martedì 1 gennaio 2013

La Vasilopita, pane dolce di San Basilio


Buongiorno amici!
Buon primo dell'anno e ben arrivato 2013, se sarai un buon anno potremo dirlo solo tra 364 giorni.
Per il momento facciamo tutti gli scongiuri possibili e attacchiamoci anche alle tradizioni benaugurali degli altri paesi, oltre che alle nostre, purchè l'anno nuovo sia migliore di questo disastroso 2012, bisesto e funesto, che ci ha lasciato.
Sulla tavola del Cenone di San Silvestro ho messo uva, chicchi di melagrana, riso, lenticchie e zampone, tutto quanto potesse portare bene, ma siccome di fortuna ce ne vorrà molta per uscire da questi periodacci (in ogni senso) non contenta ho voluto preparare la torta benaugurale greca, la "vasilopita" o pane dolce di San Basilio detto il Grande, arcivescovo di Caesarea in Cappadocia, che commissionò alle donne della città di confezionare pani dolci al cui interno inserire monete. Un espediente per restituire onerosi balzelli pagati all'imperatore, senza offendere il popolo. Non era un'elemosina ma tasse ingiuste, già pagate, che l'imperatore stesso aveva riconosciuto come onerose e non dovute.
Nella tradizione dei popoli c'è anche la Galette des rois, classica torta dell'Epifania francese, dedicata ai Re Magi. La preparerò per la Befana, stay tuned.
Entrambe queste torte sono caratterizzate da un intruso nel ripieno, la classica fève per i francesi, una monetina per i greci, che funge da portafortuna per chi se la troverà nella fetta.
L'impasto è molto differente tra le due, una torta soffice e alta per la vasilopita, due dischi di sfoglia con una crema frangipane all'interno per la galette.
Moltissimi anni fa la scoprii a casa di amici, quando una loro parente greca la portò a Milano da Atene, e ricordo bene il suo gusto particolare.
Poi la trovai per caso in una pasticceria a Cologno Monzese, ma occorre prenotarla con molto anticipo.
Da qui la decisione di cimentarmi, tanto più che ho anche a disposizione la mastika, una speciale resina greca che viene estratta dagli arbusti di lentisco che crescono nell'isola di Chios, estrema isola dell'Egeo molto vicina alla costa turca.
Solo nel sud di quest'isola i lentischi producono le gocce di questa resina dalle molteplici proprietà salutari, che in Grecia viene spesso mescolata a dolci, bevande e pietanze.
Io ovviamente ce l'ho perchè me l'ha riportata da uno dei suoi viaggi Gina, lei mi consigliò di masticarla a mo' di chewing gum per deodorare l'alito. Ora ho scoperto che nella ricetta della vasilopita non può mancare.
Per tritarla basta pestarla in un mortaio. Ne basta davvero pochissima, apparentemente non ha molto odore, mentre durante la cottura sprigiona il suo inconfondibile profumo.
Ho cercato la ricetta originale in vari siti greci terminando la mia ricerca su Honest Cooking, un sito aggregatore newyorkese, dove credo di aver trovato quella che fa al caso mio, col solito gran lavoro di conversione dei pesi.
Le dosi sono per una torta piuttosto grande (in Grecia non ho mai visto dolci di proporzioni mignon) ma è talmente buona che ne approfitterete anche giorni dopo, se non la terminate tutta.
A seconda delle regioni greche mi ha detto Gina che viene decorata con zucchero a velo o mandorle a lamelle o intere. Se non fossi stata distratta da quella terminator della gattina combinaguai avrei messo le mandorle a lamelle, ma le ho dimenticate quindi la spolvero di zucchero a velo.
Georgia mi perdonerà se proprio oggi che, per la prima volta dopo anni, non festeggiamo il San Silvestro con lei, cucino una torta greca...
Ieri sera eravamo in pochi, nessuno ha trovato la monetina che è capitata nella fetta della colazione!

-ricetta-
500 g farina
400 g zucchero
250 g burro
7 uova
20 g lievito
120 g mandorle in polvere
1 cucchiaino da caffè di vaniglia, estratto
250 ml latte
70 ml di cognac o brandy
2 arance non trattate
1 cucchiaino da caffè di mastika pestata
1 monetina da 1 o 2 cent
zucchero a velo, sale

Mescolo la frazione secca degli ingredienti, ovvero farina e lievito e sale, setacciandoli.
Sbatto il burro morbido con lo zucchero poi aggiungo un uovo alla volta mescolando con le fruste a bassa velocità e non aggiungendone un altro sino a che il precedente non è stato assorbito completamente. Poi metto la vaniglia, la mastika e la scorza delle arance grattugiata, il cognac e la farina di mandorle.
Termino inglobando la farina e il latte poco alla volta.
Ottengo un composto mediamente morbido che verso in una teglia alta di circa 30 cm di diametro imburrata e rivestita di cartaforno nuovamente imburrata.
Affondo la monetina ricoperta di carta stagnola vicino al bordo della torta.
Intanto ho portato il forno a 175°, inforno e cuocio per circa un'ora, eventualmente abbassando la temperatura di qualche grado se colorisse troppo. Devo ottenere una bella superficie dorata.
Quando è tiepida la sformo su una gratella e poi la trasferisco su un piatto da dolce e spolvero leggermente di zucchero a velo.

ΧΡΟΝΙΑ ΠΟΛΛΑ (tanti auguri) a tutti!

2 commenti:

Michela ha detto...

wow, sembra buonissima!!!

buon anno!

Jo ha detto...

ciao Michela, buon inizio anche a te!
E' un dolce semplice ma buono e poi... la monetina l'ho trovata, quindi spero mi porti davvero bene....
:)

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