Buona domenica ai golosi che attendono l'abituale appuntamento col dolce!
Alzi la mano chi non ha quattro pesche in frigorifero che stanno appassendo raggrinzendosi tutte.
Quando fa caldo se le si lascia fuori dal frigorifero si riempiono di moscerini e marciscono velocemente.
Ma in frigorifero si ammosciano.
Non rimane che usarle come frutta da dolce.
Almeno se sono troppo mature non si capisce. Nella macedonia invece sono poco gradevoli se mollicce.
La torta di cui vi parlo si impasta in 10' di orologio, il tempo sufficiente perché la frutta si insaporisca con un po' di zucchero e cannella.
Cuocetela direttamente in uno stampo di vetro o ceramica e portatela in tavola senza sformarla.
Magari non ne usciranno fette perfette ma è giusto così, è una torta rustica.
Dosi per 6/8
-ricetta-
4 pesche
150 g zucchero + 2 cucchiai
120 g farina
100 g burro morbido
5 g lievito
3 g cannella in polvere
vaniglia estratto o una bacca grattata
2 uova grandi
zucchero a velo
Lavo le pesche e le taglio a spicchietti senza sbucciarle. Le condisco con la cannella e i due cucchiai di zucchero e le lascio riposare mentre preparo l'impasto.
In una ciotola sbatto con le fruste elettriche il burro con lo zucchero sino a che non si gonfia diventando spumoso.
Allora aggiungo un uovo alla volta sempre sbattendo, poi verso farina, lievito e vaniglia e riduco la velocità al minimo per amalgamare senza smontare del tutto il composto.
Lo verso in uno stampo ben imburrato e sopra accomodo le fettine di pesca.
Cuocio in forno a 180° per circa 50'. Sorvegliate comunque la cottura.
Una volta fredda porto la torta in tavola direttamente nello stampo, ben spolverata di zucchero a velo.
''invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passerà sotto il vostro tetto'' J.A. Brillat-Savarin- Fisiologia del gusto- 1825
domenica 30 luglio 2017
venerdì 28 luglio 2017
Piccoli rolls di wurstel e brisée
Antipastino super veloce.
Anche bello da vedere, ma soprattutto da addentare. Un super classico.
Un rotolo di pasta brisée, wurstel di ottima qualità... che ve lo dico a fare?
Io uso solo quelli dell'Alto Adige del mio macellaio-pusher di fiducia: Walter Pizzinini. Teneri e con un'affumicatura che li mantiene delicati.
Perché è importante la provenienza quando si tratta di queste salsicce alla tedesca, macinate finissime. Bisogna che non ci siano dentro troppi scarti e che i legni dell'affumicatura siano buoni.
Sul web girano spesso video terroristici che diffondono immagini di nefandezze estreme ai danni di consumatori. Quelli sui wurstel vanno per la maggiore, assieme a quelli -improbabili e provenienti da chissà quale parte del mondo, mi viene in mente solo la Cina col suo miliardo e passa di bocche da sfamare...- sui polli, i cui petti vengono artificiosamente gonfiati tramite siringhe ripiene di chissà cosa.
Qui sono certa che possiamo andare sul sicuro, e in commercio si trovano prodotti certificati e di ottima qualità senza doversi recare in Alto Adige. Insomma... è il classico snack all'americana in versione sausage rolls italo-tirolese.
p.s.
Avviso ai naviganti assidui del mio blog: sul finire di questo mese di luglio, le cui mattine sono state piene di lavoro per me -dalle infornate di pomodorini confit alle confetture, declinate in vari gusti-, ho deciso di diradare l'uscita delle ricette.
Questo blog nacque con lo scopo di essere un ricettario on line, un posto dove gli amici potevano reperire le istruzioni per replicare a casa propria una parte di quanto assaggiato di persona chez moi.
Mi sono resa conto che è troppo impegnativo per me il compito di aggiornarlo così assiduamente e non certo perché mi manchino le ricette, ne ho in cartella una fila infinita... quello che scarseggia è il tempo per scriverle e corredarle di fotografie.
Per consentire a me stessa di mantenere la consueta accuratezza e l'entusiasmo necessario, a partire da oggi troverete ogni settimana due ricette salate, per così dire, e la domenica quella di un dessert, un liquore o un cocktail.
Gli appuntamenti si alterneranno di martedì e giovedì o di mercoledì e venerdì, oltre alle domeniche.
Ciao a tutti!
-ricetta-
6 wurstel piuttosto grandi
1 rotolo di pasta brisée
tuorlo d'uovo
Stendo il rotolo di pasta e ci appoggio sopra una prima fila di wurstel. Arrotolo il lembo per ingabbiarli e taglio la pasta. Chiudo a salsicciotto la prima striscia e con un coltello affilato ricavo cerchietti ripieni dello spessore di 1,5 cm.
Li metto su una teglia rivestita di cartaforno. Preparo così tutto il resto della pasta, usando i restanti wurstel.
Quando sono tutti pronti li spennello con il tuorlo emulsionato con un goccio d'acqua e poi inforno per circa 20'. Controllo comunque la cottura, in modo che prendano colore e la pasta cuocia senza bruciare.
Una volta pronti li trasferisco tutti su un piatto da portata, per essere serviti caldi, tiepidi, freddi.
Se volessi renderli ancora più gustosi posso spalmare la pasta con senape forte.
Anche bello da vedere, ma soprattutto da addentare. Un super classico.
Un rotolo di pasta brisée, wurstel di ottima qualità... che ve lo dico a fare?
Io uso solo quelli dell'Alto Adige del mio macellaio-pusher di fiducia: Walter Pizzinini. Teneri e con un'affumicatura che li mantiene delicati.
Perché è importante la provenienza quando si tratta di queste salsicce alla tedesca, macinate finissime. Bisogna che non ci siano dentro troppi scarti e che i legni dell'affumicatura siano buoni.
Sul web girano spesso video terroristici che diffondono immagini di nefandezze estreme ai danni di consumatori. Quelli sui wurstel vanno per la maggiore, assieme a quelli -improbabili e provenienti da chissà quale parte del mondo, mi viene in mente solo la Cina col suo miliardo e passa di bocche da sfamare...- sui polli, i cui petti vengono artificiosamente gonfiati tramite siringhe ripiene di chissà cosa.
Qui sono certa che possiamo andare sul sicuro, e in commercio si trovano prodotti certificati e di ottima qualità senza doversi recare in Alto Adige. Insomma... è il classico snack all'americana in versione sausage rolls italo-tirolese.
p.s.
Avviso ai naviganti assidui del mio blog: sul finire di questo mese di luglio, le cui mattine sono state piene di lavoro per me -dalle infornate di pomodorini confit alle confetture, declinate in vari gusti-, ho deciso di diradare l'uscita delle ricette.
Questo blog nacque con lo scopo di essere un ricettario on line, un posto dove gli amici potevano reperire le istruzioni per replicare a casa propria una parte di quanto assaggiato di persona chez moi.
Mi sono resa conto che è troppo impegnativo per me il compito di aggiornarlo così assiduamente e non certo perché mi manchino le ricette, ne ho in cartella una fila infinita... quello che scarseggia è il tempo per scriverle e corredarle di fotografie.
Per consentire a me stessa di mantenere la consueta accuratezza e l'entusiasmo necessario, a partire da oggi troverete ogni settimana due ricette salate, per così dire, e la domenica quella di un dessert, un liquore o un cocktail.
Gli appuntamenti si alterneranno di martedì e giovedì o di mercoledì e venerdì, oltre alle domeniche.
Ciao a tutti!
-ricetta-
6 wurstel piuttosto grandi
1 rotolo di pasta brisée
tuorlo d'uovo
Stendo il rotolo di pasta e ci appoggio sopra una prima fila di wurstel. Arrotolo il lembo per ingabbiarli e taglio la pasta. Chiudo a salsicciotto la prima striscia e con un coltello affilato ricavo cerchietti ripieni dello spessore di 1,5 cm.
Li metto su una teglia rivestita di cartaforno. Preparo così tutto il resto della pasta, usando i restanti wurstel.
Quando sono tutti pronti li spennello con il tuorlo emulsionato con un goccio d'acqua e poi inforno per circa 20'. Controllo comunque la cottura, in modo che prendano colore e la pasta cuocia senza bruciare.
Una volta pronti li trasferisco tutti su un piatto da portata, per essere serviti caldi, tiepidi, freddi.
Se volessi renderli ancora più gustosi posso spalmare la pasta con senape forte.
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martedì 25 luglio 2017
Spiedini di coniglio con feta e pomodori confit
Il clima ci sta concedendo una gradita tregua. Non mi pare vero di avvertire un po' di freddo di prima mattina, tanto da dover indossare pantaloni e t-shirt a manica lunga. Che piacevole sensazione!
Ciò non di meno le ricette rimangono estive, fresche e veloci.
Avete presente le due falde che si ricavano dalla pancia del coniglio?
Sono lembi magri e sottili, che da un po' di tempo vengono venduti a parte, se il coniglio viene porzionato. In sostanza sono l'equivalente della ventresca di tonno, ma privi di grasso -e non vorremo mica scherzare... la ventresca è tra le parti più pregiate del tonno!.
Cuociono in poco tempo - però si seccano altrettanto velocemente. Non resta che usarli negli spiedini, avendo l'accortezza di farcirli a dovere.
Ovviamente dipende dai gusti. La carne di coniglio è delicata ma ha pur sempre un suo sapore. Questo quando si addenta una coscia, o la sella.
Questi sottili lembi hanno bisogno di essere spinti. Niente di meglio, quindi, di un pezzetto di feta e un pomodoro confit, o secco e conservato sott'olio.
Poi si passano in padella o sulla griglia, o nel forno se non fa troppo caldo.
Diventano un piatto succulento che non ti aspetti. Qui nella mia zona queste sottili fettine tutte magre sono spesso in super offerta: può essere che la gente non le conosca e non le acquisti... sempre a cercare roast-beef o petto di pollo. Ma perché mi chiedo? Aguzzate la vista e cercate le proposte migliori o più interessanti per il portafoglio e... il palato!
L'ultima volta mi si è avvicinata una signora chiedendomi: 'ma saranno buone, costano così poco!' E io: 'dipende da come le cucinerà, buone son buone ma bisogna saperle valorizzare'.
Ecco qui un sistema... cercatele nei market e se sono in offerta, tanto meglio!
Dosi per 4
-ricetta-
400 g fettine sottili di pancia di coniglio
pomodori confit o pomodori secchi sott'olio
200 g feta
olio evo
Premessa: non occorre salare le fettine, c'è la feta che basta e avanza.
Divido i lembi di pancia in due, di solito sono lunghi abbastanza.
Sul tagliere metto qualche lembo e sopra ci appoggio un quadrato di feta e un mezzo pomodoro.
Avvolgo stretto e infilzo 4 o 5 pezzi alla volta su spiedini di legno.
Li ungo con olio evo e li allineo su una placca rivestita di cartaforno oliata, se li cuocerò in forno bastano 10' per parte a 200°.
Invece posso cuocerli su una bistecchiera rovente o in una padella grande, e girarli sino a che non sono ben dorati da ogni lato.
Li servo spolverati di timo, se piace.
Ciò non di meno le ricette rimangono estive, fresche e veloci.
Avete presente le due falde che si ricavano dalla pancia del coniglio?
Sono lembi magri e sottili, che da un po' di tempo vengono venduti a parte, se il coniglio viene porzionato. In sostanza sono l'equivalente della ventresca di tonno, ma privi di grasso -e non vorremo mica scherzare... la ventresca è tra le parti più pregiate del tonno!.
Cuociono in poco tempo - però si seccano altrettanto velocemente. Non resta che usarli negli spiedini, avendo l'accortezza di farcirli a dovere.
Ovviamente dipende dai gusti. La carne di coniglio è delicata ma ha pur sempre un suo sapore. Questo quando si addenta una coscia, o la sella.
Questi sottili lembi hanno bisogno di essere spinti. Niente di meglio, quindi, di un pezzetto di feta e un pomodoro confit, o secco e conservato sott'olio.
Poi si passano in padella o sulla griglia, o nel forno se non fa troppo caldo.
Diventano un piatto succulento che non ti aspetti. Qui nella mia zona queste sottili fettine tutte magre sono spesso in super offerta: può essere che la gente non le conosca e non le acquisti... sempre a cercare roast-beef o petto di pollo. Ma perché mi chiedo? Aguzzate la vista e cercate le proposte migliori o più interessanti per il portafoglio e... il palato!
L'ultima volta mi si è avvicinata una signora chiedendomi: 'ma saranno buone, costano così poco!' E io: 'dipende da come le cucinerà, buone son buone ma bisogna saperle valorizzare'.
Ecco qui un sistema... cercatele nei market e se sono in offerta, tanto meglio!
Dosi per 4
-ricetta-
400 g fettine sottili di pancia di coniglio
pomodori confit o pomodori secchi sott'olio
200 g feta
olio evo
Premessa: non occorre salare le fettine, c'è la feta che basta e avanza.
Divido i lembi di pancia in due, di solito sono lunghi abbastanza.
Sul tagliere metto qualche lembo e sopra ci appoggio un quadrato di feta e un mezzo pomodoro.
Avvolgo stretto e infilzo 4 o 5 pezzi alla volta su spiedini di legno.
Li ungo con olio evo e li allineo su una placca rivestita di cartaforno oliata, se li cuocerò in forno bastano 10' per parte a 200°.
Invece posso cuocerli su una bistecchiera rovente o in una padella grande, e girarli sino a che non sono ben dorati da ogni lato.
Li servo spolverati di timo, se piace.
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domenica 23 luglio 2017
Torta al cacao e caffè con lamponi
Un mezzo recupero. Avevo un cestino di lamponi da consumare, sapete com'è, se si lasciano qualche giorno in frigorifero si rischia di trovarli pieni di muffa all'interno...
Allora leggo di questa torta che si impasta in pochi minuti, senza burro ma con latticello (o kefir) e con farina integrale. Il cacao si abbina molto bene coi lamponi.
In effetti fa sempre comodo avere ricette veloci a portata di mano, per una voglia o necessità improvvisa di dolce.
Va bene, ci provo. Tanto faccio subito. Erano i giorni di Caronte ma all'alba di domenica 25 aveva piovuto molto e le temperature si erano finalmente abbassate, perciò ne ho subito approfittato per preparare dei pomodori confit.
Il forno era pertanto già caldo, quindi senza indugi ho pesato gli ingredienti, che nell'originale sono in cups.
Aggiungo di mia testa i lamponi.
Be', esperimento più che riuscito. Appena versata nello stampo sembrava molto liquida (tra kefir e caffè i liquidi non mancano) ma dopo 20' in forno era già ben rappresa.
Dosi per 8
-ricetta-
120 g farina integrale
90 g zucchero bianco
80 g zucchero di canna chiaro
30 g farina di mandorle
30 g cacao amaro
80 g lamponi freschi
30 g mirtilli rossi disidratati
120 ml buttermilk, latticello o kefir
110 ml caffè forte e caldo
30 ml olio semi
1 uovo grande
6 g lievito
3 g bicarbonato
vaniglia, estratto naturale
sale
Nella ciotola mescolo farina, zucchero bianco, cacao, farina di mandorle, lievito, bicarbonato e sale.
Poi verso il kefir, lo zucchero di canna, l'uovo, l'olio e la vaniglia. Per ultimo aggiungo il caffè.
Con le fruste elettriche sbatto il tutto per 2' alla massima velocità.
Verso la pastella in uno stampo da dolci rivestito di cartaforno bagnata e strizzata, cospargo prima coi mirtilli disidratati e poi distribuisco i lamponi.
Cuocio in forno a 170° per 35' circa.
Sforno la torta, dopo 10' la trasferisco su una gratella perché raffreddi a dovere e quindi la spolvero con abbondante zucchero a velo.
Allora leggo di questa torta che si impasta in pochi minuti, senza burro ma con latticello (o kefir) e con farina integrale. Il cacao si abbina molto bene coi lamponi.
In effetti fa sempre comodo avere ricette veloci a portata di mano, per una voglia o necessità improvvisa di dolce.
Va bene, ci provo. Tanto faccio subito. Erano i giorni di Caronte ma all'alba di domenica 25 aveva piovuto molto e le temperature si erano finalmente abbassate, perciò ne ho subito approfittato per preparare dei pomodori confit.
Il forno era pertanto già caldo, quindi senza indugi ho pesato gli ingredienti, che nell'originale sono in cups.
Aggiungo di mia testa i lamponi.
Be', esperimento più che riuscito. Appena versata nello stampo sembrava molto liquida (tra kefir e caffè i liquidi non mancano) ma dopo 20' in forno era già ben rappresa.
Dosi per 8
-ricetta-
120 g farina integrale
90 g zucchero bianco
80 g zucchero di canna chiaro
30 g farina di mandorle
30 g cacao amaro
80 g lamponi freschi
30 g mirtilli rossi disidratati
120 ml buttermilk, latticello o kefir
110 ml caffè forte e caldo
30 ml olio semi
1 uovo grande
6 g lievito
3 g bicarbonato
vaniglia, estratto naturale
sale
Nella ciotola mescolo farina, zucchero bianco, cacao, farina di mandorle, lievito, bicarbonato e sale.
Poi verso il kefir, lo zucchero di canna, l'uovo, l'olio e la vaniglia. Per ultimo aggiungo il caffè.
Con le fruste elettriche sbatto il tutto per 2' alla massima velocità.
Verso la pastella in uno stampo da dolci rivestito di cartaforno bagnata e strizzata, cospargo prima coi mirtilli disidratati e poi distribuisco i lamponi.
Sforno la torta, dopo 10' la trasferisco su una gratella perché raffreddi a dovere e quindi la spolvero con abbondante zucchero a velo.
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sabato 22 luglio 2017
Insalata fiume/orto/frutteto
C'è la mare-monti e io ho creato la fiume-ortofrutta.
Filetti di trota salmonata e marinata (da me), distribuiti su un letto di verdure e frutta.
Un piatto in technicolor che rallegra la tavola appagando la vista -dicono che il piacere a tavola inizi con gli occhi- e il palato.
Per fare la marinatura del pesce guardate il procedimento nell'apposita pagina di trucchi e segreti, ossia cliccate QUI per il link alla ricetta. Scorrete tutti i consigli, arrivate in fondo alla pagina e applicate lo stesso procedimento che per il gravlax di salmone. È semplicissimo e potete anche farlo in anticipo; magari trovate filetti polposi di trota in offerta oppure qualche amico pescatore, come capita di sovente a me, ve ne dona qualcuno. Io li preparo e poi li metto sottovuoto e li congelo, pronti all'uso. Spesso sono di trota salmonata, ma va benissimo anche l'iridea.
Quanto all'abbellimento del piatto e alle verdure e frutti di accompagnamento: seguite la stagione e il vostro gusto.
Essendo estate ho messo pesche nettarine, dolci e succose, assieme ai soliti spinacini freschi con dadini di avocado al lime.
Però potreste usare melone, cetrioli freschi (di quelli piccoli e croccanti da conserva), soncino o rucola, se preferite. Anche dell'anguria a cubetti.
È interessante il matrimonio tra dolce e salato, già ricercato nella marinatura con zucchero di canna e sale grosso del pesce. L'importante è aggiungere una nota acidula che, oltre al succo di lime, potreste apportare con lamponi o spicchi di pompelmo pelati a vivo. O meravigliosi limoni DOP di Sorrento. Insomma, avete capito. Io vi do l'imput e voi modificate secondo gusti e materie prime a disposizione.
La parola d'ordine è osare! Poi, se doveste avere dubbi, potete sempre chiedermi consiglio.
Dosi per 6
-ricetta-
350 g filetti di trota marinata
100 g spinacini freschi
2 pesche nettarine
1 avocado, maturo al punto giusto
1 lime
olio evo
sale, zucchero di canna
Pelo e riduco a dadi l'avocado, lo bagno col succo del lime e lo condisco con un cucchiaino di sale in fiocchi. Lascio riposare 15'.
Prendo un grande piatto da portata e ne ricopro il fondo con un letto di spinacini.
Sopra accomodo il filetto di trota sfilacciato con le mani, aggiungo le pesche a spicchietti e condisco con ancora un pizzico di fleur de sel e un velo d'olio. Grattugio anche la scorza del lime.
Porto in tavola dopo un riposo di 10'.
Filetti di trota salmonata e marinata (da me), distribuiti su un letto di verdure e frutta.
Un piatto in technicolor che rallegra la tavola appagando la vista -dicono che il piacere a tavola inizi con gli occhi- e il palato.
Per fare la marinatura del pesce guardate il procedimento nell'apposita pagina di trucchi e segreti, ossia cliccate QUI per il link alla ricetta. Scorrete tutti i consigli, arrivate in fondo alla pagina e applicate lo stesso procedimento che per il gravlax di salmone. È semplicissimo e potete anche farlo in anticipo; magari trovate filetti polposi di trota in offerta oppure qualche amico pescatore, come capita di sovente a me, ve ne dona qualcuno. Io li preparo e poi li metto sottovuoto e li congelo, pronti all'uso. Spesso sono di trota salmonata, ma va benissimo anche l'iridea.
Quanto all'abbellimento del piatto e alle verdure e frutti di accompagnamento: seguite la stagione e il vostro gusto.
Essendo estate ho messo pesche nettarine, dolci e succose, assieme ai soliti spinacini freschi con dadini di avocado al lime.
Però potreste usare melone, cetrioli freschi (di quelli piccoli e croccanti da conserva), soncino o rucola, se preferite. Anche dell'anguria a cubetti.
È interessante il matrimonio tra dolce e salato, già ricercato nella marinatura con zucchero di canna e sale grosso del pesce. L'importante è aggiungere una nota acidula che, oltre al succo di lime, potreste apportare con lamponi o spicchi di pompelmo pelati a vivo. O meravigliosi limoni DOP di Sorrento. Insomma, avete capito. Io vi do l'imput e voi modificate secondo gusti e materie prime a disposizione.
La parola d'ordine è osare! Poi, se doveste avere dubbi, potete sempre chiedermi consiglio.
Dosi per 6
-ricetta-
350 g filetti di trota marinata
100 g spinacini freschi
2 pesche nettarine
1 avocado, maturo al punto giusto
1 lime
olio evo
sale, zucchero di canna
Pelo e riduco a dadi l'avocado, lo bagno col succo del lime e lo condisco con un cucchiaino di sale in fiocchi. Lascio riposare 15'.
Prendo un grande piatto da portata e ne ricopro il fondo con un letto di spinacini.
Sopra accomodo il filetto di trota sfilacciato con le mani, aggiungo le pesche a spicchietti e condisco con ancora un pizzico di fleur de sel e un velo d'olio. Grattugio anche la scorza del lime.
Porto in tavola dopo un riposo di 10'.
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giovedì 20 luglio 2017
Uova indiavolate
Quelle che in inglese si chiamano deviled eggs. Ovviamente la salsina che ricopre il tuorlo può essere più o meno piccante: a seconda dei gusti, dell'abbinamento, dell'occasione.
Un antipasto che va bene sempre, non solo in occasione dei pranzi pasquali. Anzi, d'estate risultano particolarmente gradite.
Per servirle mi sono tenuta da parte le scatolette dei prodotti ittici di una famosa ditta francese, le cui boutique si trovano in quasi tutti i più famosi paesi costieri non solo del Mediterraneo ma anche della costa atlantica francese. Si tratta della Conserverie La belle-iloise che produce centinaia di varianti a base di pesce azzurro, zuppe e vellutate sempre a base di pesce e crostacei e ha una grafica assolutamente accattivante nel packaging.
Una volta aperti, lavo bene e conservo i contenitori per utilizzarli come piattini monoporzione. Li trovo fantastici e rallegrano la tavola.
Tra le mille varianti ve ne propongo una leggera e riarrangiata alla mia maniera, lasciando il tuorlo nella sua sede e ricoprendolo di salsa.
-ricetta-
6 uova sode
3 cucchiai di maionese
1 cucchiaio di senape
1 cucchiaio di yogurt greco
3 cetriolini in agrodolce
3 cipolline in agrodolce
mezza arancia spremuta
qualche goccia di tabasco
foglie di lattughino per decorare
Faccio rassodare le uova immergendole in acqua bollente per 6'.
Per evitare che il guscio si fratturi devono essere a temperatura ambiente e inoltre aggiungo all'acqua bollente un cucchiaio di aceto.
Le scolo subito e le tuffo in acqua e ghiaccio, così si raffreddano in fretta e si pelano più facilmente.
Quando sono cotte per 6' il tuorlo è sodo ma non gessoso e resta delicato da maneggiare, quindi non posso usare il trucchetto del vasetto pieno d'acqua per pelarle più facilmente.
Preparo le scatolette foderandole con una foglia di lattughino e ci appoggio mezzo uovo.
In una ciotola mescolo le salse col succo d'arancia e lo yogurt. Doso il tabasco con moderazione. Aggiungo cetriolini e cipolline tritati finemente, mescolo e verso una cucchiaiata del composto ottenuto sopra ogni tuorlo.
Naturalmente i cetriolini possono essere sostituiti da olive, da un trito di erbe aromatiche, dal verde di piccoli cipollotti ecc. ecc. Se piace si possono anche aggiungere del tonno, sgombri o sardine. O acciughe.
Un antipasto che va bene sempre, non solo in occasione dei pranzi pasquali. Anzi, d'estate risultano particolarmente gradite.
Per servirle mi sono tenuta da parte le scatolette dei prodotti ittici di una famosa ditta francese, le cui boutique si trovano in quasi tutti i più famosi paesi costieri non solo del Mediterraneo ma anche della costa atlantica francese. Si tratta della Conserverie La belle-iloise che produce centinaia di varianti a base di pesce azzurro, zuppe e vellutate sempre a base di pesce e crostacei e ha una grafica assolutamente accattivante nel packaging.
Una volta aperti, lavo bene e conservo i contenitori per utilizzarli come piattini monoporzione. Li trovo fantastici e rallegrano la tavola.
Tra le mille varianti ve ne propongo una leggera e riarrangiata alla mia maniera, lasciando il tuorlo nella sua sede e ricoprendolo di salsa.
-ricetta-
6 uova sode
3 cucchiai di maionese
1 cucchiaio di senape
1 cucchiaio di yogurt greco
3 cetriolini in agrodolce
3 cipolline in agrodolce
mezza arancia spremuta
qualche goccia di tabasco
foglie di lattughino per decorare
Faccio rassodare le uova immergendole in acqua bollente per 6'.
Per evitare che il guscio si fratturi devono essere a temperatura ambiente e inoltre aggiungo all'acqua bollente un cucchiaio di aceto.
Le scolo subito e le tuffo in acqua e ghiaccio, così si raffreddano in fretta e si pelano più facilmente.
Quando sono cotte per 6' il tuorlo è sodo ma non gessoso e resta delicato da maneggiare, quindi non posso usare il trucchetto del vasetto pieno d'acqua per pelarle più facilmente.
Preparo le scatolette foderandole con una foglia di lattughino e ci appoggio mezzo uovo.
In una ciotola mescolo le salse col succo d'arancia e lo yogurt. Doso il tabasco con moderazione. Aggiungo cetriolini e cipolline tritati finemente, mescolo e verso una cucchiaiata del composto ottenuto sopra ogni tuorlo.
Naturalmente i cetriolini possono essere sostituiti da olive, da un trito di erbe aromatiche, dal verde di piccoli cipollotti ecc. ecc. Se piace si possono anche aggiungere del tonno, sgombri o sardine. O acciughe.
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martedì 18 luglio 2017
Sandwich di zucchine tonde, stile parmigiana
Arriva il fine settimana e il solito orticoltore naif mi riempie di zucchine di varie forme e colori. Molte di queste sarebbero oramai da seminare... e vabbè, la mia filosofia è di sprecare il minimo indispensabile pertanto vedo di fare il possibile per utilizzare tutto quello che è recuperabile.
Da quelle tonde ricavo fette regolari che, se non sono troppo infarcite di semi grandi e bianchi, passo sulla griglia calda.
Poi le assemblo a torretta preparando dei sandwich, conditi da una salsa di pomodoro e fettine di mozzarella, con tanto basilico.
Insomma, diventano una parmigiana oppure degli hamburger vegetariani, a seconda di come le vogliamo vedere.
Ad ogni modo è un recupero goloso e gradito a tutti.
Ne approfitto per dare il benvenuto tra i miei followers agli ultimi due iscritti. Bene arrivati, spero vi troverete bene qui nella mia cucina!
-ricetta-
2 zucchine tonde
2 fiordilatte
salsa di pomodori freschi
olio evo
sale
Ricavo fette di un buono spessore dalle zucchine, le salo e dopo averle fatte spurgare per una mezz'ora le tampono con carta da cucina e le metto a grigliare.
Ne stendo la metà su una pirofila o una placca rivestita di cartaforno e appena oliata.
Le condisco con un cucchiaio di salsa di pomodori freschi e sopra ci appoggio una fettina di fiordilatte, che ho fatto prima sgocciolare sino a renderlo bene asciutto.
Ricopro con un'altra rondella di zucchina e con dell'altra salsa di pomodoro.
Se mi avanza metto anche fiordilatte sbriciolato. Ungo con qualche goccia di olio e inforno a 200° per 15'.
Lascio intiepidire e porto in tavola i sandwich, a seconda di quanti ne ho preparati saranno un contorno sostanzioso oppure un secondo.
Da quelle tonde ricavo fette regolari che, se non sono troppo infarcite di semi grandi e bianchi, passo sulla griglia calda.
Poi le assemblo a torretta preparando dei sandwich, conditi da una salsa di pomodoro e fettine di mozzarella, con tanto basilico.
Insomma, diventano una parmigiana oppure degli hamburger vegetariani, a seconda di come le vogliamo vedere.
Ad ogni modo è un recupero goloso e gradito a tutti.
Ne approfitto per dare il benvenuto tra i miei followers agli ultimi due iscritti. Bene arrivati, spero vi troverete bene qui nella mia cucina!
-ricetta-
2 zucchine tonde
2 fiordilatte
salsa di pomodori freschi
olio evo
sale
Ricavo fette di un buono spessore dalle zucchine, le salo e dopo averle fatte spurgare per una mezz'ora le tampono con carta da cucina e le metto a grigliare.
Ne stendo la metà su una pirofila o una placca rivestita di cartaforno e appena oliata.
Le condisco con un cucchiaio di salsa di pomodori freschi e sopra ci appoggio una fettina di fiordilatte, che ho fatto prima sgocciolare sino a renderlo bene asciutto.
Ricopro con un'altra rondella di zucchina e con dell'altra salsa di pomodoro.
Se mi avanza metto anche fiordilatte sbriciolato. Ungo con qualche goccia di olio e inforno a 200° per 15'.
Lascio intiepidire e porto in tavola i sandwich, a seconda di quanti ne ho preparati saranno un contorno sostanzioso oppure un secondo.
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domenica 16 luglio 2017
Le triple G
Oggi saliamo di gradazione... come se ce ne fosse bisogno, col caldo!
Per una volta metto da parte i grassi e gli zuccheri raffinati e lascio il posto ai gradi alcolici e agli zuccheri che si portano appresso. A un grammo di alcol corrisponde un grammo di glucidi.
Lo sappiamo bene, ma una volta ogni tanto...
Questo è un nuovo cocktail a base di gin che il consorte ha inventato per me.
Chiamato Triple G perché nella sua composizione ci sono tre differenti tipi di questo distillato, che sta tornando di gran voga dopo anni di oblio. Considerato un tempo un liquore da 'ubriaconi', con la nuova tendenza tra i giovani ad apprezzare i superalcolici sta riguadagnando terreno.
Distillato da molteplici erbe aromatiche, sta vivendo un momento di gran moda e io, che l'ho sempre apprezzato, ne acquisto molti e tutti diversi.
Ma veniamo alla ricetta. Non occorre shakerare, basta un bicchiere grande tipo Boston.
Ovviamente mentre lui veste i panni del barman io mi dedico alla preparazione di qualche stuzzichino di accompagnamento.
-ricetta-
20 ml gin Ten
20 ml gin Mare
20 ml gin Botanist
15 ml Martini Dry
1 spruzzo di orange bitter o Angostura
Mio marito mentre prepara i bicchieri, le classiche coppe da Martini, passa sul bordo un pezzetto di scorza di arancia o lime, perché rilasci parte degli oli aromatici. E le ghiaccia bene lasciandoci alcuni cubetti di ghiaccio all'interno.
Mette nel mixer 7/8 cubetti di ghiaccio e poi tutti i distillati. Agita molto bene per raffreddare, poi versa nelle coppe dalle quali ha eliminato il ghiaccio, filtrando con lo strainer.
Per una volta metto da parte i grassi e gli zuccheri raffinati e lascio il posto ai gradi alcolici e agli zuccheri che si portano appresso. A un grammo di alcol corrisponde un grammo di glucidi.
Lo sappiamo bene, ma una volta ogni tanto...
Questo è un nuovo cocktail a base di gin che il consorte ha inventato per me.
Chiamato Triple G perché nella sua composizione ci sono tre differenti tipi di questo distillato, che sta tornando di gran voga dopo anni di oblio. Considerato un tempo un liquore da 'ubriaconi', con la nuova tendenza tra i giovani ad apprezzare i superalcolici sta riguadagnando terreno.
Distillato da molteplici erbe aromatiche, sta vivendo un momento di gran moda e io, che l'ho sempre apprezzato, ne acquisto molti e tutti diversi.
Ma veniamo alla ricetta. Non occorre shakerare, basta un bicchiere grande tipo Boston.
Ovviamente mentre lui veste i panni del barman io mi dedico alla preparazione di qualche stuzzichino di accompagnamento.
-ricetta-
20 ml gin Ten
20 ml gin Mare
20 ml gin Botanist
15 ml Martini Dry
1 spruzzo di orange bitter o Angostura
Mio marito mentre prepara i bicchieri, le classiche coppe da Martini, passa sul bordo un pezzetto di scorza di arancia o lime, perché rilasci parte degli oli aromatici. E le ghiaccia bene lasciandoci alcuni cubetti di ghiaccio all'interno.
Mette nel mixer 7/8 cubetti di ghiaccio e poi tutti i distillati. Agita molto bene per raffreddare, poi versa nelle coppe dalle quali ha eliminato il ghiaccio, filtrando con lo strainer.
sabato 15 luglio 2017
Cartocci a sorpresa di pasta fillo
Cosa fare se ci si ritrova con qualche foglio di pasta fillo che avanza?
A me capita quasi sempre e mi preme utilizzarla prima che si guasti o si secchi in modo irreparabile.
Aspettavo amici a cena e mi è venuta l'idea di fare dei cartocci per antipasto, ripieni di cipolle, pomodori secchi e confit e formaggio, sceglietene voi uno che preferite o che avete a disposizione.
Per tenere assieme i cartocci li ho formati e cotti in piccole cocotte di ceramica dalle quali li ho tolti poco prima di portarli in tavola, croccanti e scrocchianti.
Naturalmente potete decidere di variare il ripieno, ma vi posso assicurare che l'insieme di cipolle stufate e pomodori con quel tanto di formaggio che serve non è niente male.
Non mi resta che aggiungere... buon appetito a tutti!
Dosi per 4
-ricetta-
4 fogli grandi di pasta fillo
2 cipolle tritate
8 pomodorini confit
8 pomodori secchi sott'olio tritati
100 g toma stagionata
olio evo
sale
Stufo le cipolle tritate in poco olio con un pizzico di sale, le faccio appassire lentamente senza che brucino, devono rimanere morbide e asciutte.
Prendo 4 cocotte e le ungo, poi piego in 4 il foglio di pasta fillo che ho leggermente oliato e lo metto nella cocotte facendolo sbordare, dato che una volta farcito devo poter chiudere il cartoccio.
Mescolo le cipolle coi pomodori secchi tritati e ne metto una cucchiaiata abbondante sul fondo, faccio poi un strato di formaggio ridotto a dadini piccoli e per finire due pomodorini confit.
Richiudo i cartocci stringendo i lembi di pasta fillo e li ungo in superficie.
Faccio cuocere per 25' a 200°, li lascio riposare 5' e poi li sformo, portandoli subito in tavola per apprezzarne la friabilità.
A me capita quasi sempre e mi preme utilizzarla prima che si guasti o si secchi in modo irreparabile.
Aspettavo amici a cena e mi è venuta l'idea di fare dei cartocci per antipasto, ripieni di cipolle, pomodori secchi e confit e formaggio, sceglietene voi uno che preferite o che avete a disposizione.
Per tenere assieme i cartocci li ho formati e cotti in piccole cocotte di ceramica dalle quali li ho tolti poco prima di portarli in tavola, croccanti e scrocchianti.
Naturalmente potete decidere di variare il ripieno, ma vi posso assicurare che l'insieme di cipolle stufate e pomodori con quel tanto di formaggio che serve non è niente male.
Non mi resta che aggiungere... buon appetito a tutti!
Dosi per 4
-ricetta-
4 fogli grandi di pasta fillo
2 cipolle tritate
8 pomodorini confit
8 pomodori secchi sott'olio tritati
100 g toma stagionata
olio evo
sale
Stufo le cipolle tritate in poco olio con un pizzico di sale, le faccio appassire lentamente senza che brucino, devono rimanere morbide e asciutte.
Prendo 4 cocotte e le ungo, poi piego in 4 il foglio di pasta fillo che ho leggermente oliato e lo metto nella cocotte facendolo sbordare, dato che una volta farcito devo poter chiudere il cartoccio.
Mescolo le cipolle coi pomodori secchi tritati e ne metto una cucchiaiata abbondante sul fondo, faccio poi un strato di formaggio ridotto a dadini piccoli e per finire due pomodorini confit.
Richiudo i cartocci stringendo i lembi di pasta fillo e li ungo in superficie.
Faccio cuocere per 25' a 200°, li lascio riposare 5' e poi li sformo, portandoli subito in tavola per apprezzarne la friabilità.
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giovedì 13 luglio 2017
Un contorno semplice di finocchi e radicchio, sì però arrostiti!
Quante volte non si sa con cosa abbinare un secondo? Che sia di carne, pesce, formaggi o salumi, a me piace variare dalla solita insalata. I pomodori sono quasi sempre in tavola, perché li amo smodatamente, però non sono mai soli e aggiungo anche un'altra verdura.
Di volta in volta tocca a quel che c'è.
Le spesse foglie esterne dei finocchi sono carnose ma anche un po' fibrose e pertanto è meglio brasarle, così diventano più appetibili.
Poi è capitato che avessi due cespi di radicchio a palla. Aperti in due e passati sulla piastra rovente appena unta d'olio sono diventati immediatamente più invitanti.
Tante volte non ci si pensa... e si rimane fossilizzati nelle solite abitudini. Invece d'estate è importante introdurre fibre e ortaggi, per reintegrare i sali minerali che si disperdono con la sudorazione.
E poi io adoro tutte le verdure in generale, cotte o crude che siano.
-ricetta-
2 finocchi
2 cespi di radicchio di Chioggia
olio evo
aglio in polvere o fresco
sale
Pulisco i finocchi e conservo i cuori da mangiare crudi in pinzimonio, intinti in un buon olio extravergine d'oliva.
Ricavo spicchi dalle foglie più esterne, spesse e fibrose.
Apro in due i cespi di radicchio, li metto in ammollo in una ciotola d'acqua per verificare che non ci siano residui di terra/sabbia e quindi li scolo bene e li tampono con carta da cucina.
Scaldo una bistecchiera appena unta di olio, non troppo perché brucerebbe. Solo quello necessario per non fare attaccare le foglie del radicchio.
Quando è rovente ci appoggio l'insalata con la parte tagliata rivolta verso il basso e la faccio rosolare per 3/4', poi la giro e dopo altri 2' la tolgo e la metto su un vassoio, la condisco con qualche scaglietta di sale e appena un'idea di polvere d'aglio, oppure uso uno spicchio fresco spremuto o tritato finissimo (sempre se piace).
I finocchi invece li faccio brasare in una padella con un filo d'olio, li spolvero di sale e pepe e li salto sino a che non sono ben colorati e caramellati.
Metto anche loro nello stesso vassoio e completo con un filo di ottimo olio evo a crudo prima di portare in tavola.
Di volta in volta tocca a quel che c'è.
Le spesse foglie esterne dei finocchi sono carnose ma anche un po' fibrose e pertanto è meglio brasarle, così diventano più appetibili.
Poi è capitato che avessi due cespi di radicchio a palla. Aperti in due e passati sulla piastra rovente appena unta d'olio sono diventati immediatamente più invitanti.
Tante volte non ci si pensa... e si rimane fossilizzati nelle solite abitudini. Invece d'estate è importante introdurre fibre e ortaggi, per reintegrare i sali minerali che si disperdono con la sudorazione.
E poi io adoro tutte le verdure in generale, cotte o crude che siano.
-ricetta-
2 finocchi
2 cespi di radicchio di Chioggia
olio evo
aglio in polvere o fresco
sale
Pulisco i finocchi e conservo i cuori da mangiare crudi in pinzimonio, intinti in un buon olio extravergine d'oliva.
Ricavo spicchi dalle foglie più esterne, spesse e fibrose.
Apro in due i cespi di radicchio, li metto in ammollo in una ciotola d'acqua per verificare che non ci siano residui di terra/sabbia e quindi li scolo bene e li tampono con carta da cucina.
Scaldo una bistecchiera appena unta di olio, non troppo perché brucerebbe. Solo quello necessario per non fare attaccare le foglie del radicchio.
Quando è rovente ci appoggio l'insalata con la parte tagliata rivolta verso il basso e la faccio rosolare per 3/4', poi la giro e dopo altri 2' la tolgo e la metto su un vassoio, la condisco con qualche scaglietta di sale e appena un'idea di polvere d'aglio, oppure uso uno spicchio fresco spremuto o tritato finissimo (sempre se piace).
I finocchi invece li faccio brasare in una padella con un filo d'olio, li spolvero di sale e pepe e li salto sino a che non sono ben colorati e caramellati.
Metto anche loro nello stesso vassoio e completo con un filo di ottimo olio evo a crudo prima di portare in tavola.
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