giovedì 8 marzo 2012

Confettura di limoni e pere



Sono rientrata dall'isola d'Elba con una cassetta colma di limoni 'veramente' biologici, quelli che coltivano, in un piccolo limoneto adiacente casa loro, gli amici Regina e Giuseppe, una decina di piante che formano una macchia giallo intenso, tanto sono cariche di frutti.
Li ho raccolti perchè mia mamma si occuperà di fare il limoncello per tutti i suoi amici, mentre io ho deciso di recuperare tutta la polpa e farne una confettura.
Sono limoni molto rustici, hanno una buccia molto profumata e carnosa, sono poverissimi di semi ma sono molto piccoli una volta eliminato tutto l'albedo.
E sono asprissimi, ecco perchè ho pensato di aggiustare il gusto con mezzo chilo di pere.
Invece dello zucchero ho messo fruttosio e zucchero grezzo, per rispettare la natura totalmente biologica dei limoni.
Per aggiungere un altro accento tipico dell'isola ho messo una manciata di fiori e aghetti di rosmarino i cui cespugli spontanei, che crescono nella macchia, sono tutti in fiore.
A settembre i nostri amici gusteranno non solo il limoncello, ma anche questa confettura.

-ricetta-
2 kg di limoni già sbucciati a vivo
500 g pere, peso pulito
1 kg di zucchero grezzo di canna, non troppo scuro
600 g fruttosio
le scorze di due mandarini
un rametto di rosmarino giovane, fiorito

Dopo aver pelato i limoni al vivo li taglio a fettine e poi ancora a pezzetti, eliminando i semi, se ci sono.
Taglio le pere a dadini e metto tutto in una capace pentola di acciaio, verso gli zuccheri e mescolo, quindi copro e lascio riposare una notte.
La mattina successiva aggiungo le bucce di due mandarini ben raschiate e ridotte a filettini sottilissimi, sfoglio il giovane rametto di rosmarino ricoperto di fiorellini blu e metto tutto nella pentola, porto a bollore su fiamma alta e faccio cuocere la confettura fino a che addensa, mescolando spesso, ci vuole circa mezz'ora di bollitura prima che inizi a gelificare e il colore diventi oro-ambrato.
Intanto che il composto prende temperatura per bollire mi preparo i vasetti ben puliti e sterilizzati.
Appena la confettura è pronta la invaso, tappo e capovolgo.
Quando i vasetti saranno tiepidi li ripongo in cantina, in una dispensa fresca e buia.
E' una confettura non dolce, chiaramente, con una punta amaricante che può anche non piacere, molto british marmalade, ideale se consumata su fette di pane spalmate da un velo di burro demi-sel.

3 commenti:

LaZiaCla ha detto...

Interessante questa confettura :-)

Mi unisco ai tuoi lettori, passa da me se ti va ^_^

Ciaoo.

Jo ha detto...

grazie! mi sono unita anch'io al tuo blog, ma non ti assicuro di esserne un assidua frequentatrice, per poter dedicare alla rete tutto il tempo che vorrei, le giornate dovrebbero durare il doppio delle ore, pensa che per aggiornare le mie ricette mi alzo all'alba....
cotto e sgolardato è come dire 'cotto e mangiato' in bresciano?? XD
:-**

LaZiaCla ha detto...

Io ho la possibilità di "scroccare" la connessione in ufficio altrimenti non avrei mai aperto un blog :-)

Sì + o - sarebbe così... più che altro "solardato" sarebbe come dire Golosato :-) ... però sì, è nel mio dialetto che non è proprio bresciano ma della valcamonica ^_^

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