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giovedì 23 giugno 2022

Pomodori ripieni di riso nella slow cooker

In queste bollenti giornate mi vengono voglie impossibili. Com'è pensabile di accendere il forno con oltre 30° quasi costanti? Ci ho provato alle 5 di mattina ma la cucina, ahimè, restava bollente per il resto del giorno. Epperò i pomodori col riso sono un classico estivo. Mi sono messa alla ricerca di ricette nella slow cooker, col risultato di aprire una ventina di siti infarciti di pubblicità oltre ogni decenza e con scarsi suggerimenti degni di nota. Mi sono innervosita e ho cominciato a pensare di crearmi da sola la mia ricetta. Ho abbastanza esperienza, mi sono detta, per elaborare qualcosa di valido e comunque sperimentare è divertente. Mal che vada avrei potuto recuperare il materiale utilizzato con una frittata o un pasticcio. E invece ce l'ho fatta al primo colpo. Sono venuti benissimo. Curiosi? Possedete una pentola lenta, che consuma poca corrente e non arroventa la cucina? Procedete come segue: la mia slow cooker è molto capiente perciò ne ho cotti 8 assieme -sono ottimi anche freddi. 

-ricetta-

8 pomodori ramati maturi ma sodi

200 g riso basmati

1 ciuffo di: prezzemolo, basilico e menta

1 cipollina piccola e fresca

1 spicchio d'aglio

sale (meglio se al pomodoro)

polvere di capperi, origano, pepe


Per prima cosa taglio la calotta ai pomodori, li svuoto, li salo e li metto a scolare capovolti su un piatto. Frullo la polpa e il succo che ne ricavo. In una ciotola capiente verso il riso, lo copro con il frullato ottenuto dai pomodori svuotati, condisco con sale, pepe, origano, polvere di capperi e con un trito fine di erbe aromatiche, aglio e cipolla. Lascio macerare per 90'.

Riempio i pomodori con il riso, che rimane umido quanto serve, chiudo con la calottina e li adagio nella pentola col fondo appena unto di olio. Ci devono stare di misura. Verso appena un filo d'olio sopra ciascuno, chiudo col coperchio e imposto 4 ore high. Dopo due ore metto uno strofinaccio sotto il coperchio per assorbire l'umidità e proseguo con le altre due ore di cottura. Non occorre aggiungere liquidi. Al termine ne ho trovato sì e no due cucchiai sul fondo. Il riso era cotto e così i pomodori, posso dire di essermi tolta la voglia senza aggiungere calore al caldo estremo che stiamo patendo. Se li gradite più gratinati vi consiglio di passarli pochi minuti sotto il grill rovente.


lunedì 21 marzo 2022

Puntine di maiale nella slow cooker


Possedete una pentola a cottura lenta? Le slow cooker sono un valido aiuto in cucina perché cucinano a temperature non superiori agli 80/90° e hanno una resistenza che consuma pochissimo, il che consente cotture prolungate con un dispendio energetico irrisorio, che di questi tempi non è cosa da poco! Io la uso moltissimo per spezzatini e brasati, umidi e stracotti. E per i miei brodi di ossa che faccio cuocere sino a 36 ore, concentrando i nutrienti e ricavandone brodi scuri e saporiti, ricchi di collagene, dei quali mi nutro per tutto l'inverno. Coi residui -se trovo ossa di ginocchio- preparo gustosi nervetti, oppure fondi concentrati che frullo e conservo nel congelatore, da usare in altre preparazioni. 
Di recente ne ho acquistato una più piccola per fare la polenta: la imbastisco la mattina alle 9 e per ora di pranzo è pronta una polenta succulenta, cotta per oltre 3 ore, che ha richiesto di essere rimescolata massimo due volte! Volete mettere la comodità, dal momento che uso farine 'grosse' di mais rosso, rostrato, semi integrale - che di loro richiedono almeno 90' di cottura-? In ogni caso un altro piatto, che ho scoperto l'autunno scorso, è come cuocere le puntine di maiale senza grassi e senza dover fare nulla. Basta solo insaporirle due ore prima e poi metterle nella pentola. Impostare e partire. Per 5 ore si può andare a fare un giro, dormire... quello che si vuole. Al termine la carne sarà cotta e profumata, assolutamente priva di grasso. 
Buona primavera a tutti. Speriamo ci possa portare un po' di pioggia per spazzare via la polvere che ci sommerge, ristori i nostri corsi d'acqua e le campagne e... porti pace nel mondo.

Io faccio così per 4 persone

-ricetta-

1 kg di puntine piccole e ben rifilate dal grasso evidente

sale della strega

olio evo per ungere la pentola

Massaggio le puntine col mio sale aromatico e due gocce di olio evo, le lascio riposare al fresco per due ore. Poi le inserisco in piedi nella pentola, di cui ho oliato il coccio, e avvio la cottura per 5 ore in modalità high senza mai aprire il coperchio.

Non faccio più niente. Al termine appoggio le puntine sulla polenta ed eventualmente le passo 5' sotto il grill rovente. Le servo con contorni a piacere e altra polenta fumante.

 

martedì 19 maggio 2020

Polpette di vitello con ananas e salsa teriyaki

Cambiamo un po' i sapori alle tradizionali polpette con un tocco esotico, agrodolce.
Osiamo ogni tanto. Non succede nulla e si scoprono accostamenti spesso per noi inconsueti ma molto interessanti.
La raccomandazione importante quando si preparano le polpette è che devono essere morbide. Non è piacevole addentare una pallina dura e stopposa. Basta fare attenzione a che l'impasto sia umido e non troppo gnucco, aiutiamoci allo scopo con un po' di patata lessa o pane bagnato nel latte.
Queste sono davvero facili: macinato, poco formaggio grattugiato, un trito di prezzemolo, mezza patata lessa e un uovo.
Non dovete preoccuparvi della consistenza, che è morbidissima, tanto si cuociono in forno.
La rifinitura finale con ananas e salsa si può fare nella slow cooker -per chi ne possiede una- oppure in padella a fuoco bassissimo.
La salsa teriyaki potete farla da soli a casa se non ne trovate da acquistare pronta. Servono salsa di soya -io ne ho usato una a basso tenore di sale-, mirin (ossia una specie di saké dolce, che può essere sostituito da aceto bianco e zucchero). Niente di difficile tranne che azzeccare il giusto punto di salato-agro-dolce.
Quando le servite, stappate una bottiglia di vino morbido, per contrastare l'agrodolce di salsa e ananas. Noi abbiamo aperto un Pinot Gris di un produttore alsaziano a nord di Strasburgo -Domaine Loew, Bruderbach Le Menhir 2012-, ma un'Albana di Romagna sarebbe ugualmente perfetta.
Queste dosi sono per 4 persone.

-ricetta-
450 g macinato di vitello
1 uovo
30 g formaggio grattugiato
100 g patate lesse
1 ciuffo prezzemolo tritato
pane grattugiato
olio evo
sale (ho usato il mio sale della strega)

200 g ananas fresco/ in scatola
25 ml salsa soya
15 ml saké
15 ml aceto bianco
20 g zucchero canna

Preparo l'impasto delle polpette mescolando carne, uovo, patata schiacciata, prezzemolo, formaggio e sale in una boule. Ottenuto un composto ben mescolato lo metto in frigorifero a compattarsi un pochino intanto che preparo la salsa teriyaki e l'ananas.
Taglio le fette di ananas a pezzetti.
Formo piccole polpette della grandezza di una piccola noce e le passo nel pangrattato. Siccome sono umide vedrete che aderisce senza problemi.
Mescolo gli ingredienti per la salsa e li unisco all'ananas. Verso tutto nella slow cooker e avvio il timer su low per 30'. Se non la possiedo faccio scaldare in una padella capiente, a fuoco dolcissimo.
Negli stessi 30' cuocio in forno le polpette, allineate su una placca rivestita di cartaforno e appena unte da un filino di olio.
Trascorsa la mezz'ora le verso nella padella -o nella slow cooker- assieme al condimento precedentemente preparato e faccio scaldare a fuoco bassissimo per 1 ora scuotendo ogni tanto. nella slow imposto il timer per 60'.
A questo punto la ricetta d'oltre oceano richiedeva una pioggia di verde di cipollotto sopra il tutto. Peccato che il verde dei miei cipollotti fosse oramai fossile. Ma i bulbi erano perfetti. Sapete com'è in tempo di quarantena... con la spesa ogni 7 giorni! Quindi ne ho affettato mezzo sottilissimo e l'ho messo a bagno in aceto aromatico per lo stesso tempo che le polpette si insaporivano nella salsa.
Servo in tavola polpette e saporito sughetto, sormontate dal cipollotto scolato e con tanto pane tostato come accompagnamento.



martedì 24 marzo 2020

La Cioncia di Pescia

Ciao a tutti, come state?
Confortiamoci con un piatto della tradizione povera.
Spezzatino in umido ricavato dai cosiddetti scarti del quinto quarto: sin da tempi antichissimi i conciatori venivano pagati, anche, con gli scarti dello scalco delle pelli, ovvero sia guance, coda e testina degli animali che scuoiavano.
Le loro mogli facevano poi stracuocere questi scarti 'preziosi' preparando questa prelibatezza.
Durante le mie vacanze in Toscana, per passare il tempo non faccio altro che cucinare, parlare di cibo, girare per acquisti mangerecci. È inevitabile passare in rassegna ricette regionali assieme agli amici del luogo.
E prima che finisca l'inverno, questo è un ideale piatto comfort food. È tornato a fare freddo. Sono giornate gelide, quest'anno ci sta mettendo a dura prova: si altalena tra giornate quasi estive ad altre di inverno pieno. Come se non bastasse il resto...
L'ideale sarebbe di cuocere in una pentola di coccio. Io, una volta approntato soffritto e quant'altro, ho proseguito la cottura nella slow cooker.

-ricetta-
400 g testina di vitello
500 g lingua
500 g coda
600 g guancia
400 g passata di pomodoro
2 carote
2 cipolle
2 gambi di sedano
prezzemolo
peperoncino
olio evo
300 ml vino rosso
brodo q.b.
sale, pepe
Taglio a dadi di 2 x 2 cm tutta la carne.
Trito le verdure e le metto a soffriggere in olio per circa 30', girandole spesso per far loro prendere colore. Aggiungo anche del sambal, o peperoncino a piacere, prezzemolo tritato e del sale.
Sposto il soffritto in un piatto e nella pentola rosolo la carne per benino prima di sfumarla col vino rosso, evaporato quello aggiungo la passata di pomodoro e poco brodo, sale e pepe.
Ricompongo carne e soffritto versandoli nella slow cooker, la imposto in low e lascio cuocere per 6 ore.
Se uso una pentola normale faccio cuocere molto lentamente la cioncia per 4 ore, aggiungendo poco brodo se dovesse asciugare troppo.
Aggiungo altro prezzemolo a fine cottura.
Servo con fette di pane casereccio per assorbire il sughetto.


domenica 29 ottobre 2017

Confettura di mele cotogne nella slow-cooker

La preparazione di questa conserva di profumate mele cotogne ultra biologiche dell'amica Regina, che ne ha qualche pianta all'isola d'Elba, è tutt'altro che semplice. Il procedimento è molto lungo e richiede anche una buona dose di forza.
Appena rientrata dalle vacanze mi mancavano le energie per rimescolare la massa di frutta nella grande pentola adatta all'uopo, così mi sono arresa e ho travasato tutto nella slow-cooker, affidando a lei il compito di cuocerla a dovere.
Troppe le mie fatiche per stare dietro al consorte pescatore. Non solo quelle dedicate alla cura dei pesci catturati, ma soprattutto quelle fisiche per aiutarlo a tirare in secca la barca. Fortuna che è piccolina, ma è pur sempre un centinaio di chili da smuovere, anche con l'aiuto del quad che la trascina.
Poi arrivi a casa e non solo c'è da risistemare tutto quello che ci si è portati via, ci sono anche le cotogne, e le foglie di cappero (esperimento di cui vi racconterò più avanti)... e quest'anno ho rinunciato alle bacche di alloro, perché non avevo voglia di raccoglierle.
Insomma: la confettura di cotogne è una delle più laboriose da fare, ha numerosi passaggi tanto quella di arance amare o di giuggiole -già, perché non si era ancora raffreddata questa che mi sono arrivate le giuggiole!-, ma ne vale la pena e con la cottura 'automatica' il lavoro è decisamente dimezzato.
Naturalmente mi sono ritrovata a maneggiare quasi 5 kg di frutta, che essendo coltivata allo stato brado presentava molti piccoli difetti che hanno richiesto maggior attenzione nella pulitura.
Fatica ripagata da 10 vasetti pieni di una delizia che a fine cottura ha assunto un colore rosso violaceo simile a una confettura di susine.
Le cotogne hanno infinite proprietà nutrizionali, sono frutti antichi e di difficile reperimento sul mercato. Perciò se avete la fortuna di conoscere qualcuno che ne possiede una pianta, approfittatene.
Io ho lavorato 2,5 kg di frutta pulita, vi metto però le dosi per un solo chilo.
Buona domenica a tutti. E auguri al mio fratellino.

-ricetta-
1 kg di mele pulite, al netto di scarti
700 g zucchero
1 limone
50 ml rum scuro
Lavo bene le mele eliminando la peluria giallognola che le riveste. Siccome hanno varie imperfezioni  mi avvalgo di uno spazzolino per arrivare in tutte le pieghe.
Poi le divido in 4 spicchi ed elimino il torsolo e i vari occhi e punti neri. Ve l'ho detto: le mie erano talmente naturali che avrebbero potuto avere anche qualche 'ospite'.
Metto la frutta in una pentola capiente e la ricopro di acqua. Porto a ebollizione e faccio cuocere per circa 35', la frutta deve essere tenera ma non sfatta. Lascio intiepidire e poi con un pelucchino elimino la buccia e faccio gli spicchi a pezzetti. Conservo parte dell'acqua di cottura.
Peso la frutta e calcolo 700 g di zucchero per chilo di polpa.
Rimetto le mele nella pentola con lo zucchero, il succo e la buccia di limone grattugiata e due mestoli dell'acqua di cottura, pari a 250 ml.
Mescolo, copro e lascio riposare tutta la notte.
Il giorno dopo passo la frutta con la frusta a immersione per sminuzzarla, metto la pentola sul fuoco e porto a ebollizione. Verso il rum così l'alcol avrà modo di evaporare e rimarrà solo il suo profumo. Mescolo per 5' e trasferisco tutto nella slow-cooker.
Imposto il timer su 7 ore in low e lascio cuocere lentamente, mescolando la massa un paio di volte.
La frutta che all'inizio ha un colore giallo crema a fine cottura assume un bel colore rosso cupo.
Nel frattempo mi preparo i vasetti puliti e sterilizzati che poi riempirò con la confettura bollente, tappandoli e capovolgendoli come al solito sino a raffreddamento.
Buon lavoro!!!






martedì 30 maggio 2017

Puntine di maiale alla cola

Una ricetta slow da fare nella pentola lenta, che quando l'ho letta mi ha fatto inorridire. Siccome però i commenti erano tutti positivi, nel blog americano da cui l'ho presa, mi sono detta che tutto sommato la spesa era risibile e quindi, ammesso che ne uscisse un fallimento, avrei consumato un po' di energia spendendo pochissimo.
Mi sono invece dovuta ricredere. Le puntine di maiale sono diventate tenerissime, succulente e per nulla dolci come si suppone.
Insomma: credo che la prossima volta userò baby ribs ma è una ricetta che rifarò sicuramente. Le costine piacciono a tutti, è uno dei cibi d'elezione d'estate, soprattutto grigliate. Ma siccome io ho deciso, dopo decenni, di appendere la griglia al chiodo, ho trovato modi alternativi per proporle.
Se poi è inverno un letto di polenta è perfetto. Altrimenti vi consiglio del riso bianco bollito, tipo basmati, o altri cereali di vostro gusto, che ben si sposano col saporito sughetto.
Se non avete la slow-cooker potete cuocerle nella pentola a fiamma bassissima per almeno 3 ore.

-ricetta-
1,5 kg di costine di maiale in uno o due pezzi
1 lattina di Coca Cola da 33 cl
sale aromatico
rosmarino

Pulisco le puntine eliminando parte del grasso più visibile se c'è. Ma se scegliete le baby ribs sono più piccole e magre.
Strofino la carne da ogni lato col sale aromatico, oppure con sale e pepe.
La lascio riposare 30'.
Poi la metto nella pentola e verso la lattina di coca.
Aggiungo anche un rametto di rosmarino e avvio il timer, impostato su low, per 8 ore.
Non mi occupo più della pietanza se non fino a quando è scaduto il tempo impostato.
Allora sollevo il coperchio e mi ritrovo la carne caramellata e un sughetto sul fondo, che travaso filtrandolo in un pentolino. Lo pongo su fiamma piuttosto alta e lo faccio restringere della metà.
Servo le puntine con un accompagnamento a piacere e la salsa ristretta.

sabato 25 marzo 2017

Choshu don- pancetta di maiale alla giapponese

Giornata importante per Milano e Monza, oggi. Papa Francesco ha un fitto programma avanti e indietro dalle due città e chi ne soffre è la gente comune, che meglio avrebbe fatto ad andarsene via per l'intero weekend. Una città impraticabile...  e Roma non sta messa meglio con la commemorazione dell'Europa Unita. Quindi... auguri per un sabato di passione ai milanesi e ai romani (e a tutto l'hinterland che soffrirà gli stessi disagi).
Intanto io sono qui e vi porto in Oriente con una ricetta che arriva da lontano, dal Giappone ma anche da tutto il sud-est asiatico.
Ho visto una foto veramente invitante di quella cucinata dalla mia amica coreana Soo Yun e sono andata subito a cercare notizie. Naturalmente richiede una cottura rispettosa e lunga, perciò ho usato la slow-cooker.
Alla pancetta ho aggiunto un codino di maiale, avevo acquistato entrambi in Francia, dove è molto facile trovare pezzi sottovuoto di carne già parzialmente salata.
Poi ho fatto un mix delle ricette lette e visionate su YouTube ed ecco cosa ne è uscito.
Un piatto succulento e ricco di sapore, da servire con riso in bianco, magari di quello giapponese un po' colloso, che assorba la marinata ristretta.
Quello che avanza della marinata tenetelo, conservata in frigorifero gelifica e si può usare per fare un risotto dal sapore orientale, il consorte ha gradito il riciclo. Ma, del resto, sono ben poche le ricette per le quali mio marito storce il naso.

-ricetta-
600 g pancia fresca di maiale in un solo blocco
1 codino o un piedino
1 cipolla
60 g zenzero fresco
3 spicchi di aglio
15 g zucchero di canna scuro
50 ml sakè
50 ml salsa di soya
Faccio sigillare il padella il pezzo di pancia senza aggiungere grasso, e ugualmente procedo allo stesso modo con il codino o il piedino.
Trasferisco la carne rosolata nella slow-cooker unta e aggiungo la cipolla pelata e fatta a spicchietti, l'aglio sbucciato e tritato grossolanamente, lo zenzero pelato e a fettine.
In una ciotola preparo la marinata col sakè e la soya, aggiungo lo zucchero di canna scuro e verso tutto sulla carne.
Non salo perché c'è già la salsa di soya.
Imposto la cottura su low e calcolo 8 ore.
Al termine scolo la carne e la affetto, filtro il liquido che è rimasto ed eventualmente posso passare in un piccolo cutter quel che resta di cipolla e zenzero.
Verso la salsa sulla pancia e servo con riso bianco o patate bollite.


sabato 18 marzo 2017

Stinchi di maiale alla birra nella slow-cooker

La carne degli stinchi di maiale necessita di lunghe cotture per diventare burrosa al punto da staccarsi dalle ossa.
Cotti nella birra acquisiscono un sapore al contempo deciso e delicato, molto anche dipende dal tipo di birra che sceglierete. Io di solito ne uso di chiare ma con un certo carattere. Non propriamente delle lager, che trovo troppo leggere e amare.
Se avete la pentola magica potete scegliere tra le due possibilità di cottura: high per 4 ore oppure low per 8.
Io preferisco la seconda, a mio avviso meno calore allungato nel tempo aiuta a concentrare meglio i sapori e i succhi.
Prima di metterli nella pentola vanno scottati in padella sino a che si forma una bella crosticina dorata. Per aromatizzare meglio cipolle e porri e un bel mazzetto aromatico avvolto in una garza.
Nulla vieta di cuocere assieme alla carne delle patate, a tocchi o a spicchi.
Naturalmente il brodo alla birra che avanzerà dopo la cottura può essere concentrato e usato per nuove cotture di carni o sughi, basta farlo bollire a fuoco vivace sino a che non diventa la metà di volume. Poi va messo al freddo e vedrete che si formerà una gelatina densa (con tutto il collagene contenuto negli stinchi!).
Dosi per 6

-ricetta-
3 stinchi di maiale
2 cipolle
1 porro
500 ml birra a media gradazione (5/7°)
brodo
rosmarino, timo e salvia
sale, pepe
Faccio rosolare in padella gli stinchi, li giro più volte finché prendono un bel colore dorato.
Nel frattempo sbuccio le cipolle e le taglio a spicchi e lavo bene il porro, quindi lo faccio a tocchi.
Preparo il mazzetto guarnito.
Trasferisco gli stinchi nella slow-cooker, metto cipolle e porri, aggiungo il mazzetto aromatico e verso la birra.
Salo e macino del pepe, quindi aggiungo anche un filo di brodo, gli stinchi devono cuocere in abbastanza liquido ma non tanto da ricoprirli.
Imposto la temperatura e i tempi di cottura e a questo punto me ne posso anche dimenticare.
Una volta terminata la cottura gli stinchi sono pronti da portare in tavola.
Quanto al sugo, posso frullare il fondo di cipolle e porri con un po' del liquido avanzato e servirlo assieme alla carne.

Il resto lo filtro, lo faccio ridurre sul fuoco e lo conservo al freddo sinché gelifica. Poi ne faccio porzioni per conservarlo in freezer come se fossero dadi.
Nulla a che vedere con quelli confezionati. Ne basta un pezzetto per esaltare un ragù, il brodo di un risotto, oppure arricchire un arrosto.




martedì 28 febbraio 2017

Guance di manzo e verdure nella slow-cooker

Tagli di carne ricchi di connettivo e collagene come le guance sono ideali da cuocere a lungo, a bassa temperatura, nella slow-cooker.
Un paio di guance per un peso di 800/900 g tagliate a fette, un po' delle classiche verdure da accompagnamento, polpa di pomodoro per dare la giusta umidità e 8 ore di pazienza.
Se però la impostate prima di andare al lavoro, al vostro rientro troverete una succulenta portata di carne pronta da servire.
Scommetto che in questo modo sono riuscita a catturare l'attenzione anche di quelli che "io ho poco tempo da dedicare alla cucina"...
Qui non dovete nemmeno cercarlo. Intanto che fate altro, dal lavoro allo svago, la pentola fa tutto lei, per voi.
A maggior ragione quando si sceglie di cucinare tagli di carne che richiedono svariate ore per diventare burrosi e succulenti.
Dosi per 4/6

-ricetta-
800/900 g guance vitellone
600 g patate
300 g carote
200 g cipolle
400 g polpa pomodoro
100 ml acqua
olio evo
vino rosso
sambal
sale agli aromi
farina
Taglio le guance a fette spesse.
Le infarino e le faccio rosolare in una padella a fuoco vivace assieme a un giro d'olio evo. Quando sono molto ben colorite da entrambi i lati le sfumo con un bicchiere di vino rosso corposo, lo faccio evaporare e salo.
Intanto che la guancia rosola preparo le verdure, pulite e pelate, a tocchi.
Verso la carne nella pentola appena unta e aggiungo le verdure e la polpa di pomodoro.
Salo ancora un pochino, aggiungo un cucchiaio di sambal e bagno con l'acqua.
Mescolo, incoperchio e imposto la slow su low per 8 ore.
La pietanza deve rimanere con la giusta umidità, ma tenete conto che con la cottura lenta non c'è in pratica evaporazione e i succhi si concentrano.
Al termine delle 8 ore la carne sarà diventata talmente morbida che si sfibra con la sola forchetta, ma vi accorgerete che patate e carote saranno comunque croccanti e non sfatte.
Al termine lascio riposare prima di servire con della polenta, dipende dalla stagione.

martedì 7 febbraio 2017

Spezzatino di vitello con la slow-cooker

Embè, adesso che troneggia in cucina in tutta la sua ingombrante maestosità, usiamo questa crock-pot (dal nome della marca USA più famosa- anche se la mia è di un noto marchio europeo).
Tra un brodo di ossa e l'altro, esperimento altre cotture.
Ho acquistato apposta un pezzo di 'pesce' di vitello piuttosto ricco di parti tendinee, così da poter valutare se questa pentola magica mantiene quanto promette riuscendo ad ammorbidire anche pezzi di carne altrimenti ostici.
Posso affermare che sì, il risultato è stato perfetto.
Quindi... tradotto in soldoni: non occorre spendere un patrimonio per scegliere tagli di carne sicuramente morbida ma, grazie al lungo tempo di cottura e alla bassa intensità del calore, si possono usare anche tagli minori a costo contenuto.
Come ogni spezzatino che si rispetti ho aggiunto carote, patate e piselli, seguendo una delle ricette più tradizionali.
Preparatevi una pagnotta, così da poter fare scarpetta col sughetto. E se ne avanza... si può riciclare come brodo saporito per un risotto, tanto per fare un esempio!
Dosi per 4

-ricetta-
500 g polpa vitello
400 g patate
200 g piselli cotti
2 carote
1 cipolla
1 pomodoro perino
400 ml brodo
olio evo
sale aromatico alle erbe
pepe

Tempo di cottura: 4 h /high.
Taglio la carne a dadi, la infarino e la rosolo a fuoco vivace in una padella appena sporcata da qualche goccia di olio, dopo 5' aggiungo le carote e la cipolla a tocchi. Devo ottenere una bella crosticina abbrustolita senza che le verdure brucino, altrimenti le tolgo prima.
Intanto sbuccio le patate e le taglio a tocchi grandi che appoggio nella pentola.
Nella stessa padella dove ho rosolato la carne riscaldo il brodo.
Metto la carne e le verdure rosolate nella slow-cooker poi verso il brodo. Rosolo anche il pomodoro a fettine e aggiungo anch'esso nella pentola che intanto ho programmato per 4 ore su high.
Salo con una manciatina di sale alle erbe e metto anche del pepe macinato fresco, quindi chiudo col coperchio. Dopo 3 ore di cottura aggiungo i piselli.
Termino di cuocere e dopo un po' di riposo servo in tavola.
Il vantaggio che offre questa pentola è che si può impostare la cottura e poi uscire. Lei nel frattempo cuoce lentamente, silenziosamente e consuma pochissimo.
Una volta terminata la cottura mantiene il tutto tiepido.



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