mercoledì 10 gennaio 2018

Sugo di prataioli e pomodori secchi

Ditemi come si fa a rimanere a piedi, all'improvviso e senza nessuna avvisaglia, col frigorifero, il 4 di gennaio. E ancora non so nulla dall'assistenza. Grazie 2018, hai iniziato col botto e per giunta le temperature, sottozero sino alla fine dell'anno, si sono rialzate verso massime di 10°, e io ho molta roba all'aperto. Dovete sapere che la capienza del mio frigorifero è superiore ai 600 l, per cui la massa di cassette e borsoni che albergano nella mia dispensa a cielo aperto è notevole. A causa di ciò, in questi giorni ho cucinato dando la precedenza a quanto di più deperibile ci fosse da consumare. Mettendo da parte ricette che avevo pensato con cura per rimpinguare gli amici prima di un agognato periodo di sosta. Così mi ritrovo a proporvi una ricetta che ho preparato la scorsa estate al mare, ma più che mai ripetibile anche d'inverno.
Un condimento per gnocchetti sardi o cavatelli sempre attuale, questo che vedete in foto l'ho fatto con prataioli non coltivati ma raccolti nel verde prato di Regina, all'Elba.
Al posto di freschi prataioli si possono usare champignon de Paris coltivati. Sono buoni allo stesso modo.
Insomma, mi trovavo da lei una mattina per fare la rabdomante. Vi spiego.
Lei stava cercando una vena d'acqua per far scavare un nuovo pozzo, che quello vecchio si è prosciugato. Mi dice che ha chiamato il geologo e che questi le ha indicato due punti possibili, dove dovrebbe esserci la vena d'acqua.
Io le confesso di essere molto 'magnetica'. Al che mi mette in mano due bacchette a forma di L in metallo sottile. Mi spiega come impugnarle senza stringerle troppo e mi chiede di percorrere il suo meraviglioso prato all'inglese, che cura con passione maniacale.
Io le sorrido scettica. "Sei sicura? Guarda che mi sembra una cosa assurda", le dico.
"Non ti preoccupare" mi risponde. "Tu cammina..."
Eseguo pensando tra me e me che non succederà nulla. Invece le bacchette non solo si sono incrociate, si sono completamente richiuse su loro stesse in uno dei due punti in cui il geologo le aveva ipotizzato esserci la vena. Incredula e scettica le chiedo di provare lei. Niente. Camminava impugnando queste due bacchette che le restavano in mano senza oscillare neanche di un millimetro.
E sì, lo sapevo di essere strana, ma averne una conferma così palese ti lascia un po' scosso.
Ma che c'entra con la ricetta? C'entra perché attraversando il campo scorgo diversi prataioli, belli grandi ma ancora chiusi. Naturalmente non potevo fare altro che tornare a raccoglierli dopo aver espletato il compito di stregoneria. Dopodiché ho provveduto a cucinarli nel seguente modo.

-ricetta-
6 prataioli
4 falde di pomodori secchi sott'olio
1 spicchio aglio confit
prezzemolo
qualche ago di rosmarino
olio evo
sale

Trito i pomodori secchi, scolati dall'olio di conservazione, a cubetti.
Pulisco i funghi, quelli di Regina erano persino privi di residui terrosi, e li affetto.
Scaldo un velo d'olio in una padella e lo profumo con uno spicchio di aglio confit, ci rosolo i funghi spolverandoli di sale. Lascio evaporare la poca acqua che emettono prima di aggiungere i pomodori, il prezzemolo e qualche ago di rosmarino tritati.
Fatto. Il sugo è pronto per condire gnocchetti o cavatelli freschi saltati direttamente nella padella nella quale l'ho preparato assieme a un goccio della loro acqua di cottura.




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