arrostita in padella con buon burro di montagna, di grattugiare un po' del saporito Asiago stravecchio.
Non mancherà l'assaggio della tipica torta asiaghese, la Monte Ortigara, che strani i corsi e ricorsi della mia vita, la mia prima casa da bambina era situata in via Monte Ortigara.
Ieri sera, piuttosto stanchi e provati dalle 40 ore di bagordi per vista e stomaco, ho fatto un classico semolino per quietare l'appetito senza pesare sulla digestione, sapendo che poco dopo avrei toccato il letto addormentandomi all'istante.
Siccome avevo un resto di fioretto di mais l'ho disciolto nel brodo come fosse semolino, ottenendo una polentina lenta saporita e leggera, quasi da ospedale, adattissima anche ai celiaci perchè non ha glutine.
Perciò eccomi qui a spiegarvi il semolino per intolleranti.
Buona settimana a tutti!
-ricetta-
30 g fioretto di mais per persona
250 g brodo a testa
sale, burro
Scaldo il brodo, al solito io lo conservo pronto in bottiglia, nel congelatore.
Quando arriva a bollire piano verso il fioretto, mescolo cercando di non fare grumi, al limite uso la frusta a immersione per eliminare quelli che si formano nonostante tutto, e poi lascio sobbollire piano per circa 20', girando ogni tanto con un cucchiaio di legno.
Al termine condisco con un pezzetto di burro e con un paio di cucchiai di formaggio grattugiato e servo subito. Se lo lasciate riposare si addensa sempre di più. Se lo preferite più liquido diminuite un pochino la dose di fioretto.
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lunedì 10 marzo 2014
Zuppa con orzo, bianco-verde, ceci e cruschi
Lunedì, piatto caldo al cucchiaio. La primavera si avvicina a grandi passi e non piove da... 7 giorni 7. Un record da ottobre. Eppure una bella zuppa di verdure e orzo spezzato ci sta ancora bene.
E se facesse più caldo, la si gusta tiepida.
L'orzo spezzato assomiglia al bulgur ma ha un colore più scuro, evidentemente subisce un processo di tostatura, ha una buona consistenza al palato e, come dice mia mamma, l'orzo rinfresca e fa bene all'intestino. A me piace, punto.
Cosa compone il bianco-verde? Zucchine, cipolle, cavolo nero e topinambur, col loro sapore dolciastro a contrastare il cavolo nero.
In più un po' di ceci, facoltativi, io ho sempre un qualche tipo di legume a disposizione e, come tocco finale, macchie di colore date da una manciata di peperoni cruschi spezzettati, messi a rinvenire nella zuppa durante l'ultimo quarto d'ora di cottura.
Con tutta 'sta verdura calcolate 30 g di orzo a persona, non di più. Se non lo trovate spezzato, usate tranquillamente quello perlato o un altro cereale a vostra scelta.
Dosi per 4
-ricetta-
120 g orzo spezzato
un mazzo di cavolo nero
2 zucchine, solo la parte verde
1 cipolla grande
300 g topinambur
150 g ceci cotti
6 peperoni cruschi
olio evo
sale, pepe
Comincio col preparare tutte le verdure pulite e ridotte a cubetti o striscioline.
Scaldo un velo d'olio in una casseruola capiente, ci rosolo la cipolla per 5' mescolando spesso, poi verso i topinambur, le zucchine e il cavolo nero. Lascio insaporire qualche minuto poi verso acqua bollente salata a coprire il tutto, metto il coperchio, abbasso la fiamma e lascio sobbollire per 20', quindi aggiungo i ceci e l'orzo, e poi i cruschi spezzettati, con quasi tutti i loro semi.
Diluisco con ancora un po' di acqua bollente, se dovesse addensare troppo, e porto a cottura l'orzo.
Assaggio e regolo il sale.
Scodello la zuppa dopo averla fatta riposare un pochino, e in tavola porto il pepe e del buon extravergine per condire a crudo. Con le verdure non amo molto l'aggiunta di formaggio grattugiato, preferisco che si distinguano i sapori delle singole verdure.
E se facesse più caldo, la si gusta tiepida.
L'orzo spezzato assomiglia al bulgur ma ha un colore più scuro, evidentemente subisce un processo di tostatura, ha una buona consistenza al palato e, come dice mia mamma, l'orzo rinfresca e fa bene all'intestino. A me piace, punto.
Cosa compone il bianco-verde? Zucchine, cipolle, cavolo nero e topinambur, col loro sapore dolciastro a contrastare il cavolo nero.
In più un po' di ceci, facoltativi, io ho sempre un qualche tipo di legume a disposizione e, come tocco finale, macchie di colore date da una manciata di peperoni cruschi spezzettati, messi a rinvenire nella zuppa durante l'ultimo quarto d'ora di cottura.
Con tutta 'sta verdura calcolate 30 g di orzo a persona, non di più. Se non lo trovate spezzato, usate tranquillamente quello perlato o un altro cereale a vostra scelta.
Dosi per 4
-ricetta-
120 g orzo spezzato
un mazzo di cavolo nero
2 zucchine, solo la parte verde
1 cipolla grande
300 g topinambur
150 g ceci cotti
6 peperoni cruschi
olio evo
sale, pepe
Comincio col preparare tutte le verdure pulite e ridotte a cubetti o striscioline.
Scaldo un velo d'olio in una casseruola capiente, ci rosolo la cipolla per 5' mescolando spesso, poi verso i topinambur, le zucchine e il cavolo nero. Lascio insaporire qualche minuto poi verso acqua bollente salata a coprire il tutto, metto il coperchio, abbasso la fiamma e lascio sobbollire per 20', quindi aggiungo i ceci e l'orzo, e poi i cruschi spezzettati, con quasi tutti i loro semi.
Diluisco con ancora un po' di acqua bollente, se dovesse addensare troppo, e porto a cottura l'orzo.
Assaggio e regolo il sale.
Scodello la zuppa dopo averla fatta riposare un pochino, e in tavola porto il pepe e del buon extravergine per condire a crudo. Con le verdure non amo molto l'aggiunta di formaggio grattugiato, preferisco che si distinguano i sapori delle singole verdure.
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lunedì 3 marzo 2014
Zuppa di kamut e crema di peperoni
Non ha ancora smesso di piovere, le cime (bassine) vicine continuano a imbiancarsi ogni notte.
Il giardino è tappezzato di primule e ogni cespuglio è pieno di gemme. Che tempo assurdo.
Mi viene solo voglia di stare in cucina, anche se devo contenermi con lo stare molto ferma in piedi.
Oggi riciclo un avanzo di peperoni rossi brasati. Come?
Li frullo. E li uso per condire kamut lessato, mantecando con zola e rifinendo il piatto con fettine di fiordilatte. Una quasi zuppa, o risotto di kamut, primo piatto quasi unico vegetariano.
Chiaramente al posto dei peperoni rossi potevo avanzarne di gialli, oppure potevano essere erbette, o coste, cime o broccoli. Insomma, l'idea è di usare verdura cotta frullandola in crema, condirla appena per insaporire il cereale scolato, unendo un po' di gorgonzola.
Il kamut andrebbe messo a bagno per un paio d'ore, altrimenti è coriaceo e cuoce per un tempo lunghissimo. In mancanza dell'ammollo si può lessare con la pentola a pressione che dimezza i tempi di cottura, tanto tutti i prodotti integrali non scuociono quasi mai.
Al termine della cottura si scola e lo si condisce con i peperoni resi cremosi con l'aiuto di una frusta a immersione.
Utilizzo molto spesso cereali da agricoltura biologica come il kamut, o grano Khorasan, che ha notevoli proprietà salutari, è altamente proteico e in più è saziante.
Non è privo di glutine quindi è sconsigliato il suo consumo a intolleranti e celiaci.
Dosi per 4
-ricetta-
240 g kamut
300 g peperoni cotti
200 g fiordilatte
60 g zola dolce
olio evo
semi di papavero
sale
Metto a cuocere il kamut in abbondante acqua bollente e salata, seguendo le indicazioni sulla confezione che suggeriscono i tempi, poi lo scolo lasciandolo un po' umido e riversandolo nella pentola calda.
Intanto che cuoce il Khorasan, frullo l'avanzo di peperoni nel bicchiere del mixer aiutandomi con un goccio d'olio evo.
Mescolo il grana con la crema rossa e lo zola a pezzetti, facendolo sciogliere.
Verso nei piatti e sopra ognuno accomodo fettine di fiordilatte e spolvero con semi di papavero che ho fatto tostare in un padellino senza aggiungere grassi. Daranno una piacevole nota croccantina sotto ai denti.
Completo con un filino d'olio e porto in tavola.
Il giardino è tappezzato di primule e ogni cespuglio è pieno di gemme. Che tempo assurdo.
Mi viene solo voglia di stare in cucina, anche se devo contenermi con lo stare molto ferma in piedi.
Oggi riciclo un avanzo di peperoni rossi brasati. Come?
Li frullo. E li uso per condire kamut lessato, mantecando con zola e rifinendo il piatto con fettine di fiordilatte. Una quasi zuppa, o risotto di kamut, primo piatto quasi unico vegetariano.
Chiaramente al posto dei peperoni rossi potevo avanzarne di gialli, oppure potevano essere erbette, o coste, cime o broccoli. Insomma, l'idea è di usare verdura cotta frullandola in crema, condirla appena per insaporire il cereale scolato, unendo un po' di gorgonzola.
Il kamut andrebbe messo a bagno per un paio d'ore, altrimenti è coriaceo e cuoce per un tempo lunghissimo. In mancanza dell'ammollo si può lessare con la pentola a pressione che dimezza i tempi di cottura, tanto tutti i prodotti integrali non scuociono quasi mai.
Al termine della cottura si scola e lo si condisce con i peperoni resi cremosi con l'aiuto di una frusta a immersione.
Utilizzo molto spesso cereali da agricoltura biologica come il kamut, o grano Khorasan, che ha notevoli proprietà salutari, è altamente proteico e in più è saziante.
Non è privo di glutine quindi è sconsigliato il suo consumo a intolleranti e celiaci.
Dosi per 4
-ricetta-
240 g kamut
300 g peperoni cotti
200 g fiordilatte
60 g zola dolce
olio evo
semi di papavero
sale
Metto a cuocere il kamut in abbondante acqua bollente e salata, seguendo le indicazioni sulla confezione che suggeriscono i tempi, poi lo scolo lasciandolo un po' umido e riversandolo nella pentola calda.
Intanto che cuoce il Khorasan, frullo l'avanzo di peperoni nel bicchiere del mixer aiutandomi con un goccio d'olio evo.
Mescolo il grana con la crema rossa e lo zola a pezzetti, facendolo sciogliere.
Verso nei piatti e sopra ognuno accomodo fettine di fiordilatte e spolvero con semi di papavero che ho fatto tostare in un padellino senza aggiungere grassi. Daranno una piacevole nota croccantina sotto ai denti.
Completo con un filino d'olio e porto in tavola.
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lunedì 24 febbraio 2014
Minestra di riso rosso, sedano verde e carne
Un nuovo lunedì si affaccia alla porta, l'ultimo di febbraio. Un'altra giornata di sole. Yuppi!
Cosa ne ho fatto secondo voi della carne avanzata del carré arrosto? Erano giusto un paio di carnose costolette, pari a 200 g di peso.
Una magnifica zuppa. Con riso rosso, ovvero mezzo selvaggio e integrale, di quelli che hanno un buon sapore già da soli.
Appena un odore di sedano verde e scalogno.
Un piatto fantastico, secondo il parere del consorte. Ma lui fa ancora testo? Dopo 30 (a dire il vero son 40) anni che si sorbisce la mia cucina, conosco molti amici che lo invidiano molto, il suo giudizio può essere obiettivo?
Chissà.
Comunque, dai, troverò qualche appassionato che vorrà replicare la ricetta, basterà usare qualsiasi avanzo di carne cotta, un brasato, qualche bocconcino di spezzatino, un paio di fette di arrosto.
Dosi per 4
-ricetta-
200 g riso rosso
200 g carne arrosto avanzata
2 gambi di sedano
1 scalogno grande
parmigiano/padano
olio evo
sale, pepe
Metto a rosolare lo scalogno tritato con un velo d'olio evo, poi aggiungo il sedano a pezzetti.
Lascio che il tutto appassisca e intanto riduco la carne a cubetti, quindi la aggiungo al soffritto e poi verso il riso, lo faccio intridere nel condimento poi verso abbondante acqua bollente, copro parzialmente e faccio cuocere lentamente per circa mezz'ora, o secondo le indicazioni del produttore di riso, mescolando di tanto in tanto.
Scegliete voi se la preferite più asciutta o brodosa.
Quando la minestra è cotta regolo di sale, macino un po' di pepe nero, la divido nelle fondine, grattugio formaggio fresco ed eventualmente completo con un filino di olio evo a crudo.
Cosa ne ho fatto secondo voi della carne avanzata del carré arrosto? Erano giusto un paio di carnose costolette, pari a 200 g di peso.
Una magnifica zuppa. Con riso rosso, ovvero mezzo selvaggio e integrale, di quelli che hanno un buon sapore già da soli.
Appena un odore di sedano verde e scalogno.
Un piatto fantastico, secondo il parere del consorte. Ma lui fa ancora testo? Dopo 30 (a dire il vero son 40) anni che si sorbisce la mia cucina, conosco molti amici che lo invidiano molto, il suo giudizio può essere obiettivo?
Chissà.
Comunque, dai, troverò qualche appassionato che vorrà replicare la ricetta, basterà usare qualsiasi avanzo di carne cotta, un brasato, qualche bocconcino di spezzatino, un paio di fette di arrosto.
Dosi per 4
-ricetta-
200 g riso rosso
200 g carne arrosto avanzata
2 gambi di sedano
1 scalogno grande
parmigiano/padano
olio evo
sale, pepe
Metto a rosolare lo scalogno tritato con un velo d'olio evo, poi aggiungo il sedano a pezzetti.
Lascio che il tutto appassisca e intanto riduco la carne a cubetti, quindi la aggiungo al soffritto e poi verso il riso, lo faccio intridere nel condimento poi verso abbondante acqua bollente, copro parzialmente e faccio cuocere lentamente per circa mezz'ora, o secondo le indicazioni del produttore di riso, mescolando di tanto in tanto.
Scegliete voi se la preferite più asciutta o brodosa.
Quando la minestra è cotta regolo di sale, macino un po' di pepe nero, la divido nelle fondine, grattugio formaggio fresco ed eventualmente completo con un filino di olio evo a crudo.
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lunedì 17 febbraio 2014
Zuppa gratinata di pane e porri
Buongiorno, come state? siete all'asciutto oppure mezzi affogati? qui ha continuato a piovere tantissimo per tutta la notte. Questo lungo autunno-non inverno è snervante. Ho voglia di belle giornate di sole e asciutte. Basta pioggia!
Attacchiamo la settimana con la zuppa del lunedì, calda, corroborante, sostanziosa, ma povera.
Per questa ricetta, pensata per recuperare una pagnotta di pane integrale avanzato, mi sono ispirata alla zuppa valdostana di Valpelline.
Non ho proprio seguito la stessa ricetta, mi mancava la fontina e ho messo porri al posto delle verze, comunque sono contenta del risultato, ne è uscito un gratin sostanzioso ma non troppo pesante, che sono riuscita a far piacere persino a Max.fast, che 'dice lui' non mangia mai minestre o zuppe.
A dire il vero questa alla fin fine era un gratin piuttosto asciutto, diciamo simile a una lasagna di pane, pur sempre cotto con buon brodo di carne.
Non avendo in casa fontina ho usato tocchetti di brie, soluzione interessante ma comunque qualsiasi formaggio, tipo casera o latteria, può andare bene.
Provate a recuperare così del pane rustico o casereccio che vi dovesse avanzare.
Dosi per 4
-ricetta-
500 g pane raffermo, meglio se di segale o integrale
3 porri puliti
200 g brie o altro formaggio
burro
olio evo
sale, pepe
brodo
Riduco a rondelle i porri e li faccio disfare con un velo d'olio e un mestolo di brodo, finchè sono teneri.
Li salo alla fine.
Taglio a fettine il brie.
Prendo una pirofila che possa poi andare in tavola, la ungo con burro e ricopro il fondo con uno strato di pane, stendo sopra parte dei porri e pezzetti di brie, ricopro con nuove fette di pane che condisco come lo strato precedente. Termino col pane, e completo versando brodo caldo a filo.
Copro con qualche fiocchetto di burro.
Scaldo il forno a 180°, inforno la pirofila e lascio gratinare per circa 30', sino a che il brodo non venga quasi tutto assorbito e sulla superficie si sia formata una crosticina croccante e scura.
Spengo e, dopo un riposo di una decina di minuti, porziono e servo la zuppa al gratin.
Attacchiamo la settimana con la zuppa del lunedì, calda, corroborante, sostanziosa, ma povera.
Per questa ricetta, pensata per recuperare una pagnotta di pane integrale avanzato, mi sono ispirata alla zuppa valdostana di Valpelline.
Non ho proprio seguito la stessa ricetta, mi mancava la fontina e ho messo porri al posto delle verze, comunque sono contenta del risultato, ne è uscito un gratin sostanzioso ma non troppo pesante, che sono riuscita a far piacere persino a Max.fast, che 'dice lui' non mangia mai minestre o zuppe.
A dire il vero questa alla fin fine era un gratin piuttosto asciutto, diciamo simile a una lasagna di pane, pur sempre cotto con buon brodo di carne.
Non avendo in casa fontina ho usato tocchetti di brie, soluzione interessante ma comunque qualsiasi formaggio, tipo casera o latteria, può andare bene.
Provate a recuperare così del pane rustico o casereccio che vi dovesse avanzare.
Dosi per 4
-ricetta-
500 g pane raffermo, meglio se di segale o integrale
3 porri puliti
200 g brie o altro formaggio
burro
olio evo
sale, pepe
brodo
Riduco a rondelle i porri e li faccio disfare con un velo d'olio e un mestolo di brodo, finchè sono teneri.
Li salo alla fine.
Taglio a fettine il brie.
Prendo una pirofila che possa poi andare in tavola, la ungo con burro e ricopro il fondo con uno strato di pane, stendo sopra parte dei porri e pezzetti di brie, ricopro con nuove fette di pane che condisco come lo strato precedente. Termino col pane, e completo versando brodo caldo a filo.
Copro con qualche fiocchetto di burro.
Scaldo il forno a 180°, inforno la pirofila e lascio gratinare per circa 30', sino a che il brodo non venga quasi tutto assorbito e sulla superficie si sia formata una crosticina croccante e scura.
Spengo e, dopo un riposo di una decina di minuti, porziono e servo la zuppa al gratin.
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lunedì 3 febbraio 2014
Minestra di orzo e borlotti
Oggi è San Biagio, protettore dei malanni alla gola, si racconta che salvò miracolosamente un bambino che stava soffocando per una lisca di pesce conficcata in gola.
Seguendo il detto milanese "San Bias el benediss la gola e el nas", ricordatevi di mangiare la tradizionale fetta di panettone avanzato dalle feste natalizie, in casa lo facevamo sempre e ancora adesso la mia mammina ottuagenaria ce lo ricorda.
In ogni caso è una data evidenziata nel mio calendario perchè, sia mia cognata Angela che l'amica di lunghissima data Rosella, oggi compiono gli anni. Auguri girls!
Siamo in stagione da cibo caldo, di ciotole fumanti di corroboranti zuppe vegetali con legumi e cereali.
Uno dei piaceri dell'inverno (che quest'anno sembra un lunghissimo autunno) è proprio questo scaldarsi con un piatto di minestra.
Per i pigri ci sono i prodotti in scatola, ma sapete che io preferisco seguire i tempi naturali di ammollo e cottura, al limite se il tempo è poco si può svicolare cuocendo i legumi in pentola a pressione.
In cucina da me, la sera, c'è spesso una boule con a bagno qualcosa.
Qualcuno magari si preoccupa per gli effetti secondari provocati dalle bucce dei legumi, tranquilli, se vi abituate a inserirli nella dieta con frequenza anche l'intestino si adegua e dopo un po' il senso di gonfiore e la flatulenza diminuiscono così come si abbassano i livelli di colesterolo. Se avete valori border line è inutile assumere statine, basta prevenire con una dieta semplice e adeguata, i legumi sono tra i migliori ipocolesterolemizzanti.
Le dosi sono per 4 persone
-ricetta-
200 g borlotti secchi
120 g orzo perlato
2 cipolline
5/6 foglie di salvia
1 foglia di alloro
olio evo
sale, pepe
Metto a bagno i fagioli per 12 ore, se invece utilizzate quelli conservati prevedetene due confezioni. Dopo averli ben risciacquati li verso in una pentola con abbondante acqua profumata con un pezzo di cipolla e una foglia di alloro. Porto a ebollizione, abbasso la fiamma e faccio cuocere lentamente sino a che non sono teneri. Salo leggermente solo a fine cottura.
Non vi dico per quanto tempo cuocerli perchè ogni singolo legume è diverso, dipende da quanto tempo è stato confezionato, dal tipo ecc.
Potete anche utilizzare fagioli freschi, magari li avete acquistati in stagione e messi nel congelatore, meglio ancora perchè cuociono in meno tempo.
Altrimenti c'è la pentola a pressione, nel dubbio apritela dopo 35' dal fischio, se fossero ancora duretti richiudete e proseguite con la cottura un altro po'.
Trito le cipolline e le faccio soffriggere piano in una pentola assieme a un giro d'olio, poi verso l'orzo, lo faccio tostare e quindi lo bagno col brodo dei fagioli aggiungendo anche un bel mestolo di legumi e lascio cuocere per circa 25', o di più, seguite le indicazioni sulla confezione.
Verso fine cottura aggiungo il resto dei fagioli, lascio la minestra un po' brodosa (se dovesse asciugare troppo aggiungo del brodo vegetale bollente) e profumo con le foglie di salvia sforbiciate. Assaggio se va bene di sale, spengo e faccio riposare mezz'ora.
In tavola completate con pepe, un eventuale filo d'olio a crudo o formaggio a piacere.
Seguendo il detto milanese "San Bias el benediss la gola e el nas", ricordatevi di mangiare la tradizionale fetta di panettone avanzato dalle feste natalizie, in casa lo facevamo sempre e ancora adesso la mia mammina ottuagenaria ce lo ricorda.
In ogni caso è una data evidenziata nel mio calendario perchè, sia mia cognata Angela che l'amica di lunghissima data Rosella, oggi compiono gli anni. Auguri girls!
Siamo in stagione da cibo caldo, di ciotole fumanti di corroboranti zuppe vegetali con legumi e cereali.
Uno dei piaceri dell'inverno (che quest'anno sembra un lunghissimo autunno) è proprio questo scaldarsi con un piatto di minestra.
Per i pigri ci sono i prodotti in scatola, ma sapete che io preferisco seguire i tempi naturali di ammollo e cottura, al limite se il tempo è poco si può svicolare cuocendo i legumi in pentola a pressione.
In cucina da me, la sera, c'è spesso una boule con a bagno qualcosa.
Qualcuno magari si preoccupa per gli effetti secondari provocati dalle bucce dei legumi, tranquilli, se vi abituate a inserirli nella dieta con frequenza anche l'intestino si adegua e dopo un po' il senso di gonfiore e la flatulenza diminuiscono così come si abbassano i livelli di colesterolo. Se avete valori border line è inutile assumere statine, basta prevenire con una dieta semplice e adeguata, i legumi sono tra i migliori ipocolesterolemizzanti.
Le dosi sono per 4 persone
-ricetta-
200 g borlotti secchi
120 g orzo perlato
2 cipolline
5/6 foglie di salvia
1 foglia di alloro
olio evo
sale, pepe
Metto a bagno i fagioli per 12 ore, se invece utilizzate quelli conservati prevedetene due confezioni. Dopo averli ben risciacquati li verso in una pentola con abbondante acqua profumata con un pezzo di cipolla e una foglia di alloro. Porto a ebollizione, abbasso la fiamma e faccio cuocere lentamente sino a che non sono teneri. Salo leggermente solo a fine cottura.
Non vi dico per quanto tempo cuocerli perchè ogni singolo legume è diverso, dipende da quanto tempo è stato confezionato, dal tipo ecc.
Potete anche utilizzare fagioli freschi, magari li avete acquistati in stagione e messi nel congelatore, meglio ancora perchè cuociono in meno tempo.
Altrimenti c'è la pentola a pressione, nel dubbio apritela dopo 35' dal fischio, se fossero ancora duretti richiudete e proseguite con la cottura un altro po'.
Trito le cipolline e le faccio soffriggere piano in una pentola assieme a un giro d'olio, poi verso l'orzo, lo faccio tostare e quindi lo bagno col brodo dei fagioli aggiungendo anche un bel mestolo di legumi e lascio cuocere per circa 25', o di più, seguite le indicazioni sulla confezione.
Verso fine cottura aggiungo il resto dei fagioli, lascio la minestra un po' brodosa (se dovesse asciugare troppo aggiungo del brodo vegetale bollente) e profumo con le foglie di salvia sforbiciate. Assaggio se va bene di sale, spengo e faccio riposare mezz'ora.
In tavola completate con pepe, un eventuale filo d'olio a crudo o formaggio a piacere.
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lunedì 20 gennaio 2014
Zuppa di fregola con carciofi, guanciale e taggiasche
Rieccoci ad un nuovo inizio settimana con una nuova zuppa.
Per chi volesse farne un piatto totalmente vegetariano basta eliminare il guanciale, che però regala alla zuppetta un sapore delizioso, ma attenzione, parlo di guanciale non di pancetta, la tipologia e qualità del grasso è completamente differente.
I carciofi potete indifferentemente cuocerli nella zuppa oppure utilizzarli già parzialmente sbollentati, com'era il mio caso, a dire il vero ho costruito questa zuppa assemblando carciofi che avevo avanzato da una precedente preparazione.
Ho aggiunto un pugno di olive taggiasche senza nocciolo alla fine per arricchire di sapore un piatto già molto gustoso.
Dosi per 4
-ricetta-
200 g fregola
60 g guanciale
2 carciofi
2 cipollotti
12 olive taggiasche denocciolate
timo
olio evo
sale, pepe
Pulisco i carciofi, li taglio a fettine e li metto a sudare in una pentola con un velo d'olio e i cipollotti tritati. Lascio soffriggere bene bagnando con un po' di acqua calda se asciugano troppo, quando sono cotti a metà aggiungo il guanciale ridotto a striscioline, lo faccio saltare sino a che il grasso diventa trasparente poi verso la fregola, la lascio insaporire 5' mescolando spesso poi bagno tutto con acqua bollente salata o brodo leggero aggiunto a mestoli e porto a cottura in circa 20'.
Al termine regolo di sale e completo con le olive. La zuppa è pronta da portare in tavola dopo un riposo di circa 10'. Quand'è nei piatti profumo con qualche fogliolina di timo fresco.
Per chi volesse farne un piatto totalmente vegetariano basta eliminare il guanciale, che però regala alla zuppetta un sapore delizioso, ma attenzione, parlo di guanciale non di pancetta, la tipologia e qualità del grasso è completamente differente.
I carciofi potete indifferentemente cuocerli nella zuppa oppure utilizzarli già parzialmente sbollentati, com'era il mio caso, a dire il vero ho costruito questa zuppa assemblando carciofi che avevo avanzato da una precedente preparazione.
Ho aggiunto un pugno di olive taggiasche senza nocciolo alla fine per arricchire di sapore un piatto già molto gustoso.
Dosi per 4
-ricetta-
200 g fregola
60 g guanciale
2 carciofi
2 cipollotti
12 olive taggiasche denocciolate
timo
olio evo
sale, pepe
Pulisco i carciofi, li taglio a fettine e li metto a sudare in una pentola con un velo d'olio e i cipollotti tritati. Lascio soffriggere bene bagnando con un po' di acqua calda se asciugano troppo, quando sono cotti a metà aggiungo il guanciale ridotto a striscioline, lo faccio saltare sino a che il grasso diventa trasparente poi verso la fregola, la lascio insaporire 5' mescolando spesso poi bagno tutto con acqua bollente salata o brodo leggero aggiunto a mestoli e porto a cottura in circa 20'.
Al termine regolo di sale e completo con le olive. La zuppa è pronta da portare in tavola dopo un riposo di circa 10'. Quand'è nei piatti profumo con qualche fogliolina di timo fresco.
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lunedì 4 novembre 2013
Minestra asciutta di orzo spezzato e crema verde
La minestra del lunedì è pronta! Oggi il protagonista è l'orzo.
Ogni volta che varco la soglia di un market di prodotti naturali e biologici ne esco con sporte piene di pacchetti vari, per la maggior parte cereali di ogni tipo.
L'orzo spezzato di questa minestra è precotto, infatti bastano 20' perchè sia pronto, i 15' indicati in confezione sono scarsi mentre sono troppo abbondanti le dosi consigliate di acqua o brodo.
L'ho cotto risottandolo ma penso che sarebbe perfetto per un'insalata estiva perchè ha una consistenza eccellente, rimane croccante e masticabile senza gonfiarsi a dismisura.
In più fa bene, mia mamma diceva sempre che l'orzo aiuta e rinfresca l'intestino, quando ce lo preparava per cena.
La crema verde con cui l'ho, diciamo così, mantecato, è a base di erbette e spinaci ma potrebbe essere anche di broccoli, di carciofi, di qualsiasi cosa vi piaccia o abbiate a disposizione.
Giusto per dare un gusto in più e decorare il piatto ho fritto a minuscoli dadini una patata, l'ho condita una volta scolata e asciugata con un pizzico di sale alle erbe, quello che mi regala l'amica Etta, e poi l'ho divisa tra i piatti sopra l'orzo. Niente formaggio. Consideratelo un piatto unico.
Dosi per 4
-ricetta-
200 g orzo spezzato
100 g crema di verdure
1 patata
1 cipolla piccola
olio evo
sale aromatico
Faccio appassire la cipolla in un velo di olio lasciandola molto morbida, poi tosto l'orzo mescolandolo per 3/4', inizio a bagnarlo con acqua bollente a mestoli, in tutto circa 4 volte il peso dell'orzo, cuocendolo come se fosse riso per circa 20', lasciandolo poco brodoso.
Al termine lo condisco con la crema di verde mescolando bene.
Intanto che l'orzo cuoce friggo la patata sbucciata e tagliata a dadini di 1x1 cm in poco olio, li scolo quando sono dorati e li salo solo prima di aggiungerli alla minestra, mettendone alcuni dadini al centro del piatto.
Ogni volta che varco la soglia di un market di prodotti naturali e biologici ne esco con sporte piene di pacchetti vari, per la maggior parte cereali di ogni tipo.
L'orzo spezzato di questa minestra è precotto, infatti bastano 20' perchè sia pronto, i 15' indicati in confezione sono scarsi mentre sono troppo abbondanti le dosi consigliate di acqua o brodo.
L'ho cotto risottandolo ma penso che sarebbe perfetto per un'insalata estiva perchè ha una consistenza eccellente, rimane croccante e masticabile senza gonfiarsi a dismisura.
In più fa bene, mia mamma diceva sempre che l'orzo aiuta e rinfresca l'intestino, quando ce lo preparava per cena.
La crema verde con cui l'ho, diciamo così, mantecato, è a base di erbette e spinaci ma potrebbe essere anche di broccoli, di carciofi, di qualsiasi cosa vi piaccia o abbiate a disposizione.
Giusto per dare un gusto in più e decorare il piatto ho fritto a minuscoli dadini una patata, l'ho condita una volta scolata e asciugata con un pizzico di sale alle erbe, quello che mi regala l'amica Etta, e poi l'ho divisa tra i piatti sopra l'orzo. Niente formaggio. Consideratelo un piatto unico.
Dosi per 4
-ricetta-
200 g orzo spezzato
100 g crema di verdure
1 patata
1 cipolla piccola
olio evo
sale aromatico
Faccio appassire la cipolla in un velo di olio lasciandola molto morbida, poi tosto l'orzo mescolandolo per 3/4', inizio a bagnarlo con acqua bollente a mestoli, in tutto circa 4 volte il peso dell'orzo, cuocendolo come se fosse riso per circa 20', lasciandolo poco brodoso.
Al termine lo condisco con la crema di verde mescolando bene.
Intanto che l'orzo cuoce friggo la patata sbucciata e tagliata a dadini di 1x1 cm in poco olio, li scolo quando sono dorati e li salo solo prima di aggiungerli alla minestra, mettendone alcuni dadini al centro del piatto.
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lunedì 21 ottobre 2013
Zuppetta di cavolo nero e pastina al farro
Un altro lunedì e mancano poco più di 60 giorni a Natale, ci pensate? sará che le mie vacanze sono terminate in ottobre, ma questi ultimi mesi dell'anno volano.
Ed è già la stagione del cavolo nero, sui banchi dei mercati elbani abbondavano.
Ottimo motivo per farne saporite e salutari zuppe, qualche sua foglia ben tritata a coltello, due/tre patate grattugiate, aglio, cipolla o scalogno a seconda della preferenza e una pasta di piccolo formato fatta con farina di farro scovata in un negozietto bio, a forma di piccole esse.
Mezz'ora di cottura basta per scodellare la minestra nel piatto. Non ci vuole molto, vero?
Dei cavoli si vantano spesso le proprietà antitumorali, e quello nero sembra averne moltissime, oltre ad essere ricco di vitamina C e poverissimo di calorie.
Come tutti gli altri tipi di cavoli è ricco di vitamina K e va consumato con moderazione dalle persone in terapia anticoagulante orale perchè è antagonista della molecola.
Per alterare il meno possibile l'apporto vitaminico lo faccio rosolare a parte in una padella con pochissima acqua e poi lo aggiungo alla minestra assieme alla pastina.
Il rigatino o la pancetta potete anche non utilizzarli, se preferite e se seguite un regime vegetariano.
Dosi per 4
-ricetta-
300 g cavolo nero
3 patate medie
1 cipolla piccola
salvia
olio evo
sale, pepe
pancetta tesa (facoltativa)
Lavo molto bene le foglie del cavolo, le sue foglie bollose possono trattenere molta terra, e poi elimino la costa centrale e lo affetto sottile. Scaldo un velo d'olio in una padella e quand'è caldo metto la pancetta tritata, se la uso, e appena si è rosolata unisco il cavolo.
Lascio che appassisca poi lo salo un po' e metto un mestolino d'acqua lasciandolo cuocere per circa 15',
intanto in una casseruola lesso, in circa un litro d'acqua calda, le patate che ho pelato e grattugiato col disco a fori grossi.
Quando sono tenere verso il cavolo e la pastina e termino la cottura.
Regolo di sale solo alla fine, a me piace abbastanza insipida in modo che risalti il sapore della verdura, e profumo con qualche foglia di salvia tritata.
Porto in tavola formaggio e pepe nero.
Dei cavoli si vantano spesso le proprietà antitumorali, e quello nero sembra averne moltissime, oltre ad essere ricco di vitamina C e poverissimo di calorie.
Come tutti gli altri tipi di cavoli è ricco di vitamina K e va consumato con moderazione dalle persone in terapia anticoagulante orale perchè è antagonista della molecola.
Per alterare il meno possibile l'apporto vitaminico lo faccio rosolare a parte in una padella con pochissima acqua e poi lo aggiungo alla minestra assieme alla pastina.
Il rigatino o la pancetta potete anche non utilizzarli, se preferite e se seguite un regime vegetariano.
Dosi per 4
-ricetta-
300 g cavolo nero
3 patate medie
1 cipolla piccola
salvia
olio evo
sale, pepe
pancetta tesa (facoltativa)
Lavo molto bene le foglie del cavolo, le sue foglie bollose possono trattenere molta terra, e poi elimino la costa centrale e lo affetto sottile. Scaldo un velo d'olio in una padella e quand'è caldo metto la pancetta tritata, se la uso, e appena si è rosolata unisco il cavolo.
Lascio che appassisca poi lo salo un po' e metto un mestolino d'acqua lasciandolo cuocere per circa 15',
intanto in una casseruola lesso, in circa un litro d'acqua calda, le patate che ho pelato e grattugiato col disco a fori grossi.
Quando sono tenere verso il cavolo e la pastina e termino la cottura.
Regolo di sale solo alla fine, a me piace abbastanza insipida in modo che risalti il sapore della verdura, e profumo con qualche foglia di salvia tritata.
Porto in tavola formaggio e pepe nero.
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