Questa è un'invenzione che ho dedicato al consorte, amante del famoso cocktail after-dinner a base di liquore alla menta e brandy/o cognac.
Eravamo esausti dopo un pranzo con amici: finito di rigovernare, mancava qualcosa al momento di relax che ci concediamo, commentando i vini stappati e le portate.
Serviva quel certo nonsoché per tirarci su, vista anche la temperatura africana.
Nel freezer c'era una vaschetta di gelato alla menta. Maledette le indagini di mercato che gli fanno aggiungere pezzetti di cioccolato... ditemi perché? Trovo assai antipatico ritrovarsi frammenti che si appiccicano ai denti -perché non si sciolgono nemmeno a 100°!-. Sono del tutto inutili.
E vabbè, non potevo certo mettermi a preparare sul momento il mio favoloso gelato alla menta, liscio e cremoso e senza traccia di cioccolato!
Non vi ricordate come si fa oppure non ne avete mai letto la ricetta e vi incuriosisce? È facilissimo da fare ed è buonissimo. Cercatelo cliccando QUI
Dato l'inconveniente del cioccolato aggiunto, decido di ravvivare il tutto con qualcosa.
E lì è arrivata l'illuminazione.
Vi spiego...
-ricetta-
gelato di menta
25 ml a porzione brandy/cognac
In una coppetta formo due palline di gelato che annaffio con la dose di brandy.
Servo.
''invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passerà sotto il vostro tetto'' J.A. Brillat-Savarin- Fisiologia del gusto- 1825
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domenica 6 ottobre 2019
domenica 5 agosto 2018
Il nocino
Che ne dite? con queste temperature bollenti non mi sogno minimamente di parlarvi di dolci da forno ma vi racconto di qualcosa di ancora più bruciante. Un liquore tra i più tradizionali da fare in casa a patto di trovare le noci non ancora mature!
Otto giorni fa ho filtrato l'alcol nel quale avevo messo in infusione le noci verdi, il 24 giugno scorso.
Il nocino si prepara tradizionalmente raccogliendo le noci ancora in abbozzo nel giorno di San Giovanni. È il momento perfetto in cui i gusci sono ancora verdi e al loro interno c'è il frutto bianco e tenerissimo.
I malli verdi si tagliano in quattro e poi si mettono sotto alcol per trenta giorni.
Trascorso questo tempo occorre filtrare l'alcol, eliminando tutti i solidi e si aggiunge lo sciroppo di zucchero di canna. Infine si travasa in piccole bottiglie e si ripone al fresco e al buio della cantina per mesi, sino a Natale, più o meno.
Questa è per lo meno la ricetta di un amico con origini emiliane.
Ci vuole tempo per godere dei liquori fatti in casa... ma ne vale la pena.
Perciò prendete nota adesso per il prossimo anno. Procuratevi poi un amico/a che abbia qualche pianta di noci e fatevene regalare poco più di una ventina perfettamente sane, senza nemmeno la più piccola fallatura, nei giorni dell'ultima settimana di giugno.
Per questo ringrazio Simona che mi ha procurato la materia prima, chiedendola ad amici che hanno qualche pianta di noce in giardino.
Le spezie sono necessarie ma vanno dosate con estrema cura, altrimenti si rischia di rovinare tutto con una loro dominanza. Soprattutto con i chiodi di garofano.
Le dosi sono per un litro di alcol a 90°.
-ricetta-
1 l alcol a 90/95°
24 noci verdi, col mallo
la buccia di un limone bio
1 stecca di cannella
5 chiodi di garofano
500 g zucchero grezzo di canna
500 ml acqua
Lavo e asciugo le noci, le taglio in 4 spicchi e le metto in un vaso capiente assieme all'alcol, la stecca di cannella e i chiodi di garofano, la buccia del limone.
Metto il vaso al sole sul terrazzo e ogni giorno dei primi dieci lo scuoto e lo capovolgo.
Il colore dell'alcol si fa sempre più scuro, sino a diventare quasi nero.
Trascorso un mese filtro eliminando tutti i solidi.
Preparo uno sciroppo con zucchero di canna e acqua, lo faccio bollire 5' e spengo.
Quando si è raffreddato lo aggiungo all'alcol, mescolo bene perché si fonda e poi filtro versando il liquore in fieri in piccole bottiglie.
Tappo bene e ripongo in cantina sino a quasi Natale. Ci vuole tempo perché deve maturare, i sapori devono fondersi e diventare quel profumato e super liquore digestivo tanto in voga mezzo secolo fa.
Otto giorni fa ho filtrato l'alcol nel quale avevo messo in infusione le noci verdi, il 24 giugno scorso.
Il nocino si prepara tradizionalmente raccogliendo le noci ancora in abbozzo nel giorno di San Giovanni. È il momento perfetto in cui i gusci sono ancora verdi e al loro interno c'è il frutto bianco e tenerissimo.
I malli verdi si tagliano in quattro e poi si mettono sotto alcol per trenta giorni.
Trascorso questo tempo occorre filtrare l'alcol, eliminando tutti i solidi e si aggiunge lo sciroppo di zucchero di canna. Infine si travasa in piccole bottiglie e si ripone al fresco e al buio della cantina per mesi, sino a Natale, più o meno.
Questa è per lo meno la ricetta di un amico con origini emiliane.
Ci vuole tempo per godere dei liquori fatti in casa... ma ne vale la pena.
Perciò prendete nota adesso per il prossimo anno. Procuratevi poi un amico/a che abbia qualche pianta di noci e fatevene regalare poco più di una ventina perfettamente sane, senza nemmeno la più piccola fallatura, nei giorni dell'ultima settimana di giugno.
Per questo ringrazio Simona che mi ha procurato la materia prima, chiedendola ad amici che hanno qualche pianta di noce in giardino.
Le spezie sono necessarie ma vanno dosate con estrema cura, altrimenti si rischia di rovinare tutto con una loro dominanza. Soprattutto con i chiodi di garofano.
Le dosi sono per un litro di alcol a 90°.
-ricetta-
1 l alcol a 90/95°
24 noci verdi, col mallo
la buccia di un limone bio
1 stecca di cannella
5 chiodi di garofano
500 g zucchero grezzo di canna
500 ml acqua
Lavo e asciugo le noci, le taglio in 4 spicchi e le metto in un vaso capiente assieme all'alcol, la stecca di cannella e i chiodi di garofano, la buccia del limone.
Metto il vaso al sole sul terrazzo e ogni giorno dei primi dieci lo scuoto e lo capovolgo.
Il colore dell'alcol si fa sempre più scuro, sino a diventare quasi nero.
Trascorso un mese filtro eliminando tutti i solidi.
Preparo uno sciroppo con zucchero di canna e acqua, lo faccio bollire 5' e spengo.
Quando si è raffreddato lo aggiungo all'alcol, mescolo bene perché si fonda e poi filtro versando il liquore in fieri in piccole bottiglie.
Tappo bene e ripongo in cantina sino a quasi Natale. Ci vuole tempo perché deve maturare, i sapori devono fondersi e diventare quel profumato e super liquore digestivo tanto in voga mezzo secolo fa.
domenica 9 luglio 2017
Liquore di arance amare
Ne avevo così tante che non ho resistito a buttarmi nel vuoto e provare a confezionare un liquore con le bucce delle arance amare.
Confesso che sono andata per tentativi, aggiungendo via via ingredienti secondo il mio giudizio. Del resto le scorze di questi agrumi sono molto amare.
Però alla fine credo di aver composto un mix accettabile e gradevole.
A mio avviso sarà un ottimo digestivo e so già a chi destinare una delle bottiglie.
Nella spiegazione della ricetta vi metto le dosi ridotte della metà perché io ne ho fatto davvero molto, come molti sono coloro che ne fruiranno...
-ricetta-
500 ml di alcol a 95°
500 ml latte intero UHT
375 ml sciroppo zucchero di canna
30 ml acqua di fiori d'arancio
100 g zucchero a velo
5 arance amare, solo le scorze
Pelo le arance stando ben attenta a che non ci sia nessuna traccia di albedo nella buccia.
Le metto a macerare nell'alcol, in un vaso ben chiuso, per 3 settimane.
Quindi filtro l'alcol e lo mescolo con lo sciroppo, 300 ml latte freddo.
Il restante lo scaldo per sciogliervi lo zucchero a velo. Quando si è raffreddato aggiungo anche quello e l'acqua di fiori d'arancio.
Mescolo bene e travaso nelle bottiglie, che conservo al buio e al fresco per sei mesi almeno, agitando ogni tanto.
Dopodiché è pronto per il consumo. E saremo oramai giunti al Natale...
Confesso che sono andata per tentativi, aggiungendo via via ingredienti secondo il mio giudizio. Del resto le scorze di questi agrumi sono molto amare.
Però alla fine credo di aver composto un mix accettabile e gradevole.
A mio avviso sarà un ottimo digestivo e so già a chi destinare una delle bottiglie.
Nella spiegazione della ricetta vi metto le dosi ridotte della metà perché io ne ho fatto davvero molto, come molti sono coloro che ne fruiranno...
-ricetta-
500 ml di alcol a 95°
500 ml latte intero UHT
375 ml sciroppo zucchero di canna
30 ml acqua di fiori d'arancio
100 g zucchero a velo
5 arance amare, solo le scorze
Pelo le arance stando ben attenta a che non ci sia nessuna traccia di albedo nella buccia.
Le metto a macerare nell'alcol, in un vaso ben chiuso, per 3 settimane.
Quindi filtro l'alcol e lo mescolo con lo sciroppo, 300 ml latte freddo.
Il restante lo scaldo per sciogliervi lo zucchero a velo. Quando si è raffreddato aggiungo anche quello e l'acqua di fiori d'arancio.
Mescolo bene e travaso nelle bottiglie, che conservo al buio e al fresco per sei mesi almeno, agitando ogni tanto.
Dopodiché è pronto per il consumo. E saremo oramai giunti al Natale...
domenica 28 dicembre 2014
Laurino, liquore di bacche di alloro
Bene, siamo quasi alla fine di questo 2014 che ricorderemo come il più piovoso del secolo, per ora, con maltempo diffuso e persistente che ha messo in ginocchio parecchie regioni. Si sta chiudendo con deboli nevicate, tanto attese, stavolta, visto che le località sciistiche ne sono prive.
Per quest'ultima domenica ho previsto di raccontarvi del laurino. Molto spesso, anche se non voglio, anche se non ne avrei voglia, incappo in qualcosa che mi 'costringe' a fare nuovi esperimenti.
Giuro che non era mia intenzione preparare il laurino con le bacche di alloro ma, per evitare di fare tante cose, dovrei girare bendata e non guardarmi attorno.
Invece, durante la vendemmia a settembre della vigna di Regina, nell'attraversare una parte del giardino che cura amorevolmente ho scovato una pianta di alloro enorme, carica di lucidissime bacche nere.
Una volta appurato, dopo una breve ricerca su internet, che fossero della specie giusta, ossia che fosse una pianta di laurus nobilis, quello che normalmente si usa in cucina, le ho raccolte e poi, arrivata a casa, le ho messe in infusione con alcol e zucchero.
Dopo un mese l'ho filtrato e adesso dovrà riposare al buio della cantina per almeno tre mesi.
Verrà pronto giusto in tempo per testare una delle sue proprietà. Sembra infatti che sia un ottimo rimedio alle forme da raffreddamento.
Alla prima occasione, che dato il mestiere del consorte non è inusuale, effettuerò un test su di lui.
Vi avverto che di solito i miei liquori digestivi sono piuttosto alcolici. Detesto i miscugli dolci e sciropposi.
-ricetta-
1 litro di alcol etilico a 95°
600 g bacche alloro
700 g zucchero
800 ml acqua
Preparo lo sciroppo mescolando acqua e zucchero in una pentola. Porto a ebollizione e lascio bollire per 5'. Spengo e faccio raffreddare.
Mescolo lo sciroppo con l'alcol.
Intanto lavo e tampono le bacche.
Preparo vasi capienti ben lavati e asciugati.
Verso una parte delle bacche e una parte del miscuglio liquido. Tappo e conservo al buio, agitando i vasi a giorni alterni per circa un mese.
A questo punto mi sono preparata le bottiglie dove lo andrò a travasare, mi armo di filtri (e di tanta pazienza) e filtro il liquore.
Tappo e ripongo al fresco della cantina per minimo tre mesi prima di poterlo consumare.
Ottimo digestivo e, come dicevo sopra, pare abbia poteri miracolosi in caso di raffreddore.
domenica 24 agosto 2014
Latte di vecchia
E' un po' di tempo che volevo rifare un liquore che preparava mio papà, una sorta di limoncello al latte molto alcolico; diceva lui che la ricetta veniva da una sua amica piacentina, bellissima città che fu la sua patria di adozione da quand'era bimbetto sino alla maturità, prima che si trasferisse a Milano dove conobbe mia mamma.
Molte delle ricette di famiglia provengono dalla tradizione piacentina che, da buon marchigiano amante della buona tavola, aveva assorbito.
Tra queste appunto, ecco spuntare da un vecchio libro questa versione digestiva di un limoncello lattiginoso, che richiede un lungo tempo di riposo una volta filtrato, di almeno sei mesi.
Vi avviso, armatevi di pazienza quando lo filtrerete, usando gli appositi coni di carta non si finisce più.
Per trattenere tutte le particelle di latte cagliato occorre quasi un giorno, il filtrato scende goccia a goccia con una lentezza impressionate. Lui usava garze fittissime, se non trovate i coni usate quelle.
Ma ne vale la pena. Poi ve lo dovete dimenticare al buio della cantina per circa un semestre, quindi recuperatelo e travasatelo in piccole bottiglie che possano essere conservate in freezer, aspettatevi di trovarlo gelato e diviso nella parte alcolica e quella zuccherina, non importa! Basta agitarlo vigorosamente prima di versarlo in bicchierini, piccoli perché la sua alcolicità è notevole.
Però è talmente gradevole che risulta un ottimo digestivo.
Lavoro per lavoro, come sempre dico, ne faccio dosi doppie, ossia un litro di latte e uno di alcool.
Tanto trovo sempre un amico che ne gradisce un'ampolla.
Ho la fortuna di avere un'amica di Bormio che, sempre troppo gentilmente, mi procura l'alcool a 96° a Livigno dove, senza le esorbitanti tasse, costa molto meno. Grazie Antonella! Apprezzo sempre molto i tuoi omaggi!
-ricetta-
1 l latte fresco intero di qualità superiore
1 l alcool
2 limoni biologici e belli, di Sorrento magari
800 g zucchero
1 bacca di vaniglia
La preparazione è di una facilità estrema. Procuratevi due contenitori in vetro giganti, capaci di contenere almeno un litro e mezzo di liquido ciascuno.
Lavateli, sterilizzateli e asciugateli bene.
Quindi nei due vasi mettete un limone tagliato a pezzetti, metà zucchero, mezzo litro di latte e mezzo di alcool, e mezza bacca di vaniglia.
Tappate ermeticamente e iniziate ad agitare. Lasciate i due vasi al riparo dalla luce e ricordatevi di agitarli due volte al giorno, per venti giorni.
Dopodiché inizia il supplizio. Con un colino fitto cominciate col filtrare il grosso, poi prendete altri barattoli grandi puliti e metteteci un imbuto rivestito da un cono di carta da filtro, vanno bene anche i filtri di carta per le macchine da caffè americano.
Versate il liquido a mestoli e con santa pazienza filtrate il tutto.
Chiudete ermeticamente i barattoli e riponeteli al buio, a riposare per sei mesi.
Quindi riprendete imbuto e filtri, ripassate nuovamente il liquore e travasatelo in piccole boccette.
A questo punto è pronto per essere conservato in freezer e gustato dopo aver ben agitato la boccetta.
Enjoy!
N.B.
Importante! Non buttate gli spicchi di limone ma conservateli in frigorifero, chiusi in vasetti di vetro.
Sono un ottimo snack dopo pasto, in attesa che il 'latte' sia invecchiato a dovere, si possono assaporare come bonbon, non sono troppo forti di alcool e hanno un gusto dolce/aspro molto intrigante.
Molte delle ricette di famiglia provengono dalla tradizione piacentina che, da buon marchigiano amante della buona tavola, aveva assorbito.
Tra queste appunto, ecco spuntare da un vecchio libro questa versione digestiva di un limoncello lattiginoso, che richiede un lungo tempo di riposo una volta filtrato, di almeno sei mesi.
Vi avviso, armatevi di pazienza quando lo filtrerete, usando gli appositi coni di carta non si finisce più.
Per trattenere tutte le particelle di latte cagliato occorre quasi un giorno, il filtrato scende goccia a goccia con una lentezza impressionate. Lui usava garze fittissime, se non trovate i coni usate quelle.
Ma ne vale la pena. Poi ve lo dovete dimenticare al buio della cantina per circa un semestre, quindi recuperatelo e travasatelo in piccole bottiglie che possano essere conservate in freezer, aspettatevi di trovarlo gelato e diviso nella parte alcolica e quella zuccherina, non importa! Basta agitarlo vigorosamente prima di versarlo in bicchierini, piccoli perché la sua alcolicità è notevole.
Però è talmente gradevole che risulta un ottimo digestivo.
Lavoro per lavoro, come sempre dico, ne faccio dosi doppie, ossia un litro di latte e uno di alcool.
Tanto trovo sempre un amico che ne gradisce un'ampolla.
Ho la fortuna di avere un'amica di Bormio che, sempre troppo gentilmente, mi procura l'alcool a 96° a Livigno dove, senza le esorbitanti tasse, costa molto meno. Grazie Antonella! Apprezzo sempre molto i tuoi omaggi!
-ricetta-
1 l latte fresco intero di qualità superiore
1 l alcool
2 limoni biologici e belli, di Sorrento magari
800 g zucchero
1 bacca di vaniglia
La preparazione è di una facilità estrema. Procuratevi due contenitori in vetro giganti, capaci di contenere almeno un litro e mezzo di liquido ciascuno.
Lavateli, sterilizzateli e asciugateli bene.
Quindi nei due vasi mettete un limone tagliato a pezzetti, metà zucchero, mezzo litro di latte e mezzo di alcool, e mezza bacca di vaniglia.
Tappate ermeticamente e iniziate ad agitare. Lasciate i due vasi al riparo dalla luce e ricordatevi di agitarli due volte al giorno, per venti giorni.
Dopodiché inizia il supplizio. Con un colino fitto cominciate col filtrare il grosso, poi prendete altri barattoli grandi puliti e metteteci un imbuto rivestito da un cono di carta da filtro, vanno bene anche i filtri di carta per le macchine da caffè americano.
Versate il liquido a mestoli e con santa pazienza filtrate il tutto.
Chiudete ermeticamente i barattoli e riponeteli al buio, a riposare per sei mesi.
Quindi riprendete imbuto e filtri, ripassate nuovamente il liquore e travasatelo in piccole boccette.
A questo punto è pronto per essere conservato in freezer e gustato dopo aver ben agitato la boccetta.
Enjoy!
N.B.
Importante! Non buttate gli spicchi di limone ma conservateli in frigorifero, chiusi in vasetti di vetro.
Sono un ottimo snack dopo pasto, in attesa che il 'latte' sia invecchiato a dovere, si possono assaporare come bonbon, non sono troppo forti di alcool e hanno un gusto dolce/aspro molto intrigante.
sabato 28 luglio 2012
Nespolino
Mi piace molto preparare liquori a base di alcool, sciroppo di zucchero e frutta, in pratica si possono fare con qualsiasi frutto, basta sperimentare. E per uno nuovo che ne aggiungo un altro è in lista d'attesa per la prossima stagione.
Quest'estate è stata la volta delle nespole, l'anno prossimo sperimenterò qualcosa con le erbe aromatiche, alloro e salvia.
Il procedimento è sempre uguale, almeno quello che uso io così come le dosi dello sciroppo, preparo infatti liquori piuttosto alcoolici anche se non sono di mio gusto perchè fondamentalmente dolciastri, ma se dovessi berli li preferirei così.
Esistono ricette che comprendono nella macerazione anche qualche nocciolo, per questa volta ho proceduto come al solito usando solo la polpa di frutti maturi e dolci.
-ricetta-
700 ml alcool etilico a circa 90°
700 g nespole
350 ml acqua
300 g zucchero
Lavo, asciugo e spello le nespole eliminando i noccioli.
Metto frutta e alcool in un barattolo e chiudo ermeticamente, lo porto in cantina e aspetto circa 50 giorni.
Preparo lo sciroppo facendo bollire pochi minuti acqua e zucchero, lo lascio raffreddare completamente poi lo mischio all'alcool profumato alla frutta.
Prendo delle bottiglie pulite e con filtri di carta e tanta pazienza filtro lentamente per depurare il liquore il più possibile.
Chiudo i flaconi e li ripongo al buio della cantina per almeno un mese prima del consumo.
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