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domenica 10 marzo 2024

Pere allo zafferano con crema e pandispagna

Buondì e buon giorno di festa. E ben trovati col dessert della domenica.

Oggi vi propongo un dolce al cucchiaio molto facile e abbastanza veloce da preparare, a patto che le pere sciroppate e la crema siano pronte. Per il pandispagna alla base, io uso le tortine Vigoni di Pavia che trovo monoporzione (un po' grandi per la verità, potete anche usarne metà, tagliandola in orizzontale come faccio io). Quanto alla crema pasticciera penso che più o meno tutti abbiano una ricetta di famiglia o qualcosa di collaudato. Fatela in anticipo e copritela con pellicola a contatto per evitare che la superficie diventi un disco solido che mescolato all'altra sotto darebbe molti grumi. Quanto alle pere sciroppate, io uso le abate che sono piuttosto consistenti, ma sono ottime anche le williams, e le faccio cuocere sbucciate ma col picciolo in sciroppo di zucchero 1/1 e zafferano sino a che non diventano tenere senza disfarsi.

L'assemblaggio nelle coppette a questo punto è facile e si può preparare il tutto con un paio d'ore di anticipo e conservare al fresco, ben coperto.

Le dosi? fatele secondo le vs necessità. Calcolate, per ciascun commensale, un grande cucchiaio/due di crema pasticciera, mezza tortina, o una fetta di pandispagna se lo preparate da voi, più mezza pera affettata a ventaglio. 

-ricetta-

pere sciroppate allo zafferano

crema pasticciera q.b.

tortine di pandispagna o pandispagna a fette

alchermes/sciroppo di cottura delle pere o sciroppo di zucchero semplice

Preparo in una pentola profonda che contenga le pere di misura, uno sciroppo con zucchero e acqua in parti uguali nel quale sciolgo due bustine di zafferano. Ci immergo le pere col picciolo, sbucciate e private del residuo floreale sul fondo, mettendole in piedi in modo che restino affogate nello sciroppo. Le faccio cuocere sino a che sono morbide ma non sfatte. Le faccio raffreddare nel liquido di cottura, quindi le taglio a metà.

Inizio a comporre il dolce: bagno la mezza tortina con alchermes (o semplice sciroppo di acqua e zucchero), ma è perfetto lo sciroppo di cottura delle pere. La dispongo sul fondo di coppette larghe e basse, la ricopro con crema pasticciera e infine ci appoggio una mezza pera che ho tagliato a ventaglio. Se voglio posso spolverare con cacao amaro e poi servire.

domenica 27 novembre 2022

Mousse di pesche e panna con savoiardi

Un dessert al bicchiere si può fare ovunque, basta avere a disposizione un frigorifero, se fa caldo. Quando le temperature restano al di sotto dei 10° va bene anche un ricovero all'esterno. Io ricorro a questi dolci al cucchiaio quando non ho/non posso usare il forno. Al posto delle pesche si può usare altra frutta, a seconda della stagione andranno bene puree di mele, pere, prugne, banane, kiwi, ananas. La mia è stata una scelta obbligata, mi sono ritrovata pesche di bell'aspetto e pagate care... che però erano sassi quasi insapori, avendo per certo sofferto temperature di conservazione troppo basse. Mi spiaceva buttare 5 pesche per le quali avevo speso 5€! Ho rimediato cuocendole con poco zucchero e frullandole. Una volta preparata la purea il resto dell'assemblaggio è stato facile per un risultato leggero e gradevole, soprattutto d'estate o come fine pasto dopo portate impegnative.

Le dosi sono per 4

-ricetta-

5 pesche (le mie bianche)

200 ml panna fresca

8 savoiardi

alchermes

zucchero semolato e a velo

Sbuccio le pesche, le mie erano così dure che ho usato un pelapatate, elimino il torsolo e le faccio a pezzi. Le metto in un pentolino assieme a qualche cucchiaio di zucchero, pongo sul fuoco e faccio sobbollire mescolando ogni tanto sino a che non sono tenere. Dovessero asciugare troppo le bagno con qualche cucchiaio di acqua. Faccio intiepidire e le frullo, lascio completamente raffreddare la purea.

Compongo i bicchieri: preparo una bagna di alchermes e acqua in parti uguali, metto un cucchiaio di purea sul fondo dei bicchieri, l'altra la mescolo a panna montata con un cucchiaio di zucchero a velo e ottengo la mousse. Lungo le pareti dei bicchieri dispongo 3 mezzi savoiardi che ho passato velocemente nella bagna. Riempio gli spazi con la mousse di pesche, batto i bicchieri su un tagliere per far assestare e completo con pezzetti di savoiardi bagnati disposti sopra. Sigillo con pellicola e metto in frigorifero per almeno 6 ore. Possono rimanere fino a due giorni. Un dessert fresco e leggero.

domenica 20 novembre 2022

Pera williams allo zafferano con budino di amaretti e cacao

Un dessert da preparare con un po' di anticipo, semplicemente perché bisogna cuocere le pere nello sciroppo allo zafferano e preparare i bunet o i budini al cacao e amaretti. Una volta che sono pronti entrambi, adesso che fa freddo si conservano anche due giorni fuori, assemblare il dessert è facile e veloce. Cuocio i bunet a bagnomaria in stampi monoporzione o da dividere in più parti -con dosi doppie ne avevo cotti 10 in cocottine da crème caramel e l'avanzo in due ciotole da 4 porzioni-. Le pere williams le ho volutamente scelte sode e non troppo grandi e poi le ho cotte in uno sciroppo leggero di zucchero profumato allo zafferano. Un successone con poco.

Dosi abbondanti per il bunet per 6 porzioni, calcolate una pera a testa.

-ricetta-

Per il bunet:

4 uova piccole e 4 cucchiai di zucchero, 100 g amaretti, 40 g cacao amaro, 30 g cacaco dolce, 500 ml latte fresco, un pizzico sale. Caramello per gli stampi.

Per le pere:

4 parti di acqua e 1 di zucchero per lo sciroppo, 1 o 2 bustine di zafferano (per 500 ml acqua peso 125 g zucchero)

Preparo i budini di amaretti: trito nel robot gli amaretti, intiepidisco il latte. Sbatto le uova con lo zucchero e unisco i due cacao in polvere e gli amaretti. Aggiungo un pizzico di sale e verso il latte a filo mescolando senza fare grumi. Copro il fondo degli stampini con caramello e verso l'impasto riempiendoli per due terzi. Li alloggio in una grande pentola che li contenga comodi e verso acqua bollente sino a due cm dal bordo degli stampini. Metto sul fuoco e copro con un coperchio, facendo sfiatare appena appena. Lascio cuocere a fiamma bassa, l'acqua deve fremere per il tempo necessario affinché i budini si rapprendano senza cuocere troppo. Li lascio raffreddare scoperti dentro la pentola quindi li conservo al fresco sino al momento di sformarli. 

Preparo le pere allo sciroppo: le sbuccio conservando il picciolo, le immergo nello sciroppo tiepido e lascio sobbollire sino a che non sono tenere. Dipende dalla maturazione della frutta, non devono essere troppo mature altrimenti rischiano di sfaldarsi, alla fine devono potersi tagliare senza sforzo a tavola, per eliminare il torsolo senza problemi. Prendete una pentola piuttosto alta che le contenga bene così da essere coperte dallo sciroppo. Quanto allo zafferano molto dipende dalla qualità. Ultimamente trovo zafferani poco profumati, anche quelli delle migliori marche. Tingono ma quanto a sapore... 

Per servire sformo su un piatto il bunet e gli accosto la pera, un bel contrasto di colore e due sapori che si sposano alla perfezione.

lunedì 1 agosto 2022

Coppe di crema e composta di frutti rossi

Buondì a tutti. Buon primo di agosto. Ritorno a scrivere proponendovi un dessert fresco, che richiede poco impegno e poco 'calore', ideale per quest'estate bollente. Non so voi ma io ho messo in pausa il forno già da giugno e niente mi convincerà a riaccenderlo prima che le temperature non calino come minimo di 10°. È impensabile scaldare ulteriormente la cucina, che già non è l'ambiente più fresco della casa, almeno la mia!

Cosa ci serve per fare queste coppe? Una crema a metà tra la pasticciera e l'inglese (la ricetta è quella della catalana), una composta di frutta e delle meringhe. Dopo un congruo riposo in frigorifero, il tutto si assembla in pochi minuti.

Dai, forza. Vi spiego come fare questa ricetta golosa. Per la composta potete scegliere a vostro gusto tra fragole, lamponi, more, mirtilli oppure prugne, pesche o albicocche. Insomma: io preferisco utilizzare frutta di stagione, quella che mi ispira al momento di fare la spesa. La prossima volta vorrei cimentarmi con pezzetti di ananas arrostito.

-ricetta-

per la crema:

4 tuorli 

25 g amido mais

90 g zucchero

1/2 l latte 3 una scorza di limone

400 g frutta di stagione (un mix di frutti rossi, di bosco ecc)

poco zucchero

qualche meringa

Innanzitutto preparo la crema che dovrà raffreddarsi in frigorifero per minimo 4 ore, potete farla anche il giorni prima. Sbatto i tuorli con lo zucchero, sciolgo l'amido in qualche cucchiaio di latte e lo aggiungo al composto montato. Scaldo il latte in un pentolino, spengo prima che arrivi al bollore e lo verso sul composto preparato. Riverso tutto nel pentolino, pongo su fiamma bassa e sempre mescolando faccio addensare senza far bollire. Verso la crema nelle classiche coppette basse da crema catalana e non appena è intiepidita la ripongo in frigorifero per qualche ora.

Preparo la composta di frutta: lavo e tampono i frutti di bosco, li metto in un pentolino con 3 cucchiai di zucchero e li faccio andare a fiamma vivace per 10'. Spengo e faccio raffreddare, lasciando la frutta così com'è, ovvero appassita. 

Prima di portare in tavola compongo le coppe versando sul fondo un cucchiaio di succo della composta, sopra sformo una crema e decoro con cucchiaiate di composta e qualche pezzetto di meringa. 

domenica 19 dicembre 2021

Pandoro farcito

Volete sapere come preparare una super golosa stella di pandoro farcito? Io vi dico come ho fatto il mio, voi potete variare gli ingredienti a seconda dei vostri gusti. Prima cosa: tagliate una sezione di pandoro, partendo dalla base, alta circa 8 cm. Quindi, con un coltellino e un po' di pazienza, ritagliate la mollica all'interno, mantenendo un cm dal bordo delle punte e dal fondo. In quanto alla crema di farcitura il mio consiglio è di aggiungere un po' di gelatina, quel tanto che basta a mantenere in forma la crema al mascarpone quando lo andrete a tagliare. Io non l'ho fatto e, per quanto fosse freddo, il ripieno si spandeva un po' nel piatto. Pertanto, per 8/10 porzioni... procedete come segue:

-ricetta-

una stella di pandoro alta 8 cm

250 g mascarpone

200 g panna da montare

2 fogli di gelatina

2 tuorli

40 g zucchero

acqua di fiori d'arancio

castagne al rum

frutti di bosco

meringhette


Preparo la stella scavata della mollica e la tengo da parte. Metto a bagno i fogli di gelatina in acqua fredda, in una ciotola monto i tuorli con lo zucchero, incorporo il mascarpone a bassa velocità e tengo da parte. In un pentolino scaldo 50 ml di panna senza farla bollire, ci verso la gelatina strizzata mescolando per farla disciogliere bene e anche due cucchiaini di acqua di fiori d'arancio. Monto il resto della panna, delicatamente aggiungo quella con la gelatina, oramai quasi fredda, e la crema al mascarpone. Verso questo composto nella stella di pandoro. Aggiungo meringhe spezzettate e castagne al rum, copro con pellicola e metto in frigorifero per almeno 6 ore o anche una notte intera -oppure fuori, a patto che le temperature siano basse come quelle che abbiamo qui da inizio dicembre, sottozero la notte e mai oltre i 4/7° di giorno. Io l'ho preparato con calma un giorno prima.

Circa 15' minuti prima di servire lo riporto in casa, completo con altra panna montata a ciuffi e frutti di bosco a piacere (more, lamponi, ribes) e altre meringhette. Se ne avanza, si mantiene perfettamente al freddo, a 4°, per almeno 4 giorni.



lunedì 6 dicembre 2021

Salsa di fragole e ananas


Una fresca salsina adatta ad accompagnare crudi di pesce. Nel mio caso una tartare di tonnetti. Come al solito di rientro dalle vacanze ne ho una certa quantità in freezer, che preparo già sfilettati mentre sono sull'isola. Primo: occupano meno spazio di stivaggio, secondo: sono già pronti per essere tritati a coltello o cotti in altro modo. Quando la tartare è di pesce crudo a me non piace che sia troppo condita però gradisco che sia accompagnata da qualcosa di fresco e aromatico, che contrasti la naturale grassezza del pesce. Questa insalatina di fragole e ananas a dadini, con sentori verdi ed erbacei di erba cipollina o verde di cipollotto se, come me, non avete trovato la prima... è perfetta. Se poi vi piace potete aggiungere anche qualche fogliolina di timo limonato o di menta. Qualche crostino e... via! Potrebbe essere un'idea stuzzicante per accompagnare qualche piatto sfizioso delle prossime feste. Ananas e fragole (di serra), se ne trovano, in pratica, tutto l'anno. Per 8 porzioni da entrée.

-ricetta-

200 g di fragole

mezzo ananas pulito

steli di cipollotti o erba cipollina

sale in fiocchi

olio evo

Riduco a dadini sia le fragole che l'ananas e sforbicio gli steli di erba cipollina (cipollotto). Aggiungo qualche fiocchetto di fleur de sel e un po' d'olio evo. Mescolo e tengo da parte per 1 ora.

Intanto preparo la tartare coi filetti di pesce, la condisco con olio, sale e succo di lime e ne metto una porzione generosa in un piattino, aiutandomi con un anello coppapasta, affiancandole una porzione di salsa.

domenica 29 agosto 2021

Torta di mele con yogurt

Buondì a tutti e felice domenica, l'ultima di agosto. Più o meno con lo stesso impasto di quella con l'uva fragola, che vi ho proposto domenica scorsa, ne ho fatta una con le mele; ci avviciniamo all'autunno e già si trovano quelle del nuovo raccolto. 

Quindi: impasto facilissimo e rustico, con zucchero grezzo e fioretto di mais, niente burro e stavolta versato in uno stampo più largo e basso, per ottenere una torta molto bella da vedere. Mio nipote, che oggi compie 29 anni, credo che l'apprezzerebbe molto. Auguri Pier!

-ricetta-

2 mele grandi

100 g farina multicereali o 00

60 g fioretto mais

100 g zucchero di canna

2 uova

5 g lievito

2 g sale

100 g yogurt

80 ml olio semi

zucchero di canna, cannella

Monto con le fruste zucchero e uova, che sono sempre a temperatura ambiente, mi raccomando! Ottenuto un composto soffice e gonfio aggiungo olio e yogurt, mescolando a mano, poi le farine, il lievito, il sale e la cannella setacciati. Non lavoro troppo l'impasto.

Verso in uno stampo basso da 26 cm, imburrato e infarinato, sopra dispongo le mele a fettine sottili -io ho lasciato la buccia. Spolvero con zucchero di canna e inforno a 180° per 45' circa. Sformo la torta solo quando è tiepida e termino di raffreddarla su una gratella. L'effetto brunito è assolutamente voluto. È dato dallo zucchero scuro che ho seminato in superficie.

domenica 22 agosto 2021

Torta con uva fragola

Siamo entrati nella piena stagione dell'uva fragola. Basta tenerne un cestino in cucina per riempire l'ambiente del suo gradevole profumo. Confezionare torte con questi acini deliziosi è quasi d'obbligo per me. Questa ricetta è facile e semplice, alla portata di tutti. Se per di più si è sicuri della provenienza della frutta, assolutamente non trattata, come quella che mi fa raccogliere la carissima Ross dal suo pergolato, meglio, no?

Pertanto, vi auguro una buona -e golosa- domenica agostana, calda il giusto... e ne approfitto per anticipare gli auguri alla cara amica Ester, per la quale ho preparato questo dolce rustico. Per uno stampo da 22/24 cm, occorrono:

-ricetta-

250 g uva fragola

100 g farina multicereali o 00

60 g fumetto/fioretto mais

100 g zucchero di canna

90 g yogurt bianco e intero

80 ml olio semi (io di vinaccioli)

2 uova

5 g lievito

vaniglia e 2 g sale

Con le fruste elettriche monto le uova con lo zucchero di canna, il sale e la vaniglia. Una volta che il composto è gonfio e soffice incorporo delicatamente yogurt e olio di semi. Uso una frusta a mano. Aggiungo anche le farine e il lievito setacciati, lavoro poco, giusto quello che serve per amalgamare gli ingredienti e verso il composto nello stampo imburrato e infarinato (o spennellato di staccante).

Sopra distribuisco i chicchi d'uva lavati e tamponati e passati in pochissima farina, così la maggior parte di essi resta in superficie. Faccio cuocere in forno a 180° per 45' circa. Raffreddo su una gratella e spolvero con poco zucchero a velo solo prima di servirla. Vi stupirà la leggerezza di questa torta, priva di burro e resa più intrigante dall'uso del fioretto di mais.



domenica 1 agosto 2021

Pesche melba con gelato e coulis di lamponi

Siamo arrivati ad agosto, tanti auguri all'amica Silvia e buona domenica a tutti! Lo stivale è diviso in due: qui al nord piogge torrenziali -siamo tuttora in allerta rossa per rischio idro-geologico- mentre al sud il termometro è oltre i 40° da un po', con tutto quello che ne consegue, soprattutto sul fronte incendi.

Oggi vi propongo un dessert fresco e poco impegnativo, ottimo fine pasto in una calda giornata estiva, come quella di ieri. Pesche sciroppate servite su un letto di crema pasticciera, con una pallina di gelato di crema e un po' di coulis di lamponi per dare una nota acidula al tutto. Se si ha tempo le pesche si possono sciroppare in casa ma, fidatevi, a meno che non abbiate piante cariche di frutti da smaltire, anche quelle già in vaso non sfigurano. Farle in casa richiede tempo e il procedimento è noiosetto. Occorre sbollentarle per eliminare la buccia, aprirle in due per eliminare il nocciolo e poi cuocerle nello sciroppo di zucchero prima di farle raffreddare. Si trovano ottimi prodotti in vasi di vetro, dai quali si valuta la qualità della frutta trattata e che non hanno quel fastidioso retrogusto metallico al palato di quelle in lattina. E, calcolato il costo della frutta e il lavoro, non sono eccessivamente costose. Un vaso di quelli grandi ne contiene 10 metà. L'ideale per un dessert per 5 persone. La crema pasticciera preparatela in anticipo e conservatela con pellicola a contatto per evitare che formi la fastidiosa crosticina. Non è complicato farla in casa: tuorli sbattuti con lo zucchero -20 g per tuorlo- e poi dissolti in latte tiepido -125 ml per tuorlo-, si scalda sino a velare il cucchiaio, facendo attenzione a non farla bollire.

-ricetta-

crema pasticciera (già pronta)

10 mezze pesche sciroppate

125 g lamponi e 1 cucchiaio colmo di zucchero a velo (coulis)

gelato di crema

Preparo un fondo di crema direttamente nelle ciotoline, sopra adagio due mezze pesche, che ho fatto sgocciolare a lungo, aggiungo una pallina di gelato e completo con una cucchiaiata di coulis di lamponi, che ho preparato frullandoli con lo zucchero a velo. 

domenica 25 luglio 2021

il Bellini cocktail

Anna, amica carissima nonché veterinaria che si occupa delle nostre pelosine, adora questo cocktail. Glielo servimmo una decina di anni fa in occasione di un suo compleanno e ancora ci domandiamo come abbia potuto raggiungere casa (in bicicletta), visto l'effetto euforizzante che ha l'alcol su di lei.

Da allora è rimasto il suo cocktail d'elezione nonché quello che le prepara il consorte ogni volta che festeggiamo il suo compleanno, il 18 luglio. Nel frattempo si è un po' assuefatta all'alcol e lo regge meglio.

Per questo cocktail storico, ideato nel 1948 dall'allora patron dell'Harry's Bar a Venezia, Giuseppe Cipriani, occorrono pesche bianche ridotte a purea e vino spumante brut. A voi la scelta se scegliere un metodo classico oppure uno charmat, come il Prosecco. È questione di finezza e di palato. In ogni caso vanno bene entrambi, l'importante è avere pesche mature, col pelo. Io le riduco in purea un'oretta prima e poi mantengo tutto in frigorifero prima di ripartirla nei bicchieri.

La storia narra che Cipriani si sia ispirato al colore di una tela del pittore cinquecentesco Giovanni Bellini, del quale organizzarono una mostra a Venezia proprio nel 1948. Sulla ruota del Bellini, ovvero cocktail a base di spumante e frutta, seguirono il Puccini -con succo di mandarino fresco-, il Rossini -con purea di fragole-, e il Tintoretto con succo di melagrana. Le dosi si intendono per singolo cocktail.

-ricetta-

100 ml spumante freddo (Prosecco brut)

50 ml purea di pesche bianche

Servono rigorosamente pesche bianche pelose e ben mature, non le nettarine - una fettina di queste ultime potete utilizzarla per decorare i bicchieri. Per 6 persone ne ho sbucciate 5 del tipo tabacchiera, le uniche che ho trovato mature al punto giusto.

Una volta sbucciate, quando sono mature queste pesche pelose si sbucciano facilmente, le ho passate al frullatore a immersione e ho messo la purea al freddo.

Al momento di servire il cocktail ho messo la dose di purea nei bicchieri e poi ho versato il Prosecco molto lentamente perché fa schiuma. Ho mescolato con un cucchiaino lungo e poi decorato con uno spicchietto di nettarina bianca. Servo subito.

domenica 6 dicembre 2020

Tortine William al cioccolato

Un dolcetto fa sempre gola. E piacere. A fine pasto, a colazione, a merenda. Mio marito li cerca ovunque, lo vedo aprire armadietti e sollevare campane, forse in cerca di una dolce consolazione per questo periodo malsano.

Queste tortine sono cariche di cioccolato e si sciolgono in bocca, si sentono tuttavia i cubetti di pera, che è meglio non sia troppo matura per non disfarsi del tutto in cottura. Le dosi sono per una dozzina di pezzi, tutto dipende dalla grandezza dei pirottini: io ho usato quelli in silicone, di varie fogge. Mi raccomando i tempi di cottura: non cuoceteli troppo altrimenti si seccano mentre devono restare morbidi e umidi al centro.

Seconda domenica di Avvento: le feste si avvicinano a grandi passi. Che ne sarà dei bei pranzi di una volta?

-ricetta-

200 g cioccolato fondente tritato

120 g zucchero

100 g farina (multicereali)

80 g burro morbido

10 g cacao amaro

1 bustina di lievito

3 g sale

2 uova grandi

1 pera William

40 ml rum


In una ciotola metto burro e metà del cioccolato, che ho tritato a mano su un tagliere. Lo faccio sciogliere nel microonde, controllando più volte lo stato di fusione. Verso lo zucchero e mescolo per farlo sciogliere.

Aggiungo farina, cacao, sale e lievito setacciati e mescolo con una spatola, poi verso le uova sbattute con una forchetta, il rum e il resto del cioccolato tritato. Amalgamo senza lavorare troppo e per ultimo metto la pera, pelata e ridotta a piccoli cubetti.

Verso negli stampi senza arrivare al bordo, metto in forno caldo, a 180°, e cuocio per massimo 20', sorvegliando che non secchino troppo. Lascio riposare le tortine negli stampi, quando sono tiepide le sformo. Le spolvero di zucchero a velo solo prima di servirle.


domenica 22 novembre 2020

Pane di cachi


Ennesimo dolce da forno, sono quelli che mi riescono meglio e che mi piace fare. Non posso farci nulla se sono cresciuta in una casa dove, nonostante mia mamma fosse spesso presissima dal lavoro, una torta da credenza non mancava mai per colazione, merenda o alla fine del pasto. Che poi a me non importasse nulla di mangiarle, non fa testo. Erano comunque lì e le assaggiavo curiosa, per sapere che gusto avessero. Ma solo un assaggio, perché io e gli zuccheri non siamo mai stati in amore. Ora anche in casa nostra non ne mancano mai perché il consorte è goloso e a colazione è meglio una fettina di un dolce fatto in casa piuttosto che chissà quali miscugli, anche senza olio di palma. Che fosse solo quello il problema. E poi, ammesso che avesse deciso di farsi un giretto con la scusa di gustarsi un croissant fatto come si deve... non è una necessità, al momento, e non c'è motivo di recarsi in pasticceria nei comuni limitrofi. E poi, volete mettere l'opportunità di scegliere le farine e anche gli zuccheri? Inoltre, sfrutto la frutta di stagione: per esempio mi hanno regalato alcuni cachi stramaturi e circa tre ho avuto modo di consumarli nella torta. Dopo il cocktail di settimana scorsa, oggi non vi faccio mancare il dolce e vi auguro una bella domenica, per quanto può esserlo nel periodo che stiamo vivendo.

Ho tratto la ricetta dal un blog americano, "Amateur Gourmet", correggendo la dose di zucchero. Ce n'era una marea e i cachi sono già parecchio dolci. Ci ho messo un sacco di tempo a preparare la linea, pesando gli ingredienti per convertire le cups in grammi. Usate la frutta secca che avete: noci, mandorle, nocciole, anacardi.

-ricetta-

225 farina multicereali

200 g zucchero

115 g burro morbido

3 cachi maturi

100 g uvetta

100 g frutta secca sgusciata

2 uova grandi

60 ml brandy/cognac

5 g lievito + 5 g bicarbonato

4 g noce moscata

2 g sale

Trito grossolanamente la frutta secca. Ammorbidisco il burro. Metto in ammollo l'uvetta. Preparo una purea con la polpa dei cachi.

Mescolo in una ciotola gli ingredienti secchi ai quali aggiungo prima il burro, poi le uova, la purea di frutta, il brandy. Non mescolo troppo l'impasto, mi basta che si amalgami, quindi completo con la frutta secca e l'uvetta.

Verso tutto in uno stampo rettangolare ben imburrato e infarinato e faccio cuocere in forno a 175° per circa 1 ora. Non deve cuocere eccessivamente, tenete conto che una volta raffreddata si compatta un po'. La torta rimane appena umida al centro mentre sui bordi ha una piacevole consistenza. Vi piacerà, sicuro. 



domenica 25 ottobre 2020

Torta margherita rovesciata all'uva pizzutella


Buona domenica a tutti. 

Alcune domeniche fa, al ritorno dalle vacanze, volendo lasciare un dolce ricordo del pranzo poco elaborato condiviso con amici, ho preparato la torta margherita innovandola con uno strato di chicchi d'uva. Perché proprio la margherita? Perché era la torta che c'era sempre sotto la campana nella cucina della mia infanzia, assieme a una crostata. Mamma non comprava mai biscotti per la nostra colazione o merenda: preparava torte buonissime -e persino quelle snobbavo io, implorando una michetta secca della sera prima da inzuppare nel caffellatte a colazione. Ricordo però quanto era soffice la Margherita, quella che non potevi mangiare di nascosto perché ti incipriavi il naso con lo zucchero a velo che aveva sopra. Aveva anche un delicato profumo di limone. Insomma, mi è venuta voglia di rifare quella semplice bontà e ho ripescato il foglietto che avevo scritto sotto sua dettatura, ricordando che a me toccava il compito di setacciare la farina con la fecola e il lievito. Anche con quel semplice gesto partecipavo e immagazzinavo le prime nozioni di cucina.

Mi è poi saltato in mente di provare a fare una rovesciata all'uva con quell'impasto. Soddisfatta del risultato, ve lo descrivo se cercate bontà e semplicità. Usate uno stampo da 22 cm.

-ricetta-

300 g uva bianca

110 g zucchero

100 g farina 00

80 g fecola

80 g burro morbido

50 ml latte

2 uova grandi

8 g lievito

2 g sale

buccia di limone non trattato

caramello, zucchero canna e zucchero a velo


Con le fruste elettriche monto il burro con lo zucchero prima di aggiungere un uovo alla volta e continuando a montare unisco in seguito la farina setacciata con fecola e lievito, aiutandomi a completare  l'impasto versando poco latte mano a mano. Finisco col pizzico di sale e la buccia di limone grattugiata.

Per comodità rivesto lo stampo con cartaforno inumidita e strizzata, con questo trucchetto la torta si rovescerà senza intoppi, e sopra la carta distribuisco caramello a filo e poco zucchero di canna prima di coprirne il fondo con acini di uva lavata e tamponata. 

Sopra l'uva verso l'impasto preparato, lo livello e inforno il dolce a 180° per circa 40'. Oramai conosco il mio forno (ne ho avuto più di uno e i loro segreti e difetti si svelano con l'uso...) e ho imparato che quando la torta è cotta emana un profumo particolare. Però se non vi fidate potete sempre fare la prova stecchino.

Una volta cotta sforno la torta, aspetto 10' prima di rovesciarla su una gratella ed eliminare con cautela la carta. Non è complicato e vedrete la superficie piena di chicchi morbidi e succosi.

Aspetto che sia completamente fredda prima di trasferirla sul piatto da dolci. Siccome la superficie rimane umida usate lo zucchero a velo solo un attimo prima di servirla.



domenica 18 ottobre 2020

Frittata dolce alle pere (quasi schmarrn)


Autunno, è tempo di pere, se ne trovano per tutti i gusti, dalle più burrose a quelle più ferme. Mi hanno regalato delle Williams coltivate spontaneamente, senza nessun trattamento. Vi consiglio di usarne di molto mature per questo dolce ispirato al kaiserschmarrn tirolese. In sostanza è una frittata dolce che si cuoce prima un po' in padella per finire sotto il grill. Poi la si spezza in tocchi. È un dolce semplice e veloce, molto buono ed economico. 

Con queste dosi ne escono 4 porzioni. Per attenermi alle più strette norme anti-Covid che non consentono di condividere qualcosa servito al centro della tavola, l'ho cotta appena un po' più del dovuto per poterne ricavare comodi spicchi. Rispetto i nuovi diktat, che non sono poi così improponibili, anzi, alcuni sono normali regole di galateo. Se ci penso, però, in Alto Adige spesso ti portano due porzioni in un unico piatto assieme a due forchette. Di questi tempi è vivamente sconsigliato farlo. Dimentichiamoci per un po' di raclette, fondute ecc. ecc. tra amici, in attesa di tempi migliori.

E buona domenica a tutti... 


-ricetta-

3 uova

120 g farina

100 ml latte tiepido

50 ml panna

50 g burro

30 g zucchero

1 pera matura

3 g sale

zucchero a velo

In una ciotola mescolo le uova con lo zucchero, il latte e la panna e amalgamo la farina senza farle fare grumi. Aggiungo anche il sale. Sbuccio e riduco a tocchetti la pera.

Scaldo il burro nella padella, che possa andare anche in forno, e quando sfrigola verso la pera a dadini facendola cuocere per 4', scuotendo la padella. Aggiungo la pastella preparata e faccio rapprendere la parte bassa a padella scoperta. Quindi la trasferisco in forno sotto il grill sino a che non si forma la crosticina.

Sforno e porto in tavola, spolverata di zucchero a velo.



mercoledì 9 settembre 2020

Tramezzini di anguria e primosale di capra

Un antipasto che ho già proposto con un altro formaggio e del quale ho incrementato il sapore spennellando le fette di anguria con succo di limone, che ne esalta il sapore.

Occorre trovare angurie molto saporite, peraltro questa estate non è stato difficile, sono stata fortunata e ne ho trovato una sola insapore e saponosa. In qualche market della zona ne trovo persino di certificate come 'dolcissime'.

Ebbene, munitevi di anguria, primo sale di capra, basilico olio evo e succo  di limone. Non serve altro per un antipasto rinfrescante. L'estate non è ancora finita anche se le temperature sono più ragionevoli e poi io devo ancora andare in vacanza... perciò noterete nelle settimane a venire che il blog sarà periodicamente aggiornato ma con poche chiacchiere e commenti al quotidiano. Ciao a tutti, a presto! Continuate a seguirmi con passione. Io cucinerò e mi riposerò nella mia isoletta preferita, dove la connessione è così scarsa che nemmeno ci provo più.


-ricetta-

mezza anguria

formaggio primosale di capra

foglie di basilico

succo di limone

olio evo


Dall'anguria ricavo fette semicircolari spesse 1,5/2 cm, elimino la scorza e le taglio a metà.

Le spennello con succo di limone e su una metà appoggio una fetta di primosale, meglio se di capra.

Sopra aggiungo una foglia di basilico e ricopro col secondo triangolo, sempre spennellato di limone e olio.

Sopra condisco con altro olio, sparso a filo sottile e poco basilico. Servo subito.

venerdì 7 agosto 2020

Insalata estiva di maiale marinato e...

e... more, spinacini, cipollotti all'aceto di fragole, avocado e melone bianco.
La frutta si sposa bene col maiale, ne esce un piatto unico ricco di gusto e completo.
Il maiale l'ho marinato io. Basta prendere un filetto, ripulirlo di tutti le nervature, aprirlo a libro tagliandolo a metà nel verso lungo e salarlo. Ho usato il mio sale della strega, l'ho massaggiato bene e l'ho sigillato con pellicola mettendolo in frigorifero per 24 ore.
L'ho quindi lavato e asciugato e poi affettato sottile.
Di solito preparo queste super insalate con pesce di vario genere ma anche questa con la carne non è niente male.
Dosi per 6

-ricetta-
1 filetto di maiale (circa 600 g)
100 g spinacini
3 fette di melone bianco
100 g more
1 avocado
1 lime
1 cipollotto
aceto di fragole
sale aromatico
olio evo

Del maiale marinato vi ho raccontato nella prefazione alla ricetta. Leggete sopra.
Affetto il cipollotto e lo faccio marinare in una ciotolina con l'aceto di fragole.
Affetto l'avocado e lo lascio bagnato nel succo di lime.
Compongo l'insalata in un grande vassoio mettendo sul fondo gli spinacini, sopra accomodo le fettine di filetto e distribuisco le more, il melone ulteriormente affettato a triangolini, il cipollotto scolato dall'aceto e l'avocado.
Preparo un'emulsione per condire con olio, un cucchiaino di aceto della marinata, l'avanzo del succo di lime, fiocchi di sale.
Verso sull'insalata e servo dopo pochi minuti di riposo.



lunedì 27 luglio 2020

Peach cake



Qualcuno di voi, cari amici golosi, ieri avrà atteso invano l'abituale appuntamento festivo col dolce.
Purtroppo ho avuto problemi con la sincronizzazione delle foto, pertanto la ricetta arriva oggi.
Mi sono inventata un dolce con le pesche inside, aggiustando la ricetta del pandarancia o limone.
Mi sa che ho centrato le dosi e il gusto è quello di una torta da credenza, non certo una di quelle da esibire alla fine di un pasto sontuoso, più adatta a un fine pasto tra amici, guarnita da una pallina di gelato alla crema oppure a colazione.
E anche luglio ci sta per salutare. Dopo il lockdown anche voi avete avuto l'impressione che il tempo scorra veloce? Sarà a causa dei lunghi mesi di inerzia?
Non so che pensare, abbiamo perso circa un quadrimestre tra divieti e varie limitazioni, alcune permangono ancora come il divieto per gli ospiti delle RSA di ricevere visite... una vera tragedia a parer mio, soprattutto per quegli anziani ultraottuagenari ancora in grado di capire e relazionarsi, al pari di chi ha la metà dei loro anni. Queste persone stanno regredendo moltissimo nelle cognizioni psichiche e fisiche. Non penso che potranno mai recuperare quanto stanno perdendo. Sicché li teniamo al sicuro da eventuali infezioni del malefico virus -che peraltro se non si sono ammalati finora, magari non succederà neanche dopo-... ma li condanniamo a un decadimento che avrebbero potuto avvertire tra un paio d'anni o più. Come stare in galera per non morire e morire di inedia rinchiusi, costretti tra le quattro mura della loro camera senza poter godere di una misera mezz'ora d'aria in giardino! Non me ne capacito.
Sono parecchio amareggiata per tutto questo, scusate lo sfogo.
Le dosi della torta sono per 8 persone.

-ricetta-
300 g pesche al netto degli scarti
300 g farina (io multicereali)
180 g zucchero+125 g burro morbido
15 g lievito
2 g sale
3 uova
granella di pistacchi
Dopo aver pulito le pesche privandole della buccia e del nocciolo le frullo in crema.
Sbatto a lungo le uova con lo zucchero, almeno 5' finche sono gonfie e chiare, poi aggiungo il burro e mescolo bene, il purè di pesche e da ultima le polveri di farina, lievito e sale setacciate.
Verso l'impasto in uno stampo imburrato e infarinato, sopra distribuisco un po' di granella di pistacchi e una spolverata di zucchero di canna.
Metto in forno caldo a 180° per circa 40'.
Sformo il dolce su una gratella per raffreddarlo.

domenica 19 luglio 2020

Parfait alle pesche

Adoro le pesche, forse sono uno dei frutti stagionali che aspetto con più impazienza.
Preferisco quelle col pelo alle nettarine ma mi rendo conto che è questione di gusti.
Ho la fortuna di trovare pesche bresciane molto saporite e pertanto ne abuso, finché ci sono.
Questo parfait è il classico dolce che si prepara in anticipo, è comodo avere qualcosa di pronto.
Nelle sere estive è quello che ci vuole per spegnere la calura e terminare una cena con una golosità rinfrescante.
È facile da fare, ci sono solo molti passaggi, nulla di preoccupante se vi preparate tutto l'occorrente sul piano di lavoro.
Il decoro finale si fa con quello che c'è. Ancora pesche oppure qualsiasi altro frutto o un coulis.
Dosi per 8

-ricetta-
1,2 kg di pesche + 1 x decorare
125 g zucchero a velo
125 g zucchero finissimo
200 ml panna
100 g robiola
pesca, menta e pistacchi, coulis di frutti per decorare
Sbuccio le pesche, se dovessi incontrare difficoltà basta sbollentarle per 1'. È il sistema che preferisco, la buccia viene via senza fatica e in ogni caso la frutta dopo viene ridotta a composta, per cui il gusto non ne risente.


Elimino il nocciolo e le metto a spicchi in una pentola con lo zucchero finissimo, le faccio cuocere per circa 6', poi le frullo in purè con la frusta a immersione.

Intanto che raffreddano lavoro il formaggio fresco, robiola in questo caso, ma potrebbe andare bene anche la ricotta, con lo zucchero a velo e la aggiungo alla purea di pesche.
Monto la panna ben fredda e incorporo anche questa al composto di pesche.
Mescolo delicatamente con una marisa e verso tutto in stampi individuali oppure nel classico stampo da plum rivestito di pellicola.
Ripongo in freezer per una notte o per minimo 6 ore.
Sformo o affetto e decoro con fettine di pesca, una fogliolina di menta e granella di pistacchi.

domenica 5 luglio 2020

Mattonella semifreddo di yogurt alle ciliegie

Sulla falsariga della precedente al sapore di cocco ne ho preparata un'altra, a richiesta del consorte, con uno yogurt diverso che lui ama particolarmente, con amarene e ciliegie.
Quella al cocco era candida e delicatamente profumata. Questa è più di stagione soprattutto se decorata da qualche durone fresco.
Per aggiungere un po' di sughetto, una volta ho messo un paio di fragole o ciliegie in sciroppo, un'altra ho optato per ciliegie fresche e coulis di frutti rossi.
Il procedimento è lo stesso, poca panna riscaldata con lo zucchero in modo da poter sciogliere la gelatina e panna montata a completare. Il tutto in freezer per 6 ore minimo.
Ma si conserva pronta all'uso anche alcuni giorni.
Comodo, non trovate? Potete cambiare gusto allo yogurt e ne potrete fare diversi. Anche bigusto ma ci vorrà più tempo per far rapprendere il primo strato prima di versare il secondo. Nelle nostre normali cucine non possediamo gli abbattitori!
Serena domenica!

-ricetta-
500 g yogurt alle amarene e ciliegie
500 ml panna fresca
140 g zucchero
15 g gelatina in fogli
ciliegie fresche e sciroppate
Metto in ammollo la gelatina e intanto scaldo 100 ml di panna con lo zucchero. Senza portare a bollore mescolo per sciogliere lo zucchero e poi aggiungo la gelatina strizzata, facendola amalgamare alla panna calda.
Nella boule mescolo questo composto con gli yogurt.
Monto la panna restante, mi raccomando che sia ben fredda.
La aggiungo al composto con lo yogurt, mescolo bene con una spatola e verso il tutto in un capiente stampo da plum rivestito di pellicola.
Sigillo e ripongo in freezer per una notte.
La ritiro dal congelatore mezz'ora prima di farla a fette e decorarle con alcune ciliegie fresche e qualche altra sciroppata. Oppure un coulis di frutti rossi.


domenica 28 giugno 2020

Mattonella semifreddo yogurt al cocco


Buona ultima domenica di giugno!
Non so voi ma io in questo periodo sto perdendo un po' il calcolo del tempo. Qui sotto casa sembra agosto da quando hanno ripaerto le gabbie a metà maggio, ogni giorno è strapieno di gente che si accampa e bivacca l'intera giornata sul fiume. Cosa che prima succedeva nel weekend e da metà luglio a tutto agosto. Poteri del prolungato lockdown (e di pochi soldi in tasca, tanto che ci va bene anche il fiume a pochi chilometri da casa).
Oggi vi rinfresco con un dolce al cucchiaio, ottima soluzione per chiudere un pranzo o una cena estiva. Questa mattonella è fresca e golosa, anche se non non del tutto priva di calorie perché contiene panna.
Dolci di questo tipo hanno il vantaggio di poter essere preparati in anticipo, e col caldo è un vantaggio non da poco. Non si usa il forno e si possono preparare in relax anche alcuni giorni prima, dato che si mantengono perfettamente in freezer.
Prima di servirli vi consiglio di tenerli a temperatura ambiente per mezz'ora, già capovolti sul piatto ma non sformati. Dopo 30' sarà più facile fare leva sulla pellicola e la mattonella si staccherà senza difficoltà, pronta per essere affettata.
Con queste dosi si ottengono 10 porzioni.

-ricetta-
500 g yogurt al cocco
500 ml panna fresca
140 g zucchero
vaniglia naturale
15 g gelatina
frutti di bosco per decorare
Metto a bagno in acqua fredda i fogli di gelatina e intanto scaldo 100 ml panna fresca con lo zucchero, mescolando sino a che si scioglie completamente senza che la panna arrivi a bollire.
Aggiungo alla panna calda la gelatina scolata e la faccio sciogliere mescolando.
In una boule capiente verso gli yogurt ai quali aggiungo la panna tiepida.
Monto il resto della panna e la aggiungo delicatamente al composto con lo yogurt, usando la spatola.
Profumo con vaniglia, o i semini di una bacca o estratto naturale.
Rivesto uno stampo da plum con pellicola e lo riempio col composto. Sigillo la superficie con altra pellicola e ripongo in freezer per almeno 6 ore.
Lo estraggo dal congelatore almeno mezz'ora prima del servizio.
Nel frattempo ho preparato frutti di bosco assortiti ben lavati, tamponati e zuccherati. Li lascio macerare per un'ora.
Fatta a fette la mattonella, ne servo ognuna con una cucchiaiata di frutti e il loro sciroppo.

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