sabato 8 febbraio 2014

Salsiccia di Bra in tartare con tuorlo di quaglia

Secondo le mie più rosee previsioni a quest'ora avrei dovuto essere sulle piste innevate dello Skicarosello in Alta Badia, tempo permettendo, e infatti non permette. Arrivati sotto una debole nevicata, infittitasi col passare delle ore, ci siamo svegliati avvolti da nuvole basse. Una settimana di vacanza sulla neve ci voleva proprio. Spero tanto che il tempo migliori. Rallenterò la pubblicazione delle ricette, ho intenzione di godermi la vacanza evitando di stressarmi per la connessione assente o ballerina.
Tanto questa ricetta l'ho programmata prima della partenza.
Perciò auguro buon sabato e una buona fine settimana a tutti. Chissà che qualcuno di voi non sia in vacanza come me.
La salsiccia di Bra è un prodotto certificato P.A.T. (prodotto agroalimentare tradizionale), dev'essere prodotta con carni fresche provenienti da allevamenti piemontesi.
Unica nel suo genere in Italia, viene usata solo carne bovina, principalmente pance e copertine di vitello e vitellone, mescolata a un 20% di grasso suino, si consuma quasi sempre cruda e viene prodotta tutto l'anno.
Vi assicuro che è una vera delizia, detto da me che tendo a consumare crude anche le salsicce suine magari non conta molto, però è indubbio che sia un caposaldo degli antipasti piemontesi.
Non disdegnano di aggiungerla anche ai ragù per i tajarin, in zona.
Nel corso della serata sulle Barbera superiori piemontesi abbiamo aperto le danze con La Monella Frizzante di Giacomo Braida, Doc Barbera del Monferrato annata 2011 e, alla luce degli assaggi seguenti, abbiamo fatto molto bene perchè, nella recente Doc Barbera d'Asti Superiore tutti i prodotti sono ben curati ma molto impegnativi, lavorati con molto legno e molto alcolici. Ce n'era bisogno? Rimango sempre più perplessa di fronte a questi assaggi, mi chiedo cosa ricerchino i produttori italiani, preferiscono fare vini muscolosi a scapito della finezza.
Comunque sia, tra tutti, la Monella, che rispecchia appieno il suo nome, un vino delizioso e fresco, appena mosso, con profumi di fiori e frutti non stramaturi, accostata alla tartare di salsiccia di Bra, era perfetta.
Nei ristoranti piemontesi, se servita come antipasto, si limitano a poggiarla a rocchetti su fettine di pane caldo, io l'ho messa in una ciotolina assieme a un tuorlo d'uovo di quaglia e un po' di senape alla panna.
Con appena un po' di prezzemolo e una goccia di succo di limone. Non occorre altro condimento perchè il macinato di carne è già condito. Sublime, per me.
Calcolate 40 g di salsiccia per persona.
Ottima idea per un buffet, si possono preparare un certo numero di ciotoline in anticipo.
Dosi per... scegliete voi!

-ricetta-
40 g salsiccia di Bra per persona
1 uovo di quaglia per persona
senape all'ancienne cremosa
succo di limone
prezzemolo
olio evo
Divido in rocchetti la salsiccia e la privo del budello.
La compongo all'interno di ciotoline monoporzione e ricavo un incavo al centro dove faccio scivolare un tuorlo di quaglia, maneggiandolo delicatamente per privarlo dell'albume senza romperlo (per aprirlo, incido il guscio con un coltellino seghettato).
A lato sistemo una nocetta di senape cremosa e completo con due gocce di succo di limone e qualche fogliolina di prezzemolo tritato. Un filino d'olio e tutto è pronto da portare in tavola.
La Monella è la prima da destra.

2 commenti:

simona gentile ha detto...

che dire!!!!una vera delizia!!!!buona serata simona

Jo ha detto...

Ciao Simona, che dire? io vado pazza per la salsiccia cruda, pure quella di maiale, alla faccia del rischio toxoplasmosi... se poi è di vitellone o manzo, meglio ancora, si va sul sicuro!
Ciao e grazie per il 'passaggio'! ^_^

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